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ADUC
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SALUTE
20/08/2026 – 26/08/2026
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Le montagne sono forse i luoghi che più di altri offrono la possibilità di osservare gli accadimenti ed i loro protagonisti da un punto privilegiato. Anche se si tratta di un cimitero di guerra che ospita i nemici di allora, come alla Futa dove sono custoditi i resti di migliaia di militari germanici morti sul fronte della Linea Gotica. Non è banale che un sepolcro collettivo di soldati di un esercito invasore trovi quello spazio che solo la pietas sa individuare, in prossimità di luoghi il cui nome mette i brividi e che è impossibile non associare a scontri, eccidi e stragi. Sant’Anna di Stazzema, solo per citarne il più noto, è lontana pochi chilometri in linea d’aria. Il cimitero germanico della Futa, in questo senso, è un piccolo miracolo. Non è come i tanti cimiteri del Trentino e dell’Alto Adige in cui riposano soldati di eserciti opposti e che potevano tranquillamente essere arruolati in uno o nell’altro di essi. Montanari di lingua italiana coscritti in quello Austroungarico e contadini di lingua tedesca nelle file dei Savoia, ciascuno nato nella parte giusta o sbagliata a seconda dei punti di vista della macelleria della Grande Guerra. Quello della Futa è il cimitero di soldati di un esercito prima alleato e poi avversario. E per questo è ancora più prezioso per l’enorme valore che ha acquisito negli anni, a cominciare da quei difficilissimi Sessanta: quando fu pensato erano trascorsi due decenni dalla fine della guerra. Una terra dove quei soldati erano stati combattuti da vivi ha scelto di ospitarli da morti. Con la convinzione che se è difficile, quasi impossibile, condividere la memoria — di cui ciascuno conserva la parte che più gli è intima — si debba condividere la pietà. E così è stato anche grazie al lavoro accurato e rispettoso dell’Archivio Zeta, la compagnia teatrale che ha reso ogni anno quel luogo dell’Appennino tra Toscana ed Emilia-Romagna lo scenario di una riflessione che affonda le proprie radici nei grandi classici. E in quei lavori, da Antigone a Macbeth fino a quello che potrebbe essere l’ultima proposta, il Processo di Kafka, ci sono tutti i semi di un pensiero comune di cui oggi più che mai c’è bisogno, in un mondo che ribolle forse più di 80 anni fa.
Soprattutto davanti alle tombe di chi fu mandato a morire, e ad uccidere, su quei monti. Per questo appare difficile da comprendere lo stop chiesto dall’associazione tedesca che gestisce i cimiteri di guerra, al quale sorprendentemente si è unito il sindaco di Firenzuola. Se un teatro che viene dal passato non riesce a convincere della necessità di un rapporto continuo con il presente in un luogo così, dove mai potrebbe provarci? È forse questo uno degli argomenti che l’assessore Cristina Manetti potrà spendere nel suo incontro con il console tedesco per cercare di salvaguardare quella esperienza.
(articolo pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 26/08/2026)

Un'inchiesta pubblicata dalla testata canadese The Bureau, firmata dall'ex agente della Royal Canadian Mounted Police Garry Clement, accosta l'attuale crisi del fentanyl in Nord America alle Guerre dell'Oppio del diciannovesimo secolo, rovesciandone però la direzione: se allora furono le potenze occidentali a inondare la Cina di oppio, oggi sono le sostanze letali prodotte in territorio cinese a raggiungere Stati Uniti e Canada.
Secondo l'articolo, che cita dati del Dipartimento di Giustizia e del Tesoro statunitensi, le aziende chimiche cinesi restano la fonte principale dei precursori usati per produrre fentanyl illecito, sostanze che vengono in gran parte vendute ai cartelli messicani, i quali si occupano poi della sintesi finale e dell'introduzione della droga negli Stati Uniti.
I numeri riportati nell'inchiesta danno la misura della tragedia: negli Stati Uniti, tra il 1999 e il 2023, sono morte circa 806.000 persone per overdose di oppioidi, con 74.702 decessi legati a oppioidi sintetici nel solo 2023. Il dato più recente segnala un calo: nel 2024 le morti totali da overdose sono scese a circa 80.391, una riduzione del 27% rispetto all'anno precedente.
In Canada la situazione resta comunque drammatica. Tra gennaio 2016 e dicembre 2025 si contano 56.631 morti apparenti da tossicità legata agli oppioidi, un dato che comprende 8.606 decessi nel 2023 e 7.146 nel 2024. Il fentanyl risulta coinvolto nel 56% di questi decessi, secondo i dati citati dall'articolo.
Clement racconta anche la vicenda di Joey Scrimgeour, un ragazzo dell'Ontario morto a 19 anni nel 2023 per un'overdose da oppioidi, per rendere concreto l'impatto umano dietro le statistiche nazionali.
Sul fronte economico, l'inchiesta stima un costo di 7,07 miliardi di dollari canadesi per il Canada legato alla crisi degli oppioidi, mentre per gli Stati Uniti la cifra sale a quasi 1.500 miliardi di dollari nel solo 2020, considerando spese sanitarie, perdita di produttività, costi giudiziari e di applicazione della legge.
L'autore denuncia poi una serie di elementi emersi da inchieste del Congresso statunitense: sgravi fiscali concessi da Pechino a produttori di precursori chimici destinati all'esportazione, la produzione di fentanyl all'interno di carceri cinesi, e la presenza di membri del Partito Comunista Cinese titolari di quote azionarie speciali, le cosiddette "golden shares", in aziende collegate alla filiera dei precursori. Elementi che, secondo Clement, dimostrano un livello di coinvolgimento statale ben più profondo di quanto Pechino sia disposta ad ammettere.
Sulla base di questi elementi, l'inchiesta propone di trattare la vendita di fentanyl non come un semplice reato di traffico di droga, ma come una fattispecie più grave, paragonabile alla negligenza criminale. Il testo richiama in particolare l'articolo 219 del Codice penale canadese, che disciplina la negligenza criminale, come possibile strumento giuridico per perseguire con maggiore severità chi commercia una sostanza la cui letalità è nota e documentata.
Come riporta The Bureau, la testata ha già pubblicato negli ultimi mesi diverse inchieste sul ruolo del Canada come snodo del traffico globale di fentanyl e sul coinvolgimento di reti finanziarie legate alla Cina, temi che l'articolo di Clement inserisce in una cornice più ampia di responsabilità penale internazionale.

Alla ripresa della scuola, quest’anno c’è anche l’avvio dell’educazione affettiva e sessuale nella didattica, ma solo per gli studenti delle superiori e col permesso dei genitori, ché quelli dell’infanzia e primarie, la legge non li considera individui che abbiano una sessualità.
La legge 104/2026 sul consenso informato approvata di recente, prevede l’istituzione di corsi extra-curriculari proposti dal collegio dei docenti.
Il terrore di Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, è che i ragazzi abbiano un qualsiasi contatto con sessualità che non siano quelle della sua ideologia/religione. Valditara, dovunque si leggano sue esternazioni in merito, è sostanzialmente terrorizzato dagli omosessuali, che lui vede in ogni angolo che istigano alle loro scelte sessuali.
Per contrastare questa situazione, è in corso dallo scorso 6 agosto, la raccolta firme per un referendum abrogativo della legge in vigore. L’abrogazione di questa legge, dicono i promotori, porterà a:
- Didattica adeguata all'età: Sarà possibile promuovere la consapevolezza del corpo e dell'affettività usando linguaggi e metodi appropriati per ogni fascia d'età, inclusa quella infantile.
- Inclusione scolastica: Si eliminerà la pratica dell'esclusione dall'aula, garantendo che tutti gli studenti possano partecipare alle attività del gruppo classe senza discriminazioni.
- Maggiore autonomia: Scuole, docenti e famiglie potranno integrare stabilmente questi temi nei percorsi formativi, liberandosi da vincoli burocratici eccessivi e garantendo una continuità pedagogica.
Aduc invita a firmare il referendum ché, quantomeno, sarà occasione per discutere di educazione e informazione sessuale. Discussione che, visto l’alto livello di cultura patriarcale e spesso assassina (femminicidio) che ci circonda, non potrà che far bene, a chiunque.
Il metodo più semplice per firmare è online, sulla specifica piattaforma istituzionale, con spid o Cie.

Nelle zone dove il caldo non dà tregua e l’aria sembra un vetro immobile, il corpo umano mette in scena una battaglia silenziosa. Suda, evapora, si difende. Ma proprio lì, dove la sopravvivenza dipende dalla capacità di raffreddarsi, entra in gioco un nemico inatteso: il vapore del nostro stesso sudore.
Immagina un corpo che cammina sotto un sole verticale. La pelle brilla, il sudore affiora, e l’aria immediatamente sopra l’epidermide si fa più leggera, quasi rarefatta. È il primo atto: il vapore che si solleva, creando un microstrato caldo e umido.
Un velo invisibile che sembra aiutare, ma che in realtà ostacola.
Il raffreddamento evaporativo – la nostra arma evolutiva contro il caldo – funziona solo se il sudore riesce a evaporare rapidamente, scrive la rivista scientifica Science. Ma nelle zone aride e calde, dove l’aria è già satura di calore, quel vapore che si stacca dalla pelle non se ne va. Rimane lì, appiccicato, come una coperta sottile.
Il risultato è un microclima personale che impedisce al sudore successivo di evaporare con la stessa efficacia. Il corpo continua a produrlo, ma il beneficio si riduce. È come cercare di asciugarsi in una stanza dove il vapore della doccia non esce mai.
Il fenomeno è semplice e spietato:
* il sudore evapora,
* il vapore si accumula vicino alla pelle,
* l’aria immediata diventa più umida,
* l’evaporazione rallenta,
* il corpo si surriscalda.
Nelle regioni aride, dove il vento è spesso debole e l’aria ferma, questo strato di vapore resta intrappolato. Il corpo, che si affida all’evaporazione per disperdere calore, si ritrova improvvisamente senza la sua strategia principale.
Per compensare, il sistema termoregolatorio aumenta la sudorazione. È un tentativo disperato di forzare l’evaporazione. Ma più sudiamo, più vapore si accumula. E più vapore si accumula, meno ci raffreddiamo.
Un circolo vizioso che porta a:
* disidratazione accelerata,
* aumento della temperatura corporea,
* rischio di colpo di calore.
Il deserto, la savana, le città arroventate: tutti luoghi dove il corpo umano scopre che la sua arma evolutiva non è infallibile.
Un dettaglio che racconta una storia più grande
Questo piccolo fenomeno – un velo di vapore sopra la pelle – è la prova di quanto siamo vulnerabili quando il clima supera le soglie per cui siamo stati progettati. È un racconto di fisiologia, certo, ma anche di adattamento, di limiti, di un mondo che si scalda più velocemente di quanto il nostro corpo possa compensare.
Il vapore del sudore non è solo un effetto collaterale: è un segnale. Un promemoria che il caldo estremo non è un ambiente naturale per l’essere umano, e che la nostra biologia, pur ingegnosa, non è invincibile.

L'Italia fatica tra crisi finanziaria, incapacità amministrativa e populismo che aggrava i problemi. Sul fronte quotidiano: diritti negati nei conti comuni, strade più pericolose, droghe sempre più letali e una pubblica amministrazione che non funziona. Nel mondo, il cambiamento climatico accelera e l'Europa non è pronta. Eppure esistono soluzioni concrete - dai bond ai sistemi di energia domestica - che restano ignorate mentre la politica gioca con bonus che danneggiano l'economia.
In questo numero
→ Crisi finanziaria e politica. Italia apatica e incapace
→ Coppie. Conto Corrente comune: a chi appartengono le somme?
→ Prezzi carburanti. Populismo deleterio e concorrenza sleale del Sindaco abruzzese
→ Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 25/08/2026
→ Nuovo codice della strada. E' uno scherzo?
→ Vivere tra lo spaccio di droghe. Cronache dell’assurdo
→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 18 a 24 Agosto 2026
→ Perché sono tutti pazzi per i bond, non solo governativi
→ Risiko grandi banche. Capire e, per quanto possibile e necessario, farsi meno male
→ Prezzi carburanti. I bonus come controllo dei prezzi. Economia danneggiata
→ Firenze, Disinvolte certezze e cantieri
→ Overtourism, i voli low cost gonfiano gli affitti: in Italia fino a 220 euro l’anno in più
→ Ruralità e rigenerazione urbana: Barberis, De Lucia e il futuro della città
→ Turismo. Il viaggiatore dentro di noi, sempre
→ Case in affitto. Privilegi, propaganda politica e miseria della realtà
→ Bolivia, la violenza dei narcotrafficanti brasiliani dilaga al confine
→ Femminicidio. La colpa siamo noi
→ Turismo oscuro: perché i luoghi di morte, crimine e tragedia diventano attrazioni turistiche
→ Detenzione domiciliare detenuti tossicodipendenti. Il 98% non ne fruirà
→ I coni gelato, l'ingegnosa invenzione degli immigrati americani
→ Salute. La Newsletter settimanale di Aduc. 20/08/2026
→ Investire informati. La Newsletter settimanale di Aduc. 20/08/2026
→ L'intelligenza artificiale crea un sistema medico "ombra" parallelo?
→ Drug checking: come funziona nel mondo tra proibizionismo e salute
→ Il fentanyl ha sostituito l’eroina perché rende più efficiente il mercato illegale
→ Come steppa e vaiolo dissolsero l’ultimo impero nomade. La lunga marcia verso il collasso
→ Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026
→ Capire il 'patriottismo' degli ucraini. Un libro
→ Estate 2026, l'Europa non è pronta al cambiamento climatico?
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ITALIA. Assolti in appello: si può dire 'delinquente' a Berlusconi
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SLOVACCHIA. Perde la cittadinanza per il matrimonio gay, caso all'UE
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ITALIA. Vasto, il Garante Privacy sanziona il Comune per le multe da telecamere
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BRASILE. Multa da 30 milioni di dollari a ByteDance-TikTok per dati dei minori
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USA. Truffa cripto da 24 milioni a Las Vegas: condanna fino a 280 anni
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CINA. Shein in Borsa a Hong Kong: cosa cambia per chi compra in Italia
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ITALIA. Come fanno i discount a costare meno e migliorare la qualità
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U.E.. Germania avverte l'Italia: sui dublinanti rischio controlli in tutta Europa
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USA. Trump pronto a revocare 200mila visti a chi chiede asilo negli USA
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ITALIA. Rsa Mantova e Cremona: 11.492 domande in lista d'attesa nel 2025
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USA. Il 17% di maggiorenni fuma cannabis
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ITALIA. Per i giovani mangiare bene è una priorità ma il tempo resta il principale ostacolo
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ITALIA. Gli investimenti nelle ristrutturazioni edilizie
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ITALIA. Iscrizione anagrafe di stranieri: 440mila all'anno
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COLOMBIA. Narcotraffico e furti di carburante. Presidente De la Espriella
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U.E.. Auto elettrica, vendite in crescita
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NUOVA ZELANDA. Legge per vietare i social ai minori di 16 anni
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ITALIA. Belluno, allarme Comuni: sempre più anziani non pagano le rette Rsa
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MESSICO. Governatore di Sinaloa accusato di narcotraffico, torna e lascia in 34 ore
→ AMERICHE. DEA: funzionari messicani di alto livello aiutano il cartello CJNG
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USA. Attacco nel Pacifico contro sospetti narcotrafficanti: 2 morti
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ITALIA. Carburanti. Sconto accise fino al 26 Agosto
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ITALIA. Le città continuano a perdere residenti a favore dell’hinterland
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AUSTRALIA. Pelo animale vero in giocattoli venduti come 'finta pelliccia'
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U.E.. Carburanti in Europa: la mappa dei rincari, Danimarca maglia nera
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USA. Equifax paga 100 milioni per un errore nei punteggi di credito
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USA. Benzene nei deodoranti spray: la causa milionaria contro i grandi marchi
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REGNO UNITO. The Milkman: ascesa e caduta del boss della cocaina Brian Wright
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USA. Medetomidina, il tranquillante veterinario che spiazza la xilazina
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USA. TikTok, 400 milioni per la privacy dei minori: nuovo caso sull'algoritmo
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U.E.. Fiducia dei consumatori in Eurozona in miglioramento ad agosto
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MONDO. Prodotti a marchio o private label? Al consumatore non importa più
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USA. Sempre più famiglie pagano benzina e spesa a rate col "buy now pay later"
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U.E.. Migranti dublinanti: anche l'Olanda avvia trasferimenti verso l'Italia
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ITALIA. Consumi culturali in crescita. Confcommercio
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ITALIA. Sostegno negato a studente disabile grave, il TAR condanna il Ministero
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USA. Filmare la polizia in pubblico è un diritto, non un crimine
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USA. Yale: cannabis legale porterebbe 111 miliardi in 10 anni
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MESSICO. Chapitos: come i figli di El Chapo controllano Culiacán
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COREA DEL SUD. Legge anti fake news scatena timori per la libertà online
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ITALIA. Nuove linee guida contro la pubblicità mascherata del gioco d'azzardo. AGCOM
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SVIZZERA. Il Tribunale amministrativo apre ai rimpatri di giovani afghani
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MONDO. Debito pubblico più caro: inflazione e IA spingono i rendimenti ai massimi
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ITALIA. Polizze fantasma a Pesaro: risarciti risparmiatori truffati per 411mila euro
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ITALIA. Gli scioperi nei servizi pubblici previsti a settembre
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MONDO. Pirateria su Telegram: scoperti centinaia di canali e bot
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ITALIA. Incendi boschivi: 1070 dall'inizio dell'anno
→ Multa ZTL a Dubrovnik da avvocato straniero: è reale e va pagata?
→ Caparra hotel non rimborsata dopo disdetta: quando si ha diritto al rimborso
→ Rumori notturni da portone del condominio vicino: cosa fare
→ Robot aspirapolvere guasto tre volte: come ottenere rimborso da MediaWorld
→ Dismissione smartcard tivùsat Tiger: chi paga la sostituzione dei decoder
→ Diritto di recesso negato per articoli in saldo: è legale
→ Multa in Svizzera: come contestarla o rischi se non si paga
→ Multa ZTL Dubrovnik ricevuta in Italia: come fare ricorso
→ Multa ZTL dalla Croazia con IBAN privato: come comportarsi e verificarne validità
→ Patente italiana smarrita all'estero: come richiedere il duplicato
→ Multa ZTL dalla Croazia con ricarico: come contestarla senza notifica
→ Multe ZTL a Dubrovnik dopo un anno: importo raddoppiato, come opporsi
→ Corso di formazione venduto in videocall: come uscire dal contratto senza penali
→ Rendiconto condominiale: entro 180 giorni va convocata l'assemblea
→ Multe seriali corsia preferenziale: notifica cumulativa, ricorso al Giudice di Pace
→ Bolletta luce quindicinale e scadenza troppo ravvicinata: si può sospendere il pagamento
→ Doppia bolletta telefonica dopo cambio operatore: come contestarla
→ Pedaggi Telepass arretrati: importo diverso tra app ed email, come contestarlo
→ Infissi con vetro non conforme: sospensione del saldo e garanzia legale
→ Alperia chiede fattura già saldata: come contestare il conguaglio duplicato

