ADUC
ADUC
Dal 1990 Difenditi. Informati. Agisci.
AVVERTENZE
19/08/2026 – 25/08/2026
💬 Chiedi aiuto   ♥ Dona ora Leggi versione integrale →
L'Italia fatica tra crisi finanziaria, incapacità amministrativa e populismo che aggrava i problemi. Sul fronte quotidiano: diritti negati nei conti comuni, strade più pericolose, droghe sempre più letali e una pubblica amministrazione che non funziona. Nel mondo, il cambiamento climatico accelera e l'Europa non è pronta. Eppure esistono soluzioni concrete - dai bond ai sistemi di energia domestica - che restano ignorate mentre la politica gioca con bonus che danneggiano l'economia.
In questo numero
EDITORIALE
→  Crisi finanziaria e politica. Italia apatica e incapace
OSSERVATORIO LEGALE
→  Coppie. Conto Corrente comune: a chi appartengono le somme?
ARTICOLI
→  Prezzi carburanti. Populismo deleterio e concorrenza sleale del Sindaco abruzzese
→  Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 25/08/2026
→  Nuovo codice della strada. E' uno scherzo?
→  Vivere tra lo spaccio di droghe. Cronache dell’assurdo
→  Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 18 a 24 Agosto 2026
→  Osservatorio disservizi da 18 a 24 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta
→  Perché sono tutti pazzi per i bond, non solo governativi
→  Risiko grandi banche. Capire e, per quanto possibile e necessario, farsi meno male
→  Prezzi carburanti. I bonus come controllo dei prezzi. Economia danneggiata
→  Firenze, Disinvolte certezze e cantieri
→  Overtourism, i voli low cost gonfiano gli affitti: in Italia fino a 220 euro l’anno in più
→  L’Europa medievale travolta da 16 alluvioni in due anni: la nuova ricostruzione che riscrive la storia climatica del continente 
→  Ruralità e rigenerazione urbana: Barberis, De Lucia e il futuro della città
→  Magnifica humanitas: le riflessioni del Pontefice sull'avvento dell'IA nel ricordo di ciò che rappresenta essere umani
→  Turismo. Il viaggiatore dentro di noi, sempre
→  Case in affitto. Privilegi, propaganda politica e miseria della realtà
→  Bolivia, la violenza dei narcotrafficanti brasiliani dilaga al confine
→  Femminicidio. La colpa siamo noi
→  Turismo oscuro: perché i luoghi di morte, crimine e tragedia diventano attrazioni turistiche
→  Detenzione domiciliare detenuti tossicodipendenti. Il 98% non ne fruirà
→  I coni gelato, l'ingegnosa invenzione degli immigrati americani
→  Salute. La Newsletter settimanale di Aduc. 20/08/2026
→  Investire informati. La Newsletter settimanale di Aduc. 20/08/2026
→  L'intelligenza artificiale crea un sistema medico "ombra" parallelo?
→  Drug checking: come funziona nel mondo tra proibizionismo e salute
→  Il fentanyl ha sostituito l’eroina perché rende più efficiente il mercato illegale
→  Come steppa e vaiolo dissolsero l’ultimo impero nomade. La lunga marcia verso il collasso
→  Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026
GIANNINO
→  Putin è triste
STATI UNITI D'EUROPA
→  Capire il 'patriottismo' degli ucraini. Un libro
→  Estate 2026, l'Europa non è pronta al cambiamento climatico?
NOTIZIE
→  ITALIAITALIA. Assolti in appello: si può dire 'delinquente' a Berlusconi
→  SLOVACCHIASLOVACCHIA. Perde la cittadinanza per il matrimonio gay, caso all'UE
→  U.E.U.E.. Privacy digitale nell'euro: come la BCE intende garantire un anonimato paragonabile a quello del contante per i pagamenti elettronici
→  ITALIAITALIA. Vasto, il Garante Privacy sanziona il Comune per le multe da telecamere
→  BRASILEBRASILE. Multa da 30 milioni di dollari a ByteDance-TikTok per dati dei minori
→  USAUSA. Truffa cripto da 24 milioni a Las Vegas: condanna fino a 280 anni
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. Nuovo sistema di accumulo di energia per la casa che potrebbe ridurre le bollette anche dopo il tramonto
→  CINACINA. Shein in Borsa a Hong Kong: cosa cambia per chi compra in Italia
→  ITALIAITALIA. Come fanno i discount a costare meno e migliorare la qualità
→  U.E.U.E.. Germania avverte l'Italia: sui dublinanti rischio controlli in tutta Europa
→  USAUSA. Trump pronto a revocare 200mila visti a chi chiede asilo negli USA
→  ITALIAITALIA. Rsa Mantova e Cremona: 11.492 domande in lista d'attesa nel 2025
→  USAUSA. Il 17% di maggiorenni fuma cannabis
→  ITALIAITALIA. Per i giovani mangiare bene è una priorità ma il tempo resta il principale ostacolo
→  ITALIAITALIA. Gli investimenti nelle ristrutturazioni edilizie
→  ITALIAITALIA. Iscrizione anagrafe di stranieri: 440mila all'anno
→  ITALIAITALIA. Il sindaco abruzzese della benzina pubblica scontata a 1,75 euro al litro: 'Acquisto il carburante e lo vendo a prezzo di costo. E c’è la fila'
→  COLOMBIACOLOMBIA. Narcotraffico e furti di carburante. Presidente De la Espriella
→  U.E.U.E.. Auto elettrica, vendite in crescita
→  NUOVA ZELANDANUOVA ZELANDA. Legge per vietare i social ai minori di 16 anni
→  ITALIAITALIA. Belluno, allarme Comuni: sempre più anziani non pagano le rette Rsa
→  MESSICOMESSICO. Governatore di Sinaloa accusato di narcotraffico, torna e lascia in 34 ore
→  AMERICHE. DEA: funzionari messicani di alto livello aiutano il cartello CJNG
→  USAUSA. L’uscita di un album di Taylor Swift provoca un aumento degli incidenti stradali mortali? Cosa dice lo studio di Harvard
→  USAUSA. Attacco nel Pacifico contro sospetti narcotrafficanti: 2 morti
→  ITALIAITALIA. Carburanti. Sconto accise fino al 26 Agosto
→  ITALIAITALIA. Le città continuano a perdere residenti a favore dell’hinterland
→  AUSTRALIAAUSTRALIA. Pelo animale vero in giocattoli venduti come 'finta pelliccia'
→  U.E.U.E.. Carburanti in Europa: la mappa dei rincari, Danimarca maglia nera
→  USAUSA. Equifax paga 100 milioni per un errore nei punteggi di credito
→  USAUSA. Benzene nei deodoranti spray: la causa milionaria contro i grandi marchi
→  ITALIAITALIA. Dublinanti, anche l'Irlanda rimanda i richiedenti asilo in Italia
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. The Milkman: ascesa e caduta del boss della cocaina Brian Wright
→  USAUSA. Medetomidina, il tranquillante veterinario che spiazza la xilazina
→  MESSICOMESSICO. I cartelli ricorrono a video in stile TikTok ed emoji per reclutare giovani
→  ITALIAITALIA. Sovraffollamento carceri, Cassazione: onere prova spetta al DAP
→  MONDOMONDO. Un terzo delle pagine web è scritto dall'intelligenza artificiale
→  USAUSA. TikTok, 400 milioni per la privacy dei minori: nuovo caso sull'algoritmo
→  U.E.U.E.. Fiducia dei consumatori in Eurozona in miglioramento ad agosto
→  MONDOMONDO. Prodotti a marchio o private label? Al consumatore non importa più
→  USAUSA. Sempre più famiglie pagano benzina e spesa a rate col "buy now pay later"
→  AMERICHE. USA deportano migranti messicani in Guatemala e Honduras
→  U.E.U.E.. Migranti dublinanti: anche l'Olanda avvia trasferimenti verso l'Italia
→  ITALIAITALIA. Consumi culturali in crescita. Confcommercio
→  EUROPA. Virgin lancia la sfida Eurostar sui treni tra Francia e Regno Unito
→  ITALIAITALIA. Diabete infantile, accompagnamento INPS anche se il minore è autonomo
→  GERMANIAGERMANIA. Occhiali smart di Meta nel mirino: denuncia per spionaggio
→  OLANDAOLANDA. Uber, maxi multa da 825 milioni per licenziamenti automatici via algoritmo
→  USAUSA. Deepfake e finti analisti su WhatsApp: la nuova truffa degli investimenti
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. L'opuscolo del governo ai migranti: «vietato il sesso con minori»
→  ITALIAITALIA. Migranti dublinanti, anche la Svezia li rimanda in Italia
→  PAKISTANPAKISTAN. Tabacco: Svezia riduce i fumatori, Pakistan resta fermo
→  MONDOMONDO. Cambogia-USA: sequestrata rete cripto del cartello di Sinaloa
→  USAUSA. Oregon, psilocibina legale: primo studio su 20.000 utilizzatori
→  AMERICHE. Cocaina, Argentina: "Sudamerica produce 4.000 tonnellate l'anno"
→  MONDOMONDO. Chi investe di più in Ai assume di più: lo studio che smonta la paura dei licenziamenti
→  U.E.U.E.. Caldo, tra gli over 85 i morti in Italia aumentano dell’8% a luglio. In Germania 14mila decessi nell’estate 2026
→  MONDOMONDO. L’intelligenza artificiale è un’ottima compagna di shopping
→  ITALIAITALIA. Sostegno negato a studente disabile grave, il TAR condanna il Ministero
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. Verifica dell'età sui siti porno: l'effetto boomerang denunciato da Pornhub
→  USAUSA. Filmare la polizia in pubblico è un diritto, non un crimine
→  ITALIAITALIA. Migranti, anche la Finlandia riprende i trasferimenti "dublinanti" verso l'Italia
→  USAUSA. Yale: cannabis legale porterebbe 111 miliardi in 10 anni
→  MESSICOMESSICO. Chapitos: come i figli di El Chapo controllano Culiacán
→  COREA DEL SUDCOREA DEL SUD. Legge anti fake news scatena timori per la libertà online
→  ITALIAITALIA. Nuove linee guida contro la pubblicità mascherata del gioco d'azzardo. AGCOM
→  SVIZZERASVIZZERA. Il Tribunale amministrativo apre ai rimpatri di giovani afghani
→  MONDOMONDO. Debito pubblico più caro: inflazione e IA spingono i rendimenti ai massimi
→  ITALIAITALIA. Polizze fantasma a Pesaro: risarciti risparmiatori truffati per 411mila euro
→  ITALIAITALIA. Oltre mille miliardi di euro di risparmio sono affidati alle gestioni patrimoniali. Unimpresa
→  ITALIAITALIA. Gli scioperi nei servizi pubblici previsti a settembre
→  MONDOMONDO. Pirateria su Telegram: scoperti centinaia di canali e bot
→  ITALIAITALIA. Incendi boschivi: 1070 dall'inizio dell'anno
→  ITALIAITALIA. L'Italia è il Paese in cui si vive più a lungo ma si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro
LETTERE
→  Multa ZTL a Dubrovnik da avvocato straniero: è reale e va pagata?
→  Caparra hotel non rimborsata dopo disdetta: quando si ha diritto al rimborso
→  Rumori notturni da portone del condominio vicino: cosa fare
→  Robot aspirapolvere guasto tre volte: come ottenere rimborso da MediaWorld
→  Dismissione smartcard tivùsat Tiger: chi paga la sostituzione dei decoder
→  Diritto di recesso negato per articoli in saldo: è legale
→  Multa in Svizzera: come contestarla o rischi se non si paga
→  Multa ZTL Dubrovnik ricevuta in Italia: come fare ricorso
→  Multa ZTL dalla Croazia con IBAN privato: come comportarsi e verificarne validità
→  Patente italiana smarrita all'estero: come richiedere il duplicato
→  Multa ZTL dalla Croazia con ricarico: come contestarla senza notifica
→  Multe ZTL a Dubrovnik dopo un anno: importo raddoppiato, come opporsi
→  Corso di formazione venduto in videocall: come uscire dal contratto senza penali
→  Rendiconto condominiale: entro 180 giorni va convocata l'assemblea
→  Multe seriali corsia preferenziale: notifica cumulativa, ricorso al Giudice di Pace
→  Bolletta luce quindicinale e scadenza troppo ravvicinata: si può sospendere il pagamento
→  Doppia bolletta telefonica dopo cambio operatore: come contestarla
→  Pedaggi Telepass arretrati: importo diverso tra app ed email, come contestarlo
→  Infissi con vetro non conforme: sospensione del saldo e garanzia legale
→  Alperia chiede fattura già saldata: come contestare il conguaglio duplicato
EDITORIALE
19 AGOSTO 2026

Crisi finanziaria e politica. Italia apatica e incapace

· di Vincenzo Donvito Maxia

Col debito pubblico in crescita fino a 3200 miliardi e il suo pessimo rapporto col Pil, sintomo di economia che cresce poco e produttività debole, si capisce bene perché i risparmiatori italiani preferiscano (oltre mille miliardi) mettere i propri soldi nelle gestioni patrimoniali. E perché le emissioni di Btp siano prese d’assalto, con lo Stato che li stimola, come nel caso del Btp Sì che è stato basato sulla combinazione di un tasso fisso minimo garantito che può solo essere rivisto al rialzo,

Del resto - inflazione persistente e crescente fabbisogno di capitali per lo sviluppo dell’Ai - i rendimenti dei titoli di Stato sono in crescita in tutto il mondo.

A cui ben si è allineata l’Italia vista la sua necessità sfrenata di capitali per finanziare le politiche più o meno elettorali (bonus di ogni tipo) e di consolidamento e reintroduzioni dei monopoli (dove l’Opas di Poste su Tim è solo la più evidente/eclatante).

Insomma, lo Stato favorisce la sua crescita/controllo facendosi prestare i soldi dai risparmiatori, piuttosto che creare condizioni perché questi ultimi investano nei settori privati. Come sarebbe se le riduzioni del peso fiscale di consumatori (per far consumare di più) e imprese (per far migliorare le esistenti e crearne delle nuove), non fosse solo uno slogan delle feste di partito che in questi giorni si moltiplicano nella Penisola.

Non è un caso, infatti, che, mentre i consumatori hanno sempre meno potere d’acquisto e le retribuzioni ferme, le imprese di ogni tipo, quando non chiudono, languono col cappello in mano verso lo Stato.

Vivere alla giornata, senza un piano industriale e politico. E’ questa la fotografia del nostro potere esecutivo. Con l’aggravante che la quasi totalità delle opposizioni replica con altrettanti slogan in cui l’economia è altrettanta, pur se apparentemente diversa, sudditanza al potere politico di turno.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

OSSERVATORIO LEGALE
21 AGOSTO 2026

Coppie. Conto Corrente comune: a chi appartengono le somme?

· di Sara Astorino

Quando si è innamorati e felici non si pensa minimamente a ciò che potrebbe accadere un domani, spesso per questioni di fiducia le coppie decidono di aprire un conto corrente cointestato e rinunciano ad averne uno proprio.

Ciò avviene anche quando uno solo dei due lavora o anche se la differenza reddituale tra partner è ampia.

Capita anche, molto molto spesso, che uno dei partner mantenga il proprio conto e versi su quello in comune solo qualche somma mentre l’altro immette sul conto corrente il suo intero stipendio.

Ebbene cosa succede se la coppia scoppia? Che fine fanno le somme che sono stata versate solo da uno dei partner?

Fino a qualche tempo fa la risposta a questa domanda sarebbe stata ferale, si sarebbe dovuto rispondere che le somme avrebbero dovuto essere divise nella misura del 50%.

Fortunatamente la Corte di Cassazione ha chiarito, nel tempo, che la cointestazione non comporta la divisione delle somme nella predetta misura ed ha spiegato chiaramente quali sono i criteri da seguire per determinare chi sia il reale proprietario delle somme presenti sul conto corrente cointestato.

Se questi criteri consentono di individuare uno dei due partner come proprietario esclusivo allora il principio di presunzione di contitolarità del conto potrà dirsi superato.

Sin da subito va precisato che chi afferma di essere il proprietario esclusivo della somma deve provarlo fornendo quelle che possono definirsi presunzioni gravi, precise e concordanti.

Quali sono?

Ogni documento che possa provare la provenienza esclusiva delle somme ovvero documentazione bancaria che attesti che le somme versate provengono dal reddito o dal patrimonio di uno solo dei coniugi o in maniera prevalente da questi, la prova che l’altro partner non ha mai operato versamenti sul conto o che i versamenti non sono stati utilizzati con destinazione familiare ma solo per scopi personali, testimonianze (anche se facilmente contestabili), flussi finanziari, dichiarazioni dei redditi, la ricostruzione dei movimenti bancari, la tracciabilità dei bonifici, l'origine delle somme (esempio: vendita di un bene personale, eredità, reddito personale).

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22613/2025 ed anche 1643/2025, ha stabilito il principio secondo cui l’altro partner non può vantare diritti sulle somme presenti sul conto corrente se l’altro ha dimostrato di averlo alimentato da solo o in maniera prevalente.

Altro elemento importante derivante da queste sentenze è che la sola cointestazione del conto non equivale ad una donazione nei confronti dell’altro partner.

Per poter sostenere che vi fosse la volontà di donare, il partner, che muove tale eccezione, deve provare ulteriori comportamenti, dichiarazioni o elementi concreti, altrimenti si dovrà necessariamente parlare di semplice gestione familiare.

Come si fa a dimostrare che è gestione familiare e non donazione?

Se le somme versate dal partner sono state usate per far fronte alle esigenze della famiglia, ad esempio pagare le bollette, il mutuo oppure la spesa, ristrutturare la casa coniugale, allora siamo innanzi ad un chiaro esempio di gestione familiare.

Se, invece, le somme trasferite sono molto alte e vengono utilizzate in favore dell’altro partner garantendo studi, viaggi o un semplice arricchimento del patrimonio di quest’ultimo, allora siamo innanzi ad una donazione indiretta.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

ARTICOLI
25 AGOSTO 2026

Prezzi carburanti. Populismo deleterio e concorrenza sleale del Sindaco abruzzese

· di Vincenzo Donvito Maxia

L’Amministrazione di un paesino (800 abitanti) abruzzese ha acquistato una stazione di servizio che stava per chiudere e - distributore automatico - ha continuato a far funzionare il servizio, vendendo il carburante a prezzo di costo. Prezzi molto bassi (altroché taglio governativo delle accise), vendite alle stelle, code continue anche di automobilisti di comuni vicini.

E’ una notizia che sta - giustamente - facendo il giro del web. Vedremo se l’effetto fotocopia avrà successo e quante altre amministrazioni comunali faranno altrettanto.

Abbiamo una soluzione tampone alla crisi dei costi dei carburanti?

No! Abbiamo solo una “trovata” populista di un Sindaco.

Facile farlo in un Comune di 800 abitanti, coi costi contenuti e altrettanta scarsezza di acquirenti. Si immagini una media città. Impossibile per i costi che, comunque, ci sono e bisogna trovare una voce di bilancio che li giustifichi.

Inoltre - e questo è determinante - c’è la concorrenza sleale nei confronti di chi vende carburanti per viverci e - anche se siamo in un mercato in cui si può anche vendere a prezzo di costo come fa il nostro Sindaco - i piccoli e grandi imprenditori dovrebbero competere con chi usa soldi pubblici per fare loro concorrenza.

Certo, per i consumatori è una “boccata d’ossigeno” in questo gioco al massacro. Ma che sia chiaro che questa propaganda durerà pochissimo ed è solo fumo negli occhi rispetto all'incapacità delle istituzioni di far fronte al problema.

Non ci dispiace dover stroncare il buon cuore del nostro Sindaco, perché se altri dovessero seguirlo, si darebbe solo un alibi di tempo a chi invece deve mettere in atto riforme strutturali e liberalizzatorie per avere meno danni dalla crisi dei carburanti. Oltre che illudere i consumatori che le gestioni di Stato dei servizi possano servire a rendere migliori e meno costosi i servizi stessi.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

25 AGOSTO 2026

Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 25/08/2026

· di Redazione

Sommario/Editoriale

Proibizionismo e fallimenti istituzionali sono il filo rosso di questa settimana: dalle carceri che negano misure alternative ai tossicodipendenti, al mercato illegale che si evolve più veloce delle politiche pubbliche. Nel mondo, i cartelli si modernizzano con la tecnologia mentre sostanze come fentanyl e medetomidina rimpiazzano le droghe tradizionali. Drug checking e sperimentazione legale della psilocibina mostrano come altri paesi ragionano in termini di riduzione del danno: l'Italia rimane ferma alle proibizioni.

In questo numero

ARTICOLI

Vivere tra lo spaccio di droghe. Cronache dell’assurdo

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 18 a 24 Agosto 2026

Osservatorio disservizi da 18 a 24 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

Bolivia, la violenza dei narcotrafficanti brasiliani dilaga al confine

Detenzione domiciliare detenuti tossicodipendenti. Il 98% non ne fruirà

Drug checking: come funziona nel mondo tra proibizionismo e salute

Il fentanyl ha sostituito l’eroina perché rende più efficiente il mercato illegale

Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026

Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 18/08/2026

NOTIZIE

COLOMBIACOLOMBIA. Narcotraffico e furti di carburante. Presidente De la Espriella

MESSICOMESSICO. Governatore di Sinaloa accusato di narcotraffico, torna e lascia in 34 ore

AMERICHE. DEA: funzionari messicani di alto livello aiutano il cartello CJNG

USAUSA. Attacco nel Pacifico contro sospetti narcotrafficanti: 2 morti

REGNO UNITOREGNO UNITO. The Milkman: ascesa e caduta del boss della cocaina Brian Wright

USAUSA. Medetomidina, il tranquillante veterinario che spiazza la xilazina

MESSICOMESSICO. I cartelli ricorrono a video in stile TikTok ed emoji per reclutare giovani

MONDOMONDO. Cambogia-USA: sequestrata rete cripto del cartello di Sinaloa

USAUSA. Oregon, psilocibina legale: primo studio su 20.000 utilizzatori

AMERICHE. Cocaina, Argentina: "Sudamerica produce 4.000 tonnellate l'anno"

USAUSA. Yale: cannabis legale porterebbe 111 miliardi in 10 anni

MESSICOMESSICO. Chapitos: come i figli di El Chapo controllano Culiacán

RUSSIARUSSIA. Mosca: "L'Occidente vuole accusarci di armare i narcos in Sudamerica"

U.E.U.E.. Consultazione su tabacco e nicotina spacca fautori e oppositori del vaping


Se si vuole ricevere la newsletter nella propria casella mail ci si può iscrivere qui

24 AGOSTO 2026

Nuovo codice della strada. E' uno scherzo?

· di Redazione

Anche ASAPS è stata chiamata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a trasmettere osservazioni (massimo su 5 articoli!) sul testo della bozza di decreto legislativo che dovrà riscrivere entro il 14 ottobre un nuovo codice della strada. A metà ottobre scadrà infatti il termine dei 22 mesi (termine previsto da un DDL in corso di approvazione definitiva al Senato) dalla data di approvazione della legge n. 177/2024, entrata in vigore il 14 dicembre 2024. Ma sta accadendo qualcosa di mai visto prima. La condivisione con oltre 100 con vari stakeholder, associazioni e enti, oltre alle quotidiane notizie stampa, porta a una notizia giornaliera per argomento e conseguente polemica, su cui tutti discutono. E allora tutti contro l'indirizzo digitale (PEC) per i possessori di veicoli e di patente, il MIT cosa fa? Smentisce in poche parole che questa novità sia introdotta con il nuovo codice. E poi ancora viene pubblicata la notizia sulle limitazioni alla guida per gli ultra85enni con apposizione di codici unionali sulla patente che impediranno la guida in autostrada e a oltre i 100 km dal luogo di residenza? Poche ore dopo arriva la smentita del MIT: tali limitazioni non saranno inserite nel testo definitivo. Insomma qualcosa ci sfugge. Anzi ci preoccupa. Vuoi vedere che quel testo arrivato in pieno agosto - come sempre - è un testo a cui far "abboccare" tecnici e opinione pubblica per vedere le reazioni e poi fare come si vuole? Speriamo di essere smentiti, ne va del futuro sulle strade italiane per i prossimi 50 anni.

(Giordano Biserni - Presidente ASAPS)

24 AGOSTO 2026

Vivere tra lo spaccio di droghe. Cronache dell’assurdo

· di Vincenzo Donvito Maxia

Il parco delle Cascine a Firenze ha registrato un calo del 43,5% dei reati nel secondo semestre del 2025. Il dato, fornito dalla Prefettura al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riguarda l’area considerata per anni una delle più problematiche della città per episodi di spaccio, violenze e danneggiamenti.

Grande soddisfazione? Ovvio per chi è preposto ad un servizio di repressione e prevenzione e per la fruizione mediatica. Ma per chi vive e amministra la città si tratta di un palliativo e un’illusione, visto che reati, soprattutto quelli connessi alle droghe, sono in forte aumento, con la città al 2o posto tra quelle italiane (la prima è Milano, la terza è Roma).

Lo stesso rapporto del Comitato fiorentino rileva che, per quanto riguarda la droga, il problema è tutt’altro che sotto controllo, con la crescita di sostanze nocive come il crack, tipica sostanza dell’emarginazione e disperazione, dai costi bassi ed effetti potenti quanto devastanti. Lo spaccio è più circoscritto e discreto, ma non calato. Ed è quasi annullato per sostanze tipo hashish, i cui “clienti” non si sono certo “ravveduti” grazie alla repressione e prevenzione, ma semplicemente si rivolgono a mercati molto diversi, tipo autocoltivazione e piccolo spaccio ad essa connesso.

Cronache che, al di là della fanfara del presunto successo, non potrebbero essere altrimenti. La domanda di droghe è alta e il mercato clandestino si adegua e perfeziona. Le politiche (molto ideologiche) del governo in merito (con pubblicità dissuasiva) non danno i risultati sperati e, anzi, visti i numeri che abbiamo riportato, provocano effetti contrari.

Crediamo sarebbe il caso che i decisori istituzionali, anche locali, si impegnassero per evitare il fiorire di queste cronache della sconfitta. E’ evidente che i Serd (servizio pubblico dipendenze) non bastano e non sono attrattivi, pur se dispensano farmaci e cure ad hoc. Ci sono città come Zurigo (e anche altre città svizzere) che portano avanti da anni esperimenti positivi di riduzione del danno: centri di consumo controllato e sanitario delle specifiche sostanze, evitando il dilagare sul territorio e controllando la purezza delle sostanze.

Ma questo - Serd e Zurigo - è un supporto che vale solo per chi è tossicodipendente ed ha deciso di ridursi il danno e/o curarsi.

Ché rimane il grosso problema di chi non è tossicodipendente e si approccia al mercato clandestino per un consumo ludico quanto estemporaneo. Consumatori che, magari alla ricerca di sostanze “leggere”, cedono all'offerta di sostanze “pesanti”, incentivate dagli spacciatori per il loro maggior guadagno.

