Usa. Il problema droga non e' solo colombiano
I politici americani, potrebbero ritenersi soddisfatti dal fatto che, in Colombia, gli eventi sembrano andare in loro favore. Ma sarebbe comunque prematuro per il presidente Uribe e i suoi sostenitori statunitensi, credere di aver vinto sia la guerra civile colombiana che la guerra regionale contro le droghe. Donald Rumsfeld, ministro della Difesa Usa, dovra' prestare molta attenzione su questi punti quando sara' in visita a Bogota'.
Dal momento in cui si e' istaurato alla guida del Paese, il presidente Alvaro Uribe ha ottenuto diversi successi nella lotta sia contro la guerriglia, sia contro i paramilitari. Centinaia di guerriglieri hanno disertato, i gruppi di paramilitari hanno accettato di prendere parte ai negoziati con il Governo, e le forze armate sembrano avere ripreso il controllo su diverse piccole citta' e sulla rete stradale colombiana. Le fumigazioni aeree hanno ridotto la produzione di coca di piu' del 30% rispetto al 2002.
In ogni modo, nessuno dei due principali gruppi di guerriglieri (Farc ed Eln) ha ancora sofferto pesanti sconfitte. I loro leader rimangono fuori dalla portata, e le varie unita' funzionano ancora a pieno regime, come dimostra la recente ondata di attentati per mezzo di autobomba. La produzione di coca e' stata semplicemente spostata altrove, ad esempio fuori dai confini nazionali, visto anche l'incremento delle coltivazioni in Peru' e Bolivia, e questo dimostra che il problema droga, come il problema dei vari eserciti irregolari legati alla droga, e' almeno un "problema regionale"
In queste circostanze, Rumsfeld, dovra' rinnovare l'impegno americano in Colombia. La forza militare del Paese e' stata migliorata, in particolar modo l'intelligence, che ora e' considerata parte della lotta antidroga. Ma la Colombia potrebbe avere bisogno di aiuti militari per un bel po' di tempo. La tensione diplomatica tra i due Paesi (la Colombia si e' rifiutata di esentare gli Usa dalla Corte Penale Internazionale), non dovrebbe fermare gli aiuti, che dovrebbero raggiungere i 550 milioni di dollari per l'anno fiscale 2004. In piu', gli Usa debbono contribuire al miglioramento della politica colombiana, usando la propria influenza per fare in modo che Uribe porti, anche con l'innalzamento fiscale, le elite economiche e sociali colombiane a contribuire pienamente al conflitto in corso.
Infine, Rumsfeld, assieme ad Uribe ed agli altri politici, deve trovare il modo di risolvere i problemi della Colombia a livello "regionale". Un commercio ancora piu' aperto potrebbe aiutare il Paese, anche se gli Usa dovrebbero estendere un trattato del genere a tutti i Paesi andini, e non solo alla Colombia. I favoritismi americani verso Uribe, infatti, potrebbero irritare i Paesi vicini, e renderli meno collaboranti dal punto di vista della sicurezza alle frontiere.
Per gli Usa non sarebbe un gran risultato se, dopo aver vinto la guerra contro droga e terrorismo in Colombia, gli stessi problemi dovessero nascere in un altro Paese della regione.
Dal momento in cui si e' istaurato alla guida del Paese, il presidente Alvaro Uribe ha ottenuto diversi successi nella lotta sia contro la guerriglia, sia contro i paramilitari. Centinaia di guerriglieri hanno disertato, i gruppi di paramilitari hanno accettato di prendere parte ai negoziati con il Governo, e le forze armate sembrano avere ripreso il controllo su diverse piccole citta' e sulla rete stradale colombiana. Le fumigazioni aeree hanno ridotto la produzione di coca di piu' del 30% rispetto al 2002.
In ogni modo, nessuno dei due principali gruppi di guerriglieri (Farc ed Eln) ha ancora sofferto pesanti sconfitte. I loro leader rimangono fuori dalla portata, e le varie unita' funzionano ancora a pieno regime, come dimostra la recente ondata di attentati per mezzo di autobomba. La produzione di coca e' stata semplicemente spostata altrove, ad esempio fuori dai confini nazionali, visto anche l'incremento delle coltivazioni in Peru' e Bolivia, e questo dimostra che il problema droga, come il problema dei vari eserciti irregolari legati alla droga, e' almeno un "problema regionale"
In queste circostanze, Rumsfeld, dovra' rinnovare l'impegno americano in Colombia. La forza militare del Paese e' stata migliorata, in particolar modo l'intelligence, che ora e' considerata parte della lotta antidroga. Ma la Colombia potrebbe avere bisogno di aiuti militari per un bel po' di tempo. La tensione diplomatica tra i due Paesi (la Colombia si e' rifiutata di esentare gli Usa dalla Corte Penale Internazionale), non dovrebbe fermare gli aiuti, che dovrebbero raggiungere i 550 milioni di dollari per l'anno fiscale 2004. In piu', gli Usa debbono contribuire al miglioramento della politica colombiana, usando la propria influenza per fare in modo che Uribe porti, anche con l'innalzamento fiscale, le elite economiche e sociali colombiane a contribuire pienamente al conflitto in corso.
Infine, Rumsfeld, assieme ad Uribe ed agli altri politici, deve trovare il modo di risolvere i problemi della Colombia a livello "regionale". Un commercio ancora piu' aperto potrebbe aiutare il Paese, anche se gli Usa dovrebbero estendere un trattato del genere a tutti i Paesi andini, e non solo alla Colombia. I favoritismi americani verso Uribe, infatti, potrebbero irritare i Paesi vicini, e renderli meno collaboranti dal punto di vista della sicurezza alle frontiere.
Per gli Usa non sarebbe un gran risultato se, dopo aver vinto la guerra contro droga e terrorismo in Colombia, gli stessi problemi dovessero nascere in un altro Paese della regione.
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