MAXI-MULTE ALLE BANCHE E SOCIETA' AMERICANE. IN ITALIA?
Roma, 23 maggio 2003. La Sec (Securities Exchange Commission, la "nostra" Consob) americana ha comminato una multa da mezzo miliardo di dollari per frode finanziaria alla WorldCom, il colosso della telecomunicazione, che nei giorni scorsi ha accettato di pagarla. Nei mesi precedenti sempre la Sec, ha disposto 1,4 miliardi di dollari di multa a colossi bancari. Credit Suisse First Boston, Goldman Sachs, Merryl Lynch, Morgan Stanley, Salomon Smith Barney, insomma la crema della finanza statunitense, hanno dovuto ammettere che l'informativa nei confronti dei risparmiatori si scontrava con l'attivita' propriamente bancaria. Insomma un caso classico di conflitto d' interessi -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che in Italia non riesce ad essere sanzionato. Inutile ricordare gli investimenti suggeriti dalle banche in titoli argentini, il caso Cirio o del Monte dei Paschi di Siena, perche' in questi casi la nostra Consob o la Banca d'Italia non si sono dimostrate all'altezza della situazione e a rimetterci le ... penne sono stati i risparmiatori, che hanno visto volatilizzare i propri risparmi. Chi doveva svolgere un'azione di informazione e tutela del risparmio italiano e' stato assente. La fiducia riposta nei titoli di Stato, dai cosiddetti Bot-people, e trasferita inopinatamente a banche e intermediari e' venuta meno, nonostante i tentativi di imbonimento con le piu' diverse offerte. Noi continuiamo a ricordare ai risparmiatori che banche e intermediari fanno prima i loro interessi poi quelli del cliente.
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