Un contesto rispetto al quale, le risposte legalizzatorie che arrivano da alcuni Paesi europei e d'oltre Atlantico, sono positive, sanitariamente e per l’ordine pubblico. Opzioni che possono essere prese in considerazione solo con approcci realistici e non ideologici. Soprattutto - per questi ultimi - quando si presentano con l’obiettivo di “un mondo senza droghe”.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

24 AGOSTO 2026

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 18 a 24 Agosto 2026

· di Redazione

Ogni settimana, il lunedì, Aduc pubblica i dati su sequestri e vittime delle droghe illegali, oltre ad un riepilogo dall'inizio dell'anno.
La raccolta è frutto di un'indagine mediatica, soprattutto locale. Uno spaccato di come l'opinione pubblica può percepire i risultati di fatti e misfatti delle leggi proibizioniste sulle droghe.
E' possibile che tutto questo non accadrebbe, o sarebbe notevolmente ridimensionato, se invece di divieti e punizioni ci fossero leggi che regolamentassero questo mercato (oggi solo nero e gestito dalla delinquenza grossa e piccola) al pari di tabacco e alcol.
Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali in Italia e nel mondo.

Il prezzo del proibizionismo
dalle cronache locali
gli effetti della legge vigente

Anno in corso

sequestri
droghe leggere (kg) 238.120
droghe pesanti (kg) 410.600
dosi droghe sintetiche 91.000
piante di cannabis 45.900
vittime
morti 3
arresti 1.843
giorni di reclusione 780

Settimana da 18 a 24 Agosto 2026

sequestri
droghe leggere (kg) 1.900
droghe pesanti (kg) 1.200
dosi droghe sintetiche 1.100
piante di cannabis 900
vittime
morti 0
arresti 9
giorni di reclusione 7
24 AGOSTO 2026

Osservatorio disservizi da 18 a 24 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

· di Redazione

Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.

Uno spaccato dell'Italia che non funziona.

Da 18 a 24 Agosto 2026
Pubblica Amministrazione 22,70%
Telecomunicazioni 14,20%

Energia 12,10%

Salute 10,30%

Banca 10,10%

Prodotti finanziari 09,50%

Viaggi 09,10%

Acquisti 06,10%

Condominio 02,20%

Diritti immigrati 02,30%

Assicurazioni 01,40%

23 AGOSTO 2026

Perché sono tutti pazzi per i bond, non solo governativi

· di Redazione

Le emissioni obbligazionarie record delle grandi aziende tecnologiche, guidate dagli hyperscaler, iniziano a competere con i governi per il capitale degli investitori. L'analisi di Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager di Moneyfarm

Quest’anno i rendimenti delle obbligazioni governative sono saliti in modo pressoché ininterrotto, ignorando in larga parte il contesto macroeconomico: qualunque sia il dato pubblicato, la direzione è rimasta sostanzialmente la stessa, segno di quanto i mercati siano ormai ancorati alla propria visione sulla politica monetaria. Le forze in gioco sono molteplici e intrecciate – inflazione, banche centrali, politica fiscale e, sempre più, l’IA – al punto che l’aumento dei rendimenti obbligazionari può essere letto anche come un’ulteriore manifestazione del ciclo di investimenti legato all’IA.

A CHE PUNTO SONO I TASSI D’INTERESSE?

La riapertura dell’economia globale dopo il COVID, seguita dall’invasione russa dell’Ucraina, ha segnato un cambio di regime per i tassi d’interesse, portandoli fuori dall’ambiente estremamente basso ereditato dalla crisi finanziaria globale. Il conflitto con l’Iran e il conseguente shock energetico li hanno poi spinti nuovamente verso l’alto.

Tuttavia, l’aspetto più interessante del 2026 è un altro: l’aumento dei rendimenti è determinato quasi interamente dalla rivalutazione dei tassi reali, più che da un incremento delle aspettative d’inflazione. È un segnale importante: i rendimenti reali delle obbligazioni statunitensi a lunga scadenza si avvicinano ormai al 3%, il livello più alto degli ultimi vent’anni, mentre le aspettative implicite d’inflazione restano relativamente stabili nonostante il rialzo dei prezzi dell’energia.

Una parte di questa dinamica riflette il linguaggio sensibilmente più hawkish delle banche centrali a partire dalla fine del 2025, e i mercati hanno incorporato questa prudenza nei prezzi.

L’andamento del linguaggio delle banche centrali segue da vicino gli indici di sorpresa economica, cioè la misura di quanto i dati su inflazione e mercato del lavoro risultino migliori o peggiori rispetto alle aspettative. Le sorprese inflazionistiche, rimaste positive per gran parte della prima metà del 2026, si sono attenuate negli ultimi mesi, aprendo la strada a un possibile cambiamento nella comunicazione delle banche centrali. Va inoltre riconosciuto che rendimenti più elevati riflettono anche una crescita economica più robusta, alimentata dagli investimenti legati all’IA. Storicamente, una crescita più forte è associata a tassi reali più elevati, e il mercato obbligazionario odierno non sembra fare eccezione.

GOVERNI TRA OBBLIGAZIONI SOCIETARIE E PRESSIONI FISCALI

Uno degli sviluppi più interessanti del 2026 è che l’ondata di emissioni obbligazionarie delle grandi aziende tecnologiche, guidata dagli hyperscaler, sta iniziando a competere con i governi per il capitale degli investitori. Le stesse istituzioni che acquistano titoli di Stato devono oggi assorbire anche una quantità record di obbligazioni societarie a lunga scadenza: di fronte a un’offerta così abbondante, gli investitori chiedono rendimenti più elevati. Secondo la Bank of America, solo quest’anno, le emissioni corporate e di titoli garantiti da mutui hanno aggiunto circa 0,3 punti percentuali al rendimento del Treasury decennale statunitense.

La scala del fenomeno è impressionante: a inizio luglio, Amazon, Alphabet, Meta e Oracle avevano già collocato circa 194 miliardi di dollari di nuove obbligazioni, quasi l’80% in più rispetto all’intero 2025. Goldman Sachs stima che i cinque principali hyperscaler possano raggiungere 250 miliardi di dollari di emissioni nel 2026, per poi avvicinarsi a 400 miliardi entro il 2027, contro una media di appena 28 miliardi di dollari all’anno nei cinque anni precedenti al 2025. Tuttavia, non si tratta solo di tecnologia: le emissioni di obbligazioni societarie investment grade hanno raggiunto livelli eccezionali in tutto il mercato corporate, con il 2026 sulla buona strada per avvicinarsi a 2.500 miliardi di dollari, in diretta competizione con i Treasury americani per lo stesso bacino di capitale.

Emissione di obbligazioni societarie Usa per trimestre

L’ultimo tassello del puzzle riguarda la posizione fiscale delle economie sviluppate, sensibilmente più fragile dalla pandemia di COVID-19 in poi. La Germania ha allentato la propria politica fiscale per finanziare difesa e infrastrutture, riportando i rendimenti dei Bund ai livelli del 2011, mentre negli Stati Uniti il deficit federale si avvicina ai 2.000 miliardi di dollari. Nel Regno Unito, invece, i Gilt trentennali si sono avvicinati al 6% (il livello più alto dalla fine degli anni Novanta) e la Francia affronta pressioni simili, con rendimenti a lunga scadenza ai massimi dal 2008. In un mondo affamato di capitale, con un ciclo di investimenti nell’IA estremamente intenso, questa fragilità fiscale pesa ancora di più, anche perché molti acquirenti strutturali di obbligazioni a lunga scadenza – dalla Federal Reserve agli investitori giapponesi – sono diventati meno presenti. È proprio in questo contesto che va letto il recente annuncio del Tesoro americano di riacquistare bond a lunga scadenza per contenere il costo dell’indebitamento.

NUOTARE CONTROCORRENTE

È la combinazione di diverse forze strutturali, più che un singolo fattore, a spiegare perché i rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza abbiano continuato a salire nonostante dati macroeconomici contrastanti. Per gli investitori, tutto ciò vuol dire dover scegliere con prudenza: per gran parte del 2026, acquistare obbligazioni a lunga durata ha significato nuotare contro una potente corrente strutturale e, guardando avanti, probabilmente ci saranno momenti in cui le obbligazioni appariranno eccessivamente penalizzate. Il recente raffreddamento di inflazione e mercato del lavoro potrebbe nel tempo rafforzare le ragioni per rendimenti più bassi: sarà necessario continuare a monitorare con attenzione questi fattori, in particolare l’orientamento delle banche centrali, adeguando i portafogli quando il quadro macroeconomico lo renderà opportuno.

(StartMagazine del 23/08/2026)

23 AGOSTO 2026

Risiko grandi banche. Capire e, per quanto possibile e necessario, farsi meno male

· di Vincenzo Donvito Maxia

Acquisizioni a raffica tra i giganti italiani del credito? Altamente probabile un impatto sui conti di famiglie e piccole imprese. Meno operatori sul mercato, per quanto ognuno giochi a differenziare in diversi modi le proprie offerte, hanno sicuramente ripercussioni sui tassi d’interesse, costi dei conti correnti e condizioni per l’accesso a mutui e prestiti.

Questo lo scenario dopo le grandi manovre in corso dopo l’iniziativa di Intesa Sanpaolo verso Monte dei Paschi di Siena. E’ bene, quindi, che i singoli risparmiatori, grazie anche alla scarsa attenzione che si presta alle vicende agostane nonché ad operazioni finanziarie per cui si crede che siano al di fuori di comprensione e coinvolgimento, si tengano informati. Nel caso, anche a valutare eventuali alternative che li tengano fuori (per quanto possibile) da questo gioco monopolista. La gestione del credito e i servizi bancari di cui ogni risparmiatore non può fare a meno, non si fermano ai big del settore. E nonostante ogni banca quando si chiede di abbandonarla crei difficoltà e costi, non è detto che questo sia legittimo.

Il Risiko

Intesa, in accordo con Unipol e Bper (per eludere i vincoli Antitrust) vuole acquisire Mps, con l’obiettivo di un gruppo con 27 milioni di clienti e 16 miliardi annui di utili.

Mps, acquisendo Banco Bpm e Banca Generali, reagisce con l’intento di dar vita ad un polo indipendente di credito e risparmio con un valore di circa 70 miliardi di euro.

Mps, per fare questa operazione straordinaria, avrebbe bisogno dell’ok delle autorità di vigilanza europee (Bce - Banca Centrale europea - per la supervisione diretta ed Eba - Autorità Bancaria europea - per la regolamentazione normativa) nonché del gradimento dell’assemblea degli azionisti, tra cui figura anche il ministero dell’Economia e Finanze, cioè noi cittadini/contribuenti.

Una strada che potrebbe essere resa difficoltosa con la richiesta di legittimità, soprattutto Antitrust, da parte di Parlamento italiano e Parlamento europeo. Sia per l’acquisizione di Intesa che per la reazione di Mps.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

23 AGOSTO 2026

Prezzi carburanti. I bonus come controllo dei prezzi. Economia danneggiata

· di Vincenzo Donvito Maxia

Scade il 24 agosto il taglio delle accise sui carburanti, mentre questi ultimi - incuranti dell’elargizione dello Stato - giocano a crescere. Il governo sembra lavarsene le mani scaricando la responsabilità sulla “maligna” Europa: insieme a Germania, Austria, Polonia Portogallo e Spagna sollecita una tassa europea sui cosiddetti extra profitti delle compagnie petrolifere da utilizzare alla bisogna. Con l’aggiunta di chi, associazioni e partiti, chiede semplicemente una proroga del taglio… come se quello in essere avesse funzionato. L’unica certezza, al momento, è che entrerà in funzione il meccanismo delle accise mobili: il maggior gettito fiscale dell’Iva che ridurrà il carico fiscale sui carburanti. Insomma: deficit che si somma a deficit.

I provvedimenti in essere, e quelli che al momento potrebbero esserci, sono sostanzialmente meccanismi di controllo dei prezzi. Le istituzioni non sono in grado di stimolare e far giocare il mercato e - per lavarsi la coscienza, propaganda ed incapacità - approvano provvedimenti che dovrebbero dar loro il controllo della situazione… che, però gli sfugge di mano. Ché non c’è nulla di peggio di un mercato come una sorta di guerra di tutti contro tutti dove l’antitrust, per esempio, diventa un orpello per fare bella figura, e Mister Prezzi costosamente inutile.

Il tentativo di diminuire i prezzi dei carburanti senza diminuire quanto alla fonte rende questi prezzi alti, è anche dannoso per tutta l’economia.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

22 AGOSTO 2026

Firenze, Disinvolte certezze e cantieri

· di Stefano Fabbri

Il calendario che usiamo ha poco meno di 500 anni: ogni anno dura 12 mesi, ovvero 365 giorni (uno in più ogni quattro anni): è la nostra misura del tempo. È lì, statico e preciso, a far da guardia alle scadenze e, non in ultimo, alla durata delle nostre vite. Ultimamente, tuttavia, questo rigoroso metro è usato nella sua proiezione futura con più disinvoltura rispetto al passato, con gradi di tolleranza difficili da digerire. Ora, che questa licenza sia consentita ad un aruspice non crea grandi problemi. Ma se le previsioni sono fatte con troppa disinvolta certezza da chi gestisce la cosa pubblica qualche difficoltà la possono creare. Per i lavori pubblici ad esempio. La stima più recente è quella fatta dal Comune riguardo il completamento dei lavori del Ponte da Verrazzano, una volta rimodernato destinato ad accogliere una parte importante del tracciato del sistema tramviario. La previsione della durata degli interventi è di 7 mesi, hanno detto la sindaca Sara Funaro e l’assessore Andrea Giorgio. Ovviamente a partire da settembre, in modo da lasciare inalterato il traguardo dell’entrata in servizio della linea tramviaria nell’estate (che di solito dura tre mesi) del 2027. In quel tempo ci sarà dunque da incaricare il progettista, nominare le ditte esecutrici, magari risolvere eventuali questioni relative alla tutela architettonica e paesaggistica del ponte, etc.
La speranza di tutti è di farcela. Ma le esperienze del passato recente hanno stratificato la tendenza a fare la tara a previsioni così precise. Un cantiere è un cantiere ed è una delle cose al mondo più prodiga di imprevisti. Che non sono una maledizione, ma l’ignoto che si nasconde pure dietro le cose che sembrano scontate. Non vogliano queste poche righe suonare come l’invito a gesti scaramantici. Ma un sommesso invito a usare le misure temporali di previsione con più prudenza. Perché non sembra, ma le persone queste scadenze poi se le ricordano. Sarebbe forse preferibile una comunicazione meno assertiva e densa di certezze, magari a vantaggio di qualcosa che invece di fissare un termine perentorio consenta un’informazione costante sul procedere dei lavori. Che è meglio di trovarsi nella scomoda posizione di dover poi giustificare eventuali ritardi. C’è un termine che fino a qualche tempo fa era molto in voga: urban center. Come molti altri sta adesso raggiungendo l’oblio, meritato probabilmente dal fatto che i molti che lo hanno usato hanno scoperto di non conoscerne l’esatto significato. Di urban center veri chi scrive ha avuto modo di incontrarne uno, un quarto di secolo fa a Berlino. Nel pieno rifacimento di Potsdamer Platz, fino a poco prima terra di nessuno, candidata ad essere il nuovo punto di equilibrio tra due città che tornavano ad essere una.
Ogni giorno dati e grafici su come stavano procedendo i lavori. E una fila di berlinesi a vedere cosa, come e quando stava accadendo. Mettere in piedi qualcosa del genere per un ponte forse è troppo. Ma applicarne la filosofia potrebbe tornare utile.

(pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 22/08/2026)

22 AGOSTO 2026

Overtourism, i voli low cost gonfiano gli affitti: in Italia fino a 220 euro l’anno in più

· di Redazione

Uno studio commissionato da T&E lega la crescita del traffico aereo al rincaro degli affitti: in Italia fino a 220 euro annui entro il 2031

Le proteste dei residenti contro il turismo di massa, esplose la scorsa estate da Barcellona alle isole greche, hanno una radice che raramente entra nel dibattito: l’aereo. A collegare i due fenomeni è una nuova analisi che Transport & Environment (T&E), il principale gruppo indipendente per la decarbonizzazione dei trasporti, ha commissionato alla New Economics Foundation.

Lo studio stima che negli affitti medi annui dei cinque maggiori sistemi economici europei dipendenti dal turismo – Italia, Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo – l’aumento del traffico aereo produca un rincaro fino a 250 euro all’anno nel quinquennio 2026-2031. A pagarlo sono soprattutto le famiglie a basso reddito, che non riescono a stare al passo con la crescita dei canoni.

L’aviazione pesa sui prezzi delle case, ma i modelli economici la ignorano

Il nodo che lo studio mette a fuoco è metodologico. La gran parte delle valutazioni sull’impatto economico del settore aereo non considera gli effetti su immobili e affitti, anche quando questi temi sono in cima all’agenda politica. Ignorare quanto la crescita del traffico aereo alimenti il sovraffollamento turistico, sostiene il rapporto, porta a risposte pubbliche parziali e inefficaci.

Il legame emerge con nettezza dove le tensioni sono più forti. Le regioni con le reazioni locali più intense, come le Baleari, Creta e Madeira, registrano quasi sempre i volumi più alti di arrivi stranieri per abitante, e la stragrande maggioranza dei viaggiatori arriva in aereo. Il trasporto aereo, secondo le stime del rapporto, è responsabile del 52% delle emissioni dirette dell’industria turistica globale. In Europa, le emissioni degli arrivi turistici internazionali in aereo dovrebbero crescere di oltre il 60% tra il 2016 e il 2030.

In Italia rincari fino a 220 euro, con l’Irlanda in testa

In termini assoluti l’aumento maggiore riguarda l’Irlanda, con un incremento degli affitti medi annui pari a 250 euro. In termini relativi, Grecia, Portogallo, Spagna e Italia registrano gli aumenti più consistenti, in una forbice compresa tra 130 e 220 euro all’anno.

Il paradosso è che tutti questi Paesi continuano a investire proprio nella leva che alimenta il problema. La Spagna ha stanziato 12,8 miliardi di euro per gli aeroporti, ampliamenti di Barcellona e Madrid compresi. Atene sta realizzando un progetto da 1,3 miliardi per aumentare del 25% la capacità annua di passeggeri, mentre a Lisbona proseguono i lavori sui terminal.

Più voli non significano stipendi migliori

C’è un secondo mito che i dati incrinano: l’idea che l’espansione aeroportuale porti benefici diffusi. I Paesi con il maggior volume di arrivi turistici aerei – Italia, Spagna e Francia – hanno registrato i risultati peggiori sui salari reali dei lavoratori del turismo. Mentre le grandi imprese si aggiudicano una quota crescente dei profitti legati ai pernottamenti, gli addetti del settore ricettivo vedono le retribuzioni reali calare a fronte di un costo della vita che sale.

«Quando gli aeroporti si espandono, alle comunità locali vengono promessi molti benefici economici, ma i dati mettono in discussione questa ipotesi», osserva Alex Chapman, responsabile della politica economica di New Economics Foundation e autore del rapporto. «Sono stati creati posti di lavoro, ma i bassi salari sono una misera compensazione per l’aumento dei costi abitativi, le infrastrutture sovraccariche e l’inquinamento crescente».

L’immobiliare che frena l’economia produttiva

L’effetto più insidioso è sugli investimenti. Quando i prezzi delle case salgono, i capitali si spostano verso il mattone e si allontanano dai settori produttivi e innovativi, dai trasporti puliti alle tecnologie dell’informazione. Nel periodo 2019-2031 il calo più marcato degli investimenti aziendali riguarda Grecia, Portogallo, Spagna e Italia. In valore assoluto le perdite maggiori toccano proprio Italia e Spagna, che rinunciano rispettivamente a 1,1 e 1,0 miliardi di euro di investimenti annui.

«Questi effetti danneggiano anche l’economia in generale», prosegue Chapman. «Gli investimenti nelle imprese non legate al turismo diminuiscono, perché chi ha capitali preferisce accumulare immobili. I lavoratori restano intrappolati dai costi della casa, incapaci di cambiare lavoro o di investire nelle proprie competenze».

Cosa chiede T&E all’Europa

Poiché le emissioni dei voli turistici verso l’Europa sono destinate a crescere ancora, T&E chiede che la prossima Strategia dell’Unione per il turismo sostenibile intervenga su tre fronti: una revisione critica degli impatti degli arrivi aerei internazionali, a partire dagli effetti su settori vitali come la casa; una riduzione degli arrivi nelle regioni vicine alla saturazione, anche fermando i piani di espansione aeroportuale; una revisione delle strategie sui trasporti che dia priorità a soluzioni a basse emissioni come la ferrovia e migliori i salari dei lavoratori.

«Non possiamo separare le proteste contro il turismo dall’ondata di voli che lo sostiene», sintetizza Denise Auclair, responsabile della campagna Travel Smart di T&E. «Gestire il sovraffollamento espandendo allo stesso tempo gli aeroporti di Dublino, Barcellona o Lisbona è una battaglia persa».

(Valori.it del 20/08/2026)

22 AGOSTO 2026

L’Europa medievale travolta da 16 alluvioni in due anni: la nuova ricostruzione che riscrive la storia climatica del continente 

· di Primo Mastrantoni

Un nuovo studio pubblicato su Nature rivela che tra la fine del 1341 e il 1343 l’Europa fu colpita da sedici inondazioni estreme consecutive, una sequenza mai documentata prima e che rappresenta il più alto numero di eventi meteorologici catastrofici degli ultimi 700 anni.

Per secoli gli storici hanno considerato la celebre "Alluvione della Maddalena" del 1342 come un evento isolato, il più devastante del millennio in Europa centrale. Le nuove analisi mostrano invece che quella piena fu solo il culmine di una serie di 16 grandi alluvioni che colpirono regioni diverse del continente in rapida successione. Il 1342 risulta ora l’anno con il maggior numero di alluvioni estreme mai registrate dal XIV secolo a oggi.

Il team internazionale di ricercatori ha ricostruito la sequenza attraverso oltre 1.000 fonti storiche, tra cui cronache, registri economici, atti legali e i diari meteorologici di William Merle a Oxford. Le alluvioni non furono uniformi: alcune devastarono la Germania centrale, altre la Boemia, altre ancora le regioni lungo l’Elba, la Moldava e la Werra. A Praga, la piena distrusse il primo ponte in pietra di Praga, poi sostituito da Carlo IV.

Gli studiosi individuano una combinazione di fattori naturali che trasformò il clima europeo in una “tempesta perfetta” medievale:

* Eruzioni vulcaniche nel 1340–41 (tra cui Hekla in Islanda) che immisero aerosol solforosi nell’atmosfera, alterando le correnti e raffreddando il clima.

* Bassa attività solare negli anni ’30 e ’40 del Trecento.

* Variazioni del ghiaccio artico, che potrebbero aver modificato la circolazione atmosferica.

Quattro delle sedici alluvioni mostrano tempi di ritorno stimati tra 500 e 1.000 anni, classificandole come vere e proprie "alluvioni millenarie".

Le conseguenze furono enormi:

* Migliaia di morti, sia per le piene sia per le carestie successive.

* Ponti e città devastati lungo i principali fiumi europei.

* Agricoltura compromessa, con raccolti distrutti e carestie diffuse.

Gli autori dello studio sottolineano che la gestione del rischio idrologico moderno non considera adeguatamente la possibilità di eventi estremi multipli e consecutivi. La sequenza del 1341–1343 dimostra che il clima europeo può entrare in fasi di instabilità prolungata, con impatti sistemici su scala continentale.

La scoperta non solo riscrive la storia climatica del Medioevo, ma offre un avvertimento chiaro: le catastrofi non sempre arrivano isolate. E quando il clima decide di colpire in serie, l’Europa — ieri come oggi — può trovarsi impreparata.

21 AGOSTO 2026

Ruralità e rigenerazione urbana: Barberis, De Lucia e il futuro della città

· di Gian Luigi Corinto

Per ruralità si intende il carattere proprio degli spazi, delle pratiche e delle relazioni sociali tipici della campagna e dell'agricoltura. Oltre a designare una condizione territoriale (aree a bassa densità, usi agricoli e naturali del suolo), la ruralità descrive un modo di abitare il territorio fondato su legami comunitari, appartenenza locale e rapporto diretto con i cicli naturali.

Questa definizione si concilia con il pensiero di due grandi studiosi italiani: l'urbanista Vezio De Lucia e il sociologo Corrado Barberis, padre della sociologia rurale in Italia.

Barberis (1929-2019) ha dedicato la sua vita allo studio delle campagne italiane e delle profonde trasformazioni che le hanno caratterizzate, intuendo per primo il passaggio del concetto di cibo da semplice fonte di sostentamento a fattore di benessere, cultura ed economia. I suoi studi sono alla base della moderna visione dell'agricoltura e del passaggio delle campagne da un'agricoltura di sostentamento a un'agricoltura di benessere.

De Lucia chiede di tracciare una linea rossa netta tra spazio edificato e spazio rurale o aperto, da considerare come nuove mura urbane oltre le quali non si deve più costruire. Il consumo di suolo è per lui perdita irreversibile di una risorsa non rinnovabile: suolo agricolo, naturale, seminaturale. La ruralità come condizione territoriale coincide esattamente con ciò che De Lucia vuole proteggere con la linea rossa. Ciò che è rurale deve restare rurale, non urbanizzabile, non frammentato da lottizzazioni, non trasformato in periurbano indistinto.

Mettendo insieme Barberis e De Lucia, la ruralità acquista un doppio volto. Da un lato, è il fuori città che va tutelato. Aree agricole, naturali, seminaturali non devono essere rese ulteriormente artificiali. La linea rossa è lo strumento per rendere operativo questo limite. Zero nuovo consumo di suolo rurale, rigenerazione solo dentro il perimetro già urbanizzato.

Dall'altro lato, la ruralità è anche un modello culturale e produttivo. Corrado Barberis ha mostrato come le campagne siano passate da luoghi di miseria a territori di benessere, dove il cibo e l'agricoltura diventano fattori di cultura, identità e economia. De Lucia, dal canto suo, ha sostenuto che si debba invertire la gerarchia tradizionale, mettendo al primo posto la campagna, proponendo politiche e pratiche di tutela e di valorizzazione.

De Lucia non vede la campagna come semplice sfondo. La campagna è capitale naturale, paesaggio, risorsa per la qualità della vita anche degli abitanti urbani. Difendere la ruralità significa garantire servizi ecosistemici (acqua, suolo, clima, biodiversità), mantenere identità e memoria dei luoghi. La città può imparare dalla ruralità ritmi, relazione con i cicli naturali, scala comunitaria, ma senza confondere i due regimi; più natura in città, con verde strutturale, alberi, suoli permeabili, e confine chiaro con la campagna, che resta rurale.

La ruralità come carattere territoriale coincide con ciò che De Lucia vuole proteggere con la linea rossa, il suolo agricolo e naturale, non urbanizzabile. La ruralità come modello culturale e di relazioni si allinea con la sua idea di mettere al primo posto la campagna, come risorsa ecologica, paesaggistica e civile. La città deve rigenerarsi dentro sé stessa, aumentando la sua naturalità, ma senza invadere né confondersi con lo spazio rurale. La ruralità resta il confine fisico e simbolico che dà senso e limite alla città.

21 AGOSTO 2026

Magnifica humanitas: le riflessioni del Pontefice sull'avvento dell'IA nel ricordo di ciò che rappresenta essere umani

· di Marco Solferini

Magnifica humanitas è la lettera enciclica di Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale. Rappresenta un testo di importanza fondamentale. Ho ritenuto utile estrapolare da esso quei passaggi che mi hanno particolarmente coinvolto e che hanno altresì stimolato in me una riflessione sul tema dell'IA.

A titolo personale ho già delle idee su questa tecnologia. Però ritengo sia efficace e utile leggere o ascoltare con umiltà quando un grande pensatore, che ha il gravoso compito di essere guida spirituale di una collettività nell'era delle incomprensioni, decide di regalarci una testimonianza su cosa possa significare, oggi, all'alba dell'IA, l'essere umani.

Quando ho saputo che il Papa aveva scritto un'enciclica sull'IA, ho desiderato a tal punto leggerla che, trovatomi in mano il minuto testo, l'ho praticamente divorato, come si diceva una volta. La mia avidità e il desiderio di sapere cosa il Pontefice avesse scritto mi hanno letteralmente travolto.

L'IA è un argomento che a titolo personale mi coinvolge molto. Chi segue i miei scritti ne avrà apprezzato alcuni argomenti che forse mi stanno identificando rispetto ad altre correnti di pensiero. Poter quindi leggere un testo di così fondamentale importanza su questo tema è stato per me rivoluzionario.

Terminata la prima lettura, ho deciso che era immediatamente ora di rileggerlo. Mi ero sentito come un esploratore durante la prima, avida consumazione delle pagine, lette con un impeto fanciullesco. Ora, però, percepivo il bisogno di mappare un po' meglio questo "nuovo mondo", questo microcosmo così vivo di intelligente dinamismo concettuale e filosofico.

E allora mi sono autoimposto un ritmo di lettura diverso: più selettivo, con delle pause che permettessero alla mia cultura e alle mie idee di creare una sorta di autovalutazione personale, un discernimento tra quel che pensavo di sapere "prima" e il "dopo".

In questa enciclica il Sommo Pontefice traccia anzitutto un percorso ricco di aneddoti e di riflessioni. Solleva questioni di profondo valore per la storia dell'umanità, spesso richiamandosi ai precetti già espressi durante il pontificato dei suoi predecessori. Usa parole semplici, ma di una semplicità che si fa potenza: una potenza che diventa un'eco durante tutta la lettura. Un'eco durevole, bastevole, sapiente ma non saccente, istruita ma non imposta.

È un dialogo aperto, accogliente, pacifico, inclusivo, che ci parla della differenza tra l'edificazione della città di Gerusalemme da parte di Neemia (ebreo al servizio del re persiano Artaserse) rispetto all'eccesso di velleità invasive e ambiziose che hanno ispirato la torre di Babele.

È un cammino sul significato evolutivo della Dottrina sociale, sul ruolo della Chiesa come custode e nel contempo interprete, sul suo vigilare sul trasformismo umano e sui pericoli di ogni deriva cui l'uomo si espone — non da oggi, ma da sempre. È il ritratto di una Casa comune che si amplia, che cerca di essere munifica e comprensiva di ogni "dove", di ogni "chi" e di ogni "tempo".

Durante questa mia seconda lettura, sconfinata nell'apprendimento, ho trovato moltissimi articoli, in particolare online, che citavano l'Enciclica. Ho pensato che questi commentatori fossero miei fratelli e sorelle in questa ricerca di conoscenza e di risposte, ma anche nella riformulazione delle domande alla luce di un diverso punto di vista.

Ho pertanto accolto con benevolenza lo stimolo di leggere le altrui considerazioni mentre continuavo la mia (ri)lettura. Tuttavia, sono stato colto da un profondo senso di smarrimento e disorientamento: a un certo punto mi sono dovuto domandare se non fossi io ad aver tratto una percezione diversa dai contenuti dell'Enciclica rispetto ad altri autori o se — e il dubbio mi ha sempre più rapito e convinto — non pochi abbiano scritto a proposito dell'Enciclica senza averla letta, limitandosi in alcuni casi ad averla "sbocconcellata".

Non riuscivo a trovare quel percorso costruttivo, quel filo logico e teologico del ragionamento che si fa unicum di intenti e cerca di indagare il significato profondo, la luce orientativa nella tenebra dell'oscurità di ciò che non sappiamo, persi nel miraggio delle illusioni di quello che pensiamo possa essere e nell'atroce desiderio di plasmare tutto ciò che vogliamo che sia.

Ho avuto la spiacevole sensazione che non pochi autori abbiano deciso di cavalcare l'onda del sensazionalismo, agganciandosi alle parole di Papa Leone e citando la sua enciclica per celebrare il proprio individualismo. Persino il lascito di un'Enciclica è diventato a uso e consumo della società "social" distratta, dove tutto è "l'Io": uno smisurato ego che predomina sulla volontà di assurgere a giudice, giuria ed esecutore di ogni idea, senza ammettere il contraddittorio ma burlandosi del tempo altrui per innalzarsi sull'altare del proprio desiderio di protagonismo.

Mi sono quindi arreso e ho lasciato perdere, desistendo dal voler approfondire i critici senza parte e gli adulatori più ruffiani. Entrambi hanno vilipeso le parole a proprio piacimento, orchestrando aggressività e servilismo come due facce della stessa medaglia.

Salvo pochi che ho potuto apprezzare per la profondità e il coraggio delle proprie riflessioni umane e tecnologiche, non ho potuto non pensare che l'eccesso di informazione, se deviata (argomento su cui peraltro ci sono interessanti spunti proprio nell'Enciclica), porti alla dispersione.

Mi sono quindi permesso di elencare una serie di passaggi dell'Enciclica, esclusivamente rivolti all'IA, che propongo di seguito e che sono quelli che più di tutti hanno stimolato in me una riflessione.

Voglio precisare che non sto affermando di essere del tutto allineato con questi contenuti. Penso che questa tecnologia di frontiera ci ponga di fronte al presupposto innovativo di poter essere tanto concordi quanto in disaccordo. È una condizione nuova, un brodo primordiale, un codice binario elevato alla seconda. Siamo abituati a ghettizzare le nostre opinioni nell'alveo dell'essere "pro o contro", del referendario "sì o no", sempre più simili a tifoserie che, come greggi ammaestrati, procedono pedissequamente in una direzione o nell'altra.

Mentre quel che mi ha trasmesso questa sapiente opera di Leone XIV è stata la possibilità di aprirmi a delle valutazioni intime, personali, opportune, irrinunciabili, inquietanti e forse persino paradossali, senza chiedermi di rinunciare alle mie convinzioni.

Quelli che seguono sono i passaggi che più di altri hanno ispirato questa mia tensione emotiva, morale ed etica:

«La dottrina sociale della Chiesa non è un insieme statico di concetti ma un corpus vivo di verità, che custodisce e interpreta la vocazione dell'umanità a una vita piena e giusta. A questa tradizione vivente desidero dunque aggiungere la mia voce, invocando l'aiuto dello Spirito di sapienza che abita il mondo sin dal suo inizio (cfr Pr 8,22-31)».

«Stiamo vivendo una rapida fase di transizione, un "cambiamento d'epoca", in cui — mentre alcuni si contendono il futuro delle nuove tecnologie e altri sono impegnati nella riflessione su di esse — la maggior parte delle persone rimane in attesa, osserva da lontano e spera semplicemente che tutto vada per il meglio. Proprio per questo si impongono alla nostra coscienza domande decisive, che non possono più essere eluse: dove stiamo andando? Verso quale meta desideriamo orientarci? Quale direzione scegliere come comunità humana e come popoli?».

«Edificare nel bene significa accettare il limite e la fragilità dell'umanità senza considerarli un errore da correggere. Oggi, il desiderio di pienezza dell'essere umano rischia di essere deviato verso mete ingannevoli: l'illusione di una tecnica che promette di liberarci da ogni fragilità o modelli di benessere che "lasciano indietro" interi popoli. Non di rado, riponiamo la speranza in un potenziamento senza limiti, in forme di progresso che possono esacerbare le disuguaglianze, in soluzioni immediate incapaci di sanare le ferite dei popoli. Così, mentre alcuni inseguono la chimera di un'autosufficienza illimitata, molti restano privi del necessario. La Chiesa ricorda, con voce umile ma ferma, che la vera realizzazione non nasce dalla rimozione delle fragilità, ma da una crescita armoniosa: là dove libertà e responsabilità si intrecciano con la cura reciproca e la vera solidarietà, e dove il progresso si misura sulla dignità di ciascuno e sul bene dei popoli».

«Evitiamo parole che umiliano o contrappongono. Scegliamo la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie. Non benediciamo entusiasmi ingenui, non alimentiamo paure sterili. Piuttosto indichiamo criteri di discernimento — dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace — e traduciamoli in prassi: progettazione responsabile, valutazione d'impatto umano e sociale, inclusione dei più fragili, alfabetizzazione digitale, ricerca e industria orientate alla giustizia e alla pace».

«Gaudium et spes ricorda che è "dovere di tutto il popolo di Dio, soprattutto dei pastori e dei teologi, con l'aiuto dello Spirito Santo, ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della Parola di Dio, perché la Verità rivelata sia capita sempre più a fondo, sia meglio compresa e possa venir presentata in forma più adatta". L'ascolto dei "vari linguaggi" non è mera attenzione sociologica, ma implica un discernimento spirituale nel quale, con l'aiuto dello Spirito, il popolo di Dio riconosce nelle trasformazioni culturali e sociali sia i segni della presenza del Cristo che viene e guida la storia verso il suo compimento, sia quelle derive che ne offuscano il volto».

«La Chiesa ha progressivamente approfondito la propria Dottrina sociale, facendo maturare nel tempo un patrimonio sapienziale dotato di una coerenza teologica e antropologica radicata nella visione cristiana della persona. Proprio perché nasce dalla fede e dalla sua intelligenza della realtà, questo patrimonio non si traduce in un repertorio di soluzioni tecniche né in un modello da contrapporre ad altri: appartiene a un livello diverso, quello dei principi che orientano la lettura degli avvenimenti e sostengono un'interpretazione evangelica dei processi storici e delle scelte che questi comportano. È da qui che scaturisce la funzione propria della Dottrina sociale, che non pretende di sostituirsi alla responsabilità della politica e delle istituzioni, ma si offre come sostegno al discernimento comune, aiutando a riconoscere e promuovere ciò che serve alla dignità delle persone, alla vitalità delle comunità e al bene di tutti».

«La verità del Vangelo non si impone dall'alto, ma cresce nel tempo, dentro l'intreccio concreto delle vite, delle comunità e delle culture. È una verità che non teme la diversità, ma la accoglie e la ordina; che non elimina i conflitti, ma li trasfigura; che ricompone ciò che la storia tende a disperdere. Da qui anche l'immagine del poliedro, una figura dalle molte facce, nelle quali si riflette, da angolature diverse, la stessa verità del Vangelo».

«Il giusto salario vi è presentato come verifica concreta dell'equità dell'intero sistema socio-economico, in quanto mostra se il lavoratore è trattato come persona o come semplice costo di produzione. Il lavoro non è considerato solo un problema da gestire o un mezzo per ottenere reddito, ma un bene fondamentale per la persona, principio dell'attività economica e chiave dell'intera questione sociale. In esso l'essere umano mette in gioco la propria libertà, la propria creatività e la capacità di cooperare, contribuendo all'elevazione culturale e morale della società. Alla luce di ciò, le varie forme di precarietà, frammentazione dei percorsi professionali e automazione non possono essere valutate solo in termini di efficienza, ma a partire dalla dignità del lavoratore, dal diritto a una retribuzione sufficiente e dall'effettiva possibilità di partecipare alla vita sociale».

«Per questo il progresso tecnico, in sé prezioso, chiede un discernimento sulla visione antropologica che lo guida e sui fini che persegue. Se lo sviluppo tecnologico procede senza un'adeguata maturazione etica e sociale può accadere che aumentino i mezzi senza che cresca in pari misura l'umanità: si "ha di più" ma non si "è di più", e la persona rischia di essere valutata soprattutto in base alle prestazioni che garantisce».

«Le moderne intelligenze artificiali sono infatti più "coltivate" che "costruite": gli sviluppatori non ne progettano direttamente ogni dettaglio, bensì creano un'architettura sulla quale l'IA "cresce"».

«E tuttavia, questa potenza resta legata esclusivamente al trattamento dei dati: le cosiddette intelligenze artificiali non vivono un'esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione, non conoscono dall'interno ciò che significa amore, lavoro, amicizia, responsabilità. Non hanno neppure una coscienza morale: non giudicano il bene e il male, non colgono il senso ultimo delle situazioni, non assumono su di sé il peso delle conseguenze. Possono imitare linguaggi, comportamenti, valutazioni, possono simulare empatia o comprensione, ma non capiscono ciò che producono, perché non abitano l'orizzonte affettivo, relazionale e spirituale in cui l'umano diventa sapiente».

«Nell'uso personale, tre aspetti, in particolare, devono essere tenuti in debita considerazione: la facilità di ottenere il risultato, l'impressione di oggettività e la simulazione della comunicazione umana».

«Decisioni delicate che toccano il lavoro, il credito, l'accesso ai servizi e la reputazione delle persone riskiano di essere affidate completamente a sistemi automatizzati che non conoscono "la compassione, la misericordia, il perdono e, soprattutto, l'apertura alla speranza di un cambiamento della persona" e possono così produrre nuove forme di scarto».

«È qui che diventa decisivo ciò che chiamiamo accountability: la possibilità di identificare chi deve "rendere conto" delle decisioni, motivarle, controllarle e, quando necessario, contestarle e rimediare ai danni che ne derivano».

«Chiedere prudenza, verifiche rigorose, e talvolta anche un rallentamento nell'adozione dell'IA non significa essere contro il progresso, ma esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana».

«Vorrei infine usare un termine che mi sta a cuore: "disarmare". Disarmare l'IA significa sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva. È la corsa all'algoritmo più performante e alla banca dati più vasta, al fine di consolidare un vantaggio geopolitico o commerciale su tutti gli altri. Disarmare vuol dire rompere questa equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare. Disarmare non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l'umano. Significa sottrarla ai monopoli, renderla discutibile, contestabile, e quindi abitabile, restituendola alla pluralità delle culture umane e delle forme di vita. Il compito, oggi, non è solo etico o tecnico: è ecologico nel senso più radicale, perché chiama in causa una nuova dimensione della nostra Casa comune. L'IA è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti. Per questo, non basta regolarla: va disarmata e resa ospitale».

«In realtà, assolutizzare una sola dimensione dell'essere umano è sempre sbagliato. Infatti, non è solo la mancanza a generare disordine. Anche ciò che cresce senza misura può diventare una forma di povertà. In un ecosistema, l'armonia si spezza quando una sola specie prolifera a scapito delle altre; nell'umano, accade lo stesso quando una facoltà pretende di farsi misura di tutto. Così l'intelligenza, se assolutizzata, finisce per oscurare altre dimensioni essenziali della vita: l'affetto, la volontà, la dedizione e la relazione. Il potere tecnico, se non bilanciato, non ci rende più capaci: ci rende più soli, e più esposti a logiche di dominio e di esclusione. Non si tratta certo di opporsi all'intelligenza, ma di ricordare che essa, quando si ripiega in se stessa, dimentica di essere fatta per servire la vita e la persona umana».

«Alla fine, la domanda decisiva resta quella indicata da San Giovanni Paolo II: l'IA "rende la vita umana sulla terra, in ogni suo aspetto, 'più umana'? La rende 'più degna dell'uomo?'».

«La questione è radicale perché ogni tecnologia educa chi la utilizza. Educare all'uso dell'IA implica quindi educare a decidere quando e per cosa non usarla».

«Dobbiamo educarci a digiunare dall'IA e proteggere i nostri giovani dalla promessa della macchina perfetta, da quella seduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano quando questo è più necessario».

«Oggi l'intreccio tra automazione, robotica e IA sta trasformando rapidamente la struttura stessa del lavoro. Questa porterà, si dice, grandi miglioramenti per tutti. In realtà i 'nuovi modi' di lavorare non sono necessariamente migliori, perché 'mentre l'IA promette di dare impulso alla produttività facendosi carico delle mansioni ordinarie, i lavoratori sono spesso costretti ad adattarsi alla velocità e alle richieste delle macchine, piuttosto che siano queste ultime a essere progettate per aiutare chi lavora'».

«In questa transizione non basta reagire quando i posti scompaiono, ma occorre governare in anticipo la trasformazione. Una via praticabile consiste anzitutto nel fissare criteri sociali per l'innovazione: ogni introduzione di automazione e di IA dovrebbe essere accompagnata da scelte verificabili di tutela dell'occupazione, di riqualificazione e di partecipazione dei lavoratori, perché la tecnologia sia orientata a liberare tempo e capacità umane, non a produrre esclusione. In secondo luogo, è necessario che politiche attive rendano accessibili a tutti formazione continua e passaggi professionali, senza scaricare sui singoli l'intero costo dell'adattamento alle trasformazioni. Infine, serve una responsabilità d'impresa che includa la qualità e la dignità del lavoro tra gli indicatori di successo».

«In termini concreti, orientare l'economia alla dignità significa assumere alcuni criteri di azione stabili anche nell'era dell'IA. Anzitutto, la trasparenza e la responsabilità: quando dati e algoritmi incidono su erogazione del credito, selezione del personale, accesso a servizi o opportunità, è necessario che le decisioni siano comprensibili, contestabili e sottoposte a controllo, perché la persona non sia ridotta a un profilo. In secondo luogo, inclusione e accesso: i benefici dell'innovazione devono essere accompagnati da investimenti in competenze, infrastrutture e servizi essenziali, così che la tecnologia non allarghi il divario tra chi ha e chi non ha».

21 AGOSTO 2026

Turismo. Il viaggiatore dentro di noi, sempre

· di Vincenzo Donvito Maxia

Per chi ha la pretesa di essere un viaggiatore piuttosto che un turista, capita di sentirmi chiedere qual è il posto più bello che ho visitato. In genere non rispondo subito, faccio un veloce excursus nella biblioteca mentale e, dipende da quel che mi gira in quel momento, racconto, facendo quasi sempre confusione tra la bellezza dei luoghi e quella della compagnia con cui li ho visitati.

L’emozione di portare la figliola non ancora decenne a bagnarsi tra gli spruzzi delle cascate del Niagara; il sole che sorge dietro Ayers Rock (Uluru), il “monolite” al centro dell’Australia; perdersi in bicicletta tra spiagge e stradine deserte della Ile des Pins (Nuova Caledonia); il tempo passato a rimirare il cielo stellato e immenso quanto silenzioso sulle spiagge equatoriali di Anse Vata (Noumea); godere la figliola che tiene in braccio un koala e accarezza un canguro nello zoo di Brisbane; la “full immersion” in boschi e laghi del Quebec; visitare il memorial dell'11 Settembre a New York e raccontare alla tua compagna di viaggio di quando anni prima ammiravi la città dal terrazzo delle Torri Gemelle; perdersi nelle strade di Tokyo o Istanbul o San Francisco; godere dei volti e delle urla felici di bimbi e adulti nei parchi giochi più grandi e famosi del mondo; scoprirsi “storico” delle tragedie nel raccontare alla figliola strade e monumenti di Berlino; dormire in un'amaca odiando i grattacieli di Acapulco che si stagliano lì vicini; andare per la quarta volta allo stesso ristorante di Città del Messico e rendersi conto che non è per il cibo ma per la bellezza e gentilezza tutta messicana della proprietaria; etc etc.

Ma c’è una destinazione, praticamente a “pochi passi” da dove vivo (Firenze), che invece mi torna sempre in mente come luogo molto bello, dove faccio sempre le stesse cose ogni volta che ci vado. Nuoto nello stesso mare; prendo gli stessi pattini; mi stupisco della finezza e bianchezza dei granelli della spiaggia; cammino sulla stessa spiaggia correndo col cane e giocando con altri cani di padroni con cui cerchiamo di capire se ci conosciamo; mi rinfresco e faccio spuntini negli stessi chioschi dove incontro gestori con cui scambio opinioni sui mutamenti di luoghi e clima; passo in rassegna mentale i ricordi di quando bimbetto ero lì. E’ la spiaggia del Poetto di Cagliari.

Forse è strano per chi ha piacere di viaggi in luoghi e con persone diverse e fuori dalla routine anche visiva delle scritte e dei suoni, sempre alla ricerca della novità. Ma questa spiaggia fa parte di me (pur essendo solo un mezzo sardo) e non è in paragone o contrasto coi luoghi dove per arrivare ci ho messo giorni di viaggio. E’ un luogo che completa gli altri e aiuta a desiderare quelli in cui non sono ancora stato. Forse è bellezza che chiama bellezza, quella che ognuno ha dentro di sé e che, ogni nuova o vecchia esperienza, serve a renderla migliore.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

21 AGOSTO 2026

Case in affitto. Privilegi, propaganda politica e miseria della realtà

· di Vincenzo Donvito Maxia

In Giappone, e non solo, è consuetudine (talvolta obbligo) di avere un garage per l’auto quando si prende in affitto una casa. Qui “da noi”, avere un garage abbinato alla casa è una sorta di lusso. E comunque, è diventato difficile trovare una casa in affitto, a meno che non sei un lavoratore a tempo determinato (viene chiesto anche il contratto determinato di dove si lavora, per avere maggiore certezza di buttarti fuori), uno studente fuori sede o qualcuno che non abbia “bassi” budget per l’affitto. Figurati trovarla con un garage/posto macchina.

Ad onor di cronaca, leggiamo da diverso tempo di lavoratori di ogni tipo costretti a devolvere la maggior parte del proprio reddito per pagare un affitto, dovendo anche optare per luoghi spesso lontani dal luogo di lavoro e con precari mezzi pubblici. E ci sono alcuni Comuni - Firenze tra questi - che dimostrano di usare le difficoltà umane generate anche dalle proprie incapacità, solo per farsi propaganda: abbonamenti ai mezzi pubblici a 5 euro ma solo per i residenti a Firenze, neanche l’area metropolitana… chi, se non i più disgraziati costretti ad emarginarsi dall’urbe gigliata, ne avrebbe bisogno?

Arrivando ai casi che fanno più notizia, con la stessa attenzione con cui il problema non viene risolto, come quella di poliziotti che rinunciano ad essere trasferiti in città perché lo stipendio (abitualmente troppo basso) andrebbe quasi interamente per l’affitto.

Dicevamo del Giappone e dei posti macchina. E’ pensabile una cosa del genere in Italia?

Premesso che noi auspichiamo che le case abbiano, dovunque esse siano, efficienti ed economici mezzi pubblici alla bisogna… ciò che rileviamo è il concetto di abitare. Che in Giappone viene considerato nel contesto generale mentre “qui da noi” è solo “prendere o lasciare”, con la pubblica amministrazione che ci fa la cresta sopra.

Arriveremo ad una situazione per cui, pubblica amministrazione (università inclusa) o privato che sia non offra solo uno stipendio o il prestigio, ma anche la serenità per godersi queste prerogative? A quando aziende ed istituzioni (non solo quelle pochissime che già oggi lo fanno… in genere per categorie di persone che potrebbero anche non averne bisogno) che si distingueranno per questo e verranno di conseguenza scelte? A quando un vero e proprio mercato del genere non solo per privilegiati?

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

20 AGOSTO 2026

Bolivia, la violenza dei narcotrafficanti brasiliani dilaga al confine

· di Redazione

Un porto fluviale nel cuore dell'Amazzonia è diventato l'ultimo fronte del narcotraffico latinoamericano. Come racconta l'agenzia France24, che riprende un servizio dell'AFP, le organizzazioni criminali brasiliane hanno iniziato a varcare il confine con la Bolivia per contendersi il controllo delle rotte della cocaina, portando la violenza in un paese che finora era rimasto ai margini delle guerre tra cartelli.

Il fiume Mamoré, uno dei principali affluenti dell'Amazzonia, segna il confine naturale tra Bolivia e Brasile. Da un lato la Bolivia, terzo produttore mondiale di cocaina; dall'altro il Brasile, punto di transito chiave per le spedizioni di droga destinate all'Europa. Sulle sue rive si trova Guayaramerín, cittadina boliviana di circa 40.000 abitanti, con strade di terra rossa che stridono con il verde della foresta circostante e che vive soprattutto del commercio con la vicina città brasiliana di Guajará-Mirim. Ogni giorno decine di viaggiatori scendono dalle imbarcazioni che attraversano il fiume e passano davanti all'ufficio immigrazione del porto senza che nessuno controlli i documenti. "Nessuno controlla mai", ha raccontato all'AFP Donald Somoza, un muratore in pensione di 75 anni, seduto in un parco vicino al porto. Di giorno, sotto il caldo intenso, Guayaramerín appare tranquilla, ma i residenti denunciano di vivere nella paura.

La città, come altre località lungo i 3.423 chilometri di confine tra Bolivia e Brasile, è stata infiltrata dalle due organizzazioni criminali più potenti del Brasile: il Primeiro Comando da Capital (PCC) e il Comando Vermelho (CV), entrambi inseriti dagli Stati Uniti nella lista delle organizzazioni terroristiche. Negli ultimi tempi una decina di omicidi sul territorio boliviano sono stati collegati alla rivalità tra i due gruppi. La strage di un'intera famiglia, il ritrovamento di corpi decapitati e l'uccisione di un agente di polizia hanno scosso un paese che era finora rimasto largamente estraneo alla violenza mafiosa.

Lo stesso Somoza ha raccontato di aver assistito in prima persona all'omicidio di un cittadino brasiliano nella piazza principale di Guayaramerín, colpito da più di 80 proiettili in quello che sembrava un regolamento di conti tra narcotrafficanti brasiliani.

Joaquin Chacin, investigatore specializzato in crimine organizzato, ha definito questo un fenomeno "piuttosto nuovo" per la Bolivia, descritta fino a pochi anni fa come un paese "molto sicuro". In passato, lo Stato boliviano tollerava in una certa misura il narcotraffico proprio per scongiurare l'esplosione di violenza, mantenendo una sorta di equilibrio informale, una "pace mafiosa" che oggi appare sempre più a rischio con l'arrivo delle bande brasiliane in cerca di nuovi corridoi per la cocaina.

I dati ufficiali confermano la portata del fenomeno: tra gennaio e settembre 2025 in Bolivia sono stati registrati 774 omicidi, contro 325 nello stesso periodo dell'anno precedente, un incremento del 138%. Anche i residenti delle zone di frontiera segnalano un aumento delle rapine a mano armata, segno di un deterioramento della sicurezza che va di pari passo con la crescente presenza dei gruppi criminali brasiliani sul territorio boliviano.

