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Liberta' di espressione ed Internet. Il Tribunale di Firenze apre ad una confluittualita' permanente tra difensori e detrattori
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Comunicato 
11 gennaio 2010 13:35
 
Oggi il Tribunale di Firenze si e' pronunciato su una nuova richiesta di oscuramento di un forum del nostro sito Internet. Nel forum si contesta il contratto IndexPoint, commercializzato da Index Europea Spa e Indexcom Srl, di cui molti utenti sono scontenti. Il forum “Contratto Index Europea”, e' stato aperto nel novembre del 2006, conta oggi piu' di 4500 post, la maggior parte dei quali scontenti del servizio, che chiedono come risolvere il contratto, dibattono sui servizi.
In udienza, assistiti dall'avvocato Emmanuela Bertucci, abbiamo ribadito le nostre intenzioni a mantenere in vita questo forum, cosi' come tutti gli altri che il sito ospita, per consentire il libero dialogo e confronto fra gli utenti nonche', nei casi in cui oggetto del forum sia una azienda o un servizio, fra utenti e aziende.

Il magistrato, dr Bruno Rados, presidente della seconda sezione civile, dopo non aver letto gli atti ma solo ascoltato le parti, ha cosi' sentenziato:
“Rilevato che in fatto e' pacifico quanto dedotto da parte ricorrente;
ritenuto che per l'efficace tutela del nome delle ricorrenti e' tecnicamente possibile e ragionevolmente satisfattivo delle loro richieste un intervento non gia' radicale di oscuramento del forum di discussione “Di' la tua, “Contratto Index Europea” del sito www.aduc.it ma attesa la disponibilita' di parte resistente procedere a specifiche operazioni chirurgiche di eliminazione dei messaggi offensivi o comunque pregiudizievoli al buon nome delle ricorrenti
P.Q.M.
In parziale accoglimento del ricorso ordina ad Aduc di procedere a sua cura e spese all'eliminazione dei messaggi in qualunque modo nocivi del buon nome della Index Europea Spa e della Indexcom Srl. Dichiara compensate tra le parti le spese del procedimento”.


Una decisione “non decisione” che, anziche' indicare cosa e' ritenuto lesivo, e dunque deve essere rimosso, “rimette la palla in gioco” demandando questo compito ad Aduc stessa, che provvedera' al vaglio e alla rimozione di quanto ritenuto lesivo in un'ottica di ragionevolezza e buon senso. E' ben plausibile che i ricorrenti –che ne chiedevano l'oscuramento totale– non si riterranno soddisfatti dalla “ragionevolezza” di Aduc.
Abbiamo purtroppo conferma che la materia Internet, e relativa liberta' di espressione ad essa connessa, e' cosa vaga e contraddittoria per le nostre leggi e per chi e' deputato alla loro applicazione.
La partita dunque e' ancora aperta ed e' pacifico che la situazione non potra' che continuare ad essere di conflittualita' permanente tra chi esercita questa liberta' e chi la vuole reprimere.
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