Giovedì 4 giugno 2026
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BORSA: I CONTROLLI? ATTI NOTARILI

Comunicato ·

Roma, 9 giugno 2003. "Tutto a posto, niente in ordine". Potrebbe essere questa la frase tipica del sistema di controlli nel nostro Paese ed in particolare in quello degli investimenti in borsa. L'importante e' che le "carte " siano a posto, cioe' che gli atti formali siano regolari. Non ha interessa se una autostrada rimane incompiuta, un ponte resta sospeso nel vuoto, un ospedale si ferma all'abbozzo cementizio, tutto cio' e' poco importante -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Cosi' anche le societa' quotate nella borsa italiana sono state valutate tenendo presente la completezza delle "carte" piu' che la sostanza, cioe' la qualita' di una azienda. Sicche' sono state accettate in listino societa' sulla cui consistenza era opportuno usare la lente di ingrandimento. Esempi ultimi non ne mancano, come la Opengate (elettricita' ed elettronica) i cui soci fondatori liquidavano le proprie quote mentre la societa' decideva un aumento di capitale, o la Giacomelli (articoli sportivi), in borsa da meno di due anni, che nascondeva la propria difficile situazione patrimoniale ad analisti, non particolarmente scrupolosi, ed ora e' praticamente fallita. Cosa abbiano fatto gli organi di vigilanza non e' dato di sapere, forse controllavano la numerazione progressiva dei fogli degli atti depositati e la firma su ognuno di essi. Sta di fatto che i risparmiatori, dopo aver dato fiducia al mercato borsistico, ora si ritirano creando non pochi problemi a quelle aziende serie, che hanno provato a svincolarsi dai prestiti bancari per aprirsi a nuove forme di ricerca di capitale. Sono gli effetti di un sistema che non ha saputo cogliere l'occasione di un massiccio trasferimento di capitali, dai titoli di Stato alle aziende, e che non ha saputo fornire le opportune garanzie a chi credeva in nuove possibilita' di investimento.
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