Le autorità di Guayaramerín considerano ormai la cittadina, così come altri centri di confine, una sorta di rifugio per PCC e Comando Vermelho, che vi acquistano immobili e vi insediano propri membri per gestire i traffici. Il governo boliviano ha di recente lanciato un piano di sicurezza denominato "Fronteras Seguras" per rafforzare la presenza di forze specializzate lungo il confine con il Brasile, mentre nelle ultime settimane si sono registrati anche episodi di violenza analoghi in altre località di frontiera, come San Matías, nel dipartimento di Santa Cruz.

20 AGOSTO 2026

Femminicidio. La colpa siamo noi

· di Vincenzo Donvito Maxia

Sei donne uccise in cinque giorni. Atti di femminicidio che, quasi sempre in linea con quelli precedenti, vedono gli assassini rei-confessi, quando non tentano il suicidio.

Eppure abbiamo una legge, con la tragica esternazione di qualche politico che dà colpa al Governo se c’è scarsa vigilanza e applicazione, ma solo una sorta di repressione a posteriori, quando la donna è stata già ammazzata e le gazzette che scolpiscono frasi del tipo “ennesimo femminicidio”... che ormai “fa il paio” con “ennesimo morto sul lavoro”. E tutti lì distratti o che non capiscono, che pronunciano frasi del tipo “mai più” e interviste a vicini e parenti che dicono sempre che le vittime, e spesso anche gli assassini/responsabili, erano bravissime persone.

Visto l’andazzo, con tanto di richieste tipo “il governo venga a riferire in aula”, ci aspettiamo reazioni tipo inasprimento di pene. Con tragico sarcasmo non possiamo far altro che aspettare le prossime vittime…. e ricominciare da capo.

Inoltre, è frequente, anche tra i decisori istituzionali, sentir dire che il problema è molto culturale. E crediamo abbiano ragione.

Ma. al momento, tra informazione e stimoli culturali, tra leggi e pene che alcuni distratti o in mala o buona fede, credono che dovrebbero scoraggiare i potenziali assassini… siamo sempre allo stesso punto, anzi sembra che si peggiori.

Premessa che informazione diffusa e particolareggiata, nonché servizi tipo telefono di aiuto, sono importanti e dovrebbero essere potenziati, ci sono una serie di domande che le istituzioni non sono in grado di porsi, ma solo di controllare e favorire che siano libere da pregiudizi e censure.

La fondamentale domanda è: non è che questo accade perché la nostra è una società e cultura patriarcale? Verso la quale non c’è legge o pena scoraggiante che tenga, tant’è che, per l’appunto, gli assassini e violenti sono i primi a riconoscere di esser tali.

Abbiamo sfondato una porta aperta.

Ma ci sono tante porte che in diversi credono siano aperte, ma che lo sono solo in tempi e modi del loro essere. Che è quello - per intendere - che porta un uomo ad ammazzare una donna che non vuole sottomettersi a quello che lui chiama amore, considerandola non degna di vita per questa alterità. Cosa che nella tradizione giudaico-cristiana si fa finta che non ci sia. E che nella tradizione islamica è presente in ambiti che qualcuno chiama estremi e/o deviati.

Su questo non c’è inasprimento di pena o avviso di peccato che tenga. A noi cittadini non resta che raccogliere i resti e leccare le ferite.

Pochi lo riconoscono, e quando lo esternano vengono considerati reietti da emarginare: i motivi sono nelle culture religiose, le stesse che impongono il matrimonio indissolubile come le tavole dei comandamenti o il maschio (e solo lui) che possa sposare tutte le donne che vuole e su di esse decidere loro vita e morte.

Il problema è che coloro che hanno come base questi principi religiosi (anche se non li esternalizzano in queste forme estreme), spesso sono gli stessi che fanno leggi e dispensano pene.

Il cambiamento “diffuso” non è possibile. Sarebbe possibile solo a livello individuale. Che le istituzioni possono stimolare. Prendiamone atto, siamo esseri umani anche di questo tipo.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

20 AGOSTO 2026

Turismo oscuro: perché i luoghi di morte, crimine e tragedia diventano attrazioni turistiche

· di Redazione

Quest'estate, Laureano Oubiña, un importante narcotrafficante galiziano, ha lanciato un "tour del narcotraffico" nell'estuario dell'Arousa. Offriva ai suoi clienti un giro in barca attraverso i luoghi che hanno segnato un'epoca, promettendo loro di ascoltare la storia raccontata in prima persona, con pranzo incluso. L'iniziativa è stata successivamente vietata dal governo regionale della Galizia per violazione delle leggi sul turismo.

Questo è un esempio di "turismo oscuro" , ovvero la pratica di visitare luoghi segnati da morte, violenza e criminalità. Il tour proposto da Oubiña solleva il dubbio che questo fenomeno, sempre più diffuso, stia sfuggendo di mano.

Ma il turismo oscuro è un termine generico molto ampio. È sia un'etichetta commerciale legata al bisogno di novità costante dell'industria del turismo, sia un fenomeno sociale. Riveste un grande interesse accademico per il campo della criminologia culturale , che studia i modi in cui le persone comprendono il crimine e percepiscono la violenza.

La criminologia culturale si occupa anche del popolare genere non-fiction noto come true crime . Si tratta di serie, podcast, libri e film che analizzano gravi reati. Sia il true crime che il turismo oscuro seguono le tendenze, offrendo preziose informazioni sul modo in cui comprendiamo la violenza e il crimine.

Dimostrano che la risposta della società agli atti criminali e violenti è complessa. La curiosità si mescola al bisogno di riflettere e ricordare, di cercare di comprenderne le cause e di dar loro un senso.

Favelas, Alcatraz, monumenti ai caduti

Il turismo oscuro che interessa i criminologi si concentra su crimine, violenza e giustizia. Assume molteplici forme. Gran parte di esso consiste in destinazioni legate a eventi traumatici o gravi violazioni dei diritti umani, come le visite a campi di concentramento e memoriali.

In questa tendenza rientrano anche i luoghi associati a conflitti armati, dal Vietnam alla Seconda Guerra Mondiale . Lo stesso vale per le visite a prigioni storiche come Alcatraz.

Ma include anche viaggi in aree urbane con alti tassi di criminalità, al di fuori dei percorsi turistici più convenzionali. È il caso dei quartieri pericolosi di New York, o delle visite alle favelas di Rio de Janeiro .

Le visite guidate sono talvolta concepite appositamente per sfatare lo stigma associato alla criminalità. A Città del Messico, ad esempio, le autorità locali organizzano il "Tepitotour" per offrire una prospettiva diversa sul famigerato quartiere di Tepito, dove opera il cartello Unión Tepito . Alcuni itinerari ripercorrono addirittura le orme di un famoso criminale, come il tour di Pablo Escobar in Colombia.

Questi quartieri e questi luoghi della memoria sono tutti associati al crimine o alla violenza, ma presentano differenze sostanziali. Una visita a un campo di concentramento come Auschwitz non è affatto paragonabile a un tour a piedi che ripercorre le presunte orme di Jack lo Squartatore per le strade di Londra, un'attività che permette persino di portare animali domestici.

Il boom del turismo di massa impone all'industria turistica di ricercare esperienze nuove e originali per soddisfare la crescente domanda, comprese quelle che non sembrano particolarmente "turistiche". L'ascesa del turismo oscuro è inoltre legata alla crescente importanza della criminologia nella cultura pop .

Turismo oscuro in Spagna

La Spagna, una delle principali destinazioni turistiche al mondo, è diventata una meta di turismo oscuro, con blog specializzati che mettono in evidenza numerose visite e itinerari legati alla Guerra Civile Spagnola. Esempi notevoli includono Guernica , la città basca bombardata dall'esercito tedesco durante il conflitto, e il centro storico di Belchite in Aragona, le cui rovine testimoniano ancora oggi la tragedia.

Negli ultimi anni si è assistito a una proliferazione di itinerari turistici legati a bunker e siti in cui si sono svolte alcune delle principali battaglie della Guerra Civile Spagnola , nonché a siti storici associati alla stregoneria e alla sua repressione, come Zugarramurdi .

Sebbene più incentrati sull'attivismo sociale, anche i tour a piedi in diverse città spagnole che includono luoghi legati alla corruzione politica e urbanistica rientrano in questa categoria.

Per saperne di più: Può sembrare macabro, ma il turismo oscuro ci aiuta a imparare dagli aspetti peggiori della storia umana.

E le vittime?

Il turismo oscuro viene spesso promosso per dare impulso all'economia delle destinazioni e riflette la capacità di innovazione del settore turistico. Per i siti legati alla memoria storica, può anche accrescere la consapevolezza sociale e rafforzare il loro valore educativo .

Ma pone anche sfide significative. Molti di questi luoghi sono stati concepiti come spazi di ricordo, lutto e guarigione. Soddisfare le esigenze dei turisti non rientrava tra le loro priorità. Uno dei principali rischi del turismo oscuro è quindi quello di banalizzare il loro scopo originario. Ciò è evidente in comportamenti irrispettosi come i selfie ad Auschwitz e in altri luoghi della memoria.

Inoltre, questi siti spesso incarnano un patrimonio scomodo che richiede processi interpretativi complessi e controversi. È il caso della Valle de los Caídos , in Spagna, un vasto complesso di mausolei che in precedenza ospitava le spoglie dell'ex dittatore spagnolo Francisco Franco.

È inoltre fondamentale rispettare la memoria delle vittime e considerare l'impatto che il turismo può avere sulle persone che vivono in luoghi associati a crimini o violenze. In questo contesto, la commercializzazione di prodotti o esperienze che potrebbero giustificare o glorificare i criminali è particolarmente problematica.

Per tutte queste ragioni, il turismo oscuro deve essere condotto in modo etico, fornendo un contesto agli eventi e rispettando le vittime per evitare di causare loro ulteriore sofferenza. Se gestito eticamente, può incoraggiare l'apprendimento e la riflessione su eventi traumatici che hanno lasciato il segno nella società.

Come affermava il criminologo francese Alexandre Lacassagne, "ogni società si merita i criminali che ha" . Seguendo la sua logica, ogni società si procura anche quel tipo di turismo oscuro che rispecchia le sue priorità.

(Jorge Gracia Ibáñez - Professore e Investigatore Grado in Criminologia e Grado in Derecho., Università San Jorge - su The Conversation del 18/08/2026)

20 AGOSTO 2026

Detenzione domiciliare detenuti tossicodipendenti. Il 98% non ne fruirà

· di Vincenzo Donvito Maxia

Da domani 21 agosto entra in vigore la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con problemi di dipendenza da droghe o alcol, una misura definita “epocale” dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e criticata dal procuratore Nicola Gratteri come un “indulto mascherato”.

La legge consente a una determinata categoria di detenuti di scontare la pena in strutture terapeutiche residenziali o semiresidenziali. In generale, la pena residua non può superare gli otto anni, limite che scende a quattro per alcuni reati più gravi. Per accedervi occorre documentare la dipendenza, presentare un programma terapeutico e dimostrare il collegamento tra questa e il reato commesso. Il tribunale deciderà considerando se il percorso possa favorire il recupero e ridurre il rischio di nuovi reati. I criteri per accertare la dipendenza dovranno essere definiti da una commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio, mentre potranno accogliere i detenuti strutture private accreditate e centri pubblici specializzati del Servizio sanitario nazionale. La domanda per accedervi potrà essere presentata anche nell’ambito di procedimenti e processi ancora pendenti, purché non sia già intervenuta una sentenza di primo grado.

Fin qui le buone intenzioni. Che, però, si scontrano con la realtà.

Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio sono poco più di 10mila i detenuti che potranno beneficiare di un’alternativa al carcere; e questo dovrebbe avere anche un impatto significativo sul sovraffollamento carcerario (al 31 luglio i detenuti erano 64.793, oltre 13mila in più rispetto ai 51.221 posti ufficiali).

Il fondo disponibile è di 19,4 milioni, che basterà però per circa 500 persone l’anno (il costo di un percorso riabilitativo è di 106 euro al giorno), circa il 2% dei 10mila potenziali beneficiari. Questo in un contesto di strutture di recupero e accoglienza che, come lamentano le specifiche strutture (Cnca), sono già in situazione critica.

Da domani 21 agosto, cosa succederà? Abbiamo una certezza matematica che non succederà praticamente nulla. E che il clamore della buona volontà espressa da chi ha proposto e votato la legge, sarà l’unico beneficio… non certo per i 9.500 tossicodipendenti (su 10mila) che resteranno fuori dei benefici e le carceri che continueranno ad essere sovraffollate.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

20 AGOSTO 2026

I coni gelato, l'ingegnosa invenzione degli immigrati americani

· di Redazione

Leggete in fretta, prima che si sciolga.

Per secoli, il gelato è stato un lusso raro e costoso a causa della difficoltà di conservare il ghiaccio. Nell'estate del 1790, il presidente George Washington spese 200 dollari in gelato, l'equivalente di 7.259 dollari odierni, secondo l'Associazione Internazionale dei Prodotti Lattiero-Caseari.

Nel XIX secolo, invenzioni come la refrigerazione meccanica avevano reso il gelato più economico e accessibile. Ma i venditori ambulanti americani avevano bisogno di un modo per servire il gelato ai clienti.

Ecco che entra in gioco il "penny licks". I clienti pagavano un penny per una pallina di gelato servita in un bicchiere spesso, che poi leccavano fino a pulirlo completamente e restituivano al venditore. Il bicchiere, a volte sciacquato, a volte no, veniva quindi riempito per il cliente successivo. Ma i venditori erano frustrati dai vetri rotti e le città erano preoccupate per la diffusione di malattie. Londra vietò il "penny licks" nel 1898.

Gli immigrati italiani vennero in soccorso. Nel 1902, Antonio Valvona, un produttore di gelato residente a Manchester, in Inghilterra, ottenne un brevetto statunitense per uno stampo metallico in grado di formare coppette commestibili simili a cialde. Iniziò subito a vendere le coppette su entrambe le sponde dell'Atlantico.

L'anno successivo, Italo Marchiony, un venditore di gelati di New York, ottenne un brevetto per un dispositivo simile. Marchiony proseguì poi sviluppando il sandwich di gelato.

Ma fu l'Esposizione Universale di St. Louis del 1904 a dare al cono gelato la sua forma attuale e a renderlo estremamente popolare.

Diversi venditori ambulanti della fiera sono stati indicati come gli inventori del cono gelato. La Joy Baking Group, fondata nel 1918 e che attualmente produce 2 miliardi di coni all'anno, attribuisce l'invenzione a Ernest Hamwi, un immigrato siriano di 20 anni.

Hamwi vendeva zalabiyeh – una sfoglia croccante e fritta – in una bancarella accanto ad Albert Aboussie, un gelataio di origine libanese. Quando Aboussie finì i bicchieri di carta, Hamwi iniziò ad arrotolare i suoi dolci a forma di cono, soprannominati "cornucopie". Furono un successo immediato.

Nel 1910, il termine "cornucopia" era stato semplificato in "cone" e Hamwi fondò la Missouri Cone Co.

La tecnologia dei coni gelato si è evoluta rapidamente, con le macchine che hanno sostituito la lavorazione manuale. Per chi desiderava una consistenza più leggera, il cono gelato è arrivato all'inizio degli anni '40, più o meno nello stesso periodo in cui sono nate catene come Dairy Queen e Baskin-Robbins.

Gli americani, sempre più attenti alla salute, consumano meno gelato rispetto al passato. Nel 1984, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, il consumo medio annuo di gelato tradizionale era di 17,8 libbre (circa 8 kg). Nel 2024, tale cifra era scesa a 12 libbre (circa 5,4 kg).

(DEE-ANN DURBIN su Associated Press del 19/08/2026)

20 AGOSTO 2026

Salute. La Newsletter settimanale di Aduc. 20/08/2026

· di Redazione

Sommario/Editoriale

Dalla crisi dei servizi pubblici al ruolo crescente dell'intelligenza artificiale in sanità, questa settimana la newsletter affronta le criticità del sistema italiano e le trasformazioni globali che impattano sulla salute. Drug checking, proibizionismo, RSA e rette insostenibili riportano alla realtà: quando lo stato si ritira, il cittadino resta solo. Nel frattempo, l'IA medica avanza senza supervisione umana e la tecnologia plasma il mercato parallelo delle droghe. Ambiente, alimentazione, disinformazione online: il consumatore ha il diritto di sapere come funzionano davvero le cose.

In questo numero

EDITORIALE

Crisi finanziaria e politica. Italia apatica e incapace

Ferragosto, domani è lo stesso giorno

Politica e cultura del ‘mai più’. La prevenzione

Quando la qualità dei servizi è solo guadagno per pochi

ARTICOLI

L'intelligenza artificiale crea un sistema medico "ombra" parallelo?

Drug checking: come funziona nel mondo tra proibizionismo e salute

Il fentanyl ha sostituito l’eroina perché rende più efficiente il mercato illegale

Come steppa e vaiolo dissolsero l’ultimo impero nomade. La lunga marcia verso il collasso

Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026

Come la tecnologia Usa ha contribuito a creare il gelato italiano moderno

Morbo di Alzheimer: chi paga la retta della RSA?

Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 18/08/2026

Diritto animale: perché le leggi per gli animali contano più che mai

Le droghe legalizzate in carcere potrebbero far bene anche lì

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 11 a 17 Agosto 2026

Osservatorio disservizi da 11 a 17 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

Quando la finanza scommette sul cibo, a risentirne è la sicurezza alimentare

Perché i viaggiatori sono attratti dai supermercati dei Paesi che visitano

Disinformazione sanitaria online: colpire il modello economico, non solo i falsi miti

Half Earth: la proposta di Edward O. Wilson per salvare la biodiversità

I leader dell'intelligenza artificiale sostengono che significa meno lavoro, ma i loro dipendenti sono impiegati fino a 90 ore a settimana

Perché gli umani usano un tono di voce infantile quando parlano con gli animali domestici?

Salute. La newsletter settimanale di Aduc. 13/08/2026

NOTIZIE

ITALIAITALIA. Nuove linee guida contro la pubblicità mascherata del gioco d'azzardo. AGCOM

ITALIAITALIA. Gli scioperi nei servizi pubblici previsti a settembre

ITALIAITALIA. Incendi boschivi: 1070 dall'inizio dell'anno

ITALIAITALIA. Genitori anziani: segnali di pericolo in casa e contributi per la retta RSA

USAUSA. IA più brava dei medici: uno studio JAMA contro l'obbligo di supervisione umana

U.E.U.E.. Consultazione su tabacco e nicotina spacca fautori e oppositori del vaping

MONDOMONDO. Prodotti contengono sostanze chimiche non dichiarate: scatta l'allarme

ITALIAITALIA. In arrivo El Niño: gli scienziati dicono che cambierà l'autunno

CONGOCONGO. L'epidemia di Ebola si sta diffondendo rapidamente. 2300 morti ad ora

ITALIAITALIA. La lotta allo spopolamento dei piccoli centri

ITALIAITALIA. Caldo estremo: all'Italia costa 22 miliardi, quanto una manovra finanziaria

ITALIAITALIA. Arriva la polizza sanitaria integrativa per docenti e personale scolastico

ITALIAITALIA. Il debito pubblico italiano vola

ITALIAITALIA. RSA Verona: oltre 1.800 anziani in lista d'attesa, rette insostenibili

CANADACANADA. Dopo legalizzazione, donne più propense ad usare cannabis e non antidepressivi

COREA DEL SUDCOREA DEL SUD. Ultima estate legale per la carne di cane, divieto in vigore dal 2027

NORVEGIANORVEGIA. Norvegia: limite di età a 16 anni per i social media, il disegno di legge avanza

USAUSA. Indiana in prima linea nella ricerca medica sugli psichedelici

USAUSA. Il più grande "datacenter biologico" del mondo per superare i test sugli animali

AUSTRALIAAUSTRALIA. Meta chiude 756.000 account di under 16 sui social

ITALIAITALIA. Se la scuola tace, educano i social: il vuoto dell'educazione sessuo-affettiva

MONDOMONDO. Alcol: una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi

USAUSA. Deportazioni di massa: la paura come politica e il suo costo sulla salute mentale

ITALIAITALIA. RSA in Emilia-Romagna: 12mila anziani in lista d'attesa

REGNO UNITOREGNO UNITO. Scozia: mille morti l'anno per droga, The Economist chiede un cambio di rotta


Se si vuole ricevere la newsletter nella propria casella mail ci si può iscrivere qui

20 AGOSTO 2026

Investire informati. La Newsletter settimanale di Aduc. 20/08/2026

Sommario/Editoriale

L'Italia continua a soffrire di una doppia crisi: quella della finanza pubblica, con un debito che cresce mentre mancano politiche strutturali, e quella della fiducia nei mercati, travolti da oscillazioni estreme e da truffe sofisticate che sfruttano cryptovalute e piattaforme non regolamentate. Nel frattempo, i risparmiatori rimangono esposti a rischi crescenti, dalle polizze fantasma alle operazioni di speculazione finanziaria su beni essenziali come il cibo. Serve vigilanza concreta e informazione trasparente su dove e come proteggere il proprio patrimonio.

In questo numero

EDITORIALI

Crisi finanziaria e politica. Italia apatica e incapace

Politica e cultura del ‘mai più’. La prevenzione

Quando la qualità dei servizi è solo guadagno per pochi

ARTICOLI

Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026

Binance ha consegnato alla Russia i dati di un utente: usati per incriminare chi donava all'Ucraina

'Ho perso 14.000 dollari in un mese': gli investitori colpiti dalle forti oscillazioni del mercato azionario coreano

Osservatorio disservizi da 11 a 17 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

Debito pubblico che cresce per mancanza di politiche liberiste

Quando la finanza scommette sul cibo, a risentirne è la sicurezza alimentare

Il paradiso in declino dei truffatori con cryptovalute

Investire Informati. La newsletter settimanale di Aduc. 13/08/2026

NOTIZIE

MONDOMONDO. Debito pubblico più caro: inflazione e IA spingono i rendimenti ai massimi

ITALIAITALIA. Polizze fantasma a Pesaro: risarciti risparmiatori truffati per 411mila euro

ITALIAITALIA. Oltre mille miliardi di euro di risparmio sono affidati alle gestioni patrimoniali. Unimpresa

U.E.U.E.. Arriva il divieto totale di crypto per interi Paesi che aiutano Mosca

ITALIAITALIA. Btp, Btp Italia, Btp Valore e Btp Sì: come vanno e conviene venderli o tenerli

MONDOMONDO. Bond globali in caduta: costi di finanziamento ai massimi da decenni

ITALIAITALIA. IVASS oscura 3 siti web abusivi di assicurazioni: quota a 389

U.E.U.E.. E se l'Ai fosse una bolla? BCE

AUSTRIAAUSTRIA. Multa a Bitpanda di 70.000 euro per violazioni del regolamento MiCA

USAUSA. 742 miliardi in titoli del Tesoro in una settimana, rendimenti ai massimi da decenni

ITALIAITALIA. Il debito pubblico italiano vola

U.E.U.E.. MiCA in vigore: come cambia il mercato crypto in Europa dopo il 1° luglio

ITALIAITALIA. BCE lancia l'allerta in Italia: truffe con nome e logo dell'istituzione

U.E.U.E.. Binance sospende il trading in Francia e altri paesi UE: manca la licenza MiCA

MONDOMONDO. Finfluencer su TikTok: i consigli finanziari per i giovani sono affidabili?

USAUSA. Corsa dei big dell’intelligenza artificiale a emettere bond per finanziare i piani di crescita


Se si vuole ricevere la newsletter nella propria casella mail ci si può iscrivere qui

19 AGOSTO 2026

L'intelligenza artificiale crea un sistema medico "ombra" parallelo?

· di Redazione

Un numero crescente di persone si affida a chatbot come ChatGPT, dispositivi indossabili come gli anelli smart Oura e servizi di telemedicina diretti al consumatore come Ro e Hims per ottenere diagnosi, consigli sanitari e persino prescrizioni di farmaci, spesso senza passare dai canali della medicina tradizionale. È quanto denuncia un articolo di opinione pubblicato da STAT News, che parla apertamente di un "sistema medico ombra" nato accanto a quello istituzionale.

Il fenomeno non è marginale: secondo dati diffusi da OpenAI e già raccolti da STAT in altre inchieste, più di 40 milioni di persone al giorno si rivolgono a ChatGPT per questioni legate alla salute, chiedendo informazioni su alimentazione, esercizio fisico, assicurazioni e, in alcuni casi, sintomi gravi che normalmente richiederebbero una chiamata al pronto soccorso o una visita medica.

Secondo l'opinione pubblicata da STAT, questi strumenti - pur risultando spesso più rapidi o più accessibili rispetto ai canali sanitari convenzionali - operano con una supervisione clinica molto più debole e senza le stesse responsabilità professionali che gravano su un medico abilitato. Le piattaforme di telemedicina diretta al consumatore, come quelle gestite da Ro e Hims, hanno costruito un business fiorente attorno alla prescrizione rapida di farmaci per disfunzione erettile, perdita di peso e altre condizioni, promettendo comodità e discrezione. Diverse inchieste di STAT hanno però messo in luce che in oltre trenta stati americani è illegale per le aziende esercitare direttamente la medicina, e che dietro le piattaforme nazionali operano in realtà gruppi medici indipendenti la cui reale autonomia decisionale resta poco trasparente ai pazienti.

Il tema è finito anche sotto la lente delle autorità: la Federal Trade Commission statunitense ha citato in giudizio Hims & Hers accusando l'azienda di pratiche commerciali ingannevoli, incluso il presunto passaggio di dati sanitari sensibili a soggetti terzi come Meta e Snap senza un'adeguata informativa ai consumatori.

Sul fronte dei chatbot, la letteratura scientifica recente mostra un quadro ambivalente. Alcuni studi hanno rilevato che modelli come ChatGPT possono fornire risposte di qualità elevata a domande sanitarie, ma altre ricerche - tra cui uno studio pubblicato su The Lancet Digital Health dai ricercatori del Mount Sinai Health System di New York - hanno dimostrato che i grandi modelli linguistici possono "credere" a informazioni mediche false quando queste vengono presentate con un linguaggio clinico credibile, ripetendo affermazioni inventate in circa un terzo dei casi testati.

Parallelamente, dispositivi indossabili come gli anelli Oura, pensati per monitorare parametri come sonno, temperatura corporea e frequenza cardiaca, vengono sempre più spesso interpretati dagli utenti come strumenti diagnostici, nonostante non siano concepiti né validati per sostituire una valutazione clinica professionale.

L'articolo di STAT sottolinea come questo ecosistema informale - fatto di chatbot generalisti, wearable di consumo e piattaforme telemedicche a scopo commerciale - si stia affermando accanto alla medicina istituzionale senza le stesse garanzie di qualità, sicurezza e responsabilità professionale. Diversi ospedali e sistemi sanitari, temendo di perdere il contatto con i pazienti che si rivolgono direttamente all'intelligenza artificiale, hanno iniziato a lanciare propri chatbot per riportare quelle conversazioni cliniche entro i confini della medicina tradizionale.

