Editoriale. Diritti economici ed individuali. Non vengono dal nulla

La morte di Emma Bonino è occasione perché dovunque si ricordi il suo operato politico militante ed istituzionale. Che non è cosa da poco per un Paese che, dagli anni 70 del secolo scorso, si è svegliato riconoscendo validità alle individualità soprattutto grazie alla Bonino. Paese che barcolla e che, negli ultimi tempi, almeno per coloro che si esprimono (meno del 50%, mediamente) non è scevro da rimettere in discussione questi diritti e libertà. Uno per tutti: il diritto ad abortire.
Occasione che vale per tutto quello che compone una democrazia “liberale”, come dovrebbe essere la nostra. Dall’economia alle libertà individuali. Questa democrazia ha una caratteristica che non va mai dimenticata: niente deve essere dato per scontato e deve essere sempre difeso ed affermato.
In economia, si pensi ad alcuni processi di monopolizzazione in atto come Poste/Tim per le telecomunicazioni, Intesa/Mps per il risparmio, le tante aziende cosiddette partecipate che gestiscono i servizi pubblici locali e regionali. Nonché l’ignavia di amministrazioni centrali e locali a riconoscere e rendere fattibile il diritto alla casa/abitare.
Per le libertà, oltre al già ricordato aborto, si pensi a quella di stampa, di informazione con quella di Stato che fa concorrenza a quella privata in conflitto di abuso di posizione dominante, di espressione che è disciplinata da ordini professionali di stampo fascista e dai divieti per intere fette di popolazione per poterne fruire (divieto social ai minori è punta d’iceberg).
Beh, quando muore una come Bonino, come qualche anno fa accadde per Marco Pannella, crediamo sia necessario che ognuno si fermi un attimo a riflettere per partire subito dopo. Tutto questo non ci è caduto come l’acqua dal cielo, ma è stato frutto di consapevolezza e tenacia che, auspichiamo, non debba solo essere appannaggio di presunto eroi, ma di ogni cittadino.