Proibizionismo e fallimenti istituzionali sono il filo rosso di questa settimana: dalle carceri che negano misure alternative ai tossicodipendenti, al mercato illegale che si evolve più veloce delle politiche pubbliche. Nel mondo, i cartelli si modernizzano con la tecnologia mentre sostanze come fentanyl e medetomidina rimpiazzano le droghe tradizionali. Drug checking e sperimentazione legale della psilocibina mostrano come altri paesi ragionano in termini di riduzione del danno: l'Italia rimane ferma alle proibizioni.
In questo numero
→ Vivere tra lo spaccio di droghe. Cronache dell’assurdo
→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 18 a 24 Agosto 2026
→ Bolivia, la violenza dei narcotrafficanti brasiliani dilaga al confine
→ Detenzione domiciliare detenuti tossicodipendenti. Il 98% non ne fruirà
→ Drug checking: come funziona nel mondo tra proibizionismo e salute
→ Il fentanyl ha sostituito l’eroina perché rende più efficiente il mercato illegale
→ Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026
→ Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 18/08/2026
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COLOMBIA. Narcotraffico e furti di carburante. Presidente De la Espriella
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MESSICO. Governatore di Sinaloa accusato di narcotraffico, torna e lascia in 34 ore
→ AMERICHE. DEA: funzionari messicani di alto livello aiutano il cartello CJNG
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USA. Attacco nel Pacifico contro sospetti narcotrafficanti: 2 morti
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REGNO UNITO. The Milkman: ascesa e caduta del boss della cocaina Brian Wright
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MESSICO. I cartelli ricorrono a video in stile TikTok ed emoji per reclutare giovani
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MONDO. Cambogia-USA: sequestrata rete cripto del cartello di Sinaloa
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USA. Oregon, psilocibina legale: primo studio su 20.000 utilizzatori
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MESSICO. Chapitos: come i figli di El Chapo controllano Culiacán
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RUSSIA. Mosca: "L'Occidente vuole accusarci di armare i narcos in Sudamerica"
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U.E.. Consultazione su tabacco e nicotina spacca fautori e oppositori del vaping
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Anche ASAPS è stata chiamata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a trasmettere osservazioni (massimo su 5 articoli!) sul testo della bozza di decreto legislativo che dovrà riscrivere entro il 14 ottobre un nuovo codice della strada. A metà ottobre scadrà infatti il termine dei 22 mesi (termine previsto da un DDL in corso di approvazione definitiva al Senato) dalla data di approvazione della legge n. 177/2024, entrata in vigore il 14 dicembre 2024. Ma sta accadendo qualcosa di mai visto prima. La condivisione con oltre 100 con vari stakeholder, associazioni e enti, oltre alle quotidiane notizie stampa, porta a una notizia giornaliera per argomento e conseguente polemica, su cui tutti discutono. E allora tutti contro l'indirizzo digitale (PEC) per i possessori di veicoli e di patente, il MIT cosa fa? Smentisce in poche parole che questa novità sia introdotta con il nuovo codice. E poi ancora viene pubblicata la notizia sulle limitazioni alla guida per gli ultra85enni con apposizione di codici unionali sulla patente che impediranno la guida in autostrada e a oltre i 100 km dal luogo di residenza? Poche ore dopo arriva la smentita del MIT: tali limitazioni non saranno inserite nel testo definitivo. Insomma qualcosa ci sfugge. Anzi ci preoccupa. Vuoi vedere che quel testo arrivato in pieno agosto - come sempre - è un testo a cui far "abboccare" tecnici e opinione pubblica per vedere le reazioni e poi fare come si vuole? Speriamo di essere smentiti, ne va del futuro sulle strade italiane per i prossimi 50 anni.
(Giordano Biserni - Presidente ASAPS)

Il parco delle Cascine a Firenze ha registrato un calo del 43,5% dei reati nel secondo semestre del 2025. Il dato, fornito dalla Prefettura al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riguarda l’area considerata per anni una delle più problematiche della città per episodi di spaccio, violenze e danneggiamenti.
Grande soddisfazione? Ovvio per chi è preposto ad un servizio di repressione e prevenzione e per la fruizione mediatica. Ma per chi vive e amministra la città si tratta di un palliativo e un’illusione, visto che reati, soprattutto quelli connessi alle droghe, sono in forte aumento, con la città al 2o posto tra quelle italiane (la prima è Milano, la terza è Roma).
Lo stesso rapporto del Comitato fiorentino rileva che, per quanto riguarda la droga, il problema è tutt’altro che sotto controllo, con la crescita di sostanze nocive come il crack, tipica sostanza dell’emarginazione e disperazione, dai costi bassi ed effetti potenti quanto devastanti. Lo spaccio è più circoscritto e discreto, ma non calato. Ed è quasi annullato per sostanze tipo hashish, i cui “clienti” non si sono certo “ravveduti” grazie alla repressione e prevenzione, ma semplicemente si rivolgono a mercati molto diversi, tipo autocoltivazione e piccolo spaccio ad essa connesso.
Cronache che, al di là della fanfara del presunto successo, non potrebbero essere altrimenti. La domanda di droghe è alta e il mercato clandestino si adegua e perfeziona. Le politiche (molto ideologiche) del governo in merito (con pubblicità dissuasiva) non danno i risultati sperati e, anzi, visti i numeri che abbiamo riportato, provocano effetti contrari.
Crediamo sarebbe il caso che i decisori istituzionali, anche locali, si impegnassero per evitare il fiorire di queste cronache della sconfitta. E’ evidente che i Serd (servizio pubblico dipendenze) non bastano e non sono attrattivi, pur se dispensano farmaci e cure ad hoc. Ci sono città come Zurigo (e anche altre città svizzere) che portano avanti da anni esperimenti positivi di riduzione del danno: centri di consumo controllato e sanitario delle specifiche sostanze, evitando il dilagare sul territorio e controllando la purezza delle sostanze.
Ma questo - Serd e Zurigo - è un supporto che vale solo per chi è tossicodipendente ed ha deciso di ridursi il danno e/o curarsi.
Ché rimane il grosso problema di chi non è tossicodipendente e si approccia al mercato clandestino per un consumo ludico quanto estemporaneo. Consumatori che, magari alla ricerca di sostanze “leggere”, cedono all'offerta di sostanze “pesanti”, incentivate dagli spacciatori per il loro maggior guadagno.
Un contesto rispetto al quale, le risposte legalizzatorie che arrivano da alcuni Paesi europei e d'oltre Atlantico, sono positive, sanitariamente e per l’ordine pubblico. Opzioni che possono essere prese in considerazione solo con approcci realistici e non ideologici. Soprattutto - per questi ultimi - quando si presentano con l’obiettivo di “un mondo senza droghe”.
Ogni settimana, il lunedì, Aduc pubblica i dati su sequestri e vittime delle droghe illegali, oltre ad un riepilogo dall'inizio dell'anno.
La raccolta è frutto di un'indagine mediatica, soprattutto locale. Uno spaccato di come l'opinione pubblica può percepire i risultati di fatti e misfatti delle leggi proibizioniste sulle droghe.
E' possibile che tutto questo non accadrebbe, o sarebbe notevolmente ridimensionato, se invece di divieti e punizioni ci fossero leggi che regolamentassero questo mercato (oggi solo nero e gestito dalla delinquenza grossa e piccola) al pari di tabacco e alcol.
Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali in Italia e nel mondo.
Il prezzo del proibizionismo
dalle cronache locali
gli effetti della legge vigente
Anno in corso
| sequestri | |
| droghe leggere (kg) | 238.120 |
| droghe pesanti (kg) | 410.600 |
| dosi droghe sintetiche | 91.000 |
| piante di cannabis | 45.900 |
| vittime | |
| morti | 3 |
| arresti | 1.843 |
| giorni di reclusione | 780 |
Settimana da 18 a 24 Agosto 2026
| sequestri | |
| droghe leggere (kg) | 1.900 |
| droghe pesanti (kg) | 1.200 |
| dosi droghe sintetiche | 1.100 |
| piante di cannabis | 900 |
| vittime | |
| morti | 0 |
| arresti | 9 |
| giorni di reclusione | 7 |
Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.
Uno spaccato dell'Italia che non funziona.
Da 18 a 24 Agosto 2026
Pubblica Amministrazione 22,70%
Telecomunicazioni 14,20%
Energia 12,10%
Salute 10,30%
Banca 10,10%
Prodotti finanziari 09,50%
Viaggi 09,10%
Acquisti 06,10%
Condominio 02,20%
Diritti immigrati 02,30%
Assicurazioni 01,40%

Uno studio commissionato da T&E lega la crescita del traffico aereo al rincaro degli affitti: in Italia fino a 220 euro annui entro il 2031
Le proteste dei residenti contro il turismo di massa, esplose la scorsa estate da Barcellona alle isole greche, hanno una radice che raramente entra nel dibattito: l’aereo. A collegare i due fenomeni è una nuova analisi che Transport & Environment (T&E), il principale gruppo indipendente per la decarbonizzazione dei trasporti, ha commissionato alla New Economics Foundation.
Lo studio stima che negli affitti medi annui dei cinque maggiori sistemi economici europei dipendenti dal turismo – Italia, Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo – l’aumento del traffico aereo produca un rincaro fino a 250 euro all’anno nel quinquennio 2026-2031. A pagarlo sono soprattutto le famiglie a basso reddito, che non riescono a stare al passo con la crescita dei canoni.
Il nodo che lo studio mette a fuoco è metodologico. La gran parte delle valutazioni sull’impatto economico del settore aereo non considera gli effetti su immobili e affitti, anche quando questi temi sono in cima all’agenda politica. Ignorare quanto la crescita del traffico aereo alimenti il sovraffollamento turistico, sostiene il rapporto, porta a risposte pubbliche parziali e inefficaci.
Il legame emerge con nettezza dove le tensioni sono più forti. Le regioni con le reazioni locali più intense, come le Baleari, Creta e Madeira, registrano quasi sempre i volumi più alti di arrivi stranieri per abitante, e la stragrande maggioranza dei viaggiatori arriva in aereo. Il trasporto aereo, secondo le stime del rapporto, è responsabile del 52% delle emissioni dirette dell’industria turistica globale. In Europa, le emissioni degli arrivi turistici internazionali in aereo dovrebbero crescere di oltre il 60% tra il 2016 e il 2030.
In termini assoluti l’aumento maggiore riguarda l’Irlanda, con un incremento degli affitti medi annui pari a 250 euro. In termini relativi, Grecia, Portogallo, Spagna e Italia registrano gli aumenti più consistenti, in una forbice compresa tra 130 e 220 euro all’anno.
Il paradosso è che tutti questi Paesi continuano a investire proprio nella leva che alimenta il problema. La Spagna ha stanziato 12,8 miliardi di euro per gli aeroporti, ampliamenti di Barcellona e Madrid compresi. Atene sta realizzando un progetto da 1,3 miliardi per aumentare del 25% la capacità annua di passeggeri, mentre a Lisbona proseguono i lavori sui terminal.
C’è un secondo mito che i dati incrinano: l’idea che l’espansione aeroportuale porti benefici diffusi. I Paesi con il maggior volume di arrivi turistici aerei – Italia, Spagna e Francia – hanno registrato i risultati peggiori sui salari reali dei lavoratori del turismo. Mentre le grandi imprese si aggiudicano una quota crescente dei profitti legati ai pernottamenti, gli addetti del settore ricettivo vedono le retribuzioni reali calare a fronte di un costo della vita che sale.
«Quando gli aeroporti si espandono, alle comunità locali vengono promessi molti benefici economici, ma i dati mettono in discussione questa ipotesi», osserva Alex Chapman, responsabile della politica economica di New Economics Foundation e autore del rapporto. «Sono stati creati posti di lavoro, ma i bassi salari sono una misera compensazione per l’aumento dei costi abitativi, le infrastrutture sovraccariche e l’inquinamento crescente».
L’effetto più insidioso è sugli investimenti. Quando i prezzi delle case salgono, i capitali si spostano verso il mattone e si allontanano dai settori produttivi e innovativi, dai trasporti puliti alle tecnologie dell’informazione. Nel periodo 2019-2031 il calo più marcato degli investimenti aziendali riguarda Grecia, Portogallo, Spagna e Italia. In valore assoluto le perdite maggiori toccano proprio Italia e Spagna, che rinunciano rispettivamente a 1,1 e 1,0 miliardi di euro di investimenti annui.
«Questi effetti danneggiano anche l’economia in generale», prosegue Chapman. «Gli investimenti nelle imprese non legate al turismo diminuiscono, perché chi ha capitali preferisce accumulare immobili. I lavoratori restano intrappolati dai costi della casa, incapaci di cambiare lavoro o di investire nelle proprie competenze».
Poiché le emissioni dei voli turistici verso l’Europa sono destinate a crescere ancora, T&E chiede che la prossima Strategia dell’Unione per il turismo sostenibile intervenga su tre fronti: una revisione critica degli impatti degli arrivi aerei internazionali, a partire dagli effetti su settori vitali come la casa; una riduzione degli arrivi nelle regioni vicine alla saturazione, anche fermando i piani di espansione aeroportuale; una revisione delle strategie sui trasporti che dia priorità a soluzioni a basse emissioni come la ferrovia e migliori i salari dei lavoratori.
«Non possiamo separare le proteste contro il turismo dall’ondata di voli che lo sostiene», sintetizza Denise Auclair, responsabile della campagna Travel Smart di T&E. «Gestire il sovraffollamento espandendo allo stesso tempo gli aeroporti di Dublino, Barcellona o Lisbona è una battaglia persa».
(Valori.it del 20/08/2026)