19 AGOSTO 2026

Drug checking: come funziona nel mondo tra proibizionismo e salute

· di Redazione

In molti paesi del mondo esistono servizi che permettono a chi consuma sostanze stupefacenti di farle analizzare prima dell'uso, per conoscerne la reale composizione e il grado di purezza. Si tratta dei cosiddetti servizi di "drug checking", uno strumento di riduzione del danno che, secondo quanto documentato dalla piattaforma TalkingDrugs, si muove ovunque in equilibrio precario tra tutela della salute pubblica e leggi che criminalizzano il possesso e l'uso di droghe.

Il funzionamento di base è simile in tutto il mondo: chi possiede una sostanza può portarne un piccolo campione presso un servizio dedicato, dove personale sanitario o operatori formati la analizzano con strumentazione chimica, dai semplici test colorimetrici alla spettrometria avanzata. L'obiettivo primario è ridurre il rischio di overdose o intossicazione da sostanze adulterate, ma il servizio non si limita al risultato dell'analisi: comprende anche un colloquio personalizzato su dosaggio, interazioni tra sostanze diverse e modalità di consumo più sicure.

Il caso più avanzato a livello nazionale è quello della Nuova Zelanda, dove il drug checking è stato sperimentato a partire dal 2017 e reso definitivamente legale nel 2021 con un'modifica al Misuse of Drugs Act 1975, che ha concesso una licenza ufficiale a cinque fornitori del servizio.

Un risultato raggiunto, secondo TalkingDrugs, grazie a decenni di attività di advocacy da parte di organizzazioni della società civile. Il dato interessante è che il possesso e il consumo di droghe restano reati, ma la legge prevede un'esenzione pratica che permette di trasportare le sostanze da e verso i centri di analisi, così che nessuno possa essere arrestato mentre è in viaggio verso una clinica o mentre vi si trova. Una zona grigia che le organizzazioni di settore, spiega TalkingDrugs, preferiscono lasciare volutamente indefinita perché funzionale ai loro scopi.

I numeri parlano di un servizio ormai strutturato: la capacità di analisi è cresciuta negli ultimi cinque anni, con oltre 10.000 campioni testati ogni anno, mentre la sola organizzazione KnowYourStuffNZ ne ha testati 3.943 nel 2024, a cui si aggiungono altri 3.213 analizzati dalla NZ Drug Foundation. Un modello che, a differenza di molte esperienze internazionali legate quasi esclusivamente a festival musicali o contesti notturni, opera tutto l'anno in tutte le principali città del paese, permettendo a chiunque di testare gratuitamente un campione e ottenere informazioni sulla riduzione del danno.

Nel Regno Unito il quadro è diverso e più ambiguo. Organizzazioni come The Loop offrono dal 2016 servizi di analisi presso festival ed eventi, fornendo non solo un'analisi chimica ma quella che definiscono una vera e propria "consultazione sanitaria su misura", perché il rischio legato a una sostanza dipende anche da fattori come la modalità di assunzione, il consumo combinato con altre sostanze e il contesto in cui viene assunta. Un contatto diretto con personale sanitario che, sottolinea TalkingDrugs, è raro nei paesi a impronta proibizionista, dove l'accesso a consulenza medica è spesso solo online e anonimo.

Diversa ancora la strategia adottata da Energy Control, organizzazione non profit spagnola che dal 2014 offre un servizio di analisi delle sostanze pensato specificamente per chi acquista tramite il dark web. Come racconta TalkingDrugs, il servizio analizza e individua il contenuto delle sostanze inviate in cambio di donazioni in Bitcoin, riuscendo così a operare in un contesto ancora più esposto al rischio legale rispetto ai servizi fisici. I dati raccolti hanno permesso di scoprire differenze significative nella qualità delle sostanze acquistate online rispetto a quelle di strada: la purezza media della cocaina sul dark web si attestava attorno al 71%, contro una media del 48% per la cocaina venduta nelle strade spagnole.

In America Latina il drug checking si è sviluppato soprattutto grazie a organizzazioni della società civile che operano in condizioni di grande precarietà economica. TalkingDrugs riporta la testimonianza di operatori del settore secondo cui i governi non forniscono risorse per questi progetti e le organizzazioni internazionali non li considerano una priorità, con la conseguenza che la mancanza di fondi limita l'aggiornamento tecnologico e la formazione del personale. Le stesse fonti sottolineano come i pericoli legati all'assenza di servizi di drug checking siano purtroppo evidenti in tutto il mondo, ricordando che le tragedie evitabili durante i festival sono la conseguenza della mancanza delle informazioni corrette al momento giusto, come accaduto in occasione di due decessi al festival britannico Mutiny, un evento senza servizio di analisi delle sostanze.

Anche in Europa la situazione resta frammentata. Secondo un'analisi più recente diffusa da TalkingDrugs, in molti paesi e città le sale per il consumo di droghe e i servizi di drug checking continuano a operare in una "zona grigia legale", senza una protezione normativa chiara anche quando vengono tollerati o implementati. Un esempio citato è quello di Glasgow, dove la nuova sala per il consumo, The Thistle, ha richiesto quasi un decennio di trattative prima dell'apertura e opera ancora sotto un accordo politico temporaneo. In Slovacchia, invece, una nuova normativa sui cosiddetti "agenti stranieri" introdotta nel 2024 ha limitato l'attività delle organizzazioni non governative, scoraggiando l'innovazione in campo di politiche sulle droghe.

Il quadro complessivo che emerge da questi casi mostra come i servizi di drug checking, pur muovendosi in contesti normativi molto diversi tra loro, condividano lo stesso obiettivo: fornire a chi consuma sostanze informazioni concrete per ridurre i rischi, in assenza di alternative altrettanto efficaci offerte dalle politiche di proibizione tradizionali.

19 AGOSTO 2026

Il fentanyl ha sostituito l’eroina perché rende più efficiente il mercato illegale

· di Redazione

In “L’invasione” Biagio Simonetta racconta la doppia natura di una molecola nata per alleviare il dolore e diventata materia prima ideale dei cartelli grazie a potenza estrema filiere corte costi ridotti e una capacità senza precedenti di alimentare la dipendenza

Cos’è il Fentanyl? Cosa si nasconde dietro questo nome che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti e che fa paura a tutto il mondo? Sembra uno scherzo del destino, ma siamo di fronte a un farmaco salvifico. Necessario. Eccellente, quando usato in contesti ospedalieri. È il 1959 quando un chimico belga, Paul Janssen, mette insieme una molecola che appare subito diversa. Una molecola più potente delle precedenti, più rapida, più ‘tagliente’ nel modo in cui agisce sul dolore. La squadra di Janssen la chiama Fentanyl. E pochi anni dopo entra nelle pratiche ospedaliere come anestetico, utilizzato per interventi chirurgici complessi. Il farmaco si chiama Sublimaze. Il suo ruolo è togliere il dolore dove serve, in modo controllato, sotto il monitoraggio degli anestesisti.

La caratteristica che rende il Fentanyl immediatamente diversa dalle vecchie molecole è semplice e spietata: la potenza. Per dose, è decine di volte più forte della morfina. Questo la rende preziosa in anestesia (poche microdosi, effetto rapido, controllo stretto della ventilazione e della circolazione), ma anche utile nella terapia del dolore oncologico per pazienti che non rispondono ad altri oppioidi. Nel corso degli anni la famiglia delle formulazioni si è allargata: dal Fentanyl in soluzione per uso endovenoso sono nati i cerotti, le compresse sublinguali, gli spray nasali. E ogni nuova forma ha mantenuto lo stesso obiettivo, quello di somministrare una dose efficace riducendo i picchi e i vuoti, e soprattutto migliorare la qualità della vita dove la sofferenza è quotidiana.

Certo, nel mezzo di questa storia di innovazione farmaceutica si sono spesso inseriti i regolatori e la cautela: il Fentanyl è potente, e potenza vuol dire rischio, perché come dice una vecchia pubblicità ‘la potenza è nulla senza controllo’. Le agenzie del farmaco e gli ospedali hanno sviluppato norme severe. Dalle prescrizioni scrupolose al controllo delle scorte, fino ai programmi di formazione per chi lo somministra. Proprio questo rigore è stato ed è ancora la strada che ha permesso al Fentanyl di essere strumento e non arma. Negli anni, la molecola ha dato sollievo reale a persone che vivevano in condizioni di dolore insopportabile. In altri casi – quando la prescrizione non è stata seguita, quando i pazienti sono caduti nella spirale della dipendenza – ha invece mostrato il suo volto più pericoloso.

Qui, però, è necessario fare una distinzione. Perché il rischio di inciampare nell’approssimazione è concreto, e il risultato è spesso quello della demonizzazione di un farmaco efficace, quando necessario. Oggi, quando parliamo di Fentanyl per descrivere il dramma degli Stati Uniti d’America, stiamo raccontando di un composto chimico decisamente diverso da quello che finisce fra le corsie ospedaliere. Il Fentanyl originale, quello legale, è un farmaco progettato, dosato e somministrato in un contesto sanitario. Esiste per alleviare, per permettere interventi, per dare dignità a chi soffre.

Ma la stessa formula chimica, se esce da quei confini e viene manipolata, se ne vengono cambiati i dosaggi, se viene miscelata con altre droghe, diventa qualcosa di diverso, e si trasforma in un killer. E forse è proprio questa doppia natura – salvezza in sala operatoria, pericolo per la strada – che rende il Fentanyl una delle storie più ambigue della farmacologia moderna. Una storia che in Messico è stata trasformata in business, quando le vene di migliaia di statunitensi già urlavano.

Attorno al 2010, il mercato americano recepì il cambio con la stessa brutalità con cui aveva consumato le fasi precedenti. All’inizio, l’eroina tagliata col Fentanyl sembrava offrire una specie di effetto booster. Una ‘botta’ più forte e a prezzo inferiore. Sembrava l’inizio di una fase nuova, con questa sostanza chimica perfetta per diventare sostanza da taglio. Più economica, più reperibile e con un maggior impatto sull’efficacia del prodotto. Ma piano piano si scoprì che il Fentanyl era una creatura diversa. Una sostanza che agiva in fretta, colpiva duro e poi se ne andava. Per i consumatori, la fase di rush durava meno che con la solita eroina. L’effetto svaniva in tempi più rapidi. Ed era tutto scritto nella chimica: questa è una sostanza che chiede altro. Sicuramente chiede più frequenza.

E per il mercato, questo significava una cosa semplice: far funzionare la macchina del rifornimento in modo ancora più efficace. La chimica lo rese possibile anche logisticamente. Dove prima si doveva trattare con molteplici passaggi – raccolto, trasformazione in pasta, carico, trasporto, spaccio – ora la filiera si accorciava. I precursori potevano essere ordinati e spediti in piccoli lotti, i laboratori potevano ricostituirsi ovunque. E anche il rischio apparve subito diverso: meno spettacolare nelle cronache ma più letale nella sostanza. Il vantaggio competitivo del Fentanyl illegale si palesò immediatamente, e per diverse ragioni. La potenza per grammo, le dosi ricavabili per ogni chilo di sostanza finita, lo spazio necessario per il trasporto, l’inutilità del personale agricolo. Insomma, una combinazione irresistibile, per chi gestisce reti criminali.

(Biagio Simonetta su Linkiesta del 19/08/2026)

19 AGOSTO 2026

Come steppa e vaiolo dissolsero l’ultimo impero nomade. La lunga marcia verso il collasso

· di Primo Mastrantoni

Nel cuore dell’Eurasia del XVIII secolo, gli imperi nomadi vivevano in simbiosi con un’infrastruttura ecologica tanto vasta quanto fragile: la steppa. Non era solo un paesaggio, ma una macchina economica e militare. L’erba che cresceva sui pascoli era, in ultima analisi, la benzina dei loro imperi: più erba significava più cavalli, e più cavalli significavano mobilità, commercio, guerra, controllo politico.

Tra il 1740 e il 1760 questo equilibrio iniziò a incrinarsi. La fase tardiva della Piccola Glaciazione impose un nuovo regime climatico: inverni più lunghi e severi, estati asciutte, precipitazioni irregolari. La steppa, che aveva sempre oscillato tra abbondanza e scarsità, entrò in una fase di contrazione. La biomassa vegetale diminuì, i pascoli si fecero più radi, la capacità di sostenere grandi mandrie si ridusse.

A complicare il quadro intervenne la crescita demografica delle confederazioni nomadi. Più persone significavano più animali, più pressione sui pascoli, meno tempo per la rigenerazione delle specie vegetali. La biodiversità funzionale si assottigliò, e con essa la resilienza dell’ecosistema. La steppa, che per secoli aveva sostenuto imperi mobili, iniziò a cedere sotto il peso delle sue stesse popolazioni.

Il declino ecologico ebbe conseguenze immediate: cavalli più deboli, mandrie ridotte, comunità costrette a muoversi su distanze sempre più brevi. Per un sistema politico fondato sulla mobilità, era come perdere la propria flotta navale. Le funzioni strategiche – campagne militari rapide, riscossione dei tributi, commercio interregionale, migrazioni stagionali – si contrassero. Le tribù nomadi, un tempo padrone degli spazi aperti, si trovarono improvvisamente più lente, più esposte, più vicine ai centri urbani delle popolazioni sedentarie.

Fu questa vicinanza forzata a spalancare la porta al nemico più insidioso: il vaiolo. Nelle città eurasiatiche il virus circolava endemicamente, ma nelle steppe la dispersione dei gruppi umani ne aveva sempre impedito la diffusione continua. La crisi ecologica cambiò tutto. Le comunità nomadi iniziarono a sostare più a lungo presso insediamenti sedentarî, intensificarono gli scambi commerciali, dipendevano da approvvigionamenti esterni. Il vaiolo trovò così un varco e lo sfruttò con violenza.

L’impatto fu devastante. La mortalità infantile esplose, compromettendo il ricambio generazionale. Gli adulti in età militare – la spina dorsale delle mandrie e degli eserciti – furono decimati. Le élite tribali, colpite anch’esse, persero continuità e capacità di comando. In alcune confederazioni si registrarono perdite demografiche del 30–40%. Un impero nomade può sopravvivere a una siccità, può sopravvivere a una sconfitta militare, ma difficilmente sopravvive alla perdita simultanea dei suoi bambini, dei suoi guerrieri e dei suoi capi.

La sequenza del collasso fu rapida e implacabile:

1. Declino dei pascoli: indebolimento economico e militare.

2. Epidemia di vaiolo: contrazione demografica critica.

3. Frammentazione politica: conflitti interni, perdita di coesione.

4. Intervento delle potenze sedentarie confinanti: dissoluzione dell’ultimo impero nomade.

Il vaiolo non fu la causa unica, ma fu il catalizzatore che trasformò una crisi ecologica in un collasso sistemico. La steppa indebolita rese i nomadi più vulnerabili; la malattia li rese incapaci di reagire; la frammentazione politica aprì la strada alle potenze sedentarie.

Questo caso storico mostra con chiarezza quanto siano interdipendenti infrastruttura ecologica, logistica socio economica, vulnerabilità epidemiologica e stabilità politica. Gli imperi nomadi, pur adattati a un ambiente estremo, erano profondamente dipendenti da un ecosistema ad alta variabilità climatica e da una mobilità equina sensibile alle perturbazioni. Quando l’ecosistema cedette, tutto il sistema cedette con lui.

Il collasso dell’ultimo impero nomade eurasiatico nel XVIII secolo resta un esempio paradigmatico di come il declino ecologico possa intrecciarsi con uno shock epidemiologico e produrre una trasformazione geopolitica irreversibile. È una storia che ricorda, ancora oggi, che nessuna società è più forte del proprio ambiente e della propria capacità di adattarsi ai suoi limiti.

19 AGOSTO 2026

Avvertenze. Newsletter generalista di Aduc. 19/08/2026

· di Redazione

Sommario/Editoriale

I servizi pubblici e privati che non funzionano, la finanza che specula sulla povertà, le scappatoie legali che proteggono i potenti: questa settimana Avvertenze torna a mettere sotto esame le storture di un sistema dove il consumatore e il cittadino pagano sempre. Dalla Rai alle criptovalute, dalle rette delle RSA ai diritti digitali, scopriamo chi lucra su ciò che dovrebbe essere diritto.

In questo numero

EDITORIALE

Ferragosto, domani è lo stesso giorno

Politica e cultura del ‘mai più’. La prevenzione

Quando la qualità dei servizi è solo guadagno per pochi

OSSERVATORIO LEGALE

La riparazione dell’autovettura è sempre possibile in caso di sinistro stradale

ARTICOLI

Come la tecnologia Usa ha contribuito a creare il gelato italiano moderno

Liberarsi della Rai e delle sue vicissitudini politiche ed economiche

Morbo di Alzheimer: chi paga la retta della RSA?

Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 18/08/2026

Binance ha consegnato alla Russia i dati di un utente: usati per incriminare chi donava all'Ucraina

Migranti: l'Europa non può usarli economicamente e demonizzarli politicamente

Le droghe legalizzate in carcere potrebbero far bene anche lì

Libertà d’espressione digitale. Lettera ad un bambino già nato

'Ho perso 14.000 dollari in un mese': gli investitori colpiti dalle forti oscillazioni del mercato azionario coreano

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 11 a 17 Agosto 2026

Osservatorio disservizi da 11 a 17 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

Debito pubblico che cresce per mancanza di politiche liberiste

Quando la finanza scommette sul cibo, a risentirne è la sicurezza alimentare

Ecuador: pescatori intrappolati tra cartelli della droga e raid aerei USA

Chris Daw, La giustizia sotto processo: soluzioni radicali per un sistema al punto di rottura

Il paradiso in declino dei truffatori con cryptovalute

Il supermercato come modello di cultura e incontri

Perché i viaggiatori sono attratti dai supermercati dei Paesi che visitano

Disinformazione sanitaria online: colpire il modello economico, non solo i falsi miti

Half Earth: la proposta di Edward O. Wilson per salvare la biodiversità

I leader dell'intelligenza artificiale sostengono che significa meno lavoro, ma i loro dipendenti sono impiegati fino a 90 ore a settimana

Investire Informati. La newsletter settimanale di Aduc. 13/08/2026

Salute. La newsletter settimanale di Aduc. 13/08/2026

UE contro Trump: come difendere la sovranità digitale europea

Guerra alla droga: i miti duri a morire smontati dalla ricerca

Sudafrica, nuovo nodo del narcotraffico globale: i cartelli messicani producono metanfetamina

Sistema carceri oltremanica. Andy Burnham e la scimmia sulla schiena del populismo penale

Eclissi. Due minuti dentro il respiro del Sole

Avvertenze. La newsletter settimanale generalista di Aduc - 12/08/2026

GIANNINO

Riport

STATI UNITI D'EUROPA

Guerra ibrida, i russi provano a spiarci tramite gli autovelox

NOTIZIE

U.E.U.E.. Arriva il divieto totale di crypto per interi Paesi che aiutano Mosca

ITALIAITALIA. Btp, Btp Italia, Btp Valore e Btp Sì: come vanno e conviene venderli o tenerli

MONDOMONDO. Bond globali in caduta: costi di finanziamento ai massimi da decenni

ITALIAITALIA. IVASS oscura 3 siti web abusivi di assicurazioni: quota a 389

ITALIAITALIA. Migranti, dopo la Germania anche la Svizzera rimanda i richiedenti asilo in Italia

ITALIAITALIA. Genitori anziani: segnali di pericolo in casa e contributi per la retta RSA

USAUSA. IA più brava dei medici: uno studio JAMA contro l'obbligo di supervisione umana

RUSSIARUSSIA. Mosca: "L'Occidente vuole accusarci di armare i narcos in Sudamerica"

U.E.U.E.. Consultazione su tabacco e nicotina spacca fautori e oppositori del vaping

MONDOMONDO. Prodotti contengono sostanze chimiche non dichiarate: scatta l'allarme

ITALIAITALIA. In arrivo El Niño: gli scienziati dicono che cambierà l'autunno

CONGOCONGO. L'epidemia di Ebola si sta diffondendo rapidamente. 2300 morti ad ora

ITALIAITALIA. La lotta allo spopolamento dei piccoli centri

U.E.U.E.. E se l'Ai fosse una bolla? BCE

ITALIAITALIA. Caldo estremo: all'Italia costa 22 miliardi, quanto una manovra finanziaria

ITALIAITALIA. Registri battesimali e protezione dati personali: la Corte UE dovrà decidere sulla laicità dello Stato

AUSTRIAAUSTRIA. Multa a Bitpanda di 70.000 euro per violazioni del regolamento MiCA

ITALIAITALIA. Dove vanno e cosa fanno i turisti in vacanza

ITALIAITALIA. Droga nel carcere di Prato. Tre arresti e agente indagato per tentato omicidio

USAUSA. La marijuana incrementa l'occupazione nel settore agricolo degli Stati in cui è legale

USAUSA. 742 miliardi in titoli del Tesoro in una settimana, rendimenti ai massimi da decenni

AUSTRALIAAUSTRALIA. Pechino minaccia e sorveglia la diaspora uigura

FRANCIAFRANCIA. Procura apre indagini dopo attacco cyber su 700mila utenti dell'amministrazione fiscale

ITALIAITALIA. Arriva la polizza sanitaria integrativa per docenti e personale scolastico

MONDOMONDO. Migranti. Massima allerta tra Marocco e Spagna

ITALIAITALIA. Il debito pubblico italiano vola

ITALIAITALIA. RSA Verona: oltre 1.800 anziani in lista d'attesa, rette insostenibili

COSTARICACOSTARICA. Estradizioni dei boss della droga e omicidi in forte crescita

FRANCIAFRANCIA. Narco corrieri a loro insaputa

ITALIAITALIA. Richieste protezione internazionale. L'emergenza della giustizia civile

ITALIAITALIA. Cresce a giugno il debito delle Amministrazioni pubbliche

FRANCIAFRANCIA. Divieto social per minori. Corte Costituzionale boccia e Macron invita governo e riscriverla

CANADACANADA. Dopo legalizzazione, donne più propense ad usare cannabis e non antidepressivi

COREA DEL SUDCOREA DEL SUD. Ultima estate legale per la carne di cane, divieto in vigore dal 2027

ITALIAITALIA. Smart working e geolocalizzazione: il Tribunale di Cosenza annulla la multa del Garante

MONDOMONDO. Bot ovunque: dimostrare di essere umani online diventa il nuovo passaporto digitale

NORVEGIANORVEGIA. Norvegia: limite di età a 16 anni per i social media, il disegno di legge avanza

U.E.U.E.. Europol, il Garante UE sulla privacy frena l'espansione dei poteri

U.E.U.E.. MiCA in vigore: come cambia il mercato crypto in Europa dopo il 1° luglio

ITALIAITALIA. BCE lancia l'allerta in Italia: truffe con nome e logo dell'istituzione

U.E.U.E.. Binance sospende il trading in Francia e altri paesi UE: manca la licenza MiCA

U.E.U.E.. E-commerce in Europa: più acquisti online, più frodi. I dati

U.E.U.E.. Rifugiati: cosa pensano i cittadini europei dopo la crisi di Ceuta

USAUSA. Indiana in prima linea nella ricerca medica sugli psichedelici

ITALIAITALIA. Turismo in crescita a luglio

USAUSA. Il più grande "datacenter biologico" del mondo per superare i test sugli animali

ITALIAITALIA. Biglietti concerti: AGCM multa Viagogo per 300.000 euro per pratiche scorrette

U.E.U.E.. Europol e sorveglianza: il Garante UE lancia l'allarme sui "rischi gravi"

AUSTRALIAAUSTRALIA. Meta chiude 756.000 account di under 16 sui social

MONDOMONDO. Finfluencer su TikTok: i consigli finanziari per i giovani sono affidabili?

ASIA. Palestina. Prezzi al consumo in calo del 43% a luglio 2026

IRANIRAN. Inflazione record, i consumatori si affidano al "compra ora, paga dopo"

IRLANDAIRLANDA. Nuovo sistema di sanzioni per tutelare i consumatori di energia

U.E.U.E.. Mediterraneo sempre più letale: meno arrivi, ma più morti in mare nel 2026

ITALIAITALIA. Se la scuola tace, educano i social: il vuoto dell'educazione sessuo-affettiva

MONDOMONDO. Alcol: una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi

USAUSA. Deportazioni di massa: la paura come politica e il suo costo sulla salute mentale

ITALIAITALIA. RSA in Emilia-Romagna: 12mila anziani in lista d'attesa

COLOMBIACOLOMBIA. Colombia autorizza operazioni militari USA contro il narco-terrorismo

REGNO UNITOREGNO UNITO. Scozia: mille morti l'anno per droga, The Economist chiede un cambio di rotta

ITALIAITALIA. Mit lavora per bonus affitto genitori separati entro 2026

ITALIAITALIA. Guardia di Finanza contro evasione fiscale e sommerso

ITALIAITALIA. Bollette energia in crescita a settembre: +23% famiglie, +54%imprese

USAUSA. Corsa dei big dell’intelligenza artificiale a emettere bond per finanziare i piani di crescita

EUROPA. Istanbul, l'aeroporto più trafficato d'Europa

REGNO UNITOREGNO UNITO. Organoidi da cellule NHS per ridurre i test sugli animali

ITALIAITALIA. Conti correnti: la Cassazione limita i controlli del Fisco, anche retroattivamente

ITALIAITALIA. A2A multata da ARERA: 5 milioni per manipolazione del mercato elettrico

REGNO UNITOREGNO UNITO. Stretta sui prezzi falsi e sugli abbonamenti-trappola

U.E.U.E.. Cinque paesi UE vogliono costruire un centro rimpatri in Uganda

USAUSA. La spesa sanitaria continua a crescere più dell'economia

ITALIAITALIA. RSA in Lombardia: liste d'attesa in crescita e rette insostenibili per le famiglie

ITALIAITALIA. RSA in Toscana: 10 milioni per ridurre le liste d'attesa degli anziani

USAUSA. OMS: la riforma dei vaccini di Trump va contro decenni di evidenze scientifiche

GEORGIAGEORGIA. Spazi sicuri e naloxone sfidano le leggi antidroga tra le più dure al mondo

USAUSA. Cartello CJNG accusato di traffico d'armi dalla Repubblica Ceca in cambio di droga

COSTARICACOSTARICA. Costa Rica e turismo cannabis: opportunità e rischi legali per i viaggiatori

NEPALNEPAL. Cannabis terapeutica. Provincia nepalese legalizza

USAUSA. Otto anni dopo la legalizzazione, il consumo di cannabis in California non è aumentato

MONDOMONDO. Debito pubblico in mani straniere: meno inflazione per i governi

ITALIAITALIA. Banche: famiglie pagano il 10,34% sul credito al consumo, PMI al 4,18%

ITALIAITALIA. Inflazione luglio. Dati definitivi Istat: +2,9%

ITALIAITALIA. Sondaggio mercato delle abitazioni in Italia - 2° trimestre 2026. Bankitalia

EUROPA. I social media non hanno democratizzato il dibattito sul clima. Studio

USAUSA. Dipendenza dai social media: oltre 3.000 cause

ITALIAITALIA. Nascite. 15mila bambini in meno in un anno. Ministero Salute

U.E.U.E.. Parte il wi-fi Starlink di Lufthansa

ITALIAITALIA. Tecnologia, telefonia e informatica sono in cima alle abitudini di consumo degli italiani. Confcommercio

ITALIAITALIA. Calano gli affitti per gli studenti... ma solo perché è in calo la domanda

ITALIAITALIA. Bonus nuovi nati. Oggi scade la richiesta all'Inps

ITALIAITALIA. Bollette in crescita

LETTERE

Account Instagram bloccato da anni: come chiederne la cancellazione

Multa ZTL a Dubrovnik: si può pagare solo la sanzione senza spese legali?

Multa dalla Croazia con maggiorazione: come comportarsi con lo studio legale

Multa dalla Croazia via raccomandata: come riconoscere una truffa postale

Pensione bloccata da azione fallimentare: come sbloccare il conto

Pacco dichiarato consegnato mai ricevuto (SDA/Poste): quali ulteriori azioni?

Auto ferma in officina per garanzia da 4 mesi: cosa si può fare

Multa per mancata comunicazione conducente: cosa fare se non arriva il verbale

Condono edilizio respinto: quali sono i rimedi possibili

Perdita d'acqua danneggia il vicino: si risarcisce anche il controsoffitto?

Modifica contratto Fastweb e doppia fatturazione: come fare reclamo

Chiusura account Booking o Airbnb: come fare appello e tutele DSA

Retta RSA e demenza grave: chi paga la quota alberghiera?

Abuso edilizio scoperto dopo acquisto casa: rivalsa sui venditori

Caparra bed and breakfast non restituita: come recuperarla

Caparra per mancata domiciliazione bancaria: è legittima?

Ordine annullato e rimborso non ricevuto: come procedere

Ricovero in RSA e contributo SSN: quando si può contestare la valutazione UVM

Bollette, SPID estero e IMU: guida per residenti all'estero con casa in Italia

GIANNINO
24 AGOSTO 2026

Putin è triste

STATI UNITI D'EUROPA
21 AGOSTO 2026

Capire il 'patriottismo' degli ucraini. Un libro

· di Carlo Romeo

Ivana e Ornella sono due care amiche, conosciute tramite la rassegna stampa di Radio Radicale. Vivono in Val Maira, in posti bellissimi e dividono il tempo fra panorami e libri che meritano. Devo loro – perché sono state loro a regalarmelo – uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere sulla situazione in Ucraina. È un libro di guerra – ovviamente – e tutte le guerre, viste come le vede Arten Chapeye che lo ha scritto, in fondo sì somigliano.

Il titolo è già di per sé una storia. “La gente normale non va in giro armata” (ed. Altrecose). Chapeye era un giornalista e scrittore prima della guerra. Profondamente e convintamente pacifista, l’invasione russa lo pone di fronte a scelte che non aveva previsto. Una moglie e due figli ma la propria scelta di partire volontario per difendere ciò che senza retorica si può definire la propria patria lo sorprende quasi. È peraltro una scelta relativa perché la racconta come se fosse un percorso già segnato, imprevedibilmente predeterminato.

Si parla dunque nel libro del fronte, delle amicizia fra soldati così diversi fra loro con qualche nonno, qualche contadino, avvocati ecc. perché la difesa riguarda tutti. Ma anche – a questo proposito – la rabbiosa pena nei confronti degli imboscati con i certificati medici falsi – “disabili” che vanno a sciare sulle Alpi per esempio o i bodybuilder che si nascondono nelle palestre se vedono soldati – e tutta quella mercanzia già conosciuta. Poi finirà la guerra e arriveranno di corsa perché il reducismo di chi non ha fatto nulla è un classico ovunque.

Insomma il libro è bello e Arten Chapeye racconta bene, sulla propria pelle o meglio sulla propria carne viva, questa realtà che doveva durare tre giorni e che invece dura da quattro anni. Putin e KGB vari avevano sottovalutato il sangue cosacco che invece resta vivo,così la guerra va avanti. Se volete un vecchio amico che serenamente vi racconta la sua esperienza in quei luoghi in questi quattro anni, questo è il libro per voi.

20 AGOSTO 2026

Estate 2026, l'Europa non è pronta al cambiamento climatico?

· di Redazione

Ondate di calore record, siccità e incendi hanno segnato l'estate 2026 in Europa, mettendo a nudo l'impreparazione del continente di fronte alla crisi climatica. Secondo il Copernicus Climate Change Service, la temperatura media registrata tra giugno e luglio 2026 nell'Europa occidentale è stata di 21,62°C, circa 2,79°C sopra la norma stagionale: un dato che supera il precedente record fissato nel 2022.

A confermare la gravità della situazione è arrivata la stessa Commissione Europea. Come riporta CNN, Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, ha dichiarato che l'Europa non è ancora pronta ad affrontare le conseguenze crescenti del cambiamento climatico. Ribera è tornata sul tema anche in un'intervista a Euronews, in cui ha attaccato duramente i negazionisti climatici, accusando i politici che negano il legame tra riscaldamento globale e incendi devastanti di "mentire alla gente" e di metterne a rischio la vita. La vicepresidente ha sottolineato che il continuare a mettere in discussione la scienza del clima, mentre Spagna, Francia e Grecia venivano colpite da incendi letali, rappresenta un pericolo concreto per la capacità dell'Europa di prepararsi a disastri sempre più distruttivi.

I numeri confermano l'allarme lanciato dalla Commissione. Secondo quanto riportato, durante le ondate di calore estreme di fine giugno sono stati registrati in tutta Europa oltre 10.000 decessi in eccesso, mentre la sola Spagna ha contato circa 1.000 morti in eccesso legate al caldo record. Non si tratta di episodi isolati: in Polonia si sono verificate interruzioni di corrente elettrica e il divieto di lavorare all'aperto nelle ore più calde, in Germania diversi treni sono stati cancellati e in Svezia un treno merci è deragliato a causa dei binari deformati dalle temperature estreme.

A dare fondamento scientifico a questo quadro è la prima European Climate Risk Assessment (EUCRA), pubblicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA). Il rapporto, come spiega la stessa Agenzia Europea dell'Ambiente, avverte che il caldo estremo, la siccità, gli incendi e le inondazioni sperimentati negli ultimi anni peggioreranno in Europa anche negli scenari di riscaldamento globale più ottimistici, con effetti sulle condizioni di vita in tutto il continente. L'EUCRA sottolinea che le politiche e le azioni di adattamento europee non stanno tenendo il passo con i rischi in rapida crescita, e che in molti casi un adattamento solo incrementale non sarà sufficiente: dato che molte misure per migliorare la resilienza climatica richiedono tempi lunghi, potrebbe essere necessaria un'azione urgente anche su rischi che non hanno ancora raggiunto una soglia critica.

Il rapporto dell'EEA individua alcune aree del continente come vere e proprie zone calde per il cumulo di più rischi climatici contemporaneamente. L'Europa meridionale risulta particolarmente esposta agli incendi e agli effetti del caldo e della scarsità d'acqua sulla produzione agricola, sul lavoro all'aperto e sulla salute umana. Complessivamente, l'analisi individua 36 rischi climatici maggiori che minacciano la sicurezza energetica e alimentare, gli ecosistemi, le infrastrutture, le risorse idriche, la stabilità finanziaria e la salute dei cittadini europei, molti dei quali hanno già raggiunto livelli critici e potrebbero diventare catastrofici senza un intervento deciso e immediato.

NOTIZIE
25 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Assolti in appello: si può dire 'delinquente' a Berlusconi

La Corte d'appello civile di Roma ha respinto per la seconda volta la richiesta di risarcimento danni presentata contro il giornalista Massimo Fini, Marco Travaglio, Peter Gomez e la società editrice de Il Fatto Quotidiano. Al centro della vicenda ci sono sei articoli firmati da Fini nel 2018, in cui Silvio Berlusconi veniva definito "delinquente", "terrorista", "malavitoso" e "pregiudicato", oltre a essere accusato di aver iniziato la propria carriera imprenditoriale grazie a soldi provenienti dalla mafia.

La prima sezione civile della Corte, con il presidente Pinto e il giudice relatore Aversano, ha confermato la sentenza di primo grado emessa nel 2021, ritenendo che quelle espressioni rientrassero nel legittimo esercizio del diritto di critica politica e non configurassero una campagna denigratoria nei confronti dell'ex premier.

Dopo la morte di Silvio Berlusconi, avvenuta nel 2023, il giudizio in appello era stato portato avanti dai cinque figli dell'ex Cavaliere, che ora si vedono condannati a versare altri 10mila euro a titolo di spese legali, in aggiunta a quanto già stabilito in primo grado.

Secondo quanto riportato da Il Giornale, l'avvocata del Fatto Quotidiano, Caterina Malavenda, ha difeso la sentenza definendola un'applicazione rigorosa dei principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di diritto di critica politica. Di segno opposto la lettura dei legali della famiglia Berlusconi, Andrea Di Porto e Fabio Lepri, che hanno annunciato ricorso in Cassazione. Secondo i due avvocati, la sentenza della Corte d'Appello di Roma "non applica in modo corretto i criteri fissati dalla Cassazione per il legittimo esercizio del diritto di critica politica", finendo per legittimare accuse gravi fondate su circostanze non veritiere.

La vicenda giudiziaria si inserisce in un filone già battuto negli anni scorsi dai tribunali italiani riguardo ai rapporti tra libertà di stampa, satira e reputazione dei politici. Un precedente significativo riguarda proprio Marco Travaglio: la Cassazione aveva già respinto un ricorso di Berlusconi relativo a un'intervista del 2001 nel programma Satyricon, condotta da Daniele Luttazzi, ritenendo che si trattasse di legittima cronaca, critica politica e satira.

Nel caso degli articoli di Fini, i giudici hanno ritenuto che le espressioni utilizzate, per quanto dure, si inserissero in un contesto di critica politica generale e non costituissero affermazioni prive di fondamento fattuale, elemento che nella giurisprudenza italiana rappresenta uno dei requisiti per l'esercizio legittimo del diritto di critica anche quando si ricorre a toni aspri o a espressioni forti nei confronti di figure pubbliche.

25 AGOSTO 2026

SLOVACCHIASLOVACCHIA. Perde la cittadinanza per il matrimonio gay, caso all'UE

Un cittadino slovacco ha perso la cittadinanza del proprio Paese - e con essa quella europea - dopo aver sposato il compagno nel Regno Unito. Il caso, riportato da The Slovak Spectator, è ora arrivato contemporaneamente davanti a due corti europee: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo e la Corte di Giustizia dell'Unione Europea di Lussemburgo.

L'uomo, di cui non è stato reso pubblico il nome, è nato in Slovacchia e vive da tempo nel Regno Unito. Nel 2022 ha sposato il proprio partner e, in conseguenza del matrimonio, ha ottenuto la cittadinanza britannica. Secondo una norma slovacca adottata proprio nel 2022, chi acquisisce un'altra cittadinanza tramite matrimonio o residenza permanente può conservare quella slovacca. Il ministero dell'Interno di Bratislava ha però stabilito che questa eccezione non si applica al suo caso, perché la Slovacchia non riconosce i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Di conseguenza l'uomo ha perso sia la cittadinanza slovacca sia, automaticamente, quella dell'Unione Europea.

Assistito dall'avvocato per i diritti umani János Fiala-Butora, l'uomo ha impugnato la decisione sia davanti alla Corte Costituzionale slovacca sia davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) di Strasburgo. Quest'ultima ha ora comunicato il caso alla Slovacchia, il che significa che i giudici hanno condotto un primo esame del ricorso e hanno deciso di chiedere al governo slovacco di esprimere la propria posizione. Secondo quanto riferito dal legale, questo sviluppo è arrivato sorprendentemente in fretta, dal momento che Strasburgo attende di norma la decisione della Corte Costituzionale nazionale prima di procedere alla comunicazione di un caso al governo interessato.

Parallelamente, la Corte Costituzionale slovacca, davanti alla quale il caso pende dal 2024, ha deciso di sospendere il procedimento e di rivolgersi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) con un rinvio pregiudiziale, depositato a Lussemburgo il 12 agosto 2026. La domanda posta ai giudici europei riguarda la compatibilità tra gli articoli 20 e 21 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea - che disciplinano la cittadinanza dell'Unione e la libertà di circolazione - e una normativa nazionale che nega la conservazione della cittadinanza in casi come questo.

La Commissione Europea sta seguendo la vicenda e ha ricordato il principio del primato del diritto dell'Unione su quello nazionale, sottolineando che tutti gli Stati membri hanno l'obbligo di rispettare integralmente le sentenze della Corte di Giustizia. Il caso richiama da vicino una sentenza della CGUE del novembre 2025, relativa a una coppia polacca sposatasi in Germania, con cui i giudici europei hanno stabilito che gli Stati membri non possono rifiutarsi di riconoscere un matrimonio tra persone dello stesso sesso legalmente celebrato in un altro Paese dell'Unione. Quella pronuncia, tuttavia, non impone ai singoli Stati di introdurre il matrimonio egualitario nel proprio ordinamento: si applica ai cittadini europei che hanno esercitato la libertà di circolazione e chiedono che tale status venga riconosciuto anche nel proprio Paese d'origine.

La Slovacchia ha finora mantenuto una linea di aperta resistenza rispetto agli orientamenti della Corte di Lussemburgo. Nel 2025 il Paese ha introdotto una riforma costituzionale che definisce il matrimonio come unione esclusiva tra un uomo e una donna, vieta l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso e la maternità surrogata, e colloca le materie familiari nell'ambito dell'identità costituzionale nazionale. Il caso della cittadinanza revocata si inserisce dunque in un contesto più ampio di scontro tra Bratislava e le istituzioni europee sul riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso.

25 AGOSTO 2026

U.E.U.E.. Privacy digitale nell'euro: come la BCE intende garantire un anonimato paragonabile a quello del contante per i pagamenti elettronici

La Banca Centrale Europea ha definito nel dettaglio l'architettura per la privacy dell'euro digitale, posizionando la valuta digitale della banca centrale (CBDC) come un bene pubblico che privilegia l'anonimato degli utenti. Per i professionisti del settore fintech , questo quadro normativo stabilisce i parametri di riferimento tecnici e regolamentari per la gestione dei dati nella prossima generazione di pagamenti digitali sovrani europei.

Fintechservizi di consulenza

Ciò che è stato annunciato

L'Eurosistema sta progettando l'euro digitale in modo da garantire livelli di privacy paragonabili a quelli del denaro contante, in particolare attraverso una funzionalità offline dedicata. In base a questo modello, i dettagli delle transazioni offline rimarrebbero noti esclusivamente al pagatore e al beneficiario, eliminando la necessità di una connessione internet attiva o della registrazione di dati da parte di terzi durante lo scambio immediato.

Per le transazioni online, il sistema è progettato per garantire che l'Eurosistema non possa collegare direttamente singoli individui alle loro attività di pagamento. I dati elaborati dalla Banca Centrale Europea saranno pseudonimizzati, impedendo l'identificazione di singoli utenti da parte dell'autorità centrale. Il progetto si basa su un modello di accesso ai dati a più livelli: gli intermediari di pagamento, come le banche commerciali , avranno accesso solo ai dati personali minimi necessari per ottemperare agli obblighi legali vigenti dell'Unione Europea, comprese le normative antiriciclaggio (AML) e di contrasto al finanziamento del terrorismo (CFT).

Un pilastro fondamentale dell'annuncio è la restrizione sull'utilizzo dei dati a fini commerciali. L'Eurosistema si è impegnato a non utilizzare mai i dati delle transazioni per scopi commerciali. Inoltre, agli intermediari privati ​​è vietato utilizzare i dati dei clienti per ottenere vantaggi commerciali, a meno che non ottengano il consenso esplicito dell'utente. L'intero quadro normativo sarà regolato dalle normative UE e supervisionato da autorità indipendenti per la protezione dei dati, al fine di garantire il rispetto degli standard globali in materia di privacy.

"I dettagli dei tuoi pagamenti digitali in euro effettuati offline sarebbero noti solo a te e al destinatario. Questa funzionalità unirebbe la comodità dei pagamenti digitali a livelli di riservatezza simili a quelli del contante, senza la necessità di una connessione internet."

Dichiarazione della Banca Centrale Europea.

Le aziende coinvolte

La Banca Centrale Europea (BCE), con sede a Francoforte, funge da banca centrale per i venti Stati membri dell'Unione Europea che hanno adottato l'euro. È l'istituzione centrale dell'Eurosistema, che comprende la BCE e le banche centrali nazionali di tali Stati membri. Insieme, sono responsabili del mantenimento della stabilità dei prezzi e dell'attuazione della politica monetaria in tutta l'area dell'euro.

L'Eurosistema opera come autorità monetaria dell'eurozona, gestendo la transizione verso una valuta sovrana digitale e preservando al contempo l'integrità dell'euro fisico. A differenza dei processori di pagamento privati ​​o delle banche commerciali, l'Eurosistema funziona come un ente pubblico, il che influenza la sua posizione nel considerare l'euro digitale un bene pubblico piuttosto che un'impresa a scopo di lucro. Il progetto dell'euro digitale rappresenta un'iniziativa europea collaborativa, che prevede il coordinamento tra le autorità bancarie centrali e gli organi legislativi dell'UE per garantire l'integrazione della valuta con l'infrastruttura finanziaria esistente, nel rispetto delle rigorose leggi regionali in materia di protezione dei dati.

Personalestrumenti finanziari

Cosa ha riportato FF News in precedenza

FF News ha seguito da vicino l'evoluzione del panorama dei pagamenti europei e le iniziative della BCE. Recentemente abbiamo trattato il tema del predominio del contante come metodo di pagamento più diffuso nell'Eurozona , evidenziando gli ostacoli culturali e pratici che un euro digitale deve superare per raggiungere la parità con la valuta fisica. Anche l'ecosistema tecnologico che ruota attorno alla BCE è stato al centro dell'attenzione, in particolare in occasione del lancio di Pontes da parte di Axiology e della creazione del gruppo di contatto di Appia per promuovere i mercati dei capitali tokenizzati .

Inoltre, la più ampia lotta contro la criminalità finanziaria nella regione è stata messa in evidenza dalle notizie relative al lancio, in Lussemburgo, di un'entità europea di DESILO per contrastare le frodi transistituzionali tramite FHE , uno sviluppo in linea con l'attenzione della BCE sulle tecnologie per la tutela della privacy. Mentre la banca centrale si concentra sui beni pubblici, il settore privato continua ad espandere i servizi di utilità, come dimostra il lancio della rete di lounge aeroportuali premium di Revolut .

Cosa significa

Questo annuncio esercita una pressione significativa sui fornitori di servizi di pagamento privati ​​che si basano sulla monetizzazione dei dati delle transazioni come modello di business fondamentale. Offrendo una privacy "simile al contante" per le transazioni digitali offline, la BCE fissa un livello elevato che i portafogli digitali privati ​​potrebbero faticare a raggiungere pur rimanendo conformi alle direttive antiriciclaggio. La mossa segnala un cambiamento nel dibattito sulle CBDC, che si sposta dalla fattibilità tecnica alla tutela delle libertà civili. Tuttavia, la dipendenza dal "consenso esplicito" per l'utilizzo commerciale dei dati da parte delle banche suggerisce che l'euro digitale non eliminerà completamente la finanza basata sui dati , ma piuttosto riporterà il controllo di tali dati nelle mani del consumatore. Il settore deve ora valutare come sviluppare servizi a valore aggiunto in un contesto in cui il metodo di pagamento di base è intenzionalmente opaco per l'emittente.

(FintecFinanceNews)

25 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Vasto, il Garante Privacy sanziona il Comune per le multe da telecamere

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato il Comune di Vasto, in Abruzzo, con una multa di 5mila euro per violazioni riscontrate nel trattamento dei dati personali tramite il sistema foto-video utilizzato per rilevare le infrazioni ai semafori. Il provvedimento, emesso oltre due mesi fa, è stato riportato dall'ufficio stampa del Consiglio regionale dell'Abruzzo e ripreso da AbruzzoNews24.

L'istruttoria del Garante è partita dal reclamo di un automobilista sanzionato per essere passato con il rosso a un incrocio dotato di sistema photored. Nel corso delle verifiche sono emerse diverse criticità: le informative fornite ai cittadini sul trattamento dei loro dati non erano conformi alla normativa e risultavano difficili da reperire, mentre le indicazioni sui diritti degli interessati erano incomplete. A questo si aggiunge la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati, un documento obbligatorio quando il trattamento comporta rischi elevati per le persone, che il Comune ha redatto in ritardo, quando il sistema di rilevazione era già operativo. La valutazione, inoltre, non riportava una data certa, non era firmata e mancava del parere del Responsabile della protezione dei dati dell'ente. Tra le violazioni contestate c'è anche il mancato oscuramento delle targhe degli altri veicoli ripresi dalle telecamere insieme a quello dell'automobilista sanzionato, un'informazione che non avrebbe dovuto comparire nei fotogrammi utilizzati per l'accertamento dell'infrazione.

Il Garante ha inoltre valutato negativamente la scarsa collaborazione mostrata dal Comune durante l'istruttoria, ritenendo le spiegazioni fornite dall'amministrazione insufficienti a chiudere il procedimento senza sanzione. Oltre alla multa da 5mila euro, l'Autorità ha imposto al Comune di adeguare sia le informative sia la valutazione d'impatto, disponendo come misura accessoria la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito istituzionale.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale e comunale Francesco Prospero, che ha depositato un'interrogazione chiedendo al sindaco di Vasto, Francesco Menna, di riferire in Consiglio comunale sugli adempimenti messi in atto dopo il provvedimento. Nell'interrogazione si chiede di conoscere la data esatta in cui la sanzione è stata notificata al Comune, se l'amministrazione abbia deciso di impugnarla oppure di procedere al pagamento, anche avvalendosi della possibilità di versare l'importo ridotto alla metà. Si chiede inoltre se il riscontro richiesto dal Garante sia già stato trasmesso entro i 30 giorni previsti, e quale ruolo abbia avuto il Responsabile della protezione dei dati durante l'intero procedimento.

25 AGOSTO 2026

BRASILEBRASILE. Multa da 30 milioni di dollari a ByteDance-TikTok per dati dei minori

L'Autorità nazionale brasiliana per la protezione dei dati (ANPD) ha sanzionato ByteDance, la società proprietaria di TikTok, con una multa di circa 153,8 milioni di reais, pari a poco meno di 30 milioni di dollari, per irregolarità nel trattamento dei dati personali di adolescenti tra i 13 e i 18 anni.

Come riporta Reuters, l'autorità brasiliana ha accertato che la controllata locale di ByteDance ha raccolto e trattato i dati personali di adolescenti senza una base giuridica valida, in violazione della Legge Generale per la Protezione dei Dati (LGPD), l'equivalente brasiliano del GDPR europeo. Le criticità sono state riscontrate sia nell'uso della piattaforma senza registrazione, sia negli account effettivamente creati dagli utenti minorenni.

Secondo quanto ricostruito dall'ANPD, TikTok non è riuscita a dimostrare che i meccanismi adottati fossero sufficienti a impedire fin dall'inizio il trattamento irregolare dei dati di bambini e adolescenti. L'indagine ha portato a individuare cinque distinte violazioni della normativa sulla protezione dei dati, e la sanzione complessiva risulta la più alta mai imposta dall'autorità dalla sua istituzione.

Oltre alla multa, l'ANPD ha ordinato a ByteDance di eliminare, entro 60 giorni lavorativi, i dati personali degli adolescenti tra i 13 e i 18 anni iscritti alla piattaforma per i quali non risulti indicato un rappresentante legale adeguato. L'azienda dovrà inoltre informare le terze parti che hanno ricevuto tali dati, presentare un rapporto tecnico firmato dal responsabile della protezione dei dati (il Data Protection Officer) e fornire i log di audit dei propri sistemi a dimostrazione della conformità raggiunta. In caso di mancato adeguamento nei tempi previsti, scatterebbe una sanzione aggiuntiva giornaliera di 137.081 reais, e l'autorità si riserva comunque la possibilità di richiedere una revisione esterna e indipendente qualora la documentazione fornita da ByteDance risultasse insufficiente.

ByteDance ha dieci giorni lavorativi di tempo per presentare ricorso al Consiglio Direttivo dell'ANPD contro la decisione. L'azienda può inoltre ottenere una riduzione del 25% sull'importo complessivo della sanzione se rinuncia al diritto di appello e provvede al pagamento entro 20 giorni lavorativi, portando così la cifra dovuta a circa 115 milioni di reais.

Nel frattempo, l'azienda si è impegnata ad attuare un piano di adeguamento per rafforzare la tutela di bambini e adolescenti sulla piattaforma, che prevede tra l'altro l'applicazione automatica di impostazioni di privacy più restrittive per gli account degli utenti sotto i 16 anni, modificabili solo con l'autorizzazione dei responsabili legali, oltre a un sistema di controllo parentale con filtri sui contenuti più severi. Il Consiglio Direttivo dell'ANPD ha approvato questo piano, ma ne ha condizionato l'attuazione al rispetto delle regole di verifica dell'età previste dallo Statuto Digitale del Bambino e dell'Adolescente, secondo un calendario stabilito dall'agenzia stessa.

Il provvedimento si inserisce in un momento di crescente attenzione delle autorità brasiliane verso le piattaforme digitali e la sicurezza dei minori online. Solo poche settimane fa, infatti, l'ANPD aveva ordinato alla piattaforma Discord di sospendere le funzioni di livestreaming, dopo il timore che una adolescente fosse stata istigata al suicidio durante una diretta. La stessa autorità ha precisato che il caso TikTok non è collegato a quello riguardante Discord.

Va ricordato che non è la prima volta che TikTok finisce nel mirino dei regolatori per la gestione dei dati dei più giovani: nel 2023 l'autorità irlandese per la protezione dei dati aveva inflitto alla piattaforma una multa da 345 milioni di euro per violazioni analoghe relative agli utenti under 13, mentre nel Regno Unito l'Information Commissioner's Office aveva sanzionato l'azienda con una multa da 12,7 milioni di sterline per il medesimo tipo di irregolarità.

25 AGOSTO 2026

USAUSA. Truffa cripto da 24 milioni a Las Vegas: condanna fino a 280 anni

Una giuria federale di Las Vegas ha giudicato colpevole un imprenditore statunitense di aver orchestrato uno schema Ponzi basato su presunti investimenti in criptovalute, costato ad almeno 400 persone un totale di 24 milioni di dollari. Come riporta Las Vegas Review-Journal, l'uomo, Brent C. Kovar, 58 anni, rischia una pena detentiva fino a 280 anni di carcere, il massimo previsto dalla legge per i reati contestati.

Secondo quanto ricostruito dall'ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto del Nevada, Kovar era proprietario della società Profit Connect, attiva da fine 2017 a luglio 2021. L'azienda sosteneva di utilizzare un software di intelligenza artificiale installato su un supercomputer per estrarre criptovalute e verificare le relative transazioni. Sulla base di questa presunta tecnologia, Kovar prometteva agli investitori rendimenti annui fissi compresi tra il 15% e il 30%, oltre a una garanzia di rimborso totale del capitale al 100%.

