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CANONE RAI-TV + 4.400 LIRE
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Editoriale 
15 dicembre 1999 0:00
 
PIU' SOLDI PER UN SERVIZIO PUBBLICO CHE FA LA GARA CON QUELLO PRIVATO. MA IL GARANTE PER LE TLC COSA FA?

Il ministero delle Comunicazioni ha fatto sapere che dal prossimo anno il canone televisivo aumentera' di 4.400 lire, per compensare i minori introiti che la Rai ha dall'abolizione del canone autoradio. La Rai aveva chiesto 6.000 lire, si vociferava di 3.000 lire, ma l'istruttoria condotta con le Finanze ha portato alla cifra pattuita.
Un regalo di 66 miliardi di lire per quello che viene chiamato servizio pubblico radiotelevisivo. Infatti -secondo quanto dice anche il presidente Rai Roberto Zaccaria- il canone viene utilizzato solo per pagare quella parte della Rai che svolge questo servizio, e non per quella parte che, invece, e' in concorrenza con altre emittenti. Come questo sia possibile, lo sa solo il prof. Zaccaria (basti pensare solo all'alta frequenza e alla parte tecnica in generale), ma questo e' quello che lui dice per difendersi in sede di istruttoria comunitaria (in corso) dall'accusa di abuso di posizione dominante e concorrenza sleale.
Inoltre -cosi' come ci aveva fatto sapere l'altro giorno il ministro Cardinale in un'intervista- a giugno il servizio pubblico dovrebbe essere svolto solo dalla Terza Rete, mentre le altre due Reti competeranno sul mercato. E ci pare evidente che lo faranno con i soldi dei contribuenti obbligati a pagare quella tassa sul possesso di un apparecchio televisivo che continuano a chiamare canone. Non solo. L'aumento e' stato deciso rispetto ai "bisogni" di un sistema pubblico articolato che consta di tre Reti ..... ma se questo servizio verra' svolto solo da una Rete, c'e' qualcosa che non torna, oppure i bisogni della futura terza Rete pubblica sono talmente alti per l'assenza di pubblicita', che deve assimilare tutto? Non lo sappiamo e credo che, stante le cose, non lo sapremo mai.
Per noi utenti resta il fatto che dobbiamo pagare piu' soldi per un servizio pubblico che fa la gara con quello privato, e che e' messo sotto accusa da piu' parti per la sua faziosita'.
E' evidente che ci domandiamo cosa faccia il Garante per le Telecomunicazioni. Serve a garantire il passaggio dal monopolio al mercato o a garantire che l'informazione rimanga saldamente nelle mani del monopolista?
(Vincenzo Donvito)

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