Detenuti tossicodipendenti fuori dal carcere. Dove andranno?
Ok definitivo della Camera al ddl che stabilisce che i detenuti tossicodipendenti non debbano restare in carcere ma, se aderiscono ad un programma di recupero, debbano scontare la pena agli arresti domiciliari.
Il principio è buono. Soprattutto in un sistema carcerario che conta 64.645 detenuti ristretti in celle per 46.242 posti. E che da inizio anno ha fatto registrare 24 suicidi. Un sovraffollamento del 140%.
Ma ci sono alcuni problemi che non sappiamo se e come verranno risolti.
I detenuti tossicodipendenti sono 19.755 e circa 13.277 i posti letto nelle comunità terapeutiche, in gran parte occupati. Dove saranno ospitate queste migliaia di persone senza investimenti? La dipendenza va curata con percorsi di cura individualizzati. Del ddl inoltre può beneficiare solo chi è in cura al Serd e non è recidivo: ovvero una minima parte dei detenuti tossicodipendenti.
Al momento la legge approvata sembra una bella dichiarazione di principio.
Temiamo che i legislatori si auto-complimenteranno per aver approvato questa legge, soprattutto in un periodo di grande attenzione ad un sistema carcerario quasi al collasso e che, nella grande calura estiva, sta per esplodere.
Ma passato il caldo, non calato il numero detenuti (tossicodipendenti e non) visto che si moltiplicano le leggi che prevedono la carcerazione anche per pene (nuove e non solo) che potrebbero essere scontate anche fuori del carcere.. temiamo che il tutto finisca nel dimenticatoio e nelle pastoie di una ricerca di fondi e posti che parte già male.
Non sarebbe la prima volta, visto che le carceri sono considerate e organizzate per essere la fogna violenta della società e non luoghi in cui i rei debbano civilmente scontare la restrizione della libertà.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc