Gli Usa e l'assistenza nella guerra alle droghe nelle Ande
Con un articolo pubblicato sul quotidiano colombiano El Tiempo il presidente della Camera dei Rappresentanti Usa J. Dennis Hastert, repubblicano dell'Illinois, si schiera perche' proseguano gli aiuti del suo Paese anche dopo la scadenza naturale del Plan Colombia, il quinquennale piano antidroghe 2000-2005 per estirpare le piantagioni di coca, nella direzione chiesta dal presidente Bush: 550 milioni di dollari per l'anno fiscale 2006."Cinque anni fa, la Colombia era sul punto di convertirsi in un altro esempio di una nazione "fallita" e senza stato di diritto. Gruppi terroristi come le Farc, le Auc e le Eln, oltre ai cartelli delle droghe, quasi controllavano il Paese", scrive Hastert.
"Il presidente Andrés Pastrana ha progettato il Plan Colombia per affrontare i problemi di sicurezza e difesa, cosi' come di crescita sociale ed economica del suo Paese. Con il forte sostegno della leadership repubblicana nel Congresso, nel luglio 2000 il presidente Bill Clinton approvo' 1.300 milioni di dollari per il Plan Colombia. Cinque anni piu' tardi, mi inorgoglisce sapere come entrambi i Paesi stiano vedendo i benefici del Plan Colombia.
Dal 2002 il presidente Alvaro Uribe ha guidato un programma aggressivo di eradicazione di coca e papavero. Con il sostegno statunitense, le sue Forze Armate hanno ridotto le coltivazioni di coca di un 33 per cento e si e' anche ottenuto un progresso sostanziale nel campo della sicurezza e della difesa. Secondo il ministro della Difesa, dal 2000, le forze militari e la Polizia sono cresciute di piu' di 111.000 soldati e poliziotti in totale. Per la prima volta c'e' la presenza della Polizia in ciascuna delle 1.098 municipalita' della Colombia. Undicimila terroristi hanno lasciato le armi. Tra il 2002 e il 2004 tutti gli indicatori della violenza mostrano significative riduzioni.
L'economia colombiana e' in espansione e ci sono anche diversi aspetti della situazione sociale che sono migliorati, come l'educazione, le cure mediche, i diritti umani e lo Stato di Diritto.
Nessuno puo' dubitare che i nostri amici colombiani abbiano migliorato diversi aspetti del loro Paese, e questo e' dovuto in parte all'assistenza statunitense che hanno ricevuto. Ma c'e' molto ancora da fare. Dobbiamo continuare il Plan Colombia.
La Colombia continua ad essere il principale distributore di cocaina nel mondo. Dobbiamo continuare a migliorare i nostri metodi per bloccare le droghe illegali prima che arrivino nel nostro Paese. Dobbiamo fare tutto il possibile per assicurare che i terroristi smobilitati non ritornino nella selva e riprendano le armi. Sono fiducioso nel fatto che il Congresso degli Stati Uniti riveda questo importante programma con grande attenzione, per continuarlo e consolidare i successi".
E' interessante leggere l'articolo del presidente della Camera Usa proprio dopo la diffusione dei dati delle coltivazioni illegali da parte dell'agenzia che si occupa delle droghe e il crimine delle Nazioni Unite, l'Unodc, proprio sulla regione andina. Colombia, Peru' e Bolivia sono passate dai 153.800 ettari a 158.000, invertendo la tendenza degli ultimi tre anni che registrava un calo. E se la Colombia ha effettivamente diminuito i campi di coca, stessa cosa non si puo' dire per Peru' e Bolivia. La Colombia e' passata da 86 mila del 2003 a 80 mila, il Peru' da 44.200 a 50.300 e la Bolivia da 23.600 a 27.700. I tre Paesi si spartiscono la totalita' della cocaina consumata nel mondo producendone in Colombia il 56%, in Peru' il 28% e in Bolivia il 16%.
E visto che la crescita piu' preoccupante e' quella registrata in Bolivia arrivando a toccare una superficie record dal 1998, con un aumento del 17% in un solo anno, e una crescita del 35% della cocaina, l'attenzione dell'Unodc si concentra proprio in questo Paese che ha gia' visto due presidenti in due anni saltare grazie alle manifestazioni di piazza, anche dei cocaleros.
Una precarieta' politica che difficilmente si puo' conciliare con una qualsiasi strategia politica antidroga. Del resto il Plan Dignitad boliviano aveva ottenuto successi di diminuzione delle coltivazioni di coca anche grazie al supporto che gli Usa avevano dato ai governi di Hugo Banzer e Jorge Quiroga. Basti pensare che nel 1996 la Bolivia registrava 47.900 ettari di foglia di coca, nel 2000 le coltivazioni sono state ridotte a 14.600, la maggior parte delle quali legali e controllate nella regione delle Yungas, dove per usi tradizionali sono legali 12 mila ettari.
Poi tutto e' stato nuovamente travolto dalla coca.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti