Prostituzione a Firenze. Lockdown, zone rosse e a luci rosse: le lucciole son ‘tornate’ alle Cascine
Il Parco delle Cascine è anche ritrovo di prostituzione. Negli anni varie ordinanze, financo una ztl notturna, hanno cercato di colpire il fenomeno. Ma la prostituzione, mestiere più antico del mondo, segue le leggi del mercato: a domanda, c’è offerta.Quindi si sposta di zona, si insinua in zone grige, appartamenti su strada, alberghi, centri massaggi, giri online, etc... e finché non sarà legalizzata sarà essenzialmente gestita dalla criminalità, sarà esentasse, e anche quindi senza i benefici della legalità: ferie, malattie, sostegni Covid, sicurezza pubblica.
In pandemia, come i mercati illegali connessi a comportamenti umani (le droghe, tra gli altri), la prostituzione esiste e prolifera.
Ieri sera sono passata da viale delle Cascine verso le 19.30 e -a dispetto dei divieti rossi e arancioni di questo periodo- c’erano auto con sportello aperto per mettere in mostra la mercanzia.
Anche utilizzando accorgimenti igienici, non credo che guanti, mascherine e distanziamento possano indurre rapporti sicuri. La legge di mercato conferma che se non c’è stata paura di multa e denuncia, oggi neppure il Covid fa da deterrente nel sesso a pagamento.
Un post-it. E’ urgente affrontare questioni politiche, sanitarie, economiche e umane che forse qualcuno giudica poco relazionate col Covid. La legalizzazione della prostituzione non è marginale: come per tutte le pratiche diffuse e popolari, la clandestinità non gioca, anzi aggrava la già difficile situazione.
Nel frattempo di giorno alle Cascine ci sarà Viale Lincoln con il drive-in dei tamponi e la sera il viale parallelo con i drive-in delle lucciole.
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