Un nuovo studio pubblicato su Nature rivela che tra la fine del 1341 e il 1343 l’Europa fu colpita da sedici inondazioni estreme consecutive, una sequenza mai documentata prima e che rappresenta il più alto numero di eventi meteorologici catastrofici degli ultimi 700 anni.
Per secoli gli storici hanno considerato la celebre "Alluvione della Maddalena" del 1342 come un evento isolato, il più devastante del millennio in Europa centrale. Le nuove analisi mostrano invece che quella piena fu solo il culmine di una serie di 16 grandi alluvioni che colpirono regioni diverse del continente in rapida successione. Il 1342 risulta ora l’anno con il maggior numero di alluvioni estreme mai registrate dal XIV secolo a oggi.
Il team internazionale di ricercatori ha ricostruito la sequenza attraverso oltre 1.000 fonti storiche, tra cui cronache, registri economici, atti legali e i diari meteorologici di William Merle a Oxford. Le alluvioni non furono uniformi: alcune devastarono la Germania centrale, altre la Boemia, altre ancora le regioni lungo l’Elba, la Moldava e la Werra. A Praga, la piena distrusse il primo ponte in pietra di Praga, poi sostituito da Carlo IV.
Gli studiosi individuano una combinazione di fattori naturali che trasformò il clima europeo in una “tempesta perfetta” medievale:
* Eruzioni vulcaniche nel 1340–41 (tra cui Hekla in Islanda) che immisero aerosol solforosi nell’atmosfera, alterando le correnti e raffreddando il clima.
* Bassa attività solare negli anni ’30 e ’40 del Trecento.
* Variazioni del ghiaccio artico, che potrebbero aver modificato la circolazione atmosferica.
Quattro delle sedici alluvioni mostrano tempi di ritorno stimati tra 500 e 1.000 anni, classificandole come vere e proprie "alluvioni millenarie".
Le conseguenze furono enormi:
* Migliaia di morti, sia per le piene sia per le carestie successive.
* Ponti e città devastati lungo i principali fiumi europei.
* Agricoltura compromessa, con raccolti distrutti e carestie diffuse.
Gli autori dello studio sottolineano che la gestione del rischio idrologico moderno non considera adeguatamente la possibilità di eventi estremi multipli e consecutivi. La sequenza del 1341–1343 dimostra che il clima europeo può entrare in fasi di instabilità prolungata, con impatti sistemici su scala continentale.
La scoperta non solo riscrive la storia climatica del Medioevo, ma offre un avvertimento chiaro: le catastrofi non sempre arrivano isolate. E quando il clima decide di colpire in serie, l’Europa — ieri come oggi — può trovarsi impreparata.

Per ruralità si intende il carattere proprio degli spazi, delle pratiche e delle relazioni sociali tipici della campagna e dell'agricoltura. Oltre a designare una condizione territoriale (aree a bassa densità, usi agricoli e naturali del suolo), la ruralità descrive un modo di abitare il territorio fondato su legami comunitari, appartenenza locale e rapporto diretto con i cicli naturali.
Questa definizione si concilia con il pensiero di due grandi studiosi italiani: l'urbanista Vezio De Lucia e il sociologo Corrado Barberis, padre della sociologia rurale in Italia.
Barberis (1929-2019) ha dedicato la sua vita allo studio delle campagne italiane e delle profonde trasformazioni che le hanno caratterizzate, intuendo per primo il passaggio del concetto di cibo da semplice fonte di sostentamento a fattore di benessere, cultura ed economia. I suoi studi sono alla base della moderna visione dell'agricoltura e del passaggio delle campagne da un'agricoltura di sostentamento a un'agricoltura di benessere.
De Lucia chiede di tracciare una linea rossa netta tra spazio edificato e spazio rurale o aperto, da considerare come nuove mura urbane oltre le quali non si deve più costruire. Il consumo di suolo è per lui perdita irreversibile di una risorsa non rinnovabile: suolo agricolo, naturale, seminaturale. La ruralità come condizione territoriale coincide esattamente con ciò che De Lucia vuole proteggere con la linea rossa. Ciò che è rurale deve restare rurale, non urbanizzabile, non frammentato da lottizzazioni, non trasformato in periurbano indistinto.
Mettendo insieme Barberis e De Lucia, la ruralità acquista un doppio volto. Da un lato, è il fuori città che va tutelato. Aree agricole, naturali, seminaturali non devono essere rese ulteriormente artificiali. La linea rossa è lo strumento per rendere operativo questo limite. Zero nuovo consumo di suolo rurale, rigenerazione solo dentro il perimetro già urbanizzato.
Dall'altro lato, la ruralità è anche un modello culturale e produttivo. Corrado Barberis ha mostrato come le campagne siano passate da luoghi di miseria a territori di benessere, dove il cibo e l'agricoltura diventano fattori di cultura, identità e economia. De Lucia, dal canto suo, ha sostenuto che si debba invertire la gerarchia tradizionale, mettendo al primo posto la campagna, proponendo politiche e pratiche di tutela e di valorizzazione.
De Lucia non vede la campagna come semplice sfondo. La campagna è capitale naturale, paesaggio, risorsa per la qualità della vita anche degli abitanti urbani. Difendere la ruralità significa garantire servizi ecosistemici (acqua, suolo, clima, biodiversità), mantenere identità e memoria dei luoghi. La città può imparare dalla ruralità ritmi, relazione con i cicli naturali, scala comunitaria, ma senza confondere i due regimi; più natura in città, con verde strutturale, alberi, suoli permeabili, e confine chiaro con la campagna, che resta rurale.
La ruralità come carattere territoriale coincide con ciò che De Lucia vuole proteggere con la linea rossa, il suolo agricolo e naturale, non urbanizzabile. La ruralità come modello culturale e di relazioni si allinea con la sua idea di mettere al primo posto la campagna, come risorsa ecologica, paesaggistica e civile. La città deve rigenerarsi dentro sé stessa, aumentando la sua naturalità, ma senza invadere né confondersi con lo spazio rurale. La ruralità resta il confine fisico e simbolico che dà senso e limite alla città.

Per chi ha la pretesa di essere un viaggiatore piuttosto che un turista, capita di sentirmi chiedere qual è il posto più bello che ho visitato. In genere non rispondo subito, faccio un veloce excursus nella biblioteca mentale e, dipende da quel che mi gira in quel momento, racconto, facendo quasi sempre confusione tra la bellezza dei luoghi e quella della compagnia con cui li ho visitati.
L’emozione di portare la figliola non ancora decenne a bagnarsi tra gli spruzzi delle cascate del Niagara; il sole che sorge dietro Ayers Rock (Uluru), il “monolite” al centro dell’Australia; perdersi in bicicletta tra spiagge e stradine deserte della Ile des Pins (Nuova Caledonia); il tempo passato a rimirare il cielo stellato e immenso quanto silenzioso sulle spiagge equatoriali di Anse Vata (Noumea); godere la figliola che tiene in braccio un koala e accarezza un canguro nello zoo di Brisbane; la “full immersion” in boschi e laghi del Quebec; visitare il memorial dell'11 Settembre a New York e raccontare alla tua compagna di viaggio di quando anni prima ammiravi la città dal terrazzo delle Torri Gemelle; perdersi nelle strade di Tokyo o Istanbul o San Francisco; godere dei volti e delle urla felici di bimbi e adulti nei parchi giochi più grandi e famosi del mondo; scoprirsi “storico” delle tragedie nel raccontare alla figliola strade e monumenti di Berlino; dormire in un'amaca odiando i grattacieli di Acapulco che si stagliano lì vicini; andare per la quarta volta allo stesso ristorante di Città del Messico e rendersi conto che non è per il cibo ma per la bellezza e gentilezza tutta messicana della proprietaria; etc etc.
Ma c’è una destinazione, praticamente a “pochi passi” da dove vivo (Firenze), che invece mi torna sempre in mente come luogo molto bello, dove faccio sempre le stesse cose ogni volta che ci vado. Nuoto nello stesso mare; prendo gli stessi pattini; mi stupisco della finezza e bianchezza dei granelli della spiaggia; cammino sulla stessa spiaggia correndo col cane e giocando con altri cani di padroni con cui cerchiamo di capire se ci conosciamo; mi rinfresco e faccio spuntini negli stessi chioschi dove incontro gestori con cui scambio opinioni sui mutamenti di luoghi e clima; passo in rassegna mentale i ricordi di quando bimbetto ero lì. E’ la spiaggia del Poetto di Cagliari.
Forse è strano per chi ha piacere di viaggi in luoghi e con persone diverse e fuori dalla routine anche visiva delle scritte e dei suoni, sempre alla ricerca della novità. Ma questa spiaggia fa parte di me (pur essendo solo un mezzo sardo) e non è in paragone o contrasto coi luoghi dove per arrivare ci ho messo giorni di viaggio. E’ un luogo che completa gli altri e aiuta a desiderare quelli in cui non sono ancora stato. Forse è bellezza che chiama bellezza, quella che ognuno ha dentro di sé e che, ogni nuova o vecchia esperienza, serve a renderla migliore.

In Giappone, e non solo, è consuetudine (talvolta obbligo) di avere un garage per l’auto quando si prende in affitto una casa. Qui “da noi”, avere un garage abbinato alla casa è una sorta di lusso. E comunque, è diventato difficile trovare una casa in affitto, a meno che non sei un lavoratore a tempo determinato (viene chiesto anche il contratto determinato di dove si lavora, per avere maggiore certezza di buttarti fuori), uno studente fuori sede o qualcuno che non abbia “bassi” budget per l’affitto. Figurati trovarla con un garage/posto macchina.
Ad onor di cronaca, leggiamo da diverso tempo di lavoratori di ogni tipo costretti a devolvere la maggior parte del proprio reddito per pagare un affitto, dovendo anche optare per luoghi spesso lontani dal luogo di lavoro e con precari mezzi pubblici. E ci sono alcuni Comuni - Firenze tra questi - che dimostrano di usare le difficoltà umane generate anche dalle proprie incapacità, solo per farsi propaganda: abbonamenti ai mezzi pubblici a 5 euro ma solo per i residenti a Firenze, neanche l’area metropolitana… chi, se non i più disgraziati costretti ad emarginarsi dall’urbe gigliata, ne avrebbe bisogno?
Arrivando ai casi che fanno più notizia, con la stessa attenzione con cui il problema non viene risolto, come quella di poliziotti che rinunciano ad essere trasferiti in città perché lo stipendio (abitualmente troppo basso) andrebbe quasi interamente per l’affitto.
Dicevamo del Giappone e dei posti macchina. E’ pensabile una cosa del genere in Italia?
Premesso che noi auspichiamo che le case abbiano, dovunque esse siano, efficienti ed economici mezzi pubblici alla bisogna… ciò che rileviamo è il concetto di abitare. Che in Giappone viene considerato nel contesto generale mentre “qui da noi” è solo “prendere o lasciare”, con la pubblica amministrazione che ci fa la cresta sopra.
Arriveremo ad una situazione per cui, pubblica amministrazione (università inclusa) o privato che sia non offra solo uno stipendio o il prestigio, ma anche la serenità per godersi queste prerogative? A quando aziende ed istituzioni (non solo quelle pochissime che già oggi lo fanno… in genere per categorie di persone che potrebbero anche non averne bisogno) che si distingueranno per questo e verranno di conseguenza scelte? A quando un vero e proprio mercato del genere non solo per privilegiati?

Ondate di calore record, siccità e incendi hanno segnato l'estate 2026 in Europa, mettendo a nudo l'impreparazione del continente di fronte alla crisi climatica. Secondo il Copernicus Climate Change Service, la temperatura media registrata tra giugno e luglio 2026 nell'Europa occidentale è stata di 21,62°C, circa 2,79°C sopra la norma stagionale: un dato che supera il precedente record fissato nel 2022.
A confermare la gravità della situazione è arrivata la stessa Commissione Europea. Come riporta CNN, Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, ha dichiarato che l'Europa non è ancora pronta ad affrontare le conseguenze crescenti del cambiamento climatico. Ribera è tornata sul tema anche in un'intervista a Euronews, in cui ha attaccato duramente i negazionisti climatici, accusando i politici che negano il legame tra riscaldamento globale e incendi devastanti di "mentire alla gente" e di metterne a rischio la vita. La vicepresidente ha sottolineato che il continuare a mettere in discussione la scienza del clima, mentre Spagna, Francia e Grecia venivano colpite da incendi letali, rappresenta un pericolo concreto per la capacità dell'Europa di prepararsi a disastri sempre più distruttivi.
I numeri confermano l'allarme lanciato dalla Commissione. Secondo quanto riportato, durante le ondate di calore estreme di fine giugno sono stati registrati in tutta Europa oltre 10.000 decessi in eccesso, mentre la sola Spagna ha contato circa 1.000 morti in eccesso legate al caldo record. Non si tratta di episodi isolati: in Polonia si sono verificate interruzioni di corrente elettrica e il divieto di lavorare all'aperto nelle ore più calde, in Germania diversi treni sono stati cancellati e in Svezia un treno merci è deragliato a causa dei binari deformati dalle temperature estreme.
A dare fondamento scientifico a questo quadro è la prima European Climate Risk Assessment (EUCRA), pubblicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA). Il rapporto, come spiega la stessa Agenzia Europea dell'Ambiente, avverte che il caldo estremo, la siccità, gli incendi e le inondazioni sperimentati negli ultimi anni peggioreranno in Europa anche negli scenari di riscaldamento globale più ottimistici, con effetti sulle condizioni di vita in tutto il continente. L'EUCRA sottolinea che le politiche e le azioni di adattamento europee non stanno tenendo il passo con i rischi in rapida crescita, e che in molti casi un adattamento solo incrementale non sarà sufficiente: dato che molte misure per migliorare la resilienza climatica richiedono tempi lunghi, potrebbe essere necessaria un'azione urgente anche su rischi che non hanno ancora raggiunto una soglia critica.
Il rapporto dell'EEA individua alcune aree del continente come vere e proprie zone calde per il cumulo di più rischi climatici contemporaneamente. L'Europa meridionale risulta particolarmente esposta agli incendi e agli effetti del caldo e della scarsità d'acqua sulla produzione agricola, sul lavoro all'aperto e sulla salute umana. Complessivamente, l'analisi individua 36 rischi climatici maggiori che minacciano la sicurezza energetica e alimentare, gli ecosistemi, le infrastrutture, le risorse idriche, la stabilità finanziaria e la salute dei cittadini europei, molti dei quali hanno già raggiunto livelli critici e potrebbero diventare catastrofici senza un intervento deciso e immediato.

Se usi i social media, avrai probabilmente notato una miriade di foto di animali su Instagram, Facebook, TikTok, YouTube, Pinterest e altre piattaforme. Alcune persone dedicano i loro account esclusivamente ai propri animali domestici, e alcuni di questi animali raggiungono notorietà e ricchezza come "pet influencer".
Altri condividono la loro vita quotidiana attraverso foto che ritraggono le interazioni con i loro animali da compagnia. E l'industria tecnologica ha risposto con nuove piattaforme come Petzbe e altre app e community dedicate agli animali domestici e alle loro famiglie.
Questo comportamento online riflette la crescente importanza degli animali da compagnia nella vita delle persone. Il novantasette per cento dei proprietari di animali domestici negli Stati Uniti considera i propri animali come membri della famiglia e l'82 per cento in Canada la pensa allo stesso modo.
In qualità di ricercatrice e clinica , mi interessa comprendere il legame tra le persone e gli animali da compagnia. Nel mio recente libro per professionisti della salute mentale, esploro come gli animali da compagnia influenzino i comportamenti umani online.
Analizzo anche i motivi per cui le persone pubblicano online contenuti relativi ai propri animali domestici: per rivelare aspetti della propria identità personale, comunicare i propri valori o il proprio status e costruire una comunità.
Quando le persone pubblicano online foto dei loro animali da compagnia o creano account sui social media dedicati specificamente a loro, il loro comportamento è probabilmente influenzato da una combinazione di fattori psicologici, sociali e culturali .
Questo comportamento da parte dei proprietari di animali domestici può essere interpretato come una forma di autorappresentazione pubblica. Attraverso questi resoconti, i proprietari presentano in modo selettivo alcuni aspetti di sé stessi – o del loro rapporto con i propri animali da compagnia – per costruire un'immagine pubblica.
Questo può anche contribuire a promuovere un senso di comunità , a comunicare valori o messaggi e a rivelare aspetti della loro identità , spesso presentando l'animale da compagnia come un membro della famiglia o un amico intimo.
Uno studio del 2021 ha intervistato 23 persone con profili Instagram dedicati ai propri animali domestici per comprendere meglio le ragioni che le spingevano a pubblicare foto dei loro amici a quattro zampe e a dedicare così tanto tempo a questa attività. Le risposte dei partecipanti hanno dimostrato che, per molti di loro, si trattava di un modo per esprimere la propria identità, un'estensione del sé.
Per alcuni, questi account permettevano anche di condividere gioia, umorismo e altre emozioni, ed erano motivati dal desiderio di appartenenza. Per altri, questi account offrivano un modo per creare una comunità attorno ai loro animali da compagnia.
Questi account possono anche aiutare le persone a sostenere cause a cui tengono, come il benessere degli animali, o a condividere informazioni sulla salute e la cura degli animali da compagnia.
Un altro studio del 2020 ha inoltre rilevato che condividere le foto dei propri gatti su Reddit ha aiutato le persone a rafforzare il loro senso di identità e il loro senso di appartenenza a determinate comunità.
Questo studio ha inoltre rivelato una correlazione tra animali domestici e status sociale. Avere un animale da compagnia e condividere uno stile di vita incentrato su di esso può servire come modo per comunicare il proprio status sociale agli altri.
Studiare questi comportamenti online ci aiuta a capire cosa è importante per le persone che condividono la propria vita con animali da compagnia. Offre spunti di riflessione sulle relazioni che apprezzano e sui tipi di legami emotivi che plasmano la loro identità e la percezione che hanno di se stessi.
Secondo un sondaggio condotto su 2.000 intervistati a livello globale, il 35% dei proprietari di animali domestici ha creato un account online per i propri animali .
Il ventotto per cento dei proprietari di animali domestici spende persino soldi per i loro account online dedicati agli animali . E, considerando che la cura degli animali domestici è in crescita tra le generazioni più giovani, non sorprende che i proprietari di animali domestici della Generazione Z e dei Millennials siano i più propensi a investire tempo e denaro nella creazione di contenuti online che li vedono protagonisti.
I social media amplificano un legame già esistente. Creano uno spazio in cui quella relazione può rafforzarsi, diventando al contempo pubblica e condivisa. Molto spesso, quando le persone parlano dei loro animali da compagnia, parlano anche di se stesse: dei valori che apprezzano e delle esperienze che le hanno plasmate.Un interessante studio del 2024 sugli utenti di Instagram di lingua tedesca sostiene che questi account potrebbero fungere da spazio in cui le persone costruiscono un discorso sociale su una famiglia "interspecie" .In questo modo, creare un'immagine stereotipata per l'animale domestico e parlarne come se fosse un neonato o un bambino può aiutare a comunicare legami di parentela, piuttosto che di proprietà.
I profili online dedicati agli animali domestici non sono solo teneri. Sono la testimonianza dell'importante ruolo emotivo che gli animali da compagnia occupano nella vita di un numero sempre maggiore di persone.
Sempre più spesso, le comunità online dedicate agli animali domestici offrono conforto e sostegno emotivo. Ad esempio, esistono ormai diverse comunità su Facebook interamente dedicate alla perdita di un animale domestico, dove le pagine commemorative creano uno spazio in cui le persone possono ricevere supporto dopo la scomparsa di un animale da compagnia.
Anche chi si prende cura di un animale domestico gravemente malato può utilizzare questi spazi per condividere le proprie esperienze e entrare in contatto con altre persone che stanno vivendo situazioni simili.
Le piattaforme di social media in cui le persone creano contenuti sui loro animali domestici sono molto più che semplici spazi per foto carine.
Permettono ai proprietari di animali domestici di esprimere emozioni, raccontare le proprie storie, trovare sostegno e connettersi con gli altri attraverso importanti relazioni interspecie nella loro vita.
Comprendere queste relazioni nei contesti online può offrire spunti di riflessione non solo su questa pratica culturale in sé, ma anche sui cambiamenti più ampi nel modo in cui le persone costruiscono relazioni, cercano sostegno e definiscono la propria identità.
(Renata Roma - Research Associate - Pawsitive Connections Lab, University of Saskatchewan - su The Conversation del 19/08/2026)

Sei donne uccise in cinque giorni. Atti di femminicidio che, quasi sempre in linea con quelli precedenti, vedono gli assassini rei-confessi, quando non tentano il suicidio.
Eppure abbiamo una legge, con la tragica esternazione di qualche politico che dà colpa al Governo se c’è scarsa vigilanza e applicazione, ma solo una sorta di repressione a posteriori, quando la donna è stata già ammazzata e le gazzette che scolpiscono frasi del tipo “ennesimo femminicidio”... che ormai “fa il paio” con “ennesimo morto sul lavoro”. E tutti lì distratti o che non capiscono, che pronunciano frasi del tipo “mai più” e interviste a vicini e parenti che dicono sempre che le vittime, e spesso anche gli assassini/responsabili, erano bravissime persone.
Visto l’andazzo, con tanto di richieste tipo “il governo venga a riferire in aula”, ci aspettiamo reazioni tipo inasprimento di pene. Con tragico sarcasmo non possiamo far altro che aspettare le prossime vittime…. e ricominciare da capo.
Inoltre, è frequente, anche tra i decisori istituzionali, sentir dire che il problema è molto culturale. E crediamo abbiano ragione.
Ma. al momento, tra informazione e stimoli culturali, tra leggi e pene che alcuni distratti o in mala o buona fede, credono che dovrebbero scoraggiare i potenziali assassini… siamo sempre allo stesso punto, anzi sembra che si peggiori.
Premessa che informazione diffusa e particolareggiata, nonché servizi tipo telefono di aiuto, sono importanti e dovrebbero essere potenziati, ci sono una serie di domande che le istituzioni non sono in grado di porsi, ma solo di controllare e favorire che siano libere da pregiudizi e censure.
La fondamentale domanda è: non è che questo accade perché la nostra è una società e cultura patriarcale? Verso la quale non c’è legge o pena scoraggiante che tenga, tant’è che, per l’appunto, gli assassini e violenti sono i primi a riconoscere di esser tali.
Abbiamo sfondato una porta aperta.
Ma ci sono tante porte che in diversi credono siano aperte, ma che lo sono solo in tempi e modi del loro essere. Che è quello - per intendere - che porta un uomo ad ammazzare una donna che non vuole sottomettersi a quello che lui chiama amore, considerandola non degna di vita per questa alterità. Cosa che nella tradizione giudaico-cristiana si fa finta che non ci sia. E che nella tradizione islamica è presente in ambiti che qualcuno chiama estremi e/o deviati.
Su questo non c’è inasprimento di pena o avviso di peccato che tenga. A noi cittadini non resta che raccogliere i resti e leccare le ferite.
Pochi lo riconoscono, e quando lo esternano vengono considerati reietti da emarginare: i motivi sono nelle culture religiose, le stesse che impongono il matrimonio indissolubile come le tavole dei comandamenti o il maschio (e solo lui) che possa sposare tutte le donne che vuole e su di esse decidere loro vita e morte.
Il problema è che coloro che hanno come base questi principi religiosi (anche se non li esternalizzano in queste forme estreme), spesso sono gli stessi che fanno leggi e dispensano pene.
Il cambiamento “diffuso” non è possibile. Sarebbe possibile solo a livello individuale. Che le istituzioni possono stimolare. Prendiamone atto, siamo esseri umani anche di questo tipo.

Quest'estate, Laureano Oubiña, un importante narcotrafficante galiziano, ha lanciato un "tour del narcotraffico" nell'estuario dell'Arousa. Offriva ai suoi clienti un giro in barca attraverso i luoghi che hanno segnato un'epoca, promettendo loro di ascoltare la storia raccontata in prima persona, con pranzo incluso. L'iniziativa è stata successivamente vietata dal governo regionale della Galizia per violazione delle leggi sul turismo.
Questo è un esempio di "turismo oscuro" , ovvero la pratica di visitare luoghi segnati da morte, violenza e criminalità. Il tour proposto da Oubiña solleva il dubbio che questo fenomeno, sempre più diffuso, stia sfuggendo di mano.
Ma il turismo oscuro è un termine generico molto ampio. È sia un'etichetta commerciale legata al bisogno di novità costante dell'industria del turismo, sia un fenomeno sociale. Riveste un grande interesse accademico per il campo della criminologia culturale , che studia i modi in cui le persone comprendono il crimine e percepiscono la violenza.
La criminologia culturale si occupa anche del popolare genere non-fiction noto come true crime . Si tratta di serie, podcast, libri e film che analizzano gravi reati. Sia il true crime che il turismo oscuro seguono le tendenze, offrendo preziose informazioni sul modo in cui comprendiamo la violenza e il crimine.
Dimostrano che la risposta della società agli atti criminali e violenti è complessa. La curiosità si mescola al bisogno di riflettere e ricordare, di cercare di comprenderne le cause e di dar loro un senso.
Il turismo oscuro che interessa i criminologi si concentra su crimine, violenza e giustizia. Assume molteplici forme. Gran parte di esso consiste in destinazioni legate a eventi traumatici o gravi violazioni dei diritti umani, come le visite a campi di concentramento e memoriali.
In questa tendenza rientrano anche i luoghi associati a conflitti armati, dal Vietnam alla Seconda Guerra Mondiale . Lo stesso vale per le visite a prigioni storiche come Alcatraz.
Ma include anche viaggi in aree urbane con alti tassi di criminalità, al di fuori dei percorsi turistici più convenzionali. È il caso dei quartieri pericolosi di New York, o delle visite alle favelas di Rio de Janeiro .
Le visite guidate sono talvolta concepite appositamente per sfatare lo stigma associato alla criminalità. A Città del Messico, ad esempio, le autorità locali organizzano il "Tepitotour" per offrire una prospettiva diversa sul famigerato quartiere di Tepito, dove opera il cartello Unión Tepito . Alcuni itinerari ripercorrono addirittura le orme di un famoso criminale, come il tour di Pablo Escobar in Colombia.
Questi quartieri e questi luoghi della memoria sono tutti associati al crimine o alla violenza, ma presentano differenze sostanziali. Una visita a un campo di concentramento come Auschwitz non è affatto paragonabile a un tour a piedi che ripercorre le presunte orme di Jack lo Squartatore per le strade di Londra, un'attività che permette persino di portare animali domestici.
Il boom del turismo di massa impone all'industria turistica di ricercare esperienze nuove e originali per soddisfare la crescente domanda, comprese quelle che non sembrano particolarmente "turistiche". L'ascesa del turismo oscuro è inoltre legata alla crescente importanza della criminologia nella cultura pop .
La Spagna, una delle principali destinazioni turistiche al mondo, è diventata una meta di turismo oscuro, con blog specializzati che mettono in evidenza numerose visite e itinerari legati alla Guerra Civile Spagnola. Esempi notevoli includono Guernica , la città basca bombardata dall'esercito tedesco durante il conflitto, e il centro storico di Belchite in Aragona, le cui rovine testimoniano ancora oggi la tragedia.
Negli ultimi anni si è assistito a una proliferazione di itinerari turistici legati a bunker e siti in cui si sono svolte alcune delle principali battaglie della Guerra Civile Spagnola , nonché a siti storici associati alla stregoneria e alla sua repressione, come Zugarramurdi .
Sebbene più incentrati sull'attivismo sociale, anche i tour a piedi in diverse città spagnole che includono luoghi legati alla corruzione politica e urbanistica rientrano in questa categoria.
Per saperne di più: Può sembrare macabro, ma il turismo oscuro ci aiuta a imparare dagli aspetti peggiori della storia umana.
Il turismo oscuro viene spesso promosso per dare impulso all'economia delle destinazioni e riflette la capacità di innovazione del settore turistico. Per i siti legati alla memoria storica, può anche accrescere la consapevolezza sociale e rafforzare il loro valore educativo .
Ma pone anche sfide significative. Molti di questi luoghi sono stati concepiti come spazi di ricordo, lutto e guarigione. Soddisfare le esigenze dei turisti non rientrava tra le loro priorità. Uno dei principali rischi del turismo oscuro è quindi quello di banalizzare il loro scopo originario. Ciò è evidente in comportamenti irrispettosi come i selfie ad Auschwitz e in altri luoghi della memoria.
Inoltre, questi siti spesso incarnano un patrimonio scomodo che richiede processi interpretativi complessi e controversi. È il caso della Valle de los Caídos , in Spagna, un vasto complesso di mausolei che in precedenza ospitava le spoglie dell'ex dittatore spagnolo Francisco Franco.
È inoltre fondamentale rispettare la memoria delle vittime e considerare l'impatto che il turismo può avere sulle persone che vivono in luoghi associati a crimini o violenze. In questo contesto, la commercializzazione di prodotti o esperienze che potrebbero giustificare o glorificare i criminali è particolarmente problematica.
Per tutte queste ragioni, il turismo oscuro deve essere condotto in modo etico, fornendo un contesto agli eventi e rispettando le vittime per evitare di causare loro ulteriore sofferenza. Se gestito eticamente, può incoraggiare l'apprendimento e la riflessione su eventi traumatici che hanno lasciato il segno nella società.
Come affermava il criminologo francese Alexandre Lacassagne, "ogni società si merita i criminali che ha" . Seguendo la sua logica, ogni società si procura anche quel tipo di turismo oscuro che rispecchia le sue priorità.
(Jorge Gracia Ibáñez - Professore e Investigatore Grado in Criminologia e Grado in Derecho., Università San Jorge - su The Conversation del 18/08/2026)

Da domani 21 agosto entra in vigore la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con problemi di dipendenza da droghe o alcol, una misura definita “epocale” dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e criticata dal procuratore Nicola Gratteri come un “indulto mascherato”.
La legge consente a una determinata categoria di detenuti di scontare la pena in strutture terapeutiche residenziali o semiresidenziali. In generale, la pena residua non può superare gli otto anni, limite che scende a quattro per alcuni reati più gravi. Per accedervi occorre documentare la dipendenza, presentare un programma terapeutico e dimostrare il collegamento tra questa e il reato commesso. Il tribunale deciderà considerando se il percorso possa favorire il recupero e ridurre il rischio di nuovi reati. I criteri per accertare la dipendenza dovranno essere definiti da una commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio, mentre potranno accogliere i detenuti strutture private accreditate e centri pubblici specializzati del Servizio sanitario nazionale. La domanda per accedervi potrà essere presentata anche nell’ambito di procedimenti e processi ancora pendenti, purché non sia già intervenuta una sentenza di primo grado.
Fin qui le buone intenzioni. Che, però, si scontrano con la realtà.
Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio sono poco più di 10mila i detenuti che potranno beneficiare di un’alternativa al carcere; e questo dovrebbe avere anche un impatto significativo sul sovraffollamento carcerario (al 31 luglio i detenuti erano 64.793, oltre 13mila in più rispetto ai 51.221 posti ufficiali).
Il fondo disponibile è di 19,4 milioni, che basterà però per circa 500 persone l’anno (il costo di un percorso riabilitativo è di 106 euro al giorno), circa il 2% dei 10mila potenziali beneficiari. Questo in un contesto di strutture di recupero e accoglienza che, come lamentano le specifiche strutture (Cnca), sono già in situazione critica.
Da domani 21 agosto, cosa succederà? Abbiamo una certezza matematica che non succederà praticamente nulla. E che il clamore della buona volontà espressa da chi ha proposto e votato la legge, sarà l’unico beneficio… non certo per i 9.500 tossicodipendenti (su 10mila) che resteranno fuori dei benefici e le carceri che continueranno ad essere sovraffollate.