In realtà, secondo l'accusa, Profit Connect non era mai stata un'attività redditizia e non disponeva di alcuna riserva reale in criptovalute, nonostante Kovar avesse dichiarato agli investitori che l'azienda custodiva centinaia di milioni di dollari in asset digitali. Il denaro raccolto dai nuovi investitori veniva utilizzato per finanziare le spese operative della società, per acquisti personali - tra cui l'abitazione dello stesso imprenditore e regali per i dipendenti - e per rimborsare i primi investitori facendo credere che quei pagamenti derivassero effettivamente dall'attività di mining, secondo il classico meccanismo dello schema Ponzi.

Al termine di un processo durato nove giorni, la giuria ha dichiarato Kovar colpevole di 11 capi d'accusa per frode telematica, due per frode postale e due per riciclaggio di denaro. L'indagine, condotta congiuntamente da FBI, dalla divisione investigativa criminale dell'Agenzia delle Entrate statunitense (IRS) e dall'ispettorato generale della FDIC, aveva portato a un'incriminazione iniziale nel febbraio 2025 che prevedeva un'esposizione massima fino a 330 anni di carcere; il verdetto di condanna su 15 dei capi contestati ha ridotto la pena massima teorica a 280 anni.

La sentenza definitiva sarà pronunciata il 30 novembre dalla giudice distrettuale Jennifer A. Dorsey, che dovrà tenere conto delle linee guida federali sulla determinazione della pena e di altri fattori statutari: la pena effettiva potrebbe quindi risultare significativamente inferiore al massimo teorico, pur continuando a rappresentare, nei fatti, un ergastolo per l'imputato.

Un responsabile dell'ufficio investigativo criminale dell'IRS ha commentato che il verdetto riflette la gravità dello schema messo in piedi da Kovar e l'impatto avuto su centinaia di investitori, sottolineando come chi costruisce operazioni fondate su garanzie false, profitti inventati e riserve inesistenti finisca per minare la fiducia nel sistema finanziario, lasciando le vittime a fronteggiare danni economici concreti.

Il caso si inserisce in un contesto di crescita delle frodi legate agli investimenti in criptovalute negli Stati Uniti, dove le perdite segnalate sono passate da 3,96 miliardi di dollari nel 2023 a 5,8 miliardi nel 2024, fino a superare i 7,2 miliardi di dollari nel 2025, spingendo FBI, SEC e IRS a intensificare le azioni di contrasto.

25 AGOSTO 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. Nuovo sistema di accumulo di energia per la casa che potrebbe ridurre le bollette anche dopo il tramonto

L'azienda di energia pulita EcoFlow ha presentato a Londra, presso la storica Battersea Power Station, la nuova serie Stream di sistemi di accumulo energetico per la casa. Come riporta NationalWorld, l'evento ha riunito clienti, partner commerciali e giornalisti per il debutto ufficiale del prodotto, i cui preordini sono già partiti.

Il sistema si basa su una batteria da 5 kWh abbinata a un microinverter dal formato compatto, pensata per immagazzinare l'energia solare prodotta durante il giorno dai pannelli fotovoltaici e renderla disponibile alle famiglie anche dopo il tramonto. Secondo quanto riferito dalla testata britannica, la nuova generazione di batterie Stream si inserisce nella linea già esistente dell'azienda, che converte l'energia dei pannelli in elettricità utilizzabile in casa, permettendo di conservarla per il momento in cui il sole non è più disponibile.

Il modello di punta, denominato Stream 5000, è descritto come sensibilmente più compatto rispetto a sistemi paragonabili sul mercato, pur offrendo fino a 5.000 W di potenza in ingresso dai pannelli solari e 3.000 W di potenza in uscita in corrente alternata: una capacità sufficiente per alimentare elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie. Il sistema è inoltre pensato per essere scalabile, con la possibilità di aggiungere ulteriori unità di accumulo in base alle esigenze della famiglia, oppure di installare il gateway EcoFlow Stream per supportare anche la ricarica di veicoli elettrici e il funzionamento di pompe di calore.

Tra le funzionalità annunciate figura la modalità "Local Mode", attesa da settembre, che consentirà al sistema di continuare a funzionare e di restare controllabile localmente anche in caso di interruzione della connessione a internet, riducendo così la dipendenza totale dal cloud per la gestione quotidiana dell'energia domestica.

Il lancio londinese arriva in un momento strategico per il mercato britannico: pochi giorni dopo l'evento, nel Regno Unito è entrata in vigore la nuova normativa che consente la vendita di sistemi solari plug-in di base, pensati per un'installazione più semplice rispetto ai tradizionali impianti fotovoltaici. Va precisato però che, al momento, le nuove regole riguardano i pannelli plug-in e non ancora le batterie di accumulo collegabili direttamente a una presa elettrica: il sistema Stream, per essere collegato all'impianto elettrico domestico, necessita comunque dell'intervento di un elettricista qualificato.

Il posizionamento del prezzo, secondo le informazioni circolate contestualmente al lancio, parte da una fascia di preordine scontata per il modello base della serie, con varianti che si differenziano leggermente nel prezzo a seconda della presenza o meno di determinate funzioni integrate.

25 AGOSTO 2026

CINACINA. Shein in Borsa a Hong Kong: cosa cambia per chi compra in Italia

Shein sbarca finalmente in Borsa. Il colosso cinese del fast fashion debutterà il 1° settembre 2026 sulla piazza di Hong Kong, dopo una serie di tentativi falliti a New York e a Londra. L'azienda metterà sul mercato 280 milioni di azioni, con un prezzo compreso tra 47,60 e 49,50 dollari di Hong Kong, puntando a raccogliere fino a 13,86 miliardi di dollari di Hong Kong, pari a circa 1,5-1,77 miliardi di dollari statunitensi. La capitalizzazione attesa è di circa 23 miliardi di euro (tra 26,8 e 27 miliardi di dollari), una cifra che segna un ridimensionamento di circa il 70% rispetto alla valutazione di 98,2 miliardi di dollari raggiunta dall'azienda in un round di finanziamento privato nel 2022.

Tra gli investitori che hanno già sottoscritto quote figurano nomi di peso come Boyu Capital, Tiger Global, General Atlantic, Tencent, Greenwoods, Taikang Life e UBS Asset Management, per un totale di circa 383 milioni di dollari. Il percorso verso la quotazione è stato tutt'altro che lineare: dopo il primo tentativo a New York nel 2020, bloccato dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina, Shein aveva riprovato nel 2022 fermandosi per lo scoppio della guerra in Ucraina, poi ancora nel 2023 a causa di cause legali con marchi americani per presunte imitazioni, e infine nel 2024 con un tentativo a Londra naufragato anche per le inchieste sulle condizioni di lavoro negli stabilimenti. Solo a luglio 2026 Pechino ha dato il via libera definitivo per l'approdo a Hong Kong.

Ma cosa cambia in concreto per i consumatori italiani che ogni giorno acquistano su Shein? Secondo quanto ricostruito, i prezzi potrebbero salire, ma non a causa della quotazione in sé. A pesare saranno piuttosto due fattori normativi già in vigore da luglio 2026: l'abolizione dell'esenzione doganale per i pacchi di valore inferiore a 150 euro e l'introduzione di una nuova tassa fissa di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da fuori Unione Europea. A questo si aggiungono le difficoltà finanziarie dell'azienda, che nel primo trimestre 2026 ha registrato un crollo dei ricavi negli Stati Uniti del 14,3% e una perdita netta di 99 milioni di dollari, contro un utile di 395 milioni nello stesso periodo dell'anno precedente. Una parte consistente di questa perdita è legata a un onere contabile non monetario di 328 milioni di dollari, ma pesano anche il rallentamento della crescita e l'impatto dei nuovi dazi statunitensi.

Sul fronte della qualità dei prodotti, la quotazione in Borsa potrebbe portare a una maggiore trasparenza, dal momento che una società quotata è soggetta a obblighi di rendicontazione più stringenti verso gli investitori e le autorità di vigilanza. Restano tuttavia aperti diversi fronti legali che pesano sull'immagine dell'azienda: gli oneri legali sostenuti da Shein ammontano a circa 80 milioni di dollari, e sul tavolo ci sono un'indagine della Federal Trade Commission statunitense, un procedimento avviato in base al Digital Services Act europeo e diverse controversie sulla privacy in Francia e Irlanda.

Per quanto riguarda le procedure di reso, non sono previste modifiche: le politiche attuali resteranno invariate anche dopo la quotazione. Diverso il discorso sul rischio, paventato da alcuni, di una possibile uscita di Shein dal mercato europeo: un'ipotesi che al momento non trova riscontri concreti, ma che si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte delle autorità comunitarie. Il 17 febbraio 2026 la Commissione europea ha aperto un'indagine formale su Shein riguardo al design delle sue applicazioni, ritenuto potenzialmente in grado di creare dipendenza negli utenti, alla scarsa trasparenza degli algoritmi che regolano le raccomandazioni di acquisto e alla presenza di prodotti illegali venduti sulla piattaforma. Un dossier che riguarda direttamente milioni di consumatori: Shein conta infatti oltre 45 milioni di utenti mensili attivi nell'Unione Europea.

Fonte: Businessonline.it

25 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Come fanno i discount a costare meno e migliorare la qualità

Negli ultimi anni i discount alimentari come Eurospin, Lidl e Aldi hanno smesso di essere percepiti come catene 'di serie B'. Sempre più consumatori italiani scelgono questi punti vendita non solo per risparmiare, ma anche perché la qualità dei prodotti che è cresciuta in modo evidente

Negli ultimi anni i discount alimentari come Eurospin, Lidl e Aldi hanno smesso di essere percepiti come catene "di serie B". Sempre più consumatori italiani scelgono questi punti vendita non solo per risparmiare, ma anche perché la qualità dei prodotti è cresciuta in modo evidente. Come è possibile che i prezzi restino così bassi mentre la qualità migliora? Non si tratta di magia, ma di un modello di business studiato nei minimi dettagli.

Il modello discount non è più quello di una volta

Fino a qualche decennio fa, l'idea di discount evocava scaffali spogli, marchi sconosciuti e una scelta limitata. Oggi la situazione è completamente diversa. Eurospin, Lidl e Aldi hanno investito milioni di euro in ristrutturazione dei punti vendita, ampliamento dell'assortimento e controllo qualità sulle materie prime. Il risultato è un formato commerciale che riesce a competere, e in alcuni casi a superare, la grande distribuzione organizzata tradizionale, pur mantenendo prezzi mediamente più bassi del 20-30%.

Per capire come questo sia possibile bisogna guardare alla struttura stessa del business, che si fonda su tre pilastri fondamentali: l'efficienza logistica, la marca del distributore e la rotazione rapida dei prodotti. Vediamoli uno per uno.

Primo segreto: l'efficienza logistica e i costi operativi ridotti all'osso

Il primo grande segreto dei discount riguarda l'organizzazione interna e la gestione dei costi fissi. A differenza dei supermercati tradizionali, le catene discount lavorano su un modello estremamente snello, pensato per eliminare ogni spreco lungo tutta la filiera.

Punti vendita più piccoli e meno costosi da gestire

I negozi Eurospin, Lidl e Aldi hanno generalmente superfici più contenute rispetto agli ipermercati classici. Questo significa affitti più bassi, minori costi energetici e un numero di dipendenti ridotto per punto vendita. Anche l'allestimento degli scaffali è studiato per essere funzionale: spesso i prodotti restano direttamente negli imballaggi da trasporto, riducendo il tempo necessario al personale per riempire gli scaffali e, di conseguenza, i costi di manodopera.

Filiera corta e accordi diretti con i produttori

Un altro elemento chiave è la scelta di saltare gli intermediari. I discount trattano direttamente con i produttori e con le cooperative agricole, evitando i passaggi che normalmente fanno lievitare il prezzo finale. Questo approccio permette non solo di contenere i costi, ma anche di garantire un maggiore controllo sulla qualità delle materie prime, perché il rapporto diretto con il fornitore consente controlli più stringenti su origine, freschezza e standard produttivi.

Meno pubblicità, meno costi di marketing tradizionale

Se si escludono le campagne stagionali per i prodotti non alimentari, i discount investono relativamente poco in pubblicità rispetto ai colossi della GDO. Il passaparola, la fiducia costruita nel tempo e la presenza sempre più capillare sul territorio fanno gran parte del lavoro, permettendo di destinare le risorse risparmiate al contenimento dei prezzi piuttosto che a spot televisivi e cartelloni pubblicitari.

Secondo segreto: la marca del distributore come strumento di qualità, non solo di risparmio

Il secondo grande segreto riguarda la marca del distributore (MDD), ovvero i prodotti a marchio proprio che rappresentano la stragrande maggioranza dell'assortimento nei discount.

Non più prodotti "di ripiego"

Un tempo la marca del distributore veniva percepita come un'alternativa economica ma qualitativamente inferiore rispetto ai marchi noti. Oggi non è più così. Molti prodotti a marchio Eurospin, Lidl o Aldi vengono realizzati negli stessi stabilimenti che producono per i grandi brand industriali, seguendo gli stessi disciplinari e, in molti casi, con le stesse materie prime. La differenza sostanziale sta nel fatto che il prezzo finale non deve coprire le enormi spese di marketing e branding che i marchi storici sostengono per mantenere la propria visibilità.

Investimenti mirati sulla qualità percepita

Negli ultimi anni Eurospin, Lidl e Aldi hanno investito in linee premium dedicate a prodotti biologici, a filiera controllata o con certificazioni specifiche (per esempio DOP, IGP o a chilometro zero). Questa strategia serve a modificare la percezione del consumatore, dimostrando che il discount può offrire eccellenza qualitativa senza rinunciare alla convenienza. Non è raro trovare all'interno di questi punti vendita prodotti premiati in concorsi di settore o riconosciuti da associazioni di consumatori per il rapporto qualità prezzo.

Un packaging più semplice, ma non per questo meno curato

Un altro aspetto interessante riguarda il packaging. I discount tendono a utilizzare confezioni più semplici ed essenziali, con meno elementi grafici elaborati rispetto ai marchi tradizionali. Questo consente un risparmio sui costi di stampa e progettazione, che si traduce direttamente in un prezzo finale più basso, senza però intaccare la qualità del contenuto.

Terzo segreto: la rotazione rapida e l'assortimento limitato ma mirato

Il terzo pilastro su cui si regge il modello discount è la gestione intelligente dell'assortimento e della rotazione dei prodotti sugli scaffali.

Meno referenze, più efficienza

A differenza dei supermercati tradizionali, che possono arrivare a offrire migliaia di referenze per la stessa categoria merceologica, i discount lavorano con un numero limitato di prodotti per categoria. Questa scelta apparentemente riduttiva porta enormi vantaggi: permette di negoziare volumi di acquisto più grandi con i fornitori, ottenendo condizioni economiche più favorevoli, e riduce drasticamente il rischio di invenduto e sprechi.

La freschezza come priorità strategica

Grazie a una rotazione più rapida delle scorte, in particolare nel reparto freschi e ortofrutta, i discount riescono spesso a garantire prodotti più freschi rispetto a catene con un assortimento molto più ampio. Meno referenze significano anche meno tempo di permanenza dei prodotti nei magazzini e sugli scaffali, un fattore determinante per mantenere alti standard qualitativi soprattutto su frutta, verdura, latticini e prodotti da forno.

Le offerte a tempo e i prodotti non alimentari

Un elemento distintivo, soprattutto per Lidl e Aldi, è la presenza di offerte settimanali a tempo su articoli non alimentari (elettronica, abbigliamento, articoli per la casa, attrezzi da giardino, oggetti da collezione). Questa strategia genera un forte traffico nei punti vendita, aumenta la frequenza di visita dei clienti e permette di ottenere margini interessanti su categorie merceologiche diverse da quella alimentare, contribuendo a mantenere bassi i prezzi sui prodotti di uso quotidiano.

Il ruolo della tecnologia e della digitalizzazione

Un fattore spesso sottovalutato riguarda gli investimenti in tecnologia e digitalizzazione dei processi. Sistemi avanzati di gestione del magazzino, previsione della domanda basata su dati storici e software di ottimizzazione della supply chain permettono ai discount di ridurre gli sprechi e di programmare gli acquisti con maggiore precisione. Questo si traduce in minori costi di gestione delle scorte e, di conseguenza, in prezzi più competitivi per il consumatore finale.

Anche le casse automatiche e i sistemi di pagamento rapido, sempre più diffusi in questi punti vendita, contribuiscono a ridurre i tempi di attesa e i costi legati al personale, liberando risorse da reinvestire su altri fronti.

Qualità certificata: non solo parole

Un aspetto che i consumatori spesso ignorano è quanto i discount investano in certificazioni di qualità e controlli interni. Molte linee di prodotto sono sottoposte a analisi di laboratorio periodiche, sia interne che affidate a enti terzi indipendenti. Le principali catene pubblicano inoltre report di sostenibilità e tracciabilità della filiera, un elemento che negli ultimi anni sta diventando sempre più richiesto dai consumatori attenti non solo al prezzo, ma anche all'origine e alla sicurezza di ciò che portano in tavola.

Perché conviene davvero fare la spesa al discount

Alla luce di questi tre segreti, ovvero efficienza logistica, valorizzazione della marca del distributore e gestione mirata dell'assortimento, risulta chiaro che il basso prezzo dei discount non è sinonimo di bassa qualità, ma il risultato di un modello industriale estremamente ottimizzato. Eurospin, Lidl e Aldi hanno saputo evolvere il proprio posizionamento sul mercato, trasformandosi da alternative economiche a vere e proprie protagoniste della grande distribuzione italiana, capaci di competere anche sul piano della qualità percepita e reale.

(Businessonline.it)

25 AGOSTO 2026

U.E.U.E.. Germania avverte l'Italia: sui dublinanti rischio controlli in tutta Europa

Cresce la tensione tra Roma e Berlino sulla gestione dei richiedenti asilo cosiddetti "dublinanti", cioè le persone che secondo le regole europee dovrebbero essere rimandate nel Paese di primo approdo. Il responsabile per le politiche interne del gruppo parlamentare tedesco Cdu-Csu, Alexander Throm, ha lanciato un avvertimento diretto all'Italia: se il governo di Roma mantiene la propria posizione sui trasferimenti, rischia di far saltare il nuovo Sistema europeo comune di asilo (Geas).

Come riporta Fanpage, Throm ha dichiarato all'agenzia di stampa tedesca Dpa che senza i trasferimenti verso l'Italia la Germania sarebbe costretta non solo a mantenere, ma anche a intensificare i controlli alle proprie frontiere, con il rischio concreto di innescare una "reazione a catena" in altri Paesi europei, mettendo così in discussione la libera circolazione nello spazio Schengen.

La disputa affonda le radici nel nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno 2026, che ha sostituito il precedente Regolamento di Dublino III. Berlino chiede la ripresa dei trasferimenti dei richiedenti asilo verso Italia e Grecia, Paesi di primo ingresso nell'Unione. Il primo caso concreto era previsto per il 19 agosto: si tratta di una ragazza somala di 22 anni, arrivata in Germania dopo essere transitata dall'Italia, il cui rimpatrio nella Penisola era stato programmato per quella data.

Il governo italiano, però, ritiene che tutti i casi di "dublinanti" arrivati prima del 12 giugno 2026 debbano considerarsi azzerati, sulla base di un'intesa bilaterale raggiunta con la Germania nel dicembre 2025. Secondo questa lettura, il nuovo quadro normativo europeo avrebbe di fatto cancellato, a partire dall'entrata in vigore del Patto, il numero di casi che Berlino può ancora chiedere a Roma di riprendere in carico.

Non solo: l'Italia, per voce del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ha fatto sapere che se la Germania insiste sulle proprie rivendicazioni relative ai dublinanti, Roma metterà sul tavolo anche il tema dei migranti sbarcati in Italia dalle navi delle organizzazioni non governative che battono bandiera di altri Paesi dell'Unione europea, in gran parte proprio tedesche. Una forma di compensazione politica che, pur non essendo prevista dal nuovo Patto europeo, il governo italiano vorrebbe utilizzare per chiudere la partita con Berlino.

Lo scontro si intreccia anche con la linea più dura adottata dal Viminale nei confronti delle organizzazioni non governative impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo. Negli ultimi giorni le autorità italiane hanno disposto un nuovo fermo nei confronti di una nave dell'Ong tedesca Sea Watch, approdata nel porto di Napoli lo scorso 13 agosto con a bordo sei migranti soccorsi in acque internazionali di competenza libica: secondo Roma l'imbarcazione non avrebbe rispettato gli obblighi di legge, consegnando i naufraghi alla Guardia costiera libica.

Il vicepremier Matteo Salvini ha già escluso che l'Italia possa accettare il ritorno dei dublinanti mentre le Ong tedesche continuano a sbarcare migranti nei porti italiani. La vicenda arriva alla vigilia di un confronto diretto tra Piantedosi e il suo omologo tedesco Alexander Dobrindt, mentre il governo tedesco, attraverso il portavoce del cancelliere Friedrich Merz, Stefan Kornelius, ha provato nei giorni scorsi a minimizzare le tensioni, negando l'esistenza di uno scontro aperto tra i due Paesi.

25 AGOSTO 2026

USAUSA. Trump pronto a revocare 200mila visti a chi chiede asilo negli USA

L'amministrazione Trump si prepara a cancellare i visti per affari e turismo, le categorie B1 e B2, rilasciati tra il 2016 e il 2026 a circa 200.000 stranieri che hanno presentato o stanno presentando domanda di asilo negli Stati Uniti. Come riporta l'agenzia Al Jazeera, che cita documenti del Dipartimento di Stato e due funzionari statunitensi, se il piano venisse attuato si tratterebbe della più grande revoca di massa di visti nella storia degli Stati Uniti.

Il Dipartimento di Stato dovrebbe annunciare il provvedimento nelle prossime settimane, in coordinamento con il Department of Homeland Security. Il portavoce Tommy Pigott ha spiegato l'obiettivo dell'operazione: "Stiamo coordinandoci con il DHS per individuare e revocare i visti non-immigranti di stranieri che sono arrivati negli Stati Uniti dichiarando di essere visitatori a breve termine, ma che poi presentano domanda di asilo per restare qui in modo permanente".

I visti B1 vengono normalmente rilasciati per viaggi d'affari, mentre i B2 coprono turismo, visite a familiari e cure mediche. Chi richiede questi visti deve dichiarare di non avere intenzione di chiedere asilo negli Stati Uniti e dimostrare di voler tornare nel proprio paese d'origine.

Il vicesegretario di Stato Christopher Landau è intervenuto sui social per motivare la stretta: "Le persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo sono stufe delle false richieste di asilo", ha scritto su X, aggiungendo che l'asilo non dovrebbe essere una scappatoia per aggirare le leggi sull'immigrazione, ma una tutela riservata a chi è realmente perseguitato.

Secondo i funzionari citati dall'Associated Press, la revoca del visto non comporterebbe un'espulsione immediata. Chi ha già una domanda di asilo pendente perderebbe lo status di viaggiatore per affari o turismo, ma verrebbe riclassificato in un'altra categoria mentre la procedura prosegue il suo corso. Il portavoce Pigott non ha voluto confermare il numero esatto di visti che finiranno revocati, spiegando che il processo sarà continuo e che le cifre "restano dinamiche" perché le revoche avverranno "su base progressiva".

Il provvedimento si inserisce in una più ampia stretta sull'immigrazione avviata dal presidente Donald Trump durante il suo secondo mandato. Il Dipartimento di Stato ha già inasprito i requisiti per i richiedenti visto, imponendo la comunicazione della cronologia sui social media, il versamento di cauzioni onerose per l'elaborazione delle pratiche e il divieto assoluto di rilascio per i cittadini di alcuni paesi. Negli ultimi 18 mesi il Dipartimento ha già revocato circa 175.000 visti.

La misura, qualora confermata, dovrebbe affrontare probabilmente contestazioni legali. Non è un caso isolato: solo pochi giorni fa, un giudice federale di New York ha bocciato un altro provvedimento dell'amministrazione Trump che tentava di bloccare il rilascio di visti ai cittadini di 75 paesi, molti dei quali in Africa, Asia e America Latina, giudicando priva di fondamento giuridico la motivazione addotta dal segretario di Stato Marco Rubio.

25 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Rsa Mantova e Cremona: 11.492 domande in lista d'attesa nel 2025

Nel territorio mantovano e cremonese la ricerca di un posto in Rsa per un anziano non autosufficiente si fa sempre più difficile. Come riporta la Gazzetta di Mantova, il nuovo report della Fnp Cisl Lombardia sulla non autosufficienza fotografa una situazione critica per le famiglie che devono trovare una sistemazione per i propri congiunti anziani.

Il documento, che analizza i dati delle 738 Rsa lombarde con un focus specifico sulle singole Ats, prende in esame nel dettaglio il territorio dell'Ats Val Padana, che comprende le province di Mantova e Cremona. Qui operano 87 Rsa, di cui 81 private e 6 pubbliche, per un totale di 8.078 posti letto autorizzati, in leggero calo rispetto agli 8.093 dell'anno precedente. Crescono invece i posti letto accreditati, saliti da 7.763 a 7.819, mentre restano sostanzialmente stabili quelli contrattualizzati, cioè quelli per cui Regione Lombardia copre parte della spesa: 6.957 contro i 6.963 del 2024.

Il dato più allarmante riguarda però le liste d'attesa. Nel 2025 le domande registrate nelle Rsa dell'Ats Val Padana sono salite a 11.492, contro le 9.046 dell'anno precedente: un incremento di 2.446 domande, pari al 27%. La Fnp Cisl precisa che una stessa persona può presentare domanda in più strutture, quindi il numero non corrisponde esattamente a quello degli anziani in attesa. Resta comunque il fatto che la pressione sul sistema di assistenza alla terza età sta crescendo, in un territorio dove la quota di over 65 sulla popolazione ha ormai raggiunto il 25,11%.

Sul fronte dei costi, le famiglie devono fare i conti con rette medie mensili comprese tra 1.900 e oltre 2.000 euro per un posto ordinario, che possono arrivare fino a 2.800 euro per i cosiddetti posti solventi, interamente a carico dei nuclei familiari. Cifre che non tutti i pensionati e le loro famiglie riescono a sostenere, con l'alternativa non semplice di assistere l'anziano in casa.

Ai costi elevati si aggiungono i tempi di attesa: per l'ingresso di un anziano non autosufficiente occorrono in media dai tre ai sei mesi, con punte che possono superare l'anno nei casi più critici. Un quadro complessivo che, a livello regionale, vede la Lombardia con 121.830 richieste inevase, con Brescia al primo posto per numero di domande (quasi 29mila) seguita da Milano (17.800) e con Pavia in coda con meno di 7mila.

Cesira Chittolini, segretaria generale della Fnp Cisl Asse del Po, ha sottolineato che le famiglie si trovano ad affrontare un doppio problema, tra rette sempre più difficili da sostenere e tempi di attesa incompatibili con i bisogni di chi non è più autosufficiente. Gli anziani, ha aggiunto, sono sempre più numerosi, ma l'offerta residenziale non cresce con lo stesso ritmo.

