Martedì 15 settembre 2026
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Minacce al nostro sistema di vita. Intelligenza artificiale… e il cambiamento climatico?

Editoriale · Vincenzo Donvito Maxia ·

Se dicessimo che una gigantesca minaccia esistenziale alla sicurezza, prosperità economica e tutta la vita umana incombe sulla Terra, è altamente probabile che in tanti penserebbero all’intelligenza artificiale.

Le ultime dichiarazioni, talvolta anche chiacchiere, di esperti di tecnologia prefigurano un limite di una decina d’anni oltre i quali l’umanità sarebbe spazzata. Dopo le prime “timide avvisaglie” è arrivata la “bomba” del ceo di Anthropic, Dario Amodei, che ha avvertito che entro sei-dodici mesi l'IA potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti che potrebbero prendere il controllo dell'intera internet…. e da  qui  all’umanità intera il passo sarebbe breve.

Una dichiarazione apocalittica che  ha scatenato una vera e propria isteria, anche finanziaria, con l’aggiunta del presidente Usa che, non condividendo la frenata ha ricordato che  “Gli Usa sono in vantaggio nell’AI, non uccidete la gallina dalle uova d’oro”.

 

Ma c'è un grosso problema: tutta la nostra attenzione è assorbita dal potenziale rischio di estinzione rappresentato da ChatGPT, Claude, Gemini e gli altri. Corriamo il pericolo di dimenticare la minaccia ben più grande per tutta la vita sulla Terra, quella che conosciamo da oltre un secolo e che si sta già manifestando sotto i nostri occhi in ogni continente e in ogni paese: il collasso climatico.

 

Chiunque abbia nutrito dubbi che il riscaldamento globale possa cambiare radicalmente il nostro pianeta e il nostro stile di vita (coi negazionisti diventati ultimamente molto silenziosi), ha potuto ricredersi quest'estate. Temperature estreme ed eventi meteorologici hanno devastato interi Paesi, causando siccità e carestie, inondazioni mortali, frane e incendi. Minacce concrete, quantificabili e reali per la vita umana, a differenza dei rischi nebulosi dei modelli linguistici complessi. L’Europa quest’estate è bruciata e comunità di tutto il mondo sono state devastate da inondazioni estreme, e un evento climatico catastrofico è alle porte, l’interruzione dell’Amoc (di cui la corrente del Golfo è parte): il "capovolgimento meridionale della circolazione atlantica” che distribuisce il calore dai tropici all’Atlantico settentrionale. Se l’Amoc si fermerà (probabilità ora data al 50%) le conseguenze saranno disastrose: aumento del livello del mare sulla costa orientale degli Stati Uniti e crollo delle temperature medie invernali nell’Europa settentrionale; drastici cambiamenti nei cicli dell’acqua dell’Amazzonia che scatenerebbero reazioni a catena fino al collasso della foresta pluviale, innescando ulteriori disastri; oltre all’innalzamento della temperatura antartica di circa sei gradi e il rilascio di un’enorme quantità di anidride carbonica attualmente immagazzinata nell’oceano Antartico. Nel frattempo è in arrivo il super El Nino, che non è solo una notizia per Paesi disgraziati, ma coinvolge da subito anche l’Italia.

 

Tra le migliaia di studi, convegni a tutti i livelli, facciamo al momento tesoro di quanto ha affermato già qualche tempo fa il dottor Luke Kemp, autore principale dello studio “Climate Endgame" e ricercatore presso il Centre for the Study of Existential Risk di Cambridge . "Il cambiamento climatico ha giocato un ruolo in ogni evento di estinzione di massa. Ha contribuito alla caduta di imperi e ha plasmato la storia." Sebbene gli eventi meteorologici estremi – che si verificano già con maggiore frequenza – siano motivo di grande preoccupazione, ha aggiunto, "i percorsi verso il disastro" non si limitano agli impatti diretti delle alte temperature. "Effetti a catena come crisi finanziarie, conflitti e nuove epidemie potrebbero innescare altre calamità e ostacolare la ripresa da potenziali disastri come una guerra nucleare".

 

Cosa sta accadendo nel mondo in questi ultimi anni? Non più solo guerre ”lontane”, da titoli di coda dei notiziari, ma eventi con ricadute sulla nostra vita quotidiana (i carburanti vale come esempio per tutto). Non solo. Dall'Ue agli Usa, passando per l’Italia e tanti altri Paesi, si stanno ridimensionando attenzione e rimedi al cambiamento climatico.

 

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