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Aeroporti Toscana. Com’e’ difficile usare Pisa da Firenze…
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Comunicato di Vincenzo Donvito
22 luglio 2017 11:29
 
 Continuiamo il nostro viaggio negli aeroporti della Toscana per uso commerciale (Pisa e Firenze), guardandolo con gli occhi, le aspettative, le esigenze degli utenti del servizio, i passeggeri. Abbiamo gia’ scritto nei giorni scorsi delle problematiche dell’Amerigo Vespucci di Firenze, nello specifico -temporale- per non essere stato in grado di gestire un’emergenza bagagli in seguito a forte vento che aveva indotto alcuni piloti a partire, per sicurezza, senza il bagaglio in stiva .
Oggi evidenziamo la mancanza di sinergia tra le due citta’ (e i due aeroporti) nonostante la societa’ di gestione sia unica ed abbia pretese ambiziose in merito (1).
Partire da Pisa, per chi e’ a Firenze, e’ un’impresa.
La navetta via stradale e’ gestita in monopolio dalla societa’ Autostradale srl (2), che in questi ultimi mesi ha raddoppiato il costo dei biglietti (12 da 6 euro). Occorre prenderla con largo anticipo rispetto all’orario di partenza del volo da Pisa, perche’ la FI-PI-LI tra traffico e lavori e’ spesso un’incognita per la percorribilita’. La partenza e arrivo da Firenze e’ da Parcheggio Stazione Binario 16/Fortezza (Piazzale Montelungo/Viale Strozzi), dove sono pochissimi (e mutevoli) gli scambi bus. La maggior parte dei viaggiatori scendono e salgono dalla stazione SMN, e con le valigie si devono fare tutto il binario 16 fino alla fine della discesa che arriva in piazzale Montelungo. Considerando -anche- che in questo periodo di lavori in piazza Stazione (che va avanti da tempo e la cui fine e’ un miraggio) diventa un’impresa anche riuscire a sapere dove e’ la fermata del proprio bus in zona. Nel frattempo, solo per farsi meno male, una diversa fermata per questa navetta, piu’ gestibile e raggiungibile da parte dell’utenza? Fantascienza!
Se si decide di andare in treno, ormai tramontati i tempi in cui si faceva il ceck-in anche del bagaglio in stazione SMN e si arrivava in aeroporto direttamente, bisogna prendere un treno fino a Pisa centrale e li’ il Pisa Mover, la navetta senza conducente che in 5 minuti porta in aeroporto; costo dell’operazione: 11,10 euro per una percorrenza di h 1,10 (se si prende il treno “buono” da Fi a Pi).
Tutto questo va poi filtrato con diversi voli che arrivano a Pisa a notte fonda o partono anche prima dell’alba… e i collegamenti diventano ancor piu’ precari.
Ovviamente e’ impensabile prendere un taxi da Pisa a Firenze: 170 euro, come fa sapere il sito web della Cotapi (4).
Considerando che la maggior parte dei voli low cost parte da Pisa, ed oggi la gran parte dei viaggiatori sono utenti di questo tipo di trasporto, si capisce come sia importante questo collegamento Pisa/Firenze. Dovrebbe quindi essere compito dell’autorita’ amministrativa, che e’ anche presente nella societa’ di gestione degli aeroporti, cercare di intervenire in merito. Ma al momento sembra che la questione sia sottovalutata. Da una parte perche’ le autorita’ fiorentine si beano del servizio dell’aeroporto fiorentino , dall’altra perche’ il traffico dell’apt pisano e’ gia’ notevole e, salvo interventi strutturali che non sembra siano previsti, non percepiamo interessi ad incrementarlo. L’utente del servizio -quindi, e tanto per non cambiare- rimane sempre suddito.
Va da se’ che non ci sentiamo marziani nel continuare a proporre le nostre soluzioni:
-si declassa l’Amerigo Vespucci, facendolo tornare ad aerodromo per i cosiddetti aerei da turismo, e si fa un collegamento su rotaia che in 30 minuti (o meno) colleghi la stazione di Firenze all’aeroporto di Pisa, potenziando anche quest’ultimo visto il non indifferente impatto di passeggeri che avrebbe;
– si parta subito con la costruzione della nuova pista, si’ che dall’aeroporto di Peretola possano partire anche i voli diretti a New York, con qualunque situazione climatica.

1 - Nella societa’ Toscana aeroporti spa, tra gli azionisti sono presenti la Regione Toscana (5,03%) e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (6,58%), che nonostante siano minoranza rispetto alla maggioranza della holding argentina Corporation America Italia spa (51,13%), per il fatto stesso di esserci dovrebbero stimolare maggiormente la vocazione al servizio di utilita’ pubblica.
2 – gigante del settore (Milano, Pisa, Roma, Bari, Bologna, Trieste, Venezia e Treviso), nonostante sia solo una srl
4 - Cooperativa taxisti pisani
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