Leggete in fretta, prima che si sciolga.
Per secoli, il gelato è stato un lusso raro e costoso a causa della difficoltà di conservare il ghiaccio. Nell'estate del 1790, il presidente George Washington spese 200 dollari in gelato, l'equivalente di 7.259 dollari odierni, secondo l'Associazione Internazionale dei Prodotti Lattiero-Caseari.
Nel XIX secolo, invenzioni come la refrigerazione meccanica avevano reso il gelato più economico e accessibile. Ma i venditori ambulanti americani avevano bisogno di un modo per servire il gelato ai clienti.
Ecco che entra in gioco il "penny licks". I clienti pagavano un penny per una pallina di gelato servita in un bicchiere spesso, che poi leccavano fino a pulirlo completamente e restituivano al venditore. Il bicchiere, a volte sciacquato, a volte no, veniva quindi riempito per il cliente successivo. Ma i venditori erano frustrati dai vetri rotti e le città erano preoccupate per la diffusione di malattie. Londra vietò il "penny licks" nel 1898.
Gli immigrati italiani vennero in soccorso. Nel 1902, Antonio Valvona, un produttore di gelato residente a Manchester, in Inghilterra, ottenne un brevetto statunitense per uno stampo metallico in grado di formare coppette commestibili simili a cialde. Iniziò subito a vendere le coppette su entrambe le sponde dell'Atlantico.
L'anno successivo, Italo Marchiony, un venditore di gelati di New York, ottenne un brevetto per un dispositivo simile. Marchiony proseguì poi sviluppando il sandwich di gelato.
Ma fu l'Esposizione Universale di St. Louis del 1904 a dare al cono gelato la sua forma attuale e a renderlo estremamente popolare.
Diversi venditori ambulanti della fiera sono stati indicati come gli inventori del cono gelato. La Joy Baking Group, fondata nel 1918 e che attualmente produce 2 miliardi di coni all'anno, attribuisce l'invenzione a Ernest Hamwi, un immigrato siriano di 20 anni.
Hamwi vendeva zalabiyeh – una sfoglia croccante e fritta – in una bancarella accanto ad Albert Aboussie, un gelataio di origine libanese. Quando Aboussie finì i bicchieri di carta, Hamwi iniziò ad arrotolare i suoi dolci a forma di cono, soprannominati "cornucopie". Furono un successo immediato.
Nel 1910, il termine "cornucopia" era stato semplificato in "cone" e Hamwi fondò la Missouri Cone Co.
La tecnologia dei coni gelato si è evoluta rapidamente, con le macchine che hanno sostituito la lavorazione manuale. Per chi desiderava una consistenza più leggera, il cono gelato è arrivato all'inizio degli anni '40, più o meno nello stesso periodo in cui sono nate catene come Dairy Queen e Baskin-Robbins.
Gli americani, sempre più attenti alla salute, consumano meno gelato rispetto al passato. Nel 1984, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, il consumo medio annuo di gelato tradizionale era di 17,8 libbre (circa 8 kg). Nel 2024, tale cifra era scesa a 12 libbre (circa 5,4 kg).
(DEE-ANN DURBIN su Associated Press del 19/08/2026)

