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Giornata del silenzio. Una proposta diversa
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Comunicato di Alessandro Gallucci
9 luglio 2010 12:32
 
 Oggi si celebra la cosi’ detta giornata del silenzio. Probabilmente al posto di non "mandare i giornali in stampa" sarebbe stato meglio distribuirli con un’iniziativa ad hoc per la giornata.
Con un prezzo un po’ piu’ alto sempre accessibile ma pur sempre diverso dal classico euro (magari specificando che il ricavato sarebbe stato utilizzato per successive iniziative di sensibilizzazione e contrasto) e invogliando i cittadini a comprare per partecipare alla protesta si sarebbe potuto avere il polso della situazione, ossia: quanti davvero hanno a cuore la liberta’ d'informazione?
Si sarebbe potuto pensare ad un'uscita dedicata esclusivamente ad un approfondimento articolato del contenuto del testo del disegno di legge che si contesta, spiegando nel dettaglio cosa non va. Insomma rendere consapevoli i cittadini senza lasciarli in balia di formule, per carita’ probabilmente anche giuste (del tipo: non avremmo mai saputo della clinica santa Rita, dell’indagine sulla protezione civile ecc.) ma che rischiano pur sempre di diventare parole vuote se non se ne spiega il perché. Pochi sanno che l’approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni vieta di fatto anche le riprese audio e video dei processi. Questa e’ una fase del procedimento che a differenza delle indagini deve, per Costituzione, essere pubblica. Non ci pare, tranne qualche specifica iniziativa che in molti si siano strappati i capelli. Spiegare bene qual e’ il rischio e quali, invece, gli ipotetici benefici di una legge significa coinvolgere le persone dandogli la possibilita’ di decidere se essere o meno realmente protagoniste e consapevoli di una protesta.
L’impressione, purtroppo, e’ che si tratti dell’ennesimo uso a sproposito di un diritto sacrosanto come quello di sciopero che e’ divenuto, purtroppo, uno sbiadito cliché che raramente sortisce gli effetti sperati. Un’altra occasione per i notabili delle varie caste (politica, giornalistica, ecc.) di mettersi in evidenza con slogan vuoti che ormai rientrano in una logica di contrapposizione costante buona solo a riempire le pagine dei giornali del giorno dopo.

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