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 USA - USA - Usa. Tira e molla sul tema clonazione dopo il discorso di Bush alla Nazione
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Articolo di Cinzia Colosimo
5 febbraio 2003 21:46
 
Numerose le reazioni del mondo politico al discorso alla Nazione pronunciato dal Presidente George W. Bush. Si e' riaperta la questione clonazione, che attualmente giace in Senato con una proposta di legge del senatore repubblicano Sam Brownback, e la spaccatura piu' profonda ovviamente riguarda la possibilita' o meno di vietare il "trasferimento nucleare somatico", la cosiddetta clonazione terapeutica.
Per Bush, la questione principale e': " Dal momento che nessuna vita umana puo' iniziare o finire come oggetto di un esperimento, io vi chiedo di stabilire un alto livello di umanita' e di approvare una legge contro qualsiasi clonazione umana."
Il sen. Arlen Specter, della Pennsylvania, ha subito puntualizzato l'errore fatto sia da Bush che dai suoi sostenitori, che e' quello di aver usato in maniera impropria il termine clonazione: "La parola 'clonazione' e' stata correlata alla 'clonazione riproduttiva', che e' un termine inesatto. In realta' si tratta di trasferimento nucleare." Dello stesso parere e' anche il sen. Orrin Hatch , dello Utah, secondo il quale questa procedura "in altre mani puo' condurre ad ulteriori fonti di staminali", e in futuro "potremo trarre vantaggi da queste tecnologie, se -e di conseguenza- svilupperemo un'etica adeguata".
Il commento del sen. Brownback , e' stato di totale condanna e totale opposizione: "Coloro che supportano questa tecnica vorrebbero far credere alla societa' che esistono due tipi di clonazione: quella riproduttiva e quella terapeutica. Ma qualsiasi clonazione e' riproduttiva per natura." E il deputato repubblicano Dave Weldon, che aveva gia' presentato una proposta di legge di divieto totale, sostiene la medesima posizione sia in veste di rappresentante politico che di medico: "Non permetteremo alle compagnie farmaceutiche di andare all'estero e iniziare esperimenti su soggetti umani fino a che non avranno prima dato prova di esiti positivi sugli animali".
Nel frattempo, un gruppo che comprende le piu' importanti associazioni di pazienti, personaggi del mondo dell'Universita' e delle societa' scientifiche, la Coalition for the Advancement Medical Research (Camr), ha fatto sapere che sosterra' qualsiasi provvedimento legale che vieti la clonazione riproduttiva, ma si opporra' fermamente a coloro che vorranno proibire quella terapeutica. Il suo presidente, Micheal Manganiello ha difatti dichiarato: "Un veto alla clonazione terapeutica non solo distruggerebbe le speranze dei milioni di americani che soffrono a causa del Parkinson, del diabete, della SLA, delle lesioni alla spina dorsale, del cancro e di altre terribili malattie; ma non rappresenterebbe l'opinione della maggioranza del popolo americano, della National Academy of Sciences, dei piu' grandi scienziati e dei premi Nobel."
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