Domenica 2 agosto 2026
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Guerra alla droga fallita, imperialismo USA vincente: l'analisi di Michael Parenti

Lapulce · Redazione ·

La guerra alla droga dichiarata dagli Stati Uniti non ha mai centrato i suoi obiettivi dichiarati di ridurre produzione e consumo di stupefacenti. Ma ha comunque servito egregiamente gli interessi del potere. È questa la tesi centrale del pensiero di Michael Parenti, politologo marxista e intellettuale della sinistra americana scomparso il 24 gennaio 2026 a 92 anni, al quale LA Progressive dedica un ampio omaggio ricordandone l'eredità intellettuale.

 

Parenti, cresciuto in una famiglia operaia italoamericana a New York e formatosi alla City College of New York, a Brown e poi a Yale con un dottorato in scienze politiche, è stato per decenni una delle voci più lucide nella critica all'imperialismo statunitense. Tra le sue riflessioni più citate figura quella sulla guerra alla droga: secondo Parenti si tratta di una guerra in larga parte fasulla, usata come copertura per gli interessi imperiali, per le operazioni coperte della CIA e per colpire i dissidenti politici in vari paesi.

 

Non è una posizione isolata. Nel corso dei decenni, operazioni militari sostenute dagli USA hanno portato violenza in America Latina senza riuscire a fermare il flusso di droga verso gli Stati Uniti. La disponibilità di stupefacenti è rimasta alta, i morti per overdose sono aumentati e i cartelli operano capillarmente su tutto il territorio statunitense. Eppure le politiche repressive non si sono mai fermate: anzi, si sono intensificate.

 

La chiave di lettura di Parenti è che il fallimento sul piano antidroga non sia un errore, ma una caratteristica strutturale: la guerra alla droga ha prodotto crescita istituzionale durevole, ha giustificato interventi militari all'estero e ha rafforzato le strutture di controllo interno, colpendo in modo sproporzionato le minoranze e le comunità più povere. Il meccanismo è rimasto invariato nei decenni: si costruisce un nemico — il narcotrafficante, il narco-terrorista — e lo si usa per legittimare la macchina militare globale e gli interessi economici che la alimentano.

 

Particolarmente rilevante, sottolinea LA Progressive, è la conferenza di Parenti intitolata "Imperialism, Drugs and Social Control", il cui archivio video è conservato nella Michael Parenti Library. Il testo di quella conferenza acquista oggi un significato rinnovato, mentre il presidente venezuelano Nicolás Maduro si trova detenuto in un carcere federale statunitense con accuse legate al narcoterrorismo — l'ennesima applicazione di un copione già visto.

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