Venerdì 12 giugno 2026
Menu

L’italiano medio, i campionati di calcio e la tv di Stato

Irriverente · Vincenzo Donvito Maxia ·

Dispiace il flop della Rai sulla cerimonia inaugurale dei Campionati di calcio a Città del Messico che, nel momento “clou” della cerimonia, ha trasmesso il tg.

 

Dovremmo arrabbiarci in quanto utenti di un servizio pagato (cosiddetto canone) da tutti i possessori di un tv collegato al digitale terrestre, nonché dalla pubblicità che anticipa, segue e interrompe tutte le emissioni digitali di Stato. Ma non ce la facciamo più ad arrabbiarci. Pedissequamente ogni bolletta elettrica paghiamo la nostra quota di canone, con alcuni (numero imprecisato, nonostante stime azzardate del 5% di chi ha la luce in casa) che hanno fatto i furbi, non pagano e dicono di non avere un tv o di averlo solo come monitor per le miriadi di altri programmi che si vedono senza avere l’antenna collegata al digitale.

 

Non ci arrabbiamo perché siamo rassegnati e, con fare da buddisti da film, accettiamo il male combattendo con la felicità della nostra interiorità? Casi rari e, comunque, non proprio. Non ci arrabbiamo perché siamo assuefatti e abbiamo scelto di non pagare anche altre tasse, evadendo con discrezione e senza clamore. Così come facciamo  parte di quel 50% (e anche di più) che non va a votare. Nonchè di quei milioni di italiani che, anche se alla fonte ci prendono i soldi, non usiamo il Servizio Sanitario Nazionale perché corriamo il rischio di non trovare soddisfazione prima della morte fisica (che quella civica, la stiamo già vivendo). I più burloni e anziani di noi canticchiano “no, non è la Bbc, questa è la Rai, la Rai tv”.

 

Grazie Tv di Stato, grazie governanti, grazie politici. State (e non stiamo) costruendo proprio una bella Italia. 

 

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →