Venerdì 14 agosto 2026
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Politica e cultura del ‘mai più’. La prevenzione

Editoriale · Vincenzo Donvito Maxia ·

Ricorrendo l’anniversario del crollo del ponte Morandi di Genova, tra vari politici riecheggia l’allocuzione ‘mai più’. Un “must” che ricorda molte altrettante pronunce relative anche a guerre, nazi-fascismo, comunismo, stragi di varia origine religiosa, etc. E che, soprattutto come spesso ripetuto nei film americani, va di pari passo con “andrà tutto bene”.

 

Dietro il “mai più’ nostrano c’è la sfacciataggine di persone che sono state responsabili politici di quando certi eventi tragici si sono manifestati, ricoprono ancora o di nuovo incarichi istituzionali, e che - forti di quella che qualcuno chiama credibilità – si pongono come garanti perché non si creino più le condizioni perché certi eventi si ripetano.

Solo che, se non è un ponte che crolla, ma il ripetersi di incendi, inondazioni, siccità, eventi climatici estremi, mala gestione di ordine pubblico e/o infrastrutture… sta di fatto che - “mai più” oggi, “mai più” domani - sembra solo di assistere ad una parata di incapaci.

 

Nel prendere atto siamo comunque consapevoli che alla base c’è un problema: siamo esseri umani. E nonostante politici e religiosi cerchino di manifestare la maturazione di entrambi per far tesoro degli errori del passato.. ecco che entrambi ci ricascano. Esseri umani che hanno un problema, oltre che genetico (non è una novità che l’essere umano è il peggior nemico di se stesso e del Pianeta… per l’Universo c’è ancora tempo), anche culturale. Ché la cosa più semplice da approntare, non viene mai fatta o si fa finta di farla: la prevenzione.

 

In una comunità che democraticamente ama se stessa, sarebbe semplice. Tu hai avuto una qualche responsabilità in un qualche evento tragico? Sei stato fascista o comunista o responsabile di un qualche organismo che ha provocato una tragedia? Bene, tu resti fuori da qualunque gestione pubblica o privata di politiche, servizi e imprese che possano provocare problemi a terzi. I diversi che dovranno essere al tuo posto, magari non hanno la tua esperienza, ma sicuramente non hanno la tua esperienza che ha portato alla tragedia di cui sei stato responsabile.

Semplice?

Non in Italia e diversi Paesi con culture simili. La cui base sono pentimento e riabilitazione. Per cui, dopo i riti del caso, ecco che ci ritroviamo le stesse persone che rifanno le stesse cose. E si vanifica il nostro ‘mai più’.

Sia chiaro, non è che pentiti e riabilitati debbano essere messi all’indice, solo che non dovrebbero operare lì dove - pubblico e privato - è coinvolta la sicurezza di terzi. Per se stessi possono anche inventare una macchinetta che tagli le dita, ma questa macchinetta se la tengono a proprio uso e consumo, non la possono commercializzare.

 

Resteranno pochi politici, pochi leader, pochi tecnici, pochi imprenditori? Sarebbe un non-problema da risolvere con una massiccia educazione di nuovi soggetti atti alla bisogna, così come il mercato ci farà capire l’opportunità.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

 

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