NUOVE NORME CODICE DELLA STRADA: A CHE E A CHI SERVE "IL MUSO DURO"?
Firenze, 6 Giugno 2003. Tra le novita' del decreto legge d'urgenza che anticipa alcune norme del codice della strada, in attesa della riforma generale, ce n'e' sicuramente una che salta agli occhi per la sua assurdita'. Ci riferiamo a quella della sospensione della patente per chi, in due anni, per due volte viene trovato senza cintura di sicurezza in automobile, o senza casco in motocicletta.
Una premessa.
Per quale motivo buona parte di coloro che accertano il rispetto del Codice della Strada, da quando e' stato introdotto l'obbligo delle cinture di sicurezza non ha fatto multe in proposito? Perche' in tutti questi anni c'e' stato questo diffuso lassismo che ha fatto si' che non si consolidasse l'abitudine di allacciarsi le cinture appena si entra in automobile, ma solo (e neanche tanto) quando c'e' un accertatore nelle vicinanze? La responsabilita' e' sicuramente di chi non se l'e' allacciate, ma e' maggiore in chi non ha fatto rispettare le norme. E non stiamo parlando di casi isolati. Basta farsi un giro in una qualunque citta' italiana e annotare quelli che circolano con le cinture allacciate, perche' si fa prima in quanto molto meno di quelli che non le portano.
Una premessa che serve a capire che, se oggi siamo in questa situazione che il legislatore vorrebbe risolvere con l'indurimento delle sanzioni, questo si sarebbe potuto evitare soprattutto se gli accertatori avessero fatto il loro dovere.
E allora, perche' deve essere l'utente a farne le spese? Non basterebbe che le attuali sanzioni fossero applicate? A cosa serve il ritiro della patente? La risposta potrebbe essere che a sanzione maggiore, la paura del potenziale violatore della norma, sarebbe maggiore e quindi si avrebbero piu' persone che si allaccerebbero la cintura. Non crediamo, cosi' come non ci sono meno assassinii in quei Paesi in cui vige la pena di morte.
E' cosi' che si vuole inculcare nell'utente il concetto e la prassi del rispetto del codice? Soprattutto perche' stiamo parlando di un comportamento che, violando la norma, non porta danno agli altri utenti, ma solo a se stessi. Se un automobilista passa col semaforo rosso o infrange i limiti di velocita', fa potenzialmente danno a se stesso e ad altri che dovessero subire le conseguenze di un incidente. Ma nel caso della cintura di sicurezza, l'unico danno e' a se stessi. Quindi e' proprio un ambito in cui, pur mantenendo la sanzione per la violazione della norma, l'obbligo al rispetto deve e puo' essere imposto in modo meno traumatico e drammatico.
Le politiche del "muso duro" non servono ad alcuno, soprattutto se dietro questo "muso duro" si nasconde il lassismo e la non applicazione della legge da parte di chi aveva il dovere di farlo.
Per questo invitiamo il legislatore a far si' che non si arrivi all'approvazione di questa norma, ma molto piu' semplicemente all'applicazione di quella esistente e, soprattutto, al sanzionamento di chi, autorita' preposta, non fa il suo dovere per farla rispettare.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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