Dalla crisi dei servizi pubblici al ruolo crescente dell'intelligenza artificiale in sanità, questa settimana la newsletter affronta le criticità del sistema italiano e le trasformazioni globali che impattano sulla salute. Drug checking, proibizionismo, RSA e rette insostenibili riportano alla realtà: quando lo stato si ritira, il cittadino resta solo. Nel frattempo, l'IA medica avanza senza supervisione umana e la tecnologia plasma il mercato parallelo delle droghe. Ambiente, alimentazione, disinformazione online: il consumatore ha il diritto di sapere come funzionano davvero le cose.
In questo numero
→ Crisi finanziaria e politica. Italia apatica e incapace
→ Ferragosto, domani è lo stesso giorno
→ Politica e cultura del ‘mai più’. La prevenzione
→ Quando la qualità dei servizi è solo guadagno per pochi
→ L'intelligenza artificiale crea un sistema medico "ombra" parallelo?
→ Drug checking: come funziona nel mondo tra proibizionismo e salute
→ Il fentanyl ha sostituito l’eroina perché rende più efficiente il mercato illegale
→ Come steppa e vaiolo dissolsero l’ultimo impero nomade. La lunga marcia verso il collasso
→ Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026
→ Come la tecnologia Usa ha contribuito a creare il gelato italiano moderno
→ Morbo di Alzheimer: chi paga la retta della RSA?
→ Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 18/08/2026
→ Diritto animale: perché le leggi per gli animali contano più che mai
→ Le droghe legalizzate in carcere potrebbero far bene anche lì
→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 11 a 17 Agosto 2026
→ Quando la finanza scommette sul cibo, a risentirne è la sicurezza alimentare
→ Perché i viaggiatori sono attratti dai supermercati dei Paesi che visitano
→ Disinformazione sanitaria online: colpire il modello economico, non solo i falsi miti
→ Half Earth: la proposta di Edward O. Wilson per salvare la biodiversità
→ Perché gli umani usano un tono di voce infantile quando parlano con gli animali domestici?
→ Salute. La newsletter settimanale di Aduc. 13/08/2026
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ITALIA. Nuove linee guida contro la pubblicità mascherata del gioco d'azzardo. AGCOM
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ITALIA. Gli scioperi nei servizi pubblici previsti a settembre
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ITALIA. Incendi boschivi: 1070 dall'inizio dell'anno
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ITALIA. Genitori anziani: segnali di pericolo in casa e contributi per la retta RSA
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USA. IA più brava dei medici: uno studio JAMA contro l'obbligo di supervisione umana
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U.E.. Consultazione su tabacco e nicotina spacca fautori e oppositori del vaping
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MONDO. Prodotti contengono sostanze chimiche non dichiarate: scatta l'allarme
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ITALIA. In arrivo El Niño: gli scienziati dicono che cambierà l'autunno
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CONGO. L'epidemia di Ebola si sta diffondendo rapidamente. 2300 morti ad ora
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ITALIA. La lotta allo spopolamento dei piccoli centri
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ITALIA. Caldo estremo: all'Italia costa 22 miliardi, quanto una manovra finanziaria
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ITALIA. Arriva la polizza sanitaria integrativa per docenti e personale scolastico
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ITALIA. Il debito pubblico italiano vola
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ITALIA. RSA Verona: oltre 1.800 anziani in lista d'attesa, rette insostenibili
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CANADA. Dopo legalizzazione, donne più propense ad usare cannabis e non antidepressivi
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COREA DEL SUD. Ultima estate legale per la carne di cane, divieto in vigore dal 2027
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NORVEGIA. Norvegia: limite di età a 16 anni per i social media, il disegno di legge avanza
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USA. Indiana in prima linea nella ricerca medica sugli psichedelici
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USA. Il più grande "datacenter biologico" del mondo per superare i test sugli animali
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AUSTRALIA. Meta chiude 756.000 account di under 16 sui social
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ITALIA. Se la scuola tace, educano i social: il vuoto dell'educazione sessuo-affettiva
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MONDO. Alcol: una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi
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USA. Deportazioni di massa: la paura come politica e il suo costo sulla salute mentale
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ITALIA. RSA in Emilia-Romagna: 12mila anziani in lista d'attesa
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REGNO UNITO. Scozia: mille morti l'anno per droga, The Economist chiede un cambio di rotta
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AUSTRIA. Vienna, multa da 1.000 euro per aver comprato un cane da allevamento crudeleA Vienna una famiglia ha dovuto pagare una multa di oltre 1.000 euro per aver acquistato una cucciola di Bulldog francese, chiamata "Emmi", che presenta caratteristiche tipiche di quella che in Austria viene definita Qualzucht, letteralmente "allevamento della sofferenza". La cagnolina mostra un cranio deformato per brachicefalia, pieghe cutanee molto pronunciate sulla testa, una coda ridotta a un moncone e un mantello "merle" legato a un difetto genetico.
Come riporta la Kronen Zeitung, il caso è emerso dopo che la famiglia aveva pubblicato le foto della cucciola sui social. Un'associazione animalista ha visto le immagini e ha sporto denuncia, poiché in Austria la legge sul benessere animale proibisce non solo l'allevamento, ma anche l'acquisto o l'importazione di animali che presentino sintomi o tratti visibilmente derivanti da questo tipo di selezione genetica estrema. L'ufficio distrettuale competente ha quindi avviato un procedimento sanzionatorio amministrativo, confermando la violazione e imponendo la multa di poco superiore ai 1.000 euro. La legge austriaca prevede sanzioni fino a 7.500 euro per chi acquista animali con tali caratteristiche.
La garante viennese per il benessere animale, Eva Persy, ha commentato il caso sottolineando che nessun animale dovrebbe soffrire soltanto perché le persone trovano un determinato aspetto fisico gradevole o persino divertente, e che la salute e la qualità di vita degli animali devono contare più di un ideale estetico estremo. Secondo Persy, affermazioni come "è normale per questa razza" non possono essere usate per giustificare sofferenze evidenti: musi corti, occhi sporgenti, pieghe cutanee estreme o arti deformati non sono semplicemente un tratto "carino" o "tipico della razza", ma comportano spesso difficoltà respiratorie, problemi di movimento e infezioni o dolori cronici.
La garante ha inoltre ricordato che ogni acquisto influenza quali cani verranno allevati in futuro: chi scegli caratteristiche sane e non sostiene allevamenti con tratti estremi che causano sofferenza lancia un segnale chiaro contro questo tipo di selezione genetica, evitando al contempo possibili conseguenze legali. Per questo motivo, chi intende acquistare un animale domestico viene invitato a informarsi in anticipo attraverso il nuovo portale della Tierschutzombudsstelle di Vienna, haustiercheck.at, per compiere scelte più responsabili.
Tra le razze canine più esposte a problemi di salute legati a questo tipo di allevamento figurano il Bulldog francese e quello inglese, il Carlino e il Cavalier King Charles Spaniel, mentre tra i gatti sono considerati a rischio il Persiano, lo Scottish Fold e lo Sphynx. Nella sola città di Vienna, secondo dati della Tierschutzombudsstelle, il numero di Bulldog francesi registrati è quasi triplicato tra il 2012 e il 2020, passando da 513 a 1.320 esemplari, segno di una domanda di mercato che continua a crescere nonostante il divieto di legge sull'allevamento crudele.
ITALIA. Pet therapy in RSA Sereni Orizzonti in Friuli: cani in visita ogni settimanaNelle residenze per anziani del gruppo Sereni Orizzonti in Friuli Venezia Giulia la pet therapy non è un'iniziativa occasionale, ma un'attività settimanale stabile, resa possibile dalla collaborazione con volontari e associazioni cinofile del territorio. In occasione della Giornata mondiale del cane, che si celebra il 26 agosto, il gruppo ha voluto ricordare i benefici che questi incontri portano agli ospiti delle sue strutture.
Come riportato da Nordest24, gli incontri con i cani offrono agli anziani stimolazione sensoriale, motoria e cognitiva, favoriscono l'aumento dell'autostima e sostengono le capacità di linguaggio. A questo si aggiungono un rafforzamento della socializzazione tra gli ospiti e una riduzione dei livelli di ansia e stress, aspetti particolarmente rilevanti nelle persone non autosufficienti che vivono in RSA.
Il direttore generale di Sereni Orizzonti, Mario Modolo, ha sottolineato che l'Attività Assistita con gli Animali è ormai diffusa in tutte le residenze del gruppo ed è tra le iniziative più apprezzate dagli ospiti, utile a ridurre stress e ansia. Modolo ha spiegato che inserire questo tipo di attività nei programmi educativi delle RSA significa mettere al centro il benessere della persona, puntando al miglioramento della qualità della vita attraverso finalità ludico-ricreative e di socializzazione.
Gli incontri con i cani si svolgono grazie alla presenza di educatori cinofili, volontari e associazioni locali che, struttura per struttura, portano i loro animali addestrati a fare visita agli ospiti. Nelle diverse residenze del gruppo distribuite sul territorio, questi momenti settimanali sono diventati parte integrante dei programmi di animazione e riabilitazione, accanto ad altre attività sensoriali e motorie pensate per il benessere degli anziani non autosufficienti.
Sereni Orizzonti è uno dei principali gruppi italiani nella gestione di residenze sanitarie assistenziali, con decine di strutture attive tra Friuli Venezia Giulia e altre regioni italiane, oltre ad alcune presenze all'estero.
REGNO UNITO. Le vendite di titoli della Banca centrale erodono i fondi NHSLe vendite di titoli di stato britannici (gilt) da parte della Bank of England, avviate per smantellare il portafoglio accumulato con il quantitative easing, stanno silenziosamente riducendo lo spazio fiscale disponibile per la sanità pubblica britannica, proprio mentre il ministro della Salute John Healey si prepara al Budget autunnale del 28 ottobre. Come riporta il sito distilledpost.com, i rendimenti dei gilt trentennali hanno toccato il livello più alto dal 1998, mentre quelli decennali restano vicini ai picchi post-crisi finanziaria raggiunti nei mesi scorsi.
Tra il 2009 e il 2021 la Bank of England ha acquistato oltre 800 miliardi di sterline di titoli di stato attraverso il quantitative easing, per sostenere l'economia in periodi di crisi. Dal 2022 è iniziato il processo inverso, noto come quantitative tightening: l'istituto centrale vende attivamente parte di questi titoli sul mercato, oltre a lasciarli scadere naturalmente. In base a un accordo stretto tra l'ex governatore Mervyn King e l'allora cancelliere dello Scacchiere George Osborne, è il Tesoro britannico ad assorbire immediatamente le perdite generate da questa operazione, perdite che secondo alcune stime potrebbero arrivare fino a 125 miliardi di sterline, una somma equivalente a due anni dell'intero bilancio del Dipartimento dell'Istruzione.
La stessa Bank of England, in un Monetary Policy Report pubblicato nelle settimane scorse, ha riconosciuto che le vendite attive di gilt avrebbero contribuito a far salire i tassi di interesse a lungo termine fino a 30 punti base. Un aumento che si traduce in un costo del debito pubblico più elevato e, di conseguenza, in un margine di manovra fiscale più ridotto per il governo guidato dal cancelliere in vista del Budget.
Questa pressione arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario nazionale (NHS), già alle prese con il numero record di pazienti pronti per essere dimessi ma bloccati in ospedale per mancanza di strutture di assistenza alternative, e con i costi aggiuntivi legati ai contratti a ore garantite previsti dall'Employment Rights Act. Ogni sterlina assorbita dalle perdite sui titoli di stato è una sterlina che non può essere destinata a nuovi investimenti nella sanità pubblica.
Diversi analisti si aspettano che il Comitato di politica monetaria della Bank of England voti nelle prossime settimane per un ulteriore rallentamento del ritmo di vendita dei gilt, dopo che a settembre l'istituto aveva già deciso di ridurre il ritmo delle dismissioni. Secondo distilledpost, sarà questa decisione tecnica, più dei dibattiti parlamentari sul Budget, a determinare concretamente il margine di manovra reale a disposizione della sanità pubblica britannica nei prossimi mesi.
ITALIA. Rsa, 3.400 euro al mese per la madre: appello al governatore del PiemonteUna famiglia piemontese denuncia di dover sostenere una spesa di 3.400 euro al mese per garantire l'assistenza in una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) alla propria madre, non autosufficiente. Il caso, riportato dal Giornale La Voce, è stato reso pubblico attraverso un appello diretto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e riporta l'attenzione su un problema che coinvolge migliaia di famiglie piemontesi: il costo crescente delle rette residenziali per gli anziani a fronte di liste d'attesa sempre più lunghe.
La cifra indicata dalla famiglia si inserisce in un quadro già segnalato da altre inchieste della stessa testata, che nei mesi scorsi ha documentato casi analoghi, in particolare quelli legati a patologie come l'Alzheimer, dove le rette possono arrivare fino a 3mila euro mensili. In quei casi, come emerso da approfondimenti legali, esiste un orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato secondo cui, quando le prestazioni erogate in Rsa hanno natura sanitaria perché legate a demenze gravi, i costi dovrebbero essere sostenuti dal Servizio sanitario nazionale e non dalle famiglie. Alcune sentenze recenti delle Corti di Appello di Firenze, Milano e Trento hanno riconosciuto proprio questo principio, arrivando in un caso a imporre la restituzione di oltre 162mila euro a un'erede che aveva pagato la degenza della propria cara.
Il nodo, tuttavia, resta prima di tutto normativo: in assenza di una disciplina organica e uniforme, sono i tribunali a dover intervenire caso per caso per stabilire quando la componente sanitaria di un ricovero prevale su quella meramente assistenziale, determinando così chi debba effettivamente pagare la retta.
Sul fronte delle liste d'attesa, la situazione in Piemonte risulta particolarmente critica. Nelle audizioni in Consiglio regionale è emerso che circa 11.600 persone attendono l'accesso alla quota sanitaria per il ricovero in una Rsa, con un incremento del 35% registrato in meno di un anno. Di queste, 7.400 sono classificate come "differibili", categoria che comporta tempi di attesa che possono superare i 12 mesi. Lo stesso presidente Cirio ha ammesso pubblicamente l'entità del problema, riconoscendo che sarebbero necessari altri 300 milioni di euro per rispondere alla domanda attuale.
Le opposizioni in Regione, in particolare i consiglieri del Partito Democratico, hanno criticato duramente la gestione della Giunta, sottolineando che l'ammissione delle difficoltà arriva dopo anni di governo regionale senza risposte adeguate, mentre il peso economico e organizzativo continua a ricadere sulle famiglie, costrette ad affrontare attese sempre più lunghe e rette sempre più onerose per garantire un'assistenza dignitosa ai propri anziani.
ITALIA. Suicidio assistito. In Lombardia caso gestito interamente dal servizio sanitarioE' morto ieri, 25 agosto, Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, dopo aver ottenuto l'assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo per attuare la propria scelta di ricorrere al suicidio medicalmente assistito.
È la terza persona in Lombardia, il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l'intera fase attuativa, compresi l'assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l'individuazione del luogo nel quale procedere.
Ne dà notizia l'Associazione Luca Coscioni. "Domenico aveva presentato la propria richiesta all'Asst Ovest Milanese l'8 novembre 2025. Dalla richiesta all'effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, pari a quattro mesi e tre settimane", fa notare l'associazione in una nota. "Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, il collegio legale di studio e difesa di Domenico, coordinato dall'avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, aveva presentato a fine maggio un ricorso d'urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa.
(AdnKronos)
REGNO UNITO. Nuovo sistema di accumulo di energia per la casa che potrebbe ridurre le bollette anche dopo il tramontoL'azienda di energia pulita EcoFlow ha presentato a Londra, presso la storica Battersea Power Station, la nuova serie Stream di sistemi di accumulo energetico per la casa. Come riporta NationalWorld, l'evento ha riunito clienti, partner commerciali e giornalisti per il debutto ufficiale del prodotto, i cui preordini sono già partiti.
Il sistema si basa su una batteria da 5 kWh abbinata a un microinverter dal formato compatto, pensata per immagazzinare l'energia solare prodotta durante il giorno dai pannelli fotovoltaici e renderla disponibile alle famiglie anche dopo il tramonto. Secondo quanto riferito dalla testata britannica, la nuova generazione di batterie Stream si inserisce nella linea già esistente dell'azienda, che converte l'energia dei pannelli in elettricità utilizzabile in casa, permettendo di conservarla per il momento in cui il sole non è più disponibile.
Il modello di punta, denominato Stream 5000, è descritto come sensibilmente più compatto rispetto a sistemi paragonabili sul mercato, pur offrendo fino a 5.000 W di potenza in ingresso dai pannelli solari e 3.000 W di potenza in uscita in corrente alternata: una capacità sufficiente per alimentare elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie. Il sistema è inoltre pensato per essere scalabile, con la possibilità di aggiungere ulteriori unità di accumulo in base alle esigenze della famiglia, oppure di installare il gateway EcoFlow Stream per supportare anche la ricarica di veicoli elettrici e il funzionamento di pompe di calore.
Tra le funzionalità annunciate figura la modalità "Local Mode", attesa da settembre, che consentirà al sistema di continuare a funzionare e di restare controllabile localmente anche in caso di interruzione della connessione a internet, riducendo così la dipendenza totale dal cloud per la gestione quotidiana dell'energia domestica.
Il lancio londinese arriva in un momento strategico per il mercato britannico: pochi giorni dopo l'evento, nel Regno Unito è entrata in vigore la nuova normativa che consente la vendita di sistemi solari plug-in di base, pensati per un'installazione più semplice rispetto ai tradizionali impianti fotovoltaici. Va precisato però che, al momento, le nuove regole riguardano i pannelli plug-in e non ancora le batterie di accumulo collegabili direttamente a una presa elettrica: il sistema Stream, per essere collegato all'impianto elettrico domestico, necessita comunque dell'intervento di un elettricista qualificato.
Il posizionamento del prezzo, secondo le informazioni circolate contestualmente al lancio, parte da una fascia di preordine scontata per il modello base della serie, con varianti che si differenziano leggermente nel prezzo a seconda della presenza o meno di determinate funzioni integrate.
ITALIA. Rsa Mantova e Cremona: 11.492 domande in lista d'attesa nel 2025Nel territorio mantovano e cremonese la ricerca di un posto in Rsa per un anziano non autosufficiente si fa sempre più difficile. Come riporta la Gazzetta di Mantova, il nuovo report della Fnp Cisl Lombardia sulla non autosufficienza fotografa una situazione critica per le famiglie che devono trovare una sistemazione per i propri congiunti anziani.
Il documento, che analizza i dati delle 738 Rsa lombarde con un focus specifico sulle singole Ats, prende in esame nel dettaglio il territorio dell'Ats Val Padana, che comprende le province di Mantova e Cremona. Qui operano 87 Rsa, di cui 81 private e 6 pubbliche, per un totale di 8.078 posti letto autorizzati, in leggero calo rispetto agli 8.093 dell'anno precedente. Crescono invece i posti letto accreditati, saliti da 7.763 a 7.819, mentre restano sostanzialmente stabili quelli contrattualizzati, cioè quelli per cui Regione Lombardia copre parte della spesa: 6.957 contro i 6.963 del 2024.
Il dato più allarmante riguarda però le liste d'attesa. Nel 2025 le domande registrate nelle Rsa dell'Ats Val Padana sono salite a 11.492, contro le 9.046 dell'anno precedente: un incremento di 2.446 domande, pari al 27%. La Fnp Cisl precisa che una stessa persona può presentare domanda in più strutture, quindi il numero non corrisponde esattamente a quello degli anziani in attesa. Resta comunque il fatto che la pressione sul sistema di assistenza alla terza età sta crescendo, in un territorio dove la quota di over 65 sulla popolazione ha ormai raggiunto il 25,11%.
