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FINANZIARIA 2000. E I PREZZI E INTERNET?
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Editoriale 
1 ottobre 1999 0:00
 
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto di Finanziaria, ma -almeno nei resoconti ora reperibili, non siamo riusciti a trovare una nuova politica che consideri quello che sta succedendo con l'inflazione.
Si possono anche concepire riduzioni della pressione fiscale in alcuni settori (incosistenti come, sulla casa, denuncia la Confedilizia), ma non si puo' non tener conto che i soldi dalle tasche dei consumatori, se da una parte vi rimangono grazie alla manovra finanziaria limitata, dall'altra escono in maniera molto consistente grazie alla lievitazione dei prezzi di molti servizi e prodotti di prima necessita'; elettricita', gas, acqua, benzina, servizi sanitari .....
A questa situazione c'e' da aggiungere anche che, grazie alla politica di decentramento amministrativo e fiscale, oggi molti tributi che una volta erano appannaggio dello Stato, vengono riscossi dalle amministrazioni locali che, inoltre, hanno anche il potere di aumentarli rispetto alle loro esigenze; e sono storie di follie quotidiane quelle che vedono molti Comuni e Regioni in prima linea nel tartassare vampirescamente i contribuenti con l'aggiunta di balzelli o la pretesa che gli stessi contribuenti dimostrino di aver gia' pagato (magari dopo anni e anni) pena il ripagamento dei tributi.
E Internet? Che fine ha fatto? Dopo i discorsi domenicali nei festival de l'Unita', il grande incentivo che doveva essere riservato a questo strumento di comunicazione e informazione, dov'e'? Intanto gli utenti di Internet continuano a far ingrassare in modo esoso la Telecom con la tariffa urbana a tempo (il piu' grande disincentivo alla diffusione di questo strumento). Non chiediamo la rottamazione dei computer, perche' siamo molto diffidenti nei confronti di queste politiche, ma "rottamare" il potere di Telecom ci sembra fondamentale, e solo il primo passo.
Su questo ambito ci viene il sospetto che, siccome e' un settore che tira indipendentemente dalle attenzioni del Governo e dello Stato, tanto vale lasciarlo a se stesso e ricavarci quanto piu' possibile. E l'alfabetizzazione italiana di Internet in forte ritardo rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo? Discorsi domenicali settembrini, per l'appunto.
Ci sembra una "Finanziaria toppa", che cerca di riparare momentaneamente il buco che si e' creato sulla giacca di tutti i giorni, ma che non pone le condizioni per comprarsene una nuova, e, soprattutto, condizioni che non siano un'elargizione dello Stato, ma una conquista di ognuno rispetto alle sue capacita'.
Strade da percorrere ce ne sarebbero tantissime (ricordiamo quella "banale" della dismissione dei poteri economici monopolisti che, da soli, renderebbero inutili le riscossioni di tributi di non sappiamo quanti anni a venire), ma per farlo ci vuole una volonta' di riduzione del proprio potere da parte dello Stato e la sua conversione a garante delle regole del mercato che, stante la situazione -e questa Finanziaria- non ci pare proprio di intravedere.
(Vincenzo Donvito)
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