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LE PREVISIONI SCIENTIFICHE DEL LOTTO
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Editoriale 
15 marzo 1999 0:00
 
Dopo una denuncia, presentata contro la truffa della scientificita' con cui in una trasmissione Rai si consigliavano numeri da giocare al Lotto, un lettore ci ha scritto queste righe:

Cari dell'Aduc,
......
Volevo solamente rubarvi qualche minuto in relazione alla mia esperienza personale relativa al "professore" del Lotto alla Otto, la trasmissione su Rai Due.
Premetto che non sono nè sono mai stato accanito giocatore del Lotto, anzi. Vedo troppa gente gettare i propri soldi "dalla finestra", o meglio nelle tasche dello Stato, per poi lamentarsi delle tasse...incongruenze italiane. Non nego, però, che il lotto, se preso a giuste dosi, possa rivelarsi un gioco interessante e che sa regalare qualche piccola soddisfazione.
La mia esistenza lottistica nasce proprio un paio d'anni fa col prof. Pazzaglia. Dalla rete di Telelombardia, egli elargiva i suoi consigli sulle estrazioni del lotto, frutti di una passione personale per le scienze matematiche (a quanto mi è dato sapere, infatti, egli è professore di Storia dell'Arte...). Il successo non tardò a venire: un primo libro, un secondo e persino un terzo; manuali con poche spiegazioni sul metodo e farcitissimi di numeri e probabilità. Così cominciai a giocare. E mi divertii, lo confesso. In effetti, i calcoli del prof. Pazzaglia consentivano di realizzare modeste vincite in tempi relativamente brevi e, quindi, le entrate erano superiori alle uscite. Il problema si cominciò a verificare dal momento che fu comprato (o si vendette?) dalla trasmissione condotta dal buon Giletti. In un crescendo a dir poco wagneriano, i numeri delle sue famose lunghette erano sempre meno riducibili, aumentavano le ruote e le giocate su ogni singola ruota. Addirittura è giunto alle fantomatiche lunghette disomogenee (in un caso dichiarò di aver realizzato un ambo addirittura tra i numeri variabili, fuori dalla base e, quindi, impossibile da giocarsi se non con un sistema "pitagorico"...!), diminuendo le vincite, aumentando i tempi e perdendo rapidamente credibilità, soprattutto tra chi in precedenza aveva avuto modo di saggiarne le capacità.
Quello che mi chiedo è questo: sarà a lui imputabile la situazione quantomeno confusionaria che si é venuta a creare? Non sarà forse una qualche manovrina o della trasmissione o dello Stato stesso per limitare le vincite? Ma allora, che scopo ha dare previsioni se poi per tempi e quantità non sono verificabili?
Aggiungo solo che un mio amico si é preso la briga di annotarsi tutte le giocate finora consigliate: statistiche per statistiche c'è da perderci la testa...e un mucchio di soldi!!!
(Nicola Tomasi)
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