Sul fronte dei costi, le famiglie devono fare i conti con rette medie mensili comprese tra 1.900 e oltre 2.000 euro per un posto ordinario, che possono arrivare fino a 2.800 euro per i cosiddetti posti solventi, interamente a carico dei nuclei familiari. Cifre che non tutti i pensionati e le loro famiglie riescono a sostenere, con l'alternativa non semplice di assistere l'anziano in casa.
Ai costi elevati si aggiungono i tempi di attesa: per l'ingresso di un anziano non autosufficiente occorrono in media dai tre ai sei mesi, con punte che possono superare l'anno nei casi più critici. Un quadro complessivo che, a livello regionale, vede la Lombardia con 121.830 richieste inevase, con Brescia al primo posto per numero di domande (quasi 29mila) seguita da Milano (17.800) e con Pavia in coda con meno di 7mila.
Cesira Chittolini, segretaria generale della Fnp Cisl Asse del Po, ha sottolineato che le famiglie si trovano ad affrontare un doppio problema, tra rette sempre più difficili da sostenere e tempi di attesa incompatibili con i bisogni di chi non è più autosufficiente. Gli anziani, ha aggiunto, sono sempre più numerosi, ma l'offerta residenziale non cresce con lo stesso ritmo.
USA. Il 17% di maggiorenni fuma cannabis
Secondo un nuovo sondaggio Gallup, un numero record di adulti statunitensi fuma marijuana, mentre il consumo di sigarette è ai minimi storici.
Il sondaggio, pubblicato lunedì, mostra che il 17% degli americani di età superiore ai 18 anni fuma cannabis, più del doppio rispetto al 7% che dichiarava di fumare marijuana quando Gallup pose per la prima volta la questione nel 2013.
Inoltre, secondo il sondaggio, il 15% degli adulti americani consuma prodotti alimentari a base di marijuana.
Al contrario, solo l'11% degli adulti statunitensi ha dichiarato di aver fumato sigarette tradizionali nell'ultima settimana. Il 9% ha affermato di aver utilizzato sigarette elettroniche contenenti nicotina negli ultimi sette giorni, mentre il 4% ha utilizzato bustine di nicotina.
Per quanto riguarda la cannabis, Gallup ha affermato che il sondaggio ha rilevato che "gli americani sono quasi equamente divisi sugli effetti della marijuana sulla maggior parte dei consumatori": il 47% afferma che ha un effetto molto o abbastanza positivo e il 46% afferma che il suo impatto è molto o abbastanza negativo.
Gli adulti di età compresa tra i 30 e i 49 anni sono i più propensi a fumare marijuana, con un quarto (25%) che dichiara di farlo. Tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, il 23% fuma cannabis.
Sebbene gli uomini siano più propensi delle donne a fumare marijuana, il contrario si verifica quando si tratta di consumare prodotti alimentari a base di cannabis.
L'anno scorso, un sondaggio Gallup separato ha rilevato che la maggioranza degli americani rimane favorevole alla legalizzazione della marijuana, ma che tale sostegno ha subito un leggero calo rispetto al 2024, una tendenza "guidata dai repubblicani" che si stanno schierando contro la riforma.
Complessivamente, il 64% degli americani è favorevole alla fine del proibizionismo sulla cannabis, secondo il sondaggio, un dato inferiore di 4 punti percentuali rispetto ai risultati dell'anno precedente. Il sostegno alla legalizzazione tra i repubblicani è calato di 13 punti percentuali, attestandosi al 40%, il livello più basso registrato in questo gruppo nell'ultimo decennio, ha affermato Gallup.
Nel frattempo, l'ultimo sondaggio Gallup conferma che sempre più adulti americani stanno scegliendo la marijuana come alternativa alle sigarette e, in alcuni casi, all'alcol.
Un'analisi dei dati del National Survey on Drug Use and Health (NSDUH), un'indagine federale statunitense sull'uso di droghe e sulla salute, pubblicata lo scorso anno, ha mostrato che oggi negli Stati Uniti sono più i consumatori di marijuana che i fumatori di sigarette, in un contesto di mutamento nella percezione dei rischi associati alle due sostanze.
Il mese scorso, nuovi dati del NSDUH hanno mostrato che gli americani sono ora più propensi a consumare marijuana quasi ogni giorno rispetto a fumare sigarette o bere alcolici quotidianamente.
Gallup, dal canto suo, ha già pubblicato in precedenza risultati che dimostrano come gli adulti americani siano più propensi a fumare marijuana che sigarette di tabacco .
Uno studio pubblicato questo mese ha rilevato che le persone che consumano bevande contenenti THC e a base di cannabis finiscono per bere meno alcol .
Nonostante l'aumento generale del consumo di marijuana tra gli adulti, il consumo di cannabis tra gli adolescenti è ora inferiore rispetto a prima che alcuni stati iniziassero a legalizzarla , nonostante i timori degli oppositori della riforma.
L'indagine nazionale sull'uso di droghe e sulla salute (NSDUH) del 2025, pubblicata il mese scorso, mostra che l'8,7% delle persone di età compresa tra i 12 e i 17 anni ha fatto uso di marijuana nell'ultimo anno. Si tratta di un calo rispetto al 14,2% del 2011, l'anno precedente alla legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo nei primi stati degli Stati Uniti.
(Marijuana Moment del 24/08/2026)
ITALIA. Per i giovani mangiare bene è una priorità ma il tempo resta il principale ostacoloDalla gestione del tempo alla pianificazione dei pasti, fino alla ricerca di idee semplici da portare in tavola: quando si affacciano a una maggiore autonomia, molti giovani si trovano a dover conciliare alimentazione e vita quotidiana con nuove responsabilità.
Per comprendere meglio abitudini, ostacoli e bisogni legati alla preparazione dei pasti tra studenti universitari e famiglie, Cosori, brand del gruppo VeSync attivo nel settore degli elettrodomestici, ha realizzato una nuova indagine in cinque Paesi europei, tra cui l’Italia, che offre uno spaccato sul rapporto tra giovani, cucina e alimentazione equilibrata.
In Italia emerge una forte attenzione verso il benessere a tavola: l’80% degli intervistati considera infatti prioritaria un’alimentazione equilibrata. Nella pratica quotidiana, però, non sempre è facile trasformare questa intenzione in un’abitudine costante: per il 77% il principale ostacolo è la mancanza di tempo, mentre oltre la metà del campione, il 55%, dichiara di avere poche idee e poca ispirazione quando si tratta di decidere cosa portare in tavola tutti i giorni.
L’attenzione verso la qualità dell’alimentazione rimane elevata anche tra gli universitari: l’80% la considera una priorità e il 73% si sente abbastanza o molto sicuro nella preparazione autonoma di pasti bilanciati.
Contrariamente a uno dei luoghi comuni più diffusi sulle nuove generazioni, la cucina continua a occupare un ruolo importante nella quotidianità dei giovani: l’87% degli studenti dichiara infatti di cucinare da zero almeno due o tre volte alla settimana.
Anche il ricorso al takeaway e al delivery appare più contenuto rispetto ad altri mercati europei: solo il 40% degli studenti italiani dichiara di ordinare pasti pronti almeno una volta alla settimana, contro il 53% in Germania, il 54% nel Regno Unito e il 58% in Francia.
Se da un lato non manca la volontà di cucinare e mangiare bene, dall’altro emerge il bisogno di soluzioni pratiche che aiutino a conciliare alimentazione e vita quotidiana. Non a caso, il 91% degli intervistati ritiene che ricette semplici e veloci possano aiutare a mantenere più facilmente buone abitudini alimentari.
“L’inizio dell’università è uno dei momenti più significativi nella vita di un giovane. Chi riesce a costruire solide basi per abitudini sane in questa fase ne trarrà beneficio ben oltre gli anni degli studi”, afferma Leigh Ann Bauman, nutrizionista di Cosori.
Secondo Leigh Ann Bauman, nutrizionista di Cosori, bastano alcune semplici accortezze per rendere più facile la gestione dei pasti e mantenere un’alimentazione equilibrata anche con poco tempo a disposizione.
Un semplice schema per comporre il piatto può rendere più facile seguire un’alimentazione equilibrata senza dover contare le calorie: l’ideale è che circa metà del piatto sia composta da frutta e verdura, un quarto da proteine e un quarto da cereali. Si tratta di un approccio flessibile, adattabile ai pasti preparati in casa, alle cucine condivise o anche al cibo consumato in mensa.
Preparare ingredienti versatili una o due volte alla settimana può facilitare il mantenimento di un’alimentazione sana anche durante le giornate più intense. Verdure e fonti proteiche possono essere cucinate in anticipo e poi combinate in modi diversi nel corso della settimana, consentendo di risparmiare tempo e riducendo la tentazione di ordinare cibo all’ultimo momento.
Avere sempre a portata di mano opzioni pratiche come frutta, frutta secca, yogurt, hummus o snack a base di cereali integrali può aiutare a fare scelte alimentari più salutari, soprattutto durante le giornate più impegnative e i periodi di studio intenso.
(FoodAffairs.it)
NUOVA ZELANDA. Legge per vietare i social ai minori di 16 anniIl governo neozelandese, guidato dal primo ministro Christopher Luxon, ha presentato in Parlamento un disegno di legge che vieta l'accesso ai social media ai minori di 16 anni. Come riporta Punto Informatico, il provvedimento, denominato Online Safety Bill, segue l'esempio dell'Australia, dove una legge analoga è in vigore dal 10 dicembre 2025. Diversi studi indipendenti e lo stesso report pubblicato dal governo australiano segnalano però che l'efficacia della norma è limitata, perché molti minorenni riescono comunque ad accedere ai social poiché la verifica dell'età spesso non funziona o non è stata ancora implementata.
Nonostante questi limiti, l'esecutivo di Wellington ha deciso di procedere comunque. Il testo riguarda piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat, che dovranno verificare l'età degli utenti utilizzando le informazioni già disponibili sugli account oppure ricorrendo a metodi come la scansione del volto o il caricamento di un documento di identità digitale. La legge si estende anche ai chatbot basati sull'intelligenza artificiale, mentre restano escluse le piattaforme di messaggistica come WhatsApp, i giochi online come Roblox e le applicazioni di AI a scopo produttivo, tra cui ChatGPT, Gemini e Copilot.
Le piattaforme interessate dovranno inoltre effettuare una valutazione dei rischi legati al proprio servizio e spiegare come intendono identificarli e ridurli. In caso di violazione degli obblighi previsti, le sanzioni potranno arrivare fino al 10% del fatturato globale dell'azienda coinvolta. Non sono invece previste sanzioni dirette per genitori o minori.
Luxon ha motivato la scelta citando dati secondo cui un ragazzo su tre, tra i 13 e i 17 anni, trascorre già oggi almeno cinque ore al giorno sui social media, con conseguenze negative su salute mentale, sonno, vita familiare e rendimento scolastico. "Non possiamo assolutamente accettare il danno che viene arrecato a una generazione di bambini neozelandesi", ha dichiarato il premier.
Il percorso parlamentare del provvedimento resta però incerto. La coalizione di governo neozelandese è composta da tre partiti - National, New Zealand First e ACT Party - ma soltanto il National, il partito dello stesso Luxon, sostiene il disegno di legge. Gli altri due alleati di governo hanno fatto sapere che non lo voteranno, per cui l'eventuale approvazione dipenderà dal sostegno dei parlamentari dell'opposizione. Il testo sarà comunque discusso dal nuovo Parlamento che uscirà dalle elezioni del 7 novembre.
ITALIA. Belluno, allarme Comuni: sempre più anziani non pagano le rette RsaNella provincia di Belluno cresce l'allarme per il numero di anziani che non riescono più a pagare le rette delle case di riposo. Come riporta il Corriere delle Alpi, il sostegno agli anziani indigenti sta diventando un problema sempre più difficile da gestire per i Comuni del territorio, che ogni anno vedono aumentare il numero di cittadini anziani non autosufficienti dal punto di vista economico. Le rette delle Rsa (le residenze sanitarie assistenziali) pesano in misura crescente sui bilanci comunali. Gli enti locali sono infatti chiamati per legge a intervenire quando un cittadino residente non ha i mezzi economici sufficienti per sostenere i costi della struttura in cui è ospitato: un obbligo che, con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento del costo della vita, si sta traducendo in una spesa sempre più pesante per le casse pubbliche locali. Il quotidiano bellunese segnala che il fenomeno non è isolato ma riguarda un numero crescente di municipalità della provincia, dove il numero di anziani sostenuti economicamente dai Comuni aumenta di anno in anno. Una tendenza che, secondo quanto emerso, rischia di mettere in seria difficoltà i bilanci comunali, già alle prese con risorse limitate e una popolazione sempre più anziana rispetto alla media regionale. La conseguenza più temuta è che, per far fronte a questi costi crescenti, i Comuni possano essere costretti a tagliare altri servizi rivolti alla cittadinanza, in un territorio montano dove le difficoltà demografiche e la carenza di posti letto nelle strutture residenziali si sommano da tempo alle tensioni sui bilanci delle Rsa e delle amministrazioni locali.
USA. L’uscita di un album di Taylor Swift provoca un aumento degli incidenti stradali mortali? Cosa dice lo studio di HarvardI ricercatori della Harvard Medical School avrebbero individuato un aumento di incidenti fatali al lancio dei nuovi album di artisti come Taylor Swift, Drake e Harry Styles: i limiti dello studio e le raccomandazioni degli autori
L’uscita di un nuovo album musicale è un evento sempre molto atteso dai fan ma il suo arrivo sul mercato potrebbe avere conseguenze fatali. Almeno così sostiene uno studio dell’Università di Harvard pubblicato su Jama (una tra le riviste scientifiche più autorevoli al mondo). Secondo i ricercatori il lancio di un nuovo album sarebbe infatti direttamente correlato all’aumento degli incidenti stradali mortali.
A detta degli autori, la causa risiederebbe nella distrazione degli automobilisti alla guida, per un motivo meno banale di quello che si potrebbe pensare: più che la musica in sè, la principale fonte di distrazione risiederebbe nell’attività di ricerca manuale immediatamente precedente, che comprende una serie di passaggi come lo sblocco dello smartphone, l’apertura dell’app di streaming musicale, la ricerca del nuovo album e la selezione del brano inedito, che «rubano» secondi preziosi alla vista sulla strada davanti a sé. Una condizione che si acuisce soprattutto tra i guidatori più giovani e/o di sesso maschile, che guidano da soli e fanno spesso uso di sistemi di infotainment integrati nel cruscotto della vettura.
Il dottor Vishal Patel (autore principale della ricerca) e i suoi colleghi hanno selezionato dieci tra gli album più riprodotti su Spotify negli ultimi anni, a cavallo tra il 2017 e il 2022, che includono «Midnights» di Taylor Swift, «Scorpion» di Drake e, non ultimo, «Harry’s House» di Harry Styles. Nello specifico si parla di un aumento di incidenti fatali del 15,1% in più nei primi giorni di debutto rispetto all’ordinario, un dato che, considerando i dieci album sopracitati, si traduce approssimativamente in 182 morti solo negli Stati Uniti.
Al netto di queste considerazioni, bisogna però considerare gli evidenti limiti intrinseci dello studio: i ricercatori non hanno potuto verificare se le vittime di incidenti stradali fossero effettivamente alle prese con il loro smartphone o con il sistema di infotainment, nei momenti che precedevano la fatale collisione.
Per minimizzare i rischi alla guida, lo stesso Patel propone che le piattaforme di streaming musicale inseriscano una notifica di sicurezza che inviti gli utenti a selezionare la scelta dei brani da riprodurre prima di mettersi alla guida: un rimedio semplice e per nulla costoso, ma che potrebbe potenzialmente salvare diverse vite umane. Da qui le sue raccomandazioni: «Selezionate l’album, premete “Play” e mettete giù il telefono», e conclude «Se avete un passeggero accanto, consegnatelo a lui».
(Asaps)
ITALIA. Le città continuano a perdere residenti a favore dell’hinterlandLe città italiane continuano a perdere residenti a favore dell’hinterland, ma l’immigrazione dall’estero mantiene positivo il bilancio complessivo. Nel triennio 2023-2025 i 106 capoluoghi hanno perso 97mila abitanti verso gli altri Comuni della provincia e registrato un saldo migratorio interno complessivo di -56.402 persone. A compensare le partenze sono soprattutto i flussi internazionali, con un saldo positivo di 328.363 residenti, che porta il bilancio finale a +271.961. Il saldo interno è inoltre peggiorato progressivamente, passando da -8.472 nel 2023 a -24.549 nel 2025. In 38 delle 53 città con saldo interno negativo, gli arrivi dall’estero riescono a ribaltare il risultato; i 15 capoluoghi che restano in rosso sono tutti nel Mezzogiorno. Milano registra il peggior saldo interno (-22.099), soprattutto per le partenze verso l’hinterland, ma grazie agli arrivi dalle altre regioni e dall’estero (+45.662) chiude comunque in positivo. Napoli perde invece soprattutto verso le altre regioni e, nonostante il contributo dell’immigrazione internazionale, registra il peggior saldo migratorio complessivo (-4.537). In rapporto alla popolazione, Mantova guida per attrattività interna, mentre Pavia è prima per saldo con l’estero, con +35,7 residenti ogni mille abitanti.
AUSTRALIA. Pelo animale vero in giocattoli venduti come 'finta pelliccia'Test di laboratorio commissionati dall'organizzazione animalista Four Paws hanno rilevato pelo animale reale in tutti e sette i giocattoli di peluche e portachiavi esaminati, venduti nei mercati e online nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, nonostante alcuni fossero pubblicizzati come pelliccia finta. Come riporta ABC News, l'associazione ha incaricato il laboratorio britannico Microtex Analysis di analizzare il pelo presente su peluche e portachiavi acquistati sia presso bancarelle di mercato sia da rivenditori online.
L'analisi microscopica, che permette di identificare la specie animale osservando le caratteristiche microscopiche dei singoli peli, ha confermato la presenza di pelo di coniglio, di volpe e, in un caso, di cane. L'importazione di pelo di cane e gatto è vietata in Australia da oltre vent'anni. "Sono assolutamente certo che si tratti di fibre animali. Faccio queste identificazioni da oltre 50 anni", ha dichiarato Phil Greaves, responsabile di Microtex Analysis.
Tra i prodotti esaminati figurano un peluche rosa a forma di coniglio, simile a un piccolo orsacchiotto, venduto a 10 dollari in un mercato di Sydney, risultato contenere pelo compatibile con coniglio vero; un peluche giallo da 16 dollari, anch'esso con pelo di coniglio; e un portachiavi in pelle a forma di canguro con un pompon, venduto a 8 dollari, che ha rivelato pelo di volpe. Un portachiavi a forma di coda animale, venduto online a 2,61 dollari come ciondolo da borsa in "morbida finta pelliccia", conteneva invece pelo compatibile con quello del cane.
Nella maggior parte dei casi il pelo era stato tinto, il che rende ancora più difficile per i consumatori distinguere il materiale reale da quello sintetico, soprattutto quando i prodotti vengono pubblicizzati esplicitamente come pelliccia finta e privi di qualsiasi indicazione contraria. A complicare ulteriormente la situazione c'è il fatto che, in Australia, i giocattoli non rientrano tra i prodotti soggetti alle norme obbligatorie sull'etichettatura previste dalla legge sulla tutela dei consumatori: questo rende ancora più arduo, per chi acquista, capire davvero cosa sta comprando.
USA. Benzene nei deodoranti spray: la causa milionaria contro i grandi marchiUna vicenda giudiziaria nata da un test di laboratorio ha portato alcuni dei più grandi produttori di deodoranti e antitraspiranti al mondo a pagare milioni di dollari di risarcimenti ai consumatori americani. Al centro della causa c'è il benzene, sostanza chimica classificata come cancerogena, rilevata in decine di prodotti spray venduti con marchi molto noti anche in Europa.
Tutto è partito dalle analisi del laboratorio indipendente Valisure, che nel novembre 2021 ha testato 108 lotti di prodotti antitraspiranti e deodoranti appartenenti a 30 marchi diversi. I risultati hanno rivelato che il 54% dei campioni conteneva benzene rilevabile, con alcuni lotti che arrivavano fino a nove volte il limite di emergenza fissato dalla Food and Drug Administration statunitense, pari a 2 parti per milione. Tra i marchi coinvolti nei test comparivano nomi diffusi anche sul mercato internazionale come Old Spice, Secret, Suave e Tag.
Il benzene è una sostanza chimica industriale riconosciuta come cancerogena per l'uomo da agenzie sanitarie e ambientali, ed è stata collegata allo sviluppo di leucemia e altre gravi patologie del sangue. La sua presenza nei deodoranti spray ha destato particolare preoccupazione perché si tratta di prodotti utilizzati quotidianamente, spesso in ambienti chiusi, a differenza di altri prodotti in cui il benzene era già stato rilevato in precedenza, come le creme solari spray.
A seguito della denuncia di Valisure, Procter & Gamble ha ritirato dal mercato quasi venti prodotti aerosol il 23 novembre 2021, riconoscendo la presenza del problema nei propri antitraspiranti Old Spice e Secret. Il ritiro ha innescato una serie di cause legali collettive (class action) da parte di consumatori che accusavano l'azienda di non aver adeguatamente controllato i propri prodotti spray per la presenza di sostanze pericolose, esponendo milioni di persone a un rischio di cancro senza alcuna avvertenza in etichetta.
