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Governo. Speranza e la pavidità bostikiana
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Comunicato di Primo Mastrantoni
29 luglio 2021 9:57
 
 Abbiamo atteso qualche giorno che il ministro della Salute, Roberto Speranza, riflettesse e si chiedesse: posso assistere al dileggio e alla maleducazione di un mio invitato sul palco, alla festa del mio partito, che oltraggia il capo del Governo del quale faccio parte? Posso accontentarmi di definire gli insulti semplicemente come espressioni infelici? O avrei dovuto interrompere il malmostoso invitato, indicandogli la via di uscita? Posso tollerare che il mio partito applauda tali rutti e io continui ad essere il ministro di un Governo il cui capo è stato svillaneggiato? Ci saremmo aspettati che il ministro Speranza dichiarasse: No, non è tollerabile, non è sopportabile, non è accettabile, non è ammissibile, per cui mi dimetto da segretario del mio partito (Articolo 1) e da ministro, e chiedo scusa al capo del Governo, che è stato scelto dal Presidente della Repubblica e confermato, a stragrande maggioranza, da un voto di fiducia del Parlamento.
Così si dovrebbe fare e abbiamo atteso invano. Certo è che il coraggio uno non se lo può dare, come ricorda il Manzoni, e, soprattutto, la poltrona ministeriale è comoda e chi mai la darebbe a un capo di partito da prefisso telefonico? Eppoi, staccarsi da una poltrona di foggia pregevole è difficile quando si è attaccati con il bostik. Insomma, abbiamo un bostikiano alla sanità.
 
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