Comune di Firenze e divieto vendita alcolici. “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”… e i contribuenti pagano
Il Tar della Toscana ha bocciano un'ordinanza del Sindaco di Firenze che, dallo scorso dicembre, vietava la vendita di alcolici dalle 22 alle 6. E la seconda bocciatura dopo quella inflitta, sempre dal Tar, nel 2013..“Il lupo perde il pelo ma non il vizio”? E quanto valutiamo dopo aver letto la sentenza che, rimarca quanto gia' affermato in quella del 2013:
- simili ordinanze dovrebbero essere prese dall'amministrazione e non dal Sindaco,
(emerge l'ignoranza del Comune/Sindaco nella procedura: nel 2013 e reiterata nel 2015… probabilmente perche' a Palazzo Vecchio sono convinti che i loro amministrati sono ignoranti, mentre sono distratti gli organismi di controllo. Arroganza?);
- limitare la vendita di beni (alcolici nella fattispecie) non c'entra nulla con gli orari degli esercizi commerciali, che comunque non sono di competenza comunale, ma disciplinati da legge dello Stato, anche dopo specifica sentenza della Corte Costituzionale (27/2013),
(una totale incompetenza del Sindaco e dei suoi uffici legislativi).
Quindi: il Sindaco Matteo Renzi ci aveva provato, ma era stata bocciato: il Sindaco Dario Nardella ci ha riprovato grossomodo con le stesse motivazioni, ed e' stata nuovamente bocciato. Aspettiamo la terza ordinanza e il terzo ricorso al Tar presumibilmente vincente da parte dei proponenti?
Chi paga per i cittadini che sono stati privati del diritto di fare acquisti? Chi paga per i negozi a cui e' stato impedito di fare business? Chi paga per gli enormi problemi di ordine pubblico derivati dal fatto che, non essendoci le vendite legali di alcool, sono state spalancate le porte alle vendite illegali gestite da delinquenti di vario calibro? E chi paga per queste arroganti temerarieta' che, oltre ai costi del Tar, significa anche i costi degli avvocati del Comune? Noi contribuenti, ovviamente…
Qui la sentenza Tar dello scorso 31 luglio
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