Nel maggio 2022 Procter & Gamble ha raggiunto un accordo transattivo da 8 milioni di dollari per chiudere le cause riunite contro l'azienda. L'intesa prevede un rimborso di 3,50 dollari per ogni prodotto acquistato, una cifra pari a circa il 70% del prezzo medio al dettaglio, riservato a chi ha comprato i prodotti coinvolti tra il 4 novembre 2015 e il 31 dicembre 2021.
Anche Unilever è stata coinvolta nella vicenda: dopo aver richiamato nell'aprile 2022 i deodoranti della linea Suave 24-Hour Protection Aerosol Antiperspirant per livelli di benzene ritenuti troppo elevati, l'azienda ha accettato nel marzo 2024 un risarcimento da 2 milioni di dollari a favore dei consumatori danneggiati.
La contaminazione da benzene non si è limitata al settore dei deodoranti. Altri accordi legati alla stessa sostanza hanno riguardato Coppertone, che nel 2023 ha versato 2,3 milioni di dollari per una causa relativa alle creme solari, e Henkel Corp, che sempre nel 2023 ha corrisposto 1,95 milioni di dollari per chiudere un contenzioso analogo.
La vicenda si inserisce in una serie più ampia di scoperte del laboratorio Valisure, già protagonista in passato dell'identificazione di sostanze pericolose in farmaci e prodotti di consumo, tra cui il caso che portò al ritiro globale del farmaco antiacido Zantac per la presenza di un'altra sostanza cancerogena, l'NDMA.
USA. Medetomidina, il tranquillante veterinario che spiazza la xilazina
Nel mercato della droga di strada statunitense sta emergendo una nuova sostanza da tenere sotto osservazione: la medetomidina, un potente sedativo veterinario noto anche come "Rhino Tranq", che nei primi mesi del 2026 ha superato la xilazina come principale adulterante mescolato al fentanyl. A rilevarlo sono i dati dello UNC Street Drug Analysis Lab, il laboratorio dell'Università del North Carolina che analizza in forma anonima campioni di droga inviati da tutto il paese.
Come riporta il sito di informazione sanitaria North Carolina Health News, il mercato illegale delle droghe nello stato è in costante trasformazione: chi acquista non compra più semplicemente eroina, fentanyl o pillole oppioidi, perché la maggior parte dei campioni analizzati contiene più di una sostanza. Spesso chi consuma non sa nemmeno cosa stia effettivamente assumendo, perché gli spacciatori cambiano continuamente gli adulteranti presenti nella miscela.
Il laboratorio universitario ha già individuato 536 sostanze diverse esaminando oltre 23.000 campioni ricevuti in forma anonima. Negli ultimi tre anni era stata la xilazina, altro tranquillante veterinario, a destare l'allarme di sanità pubblica e legislatori: nell'uomo questa sostanza provoca frequentemente infezioni cutanee nel punto di iniezione, che possono portare a complicazioni gravi e, in alcuni casi, alla morte. Ma proprio a inizio 2026 la medetomidina l'ha superata in diffusione nella miscela di droghe circolanti.
A differenza della xilazina, la medetomidina non sembra provocare ferite cutanee. È però significativamente più potente e può causare periodi prolungati di sedazione accompagnati da rallentamento del battito cardiaco, pressione bassa, vertigini, affaticamento, difficoltà respiratorie, nausea, vista offuscata e confusione. I ricercatori del laboratorio UNC hanno inoltre osservato che la medetomidina presente nella droga di strada è stata associata ad allucinazioni, un effetto non tipico né degli oppioidi né della Dexmedetomidina, la versione della sostanza approvata per uso ospedaliero con il nome commerciale Precedex.
Il rischio più serio, secondo gli esperti, riguarda proprio la sospensione dell'uso: la sindrome da astinenza da medetomidina può manifestarsi già entro poche ore dall'ultima assunzione e aggravarsi fino a provocare problemi cardiaci tali da richiedere il ricovero ospedaliero.
Questa continua evoluzione della composizione delle droghe di strada complica il lavoro di chi si occupa di riduzione del danno e di assistenza alle persone che fanno uso di sostanze. "Sta diventando tutto molto confuso e caotico, e le cose cambiano molto rapidamente", ha dichiarato Elyse Powell, direttrice della North Carolina Harm Reduction Coalition.
Gli esperti mettono in guardia su un meccanismo già osservato in passato: la repressione mirata su una singola sostanza, come avvenuto con la xilazina, può spingere il mercato illegale a sostituirla con adulteranti ancora più pericolosi, come sembra essere avvenuto proprio con la diffusione della medetomidina. Per questo le autorità sanitarie stanno diffondendo informazioni rivolte sia ai consumatori sia al personale sanitario, per riconoscere i sintomi dell'astinenza da questo tranquillante animale e sapere come intervenire in caso di emergenza.
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U.E.. Fiducia dei consumatori in Eurozona in miglioramento ad agostoLa fiducia dei consumatori nell'area euro è migliorata per il quarto mese consecutivo ad agosto 2026, superando le previsioni degli analisti e alimentando un cauto ottimismo sulla tenuta dell'economia europea. Secondo le stime flash diffuse dalla Commissione Europea, l'indicatore è salito a -15,5 punti, rispetto ai -15,9 di luglio, facendo meglio delle attese degli analisti che si aspettavano un valore di -16,3.
Si tratta del livello più alto registrato da febbraio, un segnale che, seppure l'indice resti in territorio negativo, viene letto come un'attenuazione dei timori di recessione nell'Eurozona. Il miglioramento arriva nonostante il conflitto in corso in Medio Oriente continui a rappresentare un fattore di rischio per l'inflazione e per le prospettive economiche generali dell'area.
Il dato riguarda l'indicatore di fiducia dei consumatori (Consumer Confidence Indicator), calcolato mensilmente dalla Direzione Generale Affari Economici e Finanziari (DG ECFIN) della Commissione Europea attraverso un sondaggio condotto su circa 24mila famiglie dell'area euro. L'indice misura il clima psicologico dei consumatori rispetto alla situazione economica attuale e alle aspettative per i prossimi dodici mesi, sia a livello personale che generale, ed è considerato un indicatore anticipatore dei consumi futuri.
Il miglioramento non riguarda solo l'area euro: anche nell'Unione Europea nel suo complesso la fiducia dei consumatori è salita leggermente, passando da -15,1 di luglio a -15 di agosto. Un incremento contenuto ma che conferma la tendenza positiva osservata negli ultimi mesi in tutto il blocco comunitario.
Va ricordato che l'indice resta comunque ben al di sotto della sua media di lungo periodo, che si attesta storicamente attorno a -9,45 punti: il valore negativo indica che la quota di famiglie che dichiara aspettative peggiorative resta superiore a quella con aspettative di miglioramento. Il percorso di recupero della fiducia, iniziato dopo i minimi toccati in primavera, non ha quindi ancora colmato le perdite accumulate a partire da febbraio, quando le tensioni internazionali avevano spinto verso l'alto le aspettative di inflazione legate ai rincari energetici.
Come riporta FX.co, il dato di agosto conferma una fase di stabilizzazione dopo i mesi più difficili, pur in un contesto ancora segnato da incertezza geopolitica e da rischi sul fronte dei prezzi energetici legati alla crisi mediorientale.
ITALIA. Consumi culturali in crescita. ConfcommercioTelevisione, ascolto di musica e radio ma anche spettacoli all'aperto, concerti e weekend d'arte.
La spesa delle famiglie italiane per i consumi culturali - secondo l'Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con Swg - continua a crescere e raggiunge i 108 euro, in media, al mese (nel 2025 era pari a 94 euro), il valore più alto dell'intera serie post-pandemica e ormai prossimo ai livelli del 2019 (113 euro).
Nel paniere dei consumi culturali, le attività più diffuse si confermano, ai primi posti, la fruizione di programmi televisivi, film e serie (92%), l'ascolto della musica (87%) e della radio (82%).
La lettura mantiene un ruolo significativo: il 65% degli italiani ha letto almeno un libro dall'inizio dell'anno, mentre il 43% ha letto quotidiani in formato cartaceo o digitale a pagamento. Tra le attività che prevedono una spesa diretta, si confermano particolarmente diffuse il cinema (51%), le visite a musei, mostre e siti archeologici (49%), il teatro e gli spettacoli all'aperto (40%) e i concerti dal vivo (35%).
Parallelamente aumenta l'interesse per i weekend culturali e oltre un italiano su due sarebbe molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42% si dichiara molto propenso a regalarlo a una persona cara. I più interessati sono le persone con titolo di studio elevato, le donne e gli over 55. Negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale, soprattutto fuori dalla propria regione (34%). La spesa media pro capite sostenuta raggiunge 286,2 euro, in aumento rispetto alla precedente rilevazione (circa 235 euro nel 2025), mentre anche tra chi non ha ancora vissuto questa esperienza (il 54%) emerge una disponibilità di spesa prevista pari a 215,7 euro, segnale di una domanda potenziale ancora significativa.
"La crescita dei consumi culturali - dice Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia - Confcommercio - è un segnale importante: dimostra che la cultura risponde a una domanda reale e rappresenta una leva decisiva per lo sviluppo, l'occupazione e la coesione sociale. Tuttavia, la partecipazione resta segnata da forti divari economici, sociali, generazionali e territoriali. Per questo, accanto al sostegno alle imprese e all'offerta, servono politiche strutturali capaci di rafforzare la domanda e misure concrete, come la detrazione fiscale delle spese per consumi ed esperienze culturali, così da favorire un accesso più ampio e avvicinare nuovi pubblici. L'interesse per i weekend culturali conferma inoltre le potenzialità dell'integrazione tra cultura, turismo e territori: una tendenza che va accompagnata e trasformata in valore diffuso per le comunità e per l'intero Paese".
(Ansa)
ITALIA. Diabete infantile, accompagnamento INPS anche se il minore è autonomoUna nuova ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che l'indennità di accompagnamento INPS spetta anche ai figli minori con diabete insulino-dipendente, anche quando conducono una vita apparentemente normale: camminano, mangiano da soli, frequentano la scuola senza bisogno di assistenza fisica visibile. La pronuncia, la n. 24402 del 3 agosto 2026 emessa dalla sezione Lavoro, ribalta un orientamento che per anni ha penalizzato molte famiglie.
Fino a oggi, infatti, la valutazione medico-legale si basava spesso su un criterio rigido: se il bambino cammina, mangia autonomamente e va a scuola senza assistenza fisica evidente, allora non ha diritto al beneficio economico. La Cassazione ha ora chiarito che questo automatismo è sbagliato: non serve dimostrare un'incapacità totale e generalizzata per ottenere l'indennità, ma è sufficiente che il minore non sia in grado, da solo, di gestire anche una sola azione quotidiana, purché essenziale per la sua sopravvivenza.
Il caso specifico riguardava una famiglia a cui il tribunale di primo grado aveva negato il beneficio, ritenendo il bambino sostanzialmente autonomo e la situazione descritta troppo generica. I genitori non si sono arresi e hanno portato la vicenda fino in Cassazione, ottenendo ragione. I giudici di legittimità hanno annullato la sentenza di merito perché il tribunale non aveva mai realmente valutato l'incapacità del minore di gestire da solo la terapia insulinica quotidiana, limitandosi a un giudizio superficiale basato sull'apparente normalità della vita del bambino.
Il fascicolo è stato quindi rinviato a un nuovo giudice, che dovrà riesaminare l'intero caso applicando il principio fissato dalla Cassazione, oltre a decidere sulle spese legali del procedimento. Secondo i giudici, un minore può semplicemente non avere ancora la maturità necessaria per comprendere il significato e l'importanza di una terapia salvavita come quella insulinica: in questi casi il diritto al sussidio scatta comunque, a prescindere dall'autonomia fisica dimostrata in altri ambiti della vita quotidiana.
Sul piano economico, l'indennità di accompagnamento non è soggetta a limiti di reddito e può essere cumulata con la pensione di invalidità civile. Considerando anche la tredicesima mensilità sulla pensione, l'importo complessivo annuo riconosciuto alle famiglie può arrivare fino a oltre 16.000 euro.
La pronuncia si inserisce in un filone giurisprudenziale che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato la tutela dei minori con diabete di tipo 1 insulino-dipendente, superando la logica che faceva coincidere il diritto all'indennità con l'assenza totale di autonomia motoria o comportamentale, e spostando l'attenzione sulla effettiva capacità del bambino di gestire in autonomia gli atti terapeutici necessari alla propria sopravvivenza.
PAKISTAN. Tabacco: Svezia riduce i fumatori, Pakistan resta fermo
Un confronto tra le politiche antifumo di Svezia e Pakistan, presentato durante un seminario medico a cui hanno partecipato oltre 50 medici di diverse specialità, mostra due traiettorie opposte. Come riporta il Pakistan Observer, mentre la Svezia ha visto crollare la percentuale di fumatori adulti, il Pakistan non è riuscito a invertire la tendenza.
Secondo lo studio presentato durante l'incontro, il tasso di fumatori adulti svedesi è diminuito dall'11% del 2013 al 5,3% del 2024. In Pakistan, invece, il tasso di fumatori è aumentato leggermente, passando dal 12,1% del 2015 al 12,4% del 2023.
Il seminario, che ha riunito medici di varie specialità, ha affrontato le difficoltà del controllo del tabacco in Pakistan e il possibile ruolo delle strategie di riduzione del danno nel contenere i rischi sanitari legati al fumo. Parte del calo registrato in Svezia viene attribuito, secondo il report, alla disponibilità e alla diffusione di prodotti nicotinici alternativi, tra cui lo snus, le buste di nicotina e le sigarette elettroniche.
Lo studio evidenzia inoltre il persistente peso sanitario causato dal consumo di tabacco in Pakistan, dove si stima che fumi quasi un uomo adulto su quattro e che circa 164.000 persone muoiano ogni anno per malattie legate al tabacco.
Durante il seminario, i rappresentanti della Pakistan Association of Family Physicians (PAFP) hanno espresso una posizione articolata sul tema: la cessazione completa del fumo resta l'esito preferibile, ma andrebbero considerati anche approcci aggiuntivi basati sull'evidenza per i fumatori adulti che non riescono a smettere nonostante ripetuti tentativi con i metodi convenzionali.
Il confronto tra i due paesi si inserisce in un dibattito più ampio sulle strategie di riduzione del danno da tabacco, che in Svezia hanno permesso al paese di avvicinarsi allo status di nazione "smoke-free", mentre in Pakistan le politiche tradizionali di contrasto al fumo, basate principalmente su tassazione e restrizioni pubblicitarie, non sembrano finora aver prodotto risultati significativi.
USA. Oregon, psilocibina legale: primo studio su 20.000 utilizzatori
Il primo studio rigoroso sul programma legale di psilocibina in Oregon conferma un profilo di sicurezza sostanzialmente positivo, a fronte di benefici riportati dalla maggioranza dei partecipanti. Come riporta The Lund Report, la ricerca è stata condotta dalla Oregon Health & Science University (OHSU) e pubblicata sulla rivista JAMA Network Open. Il programma dello stato americano era nato con l'approvazione della Misura 109 nel 2020, il primo provvedimento negli Stati Uniti a legalizzare l'uso dei "funghi magici" all'interno di centri terapeutici autorizzati, aperti tre anni più tardi. Da allora, oltre 20.000 persone hanno avuto accesso ai servizi legali di psilocibina in Oregon, un numero che supera di gran lunga i partecipanti agli studi clinici statunitensi sugli psichedelici, condotti finora su poche migliaia di soggetti. Il team guidato dal dottor Todd Korthuis, docente di medicina alla OHSU, ha reclutato circa 350 volontari provenienti da oltre venti centri di servizio autorizzati in tutto lo stato. I ricercatori hanno raccolto dati prima della prima seduta con psilocibina e per i tre mesi successivi, riuscendo a completare il monitoraggio per oltre il 90% dei partecipanti. I risultati emersi indicano che solo quattro persone, circa l'1% del campione, hanno riportato impatti gravi e negativi sulla salute mentale. Al contrario, la maggioranza dei partecipanti ha dichiarato una riduzione dei sintomi di ansia e depressione dopo l'assunzione di psilocibina, e più della metà ha classificato l'esperienza tra le più significative della propria vita. Lo studio, tuttavia, presenta dei limiti riconosciuti dagli stessi autori: non è stato utilizzato un gruppo di controllo e i partecipanti risultavano, nel complesso, più sani e più benestanti rispetto alla media della popolazione dell'Oregon. Resta comunque, secondo i ricercatori, un campione sufficientemente solido per rappresentare le esperienze dei ventimila cittadini dell'Oregon che finora hanno provato la psilocibina legale. Korthuis ha spiegato di essere partito da una posizione scettica riguardo alla somministrazione di psilocibina al di fuori di un contesto medico rigidamente controllato, ma di essere stato convinto dai dati raccolti. Il ricercatore ha sottolineato come il confronto principale dello studio riguardasse la sicurezza dei programmi regolamentati dallo stato rispetto agli studi clinici sugli psichedelici condotti finora, notando che chi si è rivolto ai servizi dell'Oregon tendeva in media a essere più sano e con problemi di salute mentale meno gravi rispetto a molti partecipanti alle sperimentazioni cliniche, pur sperimentando comunque pochissime reazioni avverse serie. Il progetto è nato dall'esigenza, riscontrata dallo stesso Korthuis e da altri ricercatori, di valutare in modo sistematico la sicurezza e gli esiti di un programma statale del tutto innovativo, privo inizialmente di strumenti di monitoraggio strutturati. Da questa esigenza è nato il gruppo Open Psychedelic Evaluation Nexus (OPEN), con sede alla OHSU, che ha sviluppato la piattaforma di rilevazione utilizzata nello studio.
U.E.. Caldo, tra gli over 85 i morti in Italia aumentano dell’8% a luglio. In Germania 14mila decessi nell’estate 2026A luglio, in Italia, gli over 85enni morti per il cado sono aumentati dell’8%, mentre in Germania nell’estate 2026 sono già decedute 14mila persone. L’aumento delle morti dovute al caldo nella fascia over 85 è confermata dai dati del ministero della Salute. Il numero dei morti in Germania è invece certificato dal Robert Koch-Institut (Rki), secondo il quale si tratta del record di decessi legati al caldo negli ultimi dieci anni in Germania. La stima tedesca riguarda i decessi registrati fino al 9 agosto.
ITALIA. Sostegno negato a studente disabile grave, il TAR condanna il MinisteroIl TAR del Lazio ha stabilito che il rapporto 1:1 tra alunno con disabilità grave e insegnante di sostegno non può essere limitato alle 18 ore settimanali previste dal contratto del docente, ma deve coprire l'intero orario scolastico quando la gravità della condizione lo richiede. Come riporta Orizzonte Scuola, la sentenza n. 13960/2026, pubblicata il 31 luglio scorso, ha accolto il ricorso dei genitori di un ragazzo di terza media con disabilità grave, riconosciuta ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992.
Il caso riguardava un alunno di un istituto comprensivo del Lazio, con diagnosi di grave disabilità intellettiva e autonomie personali compromesse, tale da richiedere supervisione e guida costante nelle attività quotidiane. Nonostante questo, il Piano Educativo Individualizzato gli assegnava solo 18 ore settimanali di sostegno, a fronte di 28 ore di frequenza scolastica effettiva. I genitori hanno impugnato la decisione sostenendo che tale limitazione impedisse al figlio di godere in modo efficace del diritto all'istruzione garantito dalla Costituzione.
L'amministrazione scolastica si era difesa con una tesi tutta interna al contratto collettivo: poiché l'orario di servizio di un docente di sostegno nella scuola secondaria di primo grado è di 18 ore settimanali, il rapporto 1:1 doveva intendersi automaticamente limitato a quel monte ore. I giudici hanno respinto questa lettura, bollandola come un "equivoco interpretativo": le 18 ore, hanno chiarito, rappresentano l'orario di lavoro del singolo insegnante, non il tetto massimo del diritto dell'alunno al sostegno. Quando la gravità della disabilità lo richiede, ha ribadito il Tribunale, la scuola deve organizzarsi per garantire la copertura di tutto l'orario di frequenza, anche ricorrendo a più figure professionali se necessario.
Il Gruppo di Lavoro Operativo aveva già evidenziato che l'alunno prediligeva il rapporto uno a uno e non interagiva con i compagni di classe, un elemento che ha pesato nella valutazione dei giudici. Le perizie mediche allegate al fascicolo hanno documentato, nel corso dell'anno scolastico, una regressione delle autonomie e delle capacità cognitive del ragazzo, con un calo del quoziente intellettivo registrato a fine anno. Su questa base il TAR ha riconosciuto anche un danno esistenziale, richiamando l'orientamento del Consiglio di Stato secondo cui il danno alla vita di relazione è risarcibile quando la mancata fruizione delle ore di sostegno spettanti comporta regressioni o rende irrealizzabile il progetto di vita delineato dal PEI.
Il Ministero dell'Istruzione e l'istituto scolastico sono stati condannati in solido a risarcire la famiglia con 2.500 euro per il danno esistenziale subito dallo studente, oltre alle spese di lite. I giudici hanno sottolineato che, nella generalità dei casi, uno studente con particolari difficoltà rischia di incontrare ostacoli ancora maggiori se privato degli strumenti indispensabili al proprio processo di crescita e maturazione nell'adolescenza.
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