25 AGOSTO 2026

USAUSA. Il 17% di maggiorenni fuma cannabis

Secondo un nuovo sondaggio Gallup, un numero record di adulti statunitensi fuma marijuana, mentre il consumo di sigarette è ai minimi storici.

Il sondaggio, pubblicato lunedì, mostra che il 17% degli americani di età superiore ai 18 anni fuma cannabis, più del doppio rispetto al 7% che dichiarava di fumare marijuana quando Gallup pose per la prima volta la questione nel 2013.

Inoltre, secondo il sondaggio, il 15% degli adulti americani consuma prodotti alimentari a base di marijuana.

Al contrario, solo l'11% degli adulti statunitensi ha dichiarato di aver fumato sigarette tradizionali nell'ultima settimana. Il 9% ha affermato di aver utilizzato sigarette elettroniche contenenti nicotina negli ultimi sette giorni, mentre il 4% ha utilizzato bustine di nicotina.

Per quanto riguarda la cannabis, Gallup ha affermato che il sondaggio ha rilevato che "gli americani sono quasi equamente divisi sugli effetti della marijuana sulla maggior parte dei consumatori": il 47% afferma che ha un effetto molto o abbastanza positivo e il 46% afferma che il suo impatto è molto o abbastanza negativo.

Gli adulti di età compresa tra i 30 e i 49 anni sono i più propensi a fumare marijuana, con un quarto (25%) che dichiara di farlo. Tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, il 23% fuma cannabis.

Sebbene gli uomini siano più propensi delle donne a fumare marijuana, il contrario si verifica quando si tratta di consumare prodotti alimentari a base di cannabis.

L'anno scorso, un sondaggio Gallup separato ha rilevato che la maggioranza degli americani rimane favorevole alla legalizzazione della marijuana, ma che tale sostegno ha subito un leggero calo rispetto al 2024, una tendenza "guidata dai repubblicani" che si stanno schierando contro la riforma.

Complessivamente, il 64% degli americani è favorevole alla fine del proibizionismo sulla cannabis, secondo il sondaggio, un dato inferiore di 4 punti percentuali rispetto ai risultati dell'anno precedente. Il sostegno alla legalizzazione tra i repubblicani è calato di 13 punti percentuali, attestandosi al 40%, il livello più basso registrato in questo gruppo nell'ultimo decennio, ha affermato Gallup.

Nel frattempo, l'ultimo sondaggio Gallup conferma che sempre più adulti americani stanno scegliendo la marijuana come alternativa alle sigarette e, in alcuni casi, all'alcol.

Un'analisi dei dati del National Survey on Drug Use and Health (NSDUH), un'indagine federale statunitense sull'uso di droghe e sulla salute, pubblicata lo scorso anno, ha mostrato che oggi negli Stati Uniti sono più i consumatori di marijuana che i fumatori di sigarette, in un contesto di mutamento nella percezione dei rischi associati alle due sostanze.

Il mese scorso, nuovi dati del NSDUH hanno mostrato che gli americani sono ora più propensi a consumare marijuana quasi ogni giorno rispetto a fumare sigarette o bere alcolici quotidianamente.

Gallup, dal canto suo, ha già pubblicato in precedenza risultati che dimostrano come gli adulti americani siano più propensi a fumare marijuana che sigarette di tabacco .

Uno studio pubblicato questo mese ha rilevato che le persone che consumano bevande contenenti THC e a base di cannabis finiscono per bere meno alcol .

Nonostante l'aumento generale del consumo di marijuana tra gli adulti, il consumo di cannabis tra gli adolescenti è ora inferiore rispetto a prima che alcuni stati iniziassero a legalizzarla , nonostante i timori degli oppositori della riforma.

L'indagine nazionale sull'uso di droghe e sulla salute (NSDUH) del 2025, pubblicata il mese scorso, mostra che l'8,7% delle persone di età compresa tra i 12 e i 17 anni ha fatto uso di marijuana nell'ultimo anno. Si tratta di un calo rispetto al 14,2% del 2011, l'anno precedente alla legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo nei primi stati degli Stati Uniti.

(Marijuana Moment del 24/08/2026)

25 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Per i giovani mangiare bene è una priorità ma il tempo resta il principale ostacolo

Dalla gestione del tempo alla pianificazione dei pasti, fino alla ricerca di idee semplici da portare in tavola: quando si affacciano a una maggiore autonomia, molti giovani si trovano a dover conciliare alimentazione e vita quotidiana con nuove responsabilità.

L’alimentazione equilibrata tra intenzioni e quotidianità

Per comprendere meglio abitudini, ostacoli e bisogni legati alla preparazione dei pasti tra studenti universitari e famiglie, Cosori, brand del gruppo VeSync attivo nel settore degli elettrodomestici, ha realizzato una nuova indagine in cinque Paesi europei, tra cui l’Italia, che offre uno spaccato sul rapporto tra giovani, cucina e alimentazione equilibrata.

Giovani italiani tra voglia di mangiare bene e poco tempo

In Italia emerge una forte attenzione verso il benessere a tavola: l’80% degli intervistati considera infatti prioritaria un’alimentazione equilibrata. Nella pratica quotidiana, però, non sempre è facile trasformare questa intenzione in un’abitudine costante: per il 77% il principale ostacolo è la mancanza di tempo, mentre oltre la metà del campione, il 55%, dichiara di avere poche idee e poca ispirazione quando si tratta di decidere cosa portare in tavola tutti i giorni.

L’attenzione verso la qualità dell’alimentazione rimane elevata anche tra gli universitari: l’80% la considera una priorità e il 73% si sente abbastanza o molto sicuro nella preparazione autonoma di pasti bilanciati.

Contrariamente a uno dei luoghi comuni più diffusi sulle nuove generazioni, la cucina continua a occupare un ruolo importante nella quotidianità dei giovani: l’87% degli studenti dichiara infatti di cucinare da zero almeno due o tre volte alla settimana.

Anche il ricorso al takeaway e al delivery appare più contenuto rispetto ad altri mercati europei: solo il 40% degli studenti italiani dichiara di ordinare pasti pronti almeno una volta alla settimana, contro il 53% in Germania, il 54% nel Regno Unito e il 58% in Francia.

Se da un lato non manca la volontà di cucinare e mangiare bene, dall’altro emerge il bisogno di soluzioni pratiche che aiutino a conciliare alimentazione e vita quotidiana. Non a caso, il 91% degli intervistati ritiene che ricette semplici e veloci possano aiutare a mantenere più facilmente buone abitudini alimentari.

“L’inizio dell’università è uno dei momenti più significativi nella vita di un giovane. Chi riesce a costruire solide basi per abitudini sane in questa fase ne trarrà beneficio ben oltre gli anni degli studi”, afferma Leigh Ann Bauman, nutrizionista di Cosori.

Le tre regole per mangiare bene anche con poco tempo

Secondo Leigh Ann Bauman, nutrizionista di Cosori, bastano alcune semplici accortezze per rendere più facile la gestione dei pasti e mantenere un’alimentazione equilibrata anche con poco tempo a disposizione.

Puntare sull’equilibrio, non sulla perfezione

Un semplice schema per comporre il piatto può rendere più facile seguire un’alimentazione equilibrata senza dover contare le calorie: l’ideale è che circa metà del piatto sia composta da frutta e verdura, un quarto da proteine e un quarto da cereali. Si tratta di un approccio flessibile, adattabile ai pasti preparati in casa, alle cucine condivise o anche al cibo consumato in mensa.

Cucinare una volta e mangiare più volte

Preparare ingredienti versatili una o due volte alla settimana può facilitare il mantenimento di un’alimentazione sana anche durante le giornate più intense. Verdure e fonti proteiche possono essere cucinate in anticipo e poi combinate in modi diversi nel corso della settimana, consentendo di risparmiare tempo e riducendo la tentazione di ordinare cibo all’ultimo momento.

Rendere le scelte sane quelle più semplici

Avere sempre a portata di mano opzioni pratiche come frutta, frutta secca, yogurt, hummus o snack a base di cereali integrali può aiutare a fare scelte alimentari più salutari, soprattutto durante le giornate più impegnative e i periodi di studio intenso.

(FoodAffairs.it)

25 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Gli investimenti nelle ristrutturazioni edilizie

Come una pallina arrivata in fondo al proprio piano inclinato, la caduta degli investimenti nelle ristrutturazioni edilizie agevolate dal fisco sembra essersi fermata nel 2026. Da gennaio a maggio gli italiani hanno ordinato bonifici per 10,25 miliardi di euro. Certo, siamo lontani dai record della stagione del superbonus. Ma il flusso dei pagamenti verso le imprese e i professionisti, nei primi cinque mesi, è stato del 4,6% più alto rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono numeri che Il Sole 24 Ore del Lunedì ha ricavato dal Bollettino delle entrate tributarie, pubblicato dalle Finanze. E che ci permettono di capire a che punto siamo oggi. È come se, una volta eliminati i lavori indotti dai bonus al 90% e al 110%, fosse emerso uno zoccolo duro di interventi. Pensiamo alle manutenzioni deliberate in condominio - magari perché indifferibili - per le quali si dà mandato all’amministratore di eseguire «la pratica per la detrazione». Oppure alle ristrutturazioni delle case appena acquistate per andarci a vivere.

25 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Iscrizione anagrafe di stranieri: 440mila all'anno

Le nuove iscrizioni all’anagrafe italiana provenienti dall’estero sono circa 440mila ogni anno, ma in appena un triennio è cambiata sensibilmente la loro provenienza. I nuovi residenti da oltreconfine – sono 328mila quelli acquisiti, al netto delle uscite, tra il 2023 e il 2025 nei 106 capoluoghi – sostengono così il bilancio migratorio del nostro Paese. A trainare la crescita è il Bangladesh, che ha conquistato il primato come singolo Paese di provenienza in assoluto (in tutto 37.494 nuove iscrizioni nel 2025, +44,3% nel triennio). Seguono gli arrivi dal Marocco, balzati in appena due anni da 21.223 a 36.425 (+71,6%). Nel 2025 i due Paesi da soli hanno quindi generato quasi 74mila iscrizioni anagrafiche dall’estero, circa una ogni sei.

24 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Il sindaco abruzzese della benzina pubblica scontata a 1,75 euro al litro: 'Acquisto il carburante e lo vendo a prezzo di costo. E c’è la fila'

Camillo D’Angelo è il sindaco di Valle Castellana (Teramo), paesino abruzzese di 800 abitanti: “Il distributore non era più conveniente e rischiava la chiusura, così lo ha rilevato il Comune. Siamo passati da 75.000 euro di entrate nel 2024 a 500mila nel 2025. E le previsioni 2026 sono migliori”

È dal 2022 che l’unico distributore di carburanti di Valle Castellana, comune abruzzese di circa 800 abitanti situato a due passi dal confine con la provincia di Ascoli Piceno, è stato rilevato dall’amministrazione comunale per calmierare i prezzi di benzina e diesel. Solo ora, però, la scelta coraggiosa del sindaco Camillo D’Angelo, attualmente anche presidente della Provincia di Teramo, sta diventando molto popolare a causa del caro carburanti che affligge l’intero territorio nazionale.

Sindaco D’Angelo, il vostro è un distributore che va in controtendenza?

“Diciamo che è nato tutto per una esigenza reale, e ora è diventata una opportunità, tanto che diversi comuni come quello di Castelli, sempre in provincia di Teramo, ci hanno chiesto come attivare l’iter per seguire il nostro esempio”.

Tutto nasce dall’esigenza di non far scomparire l’unica area di servizio della zona?

“É vero. Dopo il sisma e con lo spopolamento delle aree interne, il distributore non era più economicamente conveniente e rischiava la chiusura. In questo caso si sarebbe perso un altro servizio essenziale costringendo anche chi aveva solo la necessità di una tanica di gasolio per gli attrezzi agricoli a recarsi ad Ascoli facendo 40 minuti di auto. Abbiamo così pensato di rilevarlo come amministrazione comunale, acquistando direttamente il carburante e vendendolo al prezzo di costo. Il risparmio per i consumatori è stato subito evidente a volte anche oltre i 20 centesimi al litro. In questo momento la benzina la vendiamo a 1,75 euro al litro e il gasolio a 1,89 per la soddisfazione dei residenti, ma anche dei pendolari, degli operai delle imprese che stanno ricostruendo dopo il sisma e per i turisti. Ci sono tanti ascolani e teramani che vengo a farsi una passeggiata nei nostri boschi anche a caccia di funghi e tartufi, e in autunno per le castagne, che ne approfittano per fare il pieno”.

Quindi è vero che c’è stato un aumento degli affari?

“Siamo passati da 75.000 euro di entrate del 2024 a 500.000 del 2025 e le previsioni per il 2026 sono ancora migliori perché c’è stata una grande riscoperta della montagna durante l’estate e abbiamo avuto molti più turisti, anche stranieri”.

I costi per l’amministrazione quali sono?

“La luce e la manutenzione dell’impianto che è un self-service quindi non c’è personale. Abbiamo installato un importante impianto di video sorveglianza, ma per il resto dobbiamo solo acquistare il carburante e distribuirlo al prezzo di costo, senza guadagno naturalmente”.

Sui social la chiamano la ‘benzina del sindaco’ e sta facendo il giro d’Italia: un nome che rende bene l’idea?

“In realtà avrei voluto fare molto di più, come creare una card per calmierare ulteriormente più i prezzi per i residenti, ma non è stato possibile. Così ho pensato assieme ai servizi sociali del Comune, di attivare una carta prepagata da consegnare alle famiglie in difficoltà, da 500 e 1.000 euro, per fare carburante nel nostro distributore. Un modo per dare un ulteriore mano a chi ha scelto di continuare a vivere a Valle Castellana anche dopo il terremoto che è stato devastante anche per noi che siamo a due passi da Amatrice”.

(Valerio Rosa su Il Resto del Carlino del 24/08/2026)

24 AGOSTO 2026

COLOMBIACOLOMBIA. Narcotraffico e furti di carburante. Presidente De la Espriella

Il presidente della Colombia, Abelardo de la Espriella, ha denunciato una "allarmante" trama di contrabbando di idrocarburi sottratti alla compagnia statale Ecopetrol, in gran parte usato per i processi di sintesi della droga, reclamando un intervento "contundente" delle forze di sicurezza. "L'informazione che sto ricevendo sul furto di combustibili e greggio in Colombia e' assolutamente allarmante e richiede una risposta immediata e contundente dello Stato", ha detto De la Espriella in un messaggio pubblicato sul proprio profilo X. Si parla di circa 123.700 barili di prodotti raffinati sottratti ogni mese alla compagnia energetica: "se si dovesse mantenere questo ritmo, staremmo parlando di oltre 1,5 milioni di barili all'anno, con pedite di oltre 500 miliardi di peso a Ecopetrol, ovvero alla nazione", ha detto il presidente. Furti peraltro concentrati su un solo oleodotto, quello che trasporta le benzine dalla citta' costiera settentrionale di Santa Marta all'interno del Paese.

Ma c'e' "un elemento aggiuntivo che rende questa situazione ancora piu' grave", assicura De la Espriella: "questi carburanti vengono utilizzati come materie prime nella lavorazione illegale della cocaina. Per questo motivo dobbiamo stabilire quale parte del carburante rubato finisca nelle reti del traffico di droga e quali organizzazioni siano coinvolte nel suo acquisto e trasporto". Se confermata l'informazione non saremmo solo "dinanzi a un gigantesco furto nei confronti di Ecopetrol, ma a una catena cirminale che mette in contatto il furto di idrocarburi con il narcotraffico e il finanziamenrto di organizzazioni armate terroristiche", ha aggiunto il capo dello Stato secondo cui il trasporto del materiale avviene con "carovane della morte", con fino a 600 veicoli.

"Voglio un'operazione congiunta delle Forze Armate e della Polizia Nazionale, coordinata con Ecopetrol, la Procura e le altre autorita' competenti, per contrastare in modo globale questa economia criminale", ha aggiunto. "Non voglio che ci limitiamo a perseguire solo chi perfora il tubo. Bisogna smantellare l'intera catena: chi finanzia, chi ruba, chi immagazzina, chi trasporta, chi scorta, chi acquista e chi commercializza; e, soprattutto, determinare quale quantita' finisca nelle strutture del narcotraffico e chi ne siano i destinatari finali".

(Agenzia Nova)

24 AGOSTO 2026

U.E.U.E.. Auto elettrica, vendite in crescita

L'Ue preme sull'acceleratore nella corsa all'auto elettrica. È quanto emerge dai dati raccolti da Reuters, che fotografano un incremento delle vendite di vetture a batteria del 40,5% nel primo semestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che dimostrano che i veicoli elettrici stanno diventando, a tutti gli effetti, il nuovo mainstream europeo.

24 AGOSTO 2026

NUOVA ZELANDANUOVA ZELANDA. Legge per vietare i social ai minori di 16 anni

Il governo neozelandese, guidato dal primo ministro Christopher Luxon, ha presentato in Parlamento un disegno di legge che vieta l'accesso ai social media ai minori di 16 anni. Come riporta Punto Informatico, il provvedimento, denominato Online Safety Bill, segue l'esempio dell'Australia, dove una legge analoga è in vigore dal 10 dicembre 2025. Diversi studi indipendenti e lo stesso report pubblicato dal governo australiano segnalano però che l'efficacia della norma è limitata, perché molti minorenni riescono comunque ad accedere ai social poiché la verifica dell'età spesso non funziona o non è stata ancora implementata.

Nonostante questi limiti, l'esecutivo di Wellington ha deciso di procedere comunque. Il testo riguarda piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat, che dovranno verificare l'età degli utenti utilizzando le informazioni già disponibili sugli account oppure ricorrendo a metodi come la scansione del volto o il caricamento di un documento di identità digitale. La legge si estende anche ai chatbot basati sull'intelligenza artificiale, mentre restano escluse le piattaforme di messaggistica come WhatsApp, i giochi online come Roblox e le applicazioni di AI a scopo produttivo, tra cui ChatGPT, Gemini e Copilot.

Le piattaforme interessate dovranno inoltre effettuare una valutazione dei rischi legati al proprio servizio e spiegare come intendono identificarli e ridurli. In caso di violazione degli obblighi previsti, le sanzioni potranno arrivare fino al 10% del fatturato globale dell'azienda coinvolta. Non sono invece previste sanzioni dirette per genitori o minori.

Luxon ha motivato la scelta citando dati secondo cui un ragazzo su tre, tra i 13 e i 17 anni, trascorre già oggi almeno cinque ore al giorno sui social media, con conseguenze negative su salute mentale, sonno, vita familiare e rendimento scolastico. "Non possiamo assolutamente accettare il danno che viene arrecato a una generazione di bambini neozelandesi", ha dichiarato il premier.

Il percorso parlamentare del provvedimento resta però incerto. La coalizione di governo neozelandese è composta da tre partiti - National, New Zealand First e ACT Party - ma soltanto il National, il partito dello stesso Luxon, sostiene il disegno di legge. Gli altri due alleati di governo hanno fatto sapere che non lo voteranno, per cui l'eventuale approvazione dipenderà dal sostegno dei parlamentari dell'opposizione. Il testo sarà comunque discusso dal nuovo Parlamento che uscirà dalle elezioni del 7 novembre.

24 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Belluno, allarme Comuni: sempre più anziani non pagano le rette Rsa

Nella provincia di Belluno cresce l'allarme per il numero di anziani che non riescono più a pagare le rette delle case di riposo. Come riporta il Corriere delle Alpi, il sostegno agli anziani indigenti sta diventando un problema sempre più difficile da gestire per i Comuni del territorio, che ogni anno vedono aumentare il numero di cittadini anziani non autosufficienti dal punto di vista economico. Le rette delle Rsa (le residenze sanitarie assistenziali) pesano in misura crescente sui bilanci comunali. Gli enti locali sono infatti chiamati per legge a intervenire quando un cittadino residente non ha i mezzi economici sufficienti per sostenere i costi della struttura in cui è ospitato: un obbligo che, con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento del costo della vita, si sta traducendo in una spesa sempre più pesante per le casse pubbliche locali. Il quotidiano bellunese segnala che il fenomeno non è isolato ma riguarda un numero crescente di municipalità della provincia, dove il numero di anziani sostenuti economicamente dai Comuni aumenta di anno in anno. Una tendenza che, secondo quanto emerso, rischia di mettere in seria difficoltà i bilanci comunali, già alle prese con risorse limitate e una popolazione sempre più anziana rispetto alla media regionale. La conseguenza più temuta è che, per far fronte a questi costi crescenti, i Comuni possano essere costretti a tagliare altri servizi rivolti alla cittadinanza, in un territorio montano dove le difficoltà demografiche e la carenza di posti letto nelle strutture residenziali si sommano da tempo alle tensioni sui bilanci delle Rsa e delle amministrazioni locali.

24 AGOSTO 2026

MESSICOMESSICO. Governatore di Sinaloa accusato di narcotraffico, torna e lascia in 34 ore

Il governatore dello stato messicano di Sinaloa, Rubén Rocha Moya, 77 anni, esponente del partito Morena, è tornato in carica venerdì 21 agosto dopo oltre tre mesi di licenza, respingendo come false le accuse statunitensi che lo collegano al Cartello di Sinaloa. Ma il suo ritorno è durato appena 34 ore: sabato ha già chiesto al Congresso locale una nuova licenza a tempo indeterminato, approvata domenica dall'assemblea legislativa dello stato.

L'incriminazione, resa pubblica il 29 aprile dalla Procura federale del Distretto Sud di New York, coinvolge Rocha Moya insieme ad altri nove funzionari messicani attuali ed ex, tra cui un senatore in carica. Come riporta l'agenzia Associated Press, l'accusa sostiene che il gruppo abbia protetto membri del cartello in cambio di tangenti, mentre questi trafficavano fentanyl, eroina, cocaina e metanfetamine verso gli Stati Uniti. Il caso rappresenta l'azione pubblica più rilevante dell'amministrazione Trump contro quella che definisce corruzione istituzionale al servizio dei cartelli messicani, e ha alimentato nuove tensioni tra Washington e Città del Messico.

Al momento del suo rientro, Rocha Moya aveva dichiarato che la Procura generale messicana non aveva trovato prove a sostegno della sua partecipazione a condotte criminali, presentandosi come tornato "a testa alta". La sua difesa non è però bastata a placare le reazioni all'interno del suo stesso partito: il rientro ha scatenato un'ondata di critiche da parte di governatori, senatori e altre figure di primo piano di Morena, compresa la presidente Claudia Sheinbaum.

Sheinbaum, pur senza mai nominarlo direttamente, ha scritto sui social che nessun interesse personale può mai anteporsi agli interessi del popolo e della nazione, aggiungendo che il Messico merita funzionari pubblici consapevoli che le cariche sono temporanee, mentre la responsabilità verso la nazione è permanente. La rapida marcia indietro di Rocha Moya ha dimostrato l'autorità che la presidente esercita sul partito Morena, mentre cerca di mantenere un equilibrio delicato con il presidente statunitense Donald Trump, che sostiene come i cartelli controllino il Messico e ha più volte offerto assistenza militare statunitense per combatterli.

Sheinbaum ha comunque negato di aver protetto Rocha Moya, pur respingendo la richiesta di Washington di arrestare ed estradare gli imputati senza prove ritenute credibili, insistendo che qualsiasi procedimento giudiziario debba svolgersi in Messico. Il Ministero dell'Interno messicano ha definito il rientro in carica del governatore una decisione personale, precisando che le indagini della Procura generale sui dieci funzionari citati dal Dipartimento di Giustizia statunitense restano aperte.

Il Congresso dello stato di Sinaloa ha approvato all'unanimità la nuova licenza a tempo indeterminato del governatore e dovrà ora individuare chi assumerà la guida ad interim dell'esecutivo statale, come già avvenuto durante la precedente assenza durata 112 giorni. Tra i nomi circolati per l'incarico provvisorio figura quello dell'attuale segretaria generale di Governo, che aveva già ricoperto il ruolo durante la prima assenza di Rocha Moya.

24 AGOSTO 2026

AMERICHE. DEA: funzionari messicani di alto livello aiutano il cartello CJNG

Il direttore dell'agenzia antidroga statunitense DEA, Terry Cole, ha accusato pubblicamente alcuni funzionari governativi messicani di alto livello di collaborare direttamente con il Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG), una delle organizzazioni criminali più violente e potenti del Messico. Le dichiarazioni sono arrivate domenica 23 agosto durante un'intervista alla giornalista Ilia Calderón per il programma "Esta Semana" di Univisión N+, realizzata a margine della Conferenza Internazionale per il Controllo delle Droghe (IDEC) tenutasi a Buenos Aires.

Come riporta El Universal, Cole ha collegato le sue accuse a un'incriminazione recentemente resa pubblica negli Stati Uniti, che a suo dire dimostrerebbe l'esistenza di corruzione all'interno di apparati governativi messicani. Il capo della DEA ha rivelato che circa due settimane prima dell'intervista le autorità statunitensi avrebbero già avvertito formalmente i funzionari messicani sospettati di collaborare attualmente con il CJNG. Cole non ha però reso pubblici i nomi dei presunti collaboratori, sostenendo che le indagini restano aperte.

Nella stessa intervista il direttore della DEA ha confermato che l'attuale priorità numero uno dell'agenzia è Juan Carlos Valencia González, conosciuto con gli pseudonimi "El 03" o "El Pelón", indicato dalle autorità statunitensi come il nuovo capo del CJNG dopo la morte del precedente leader Nemesio Oseguera Cervantes, alias "El Mencho", ucciso il 22 febbraio scorso durante un'operazione delle forze armate messicane a Tapalpa, in Jalisco. Valencia González è il figliastro di Oseguera Cervantes: sua madre, Rosalinda González Valencia, attualmente detenuta, era sposata con lo storico leader del cartello. Sul suo capo pende ora una ricompensa da 25 milioni di dollari per informazioni che portino al suo arresto, superiore a quella che era stata fissata per "El Mencho".

Cole ha inoltre ribadito che tra gli obiettivi della DEA figurano anche i funzionari governativi coinvolti nelle incriminazioni, così come i fornitori di precursori chimici provenienti dalla Cina e chiunque risulti responsabile di aver danneggiato o ucciso cittadini statunitensi. Il funzionario ha ricordato che sia il CJNG sia il Cartello di Sinaloa sono stati designati dall'amministrazione di Donald Trump come Organizzazioni Terroristiche Straniere, una qualifica che consente un trattamento giuridico e operativo diverso nei loro confronti.

Nonostante le accuse rivolte a settori del governo messicano, Cole ha voluto sottolineare la collaborazione quotidiana con il segretario alla Sicurezza e Protezione Cittadina del Messico, Omar García Harfuch, con cui ha dichiarato di scambiare costantemente informazioni di intelligence relative sia al CJNG sia al Cartello di Sinaloa. Il direttore della DEA ha precisato che la cooperazione bilaterale non si limita alla condivisione di dati, ma include anche il sostegno statunitense a operazioni condotte sul territorio messicano.

Interpellato sulla possibilità di un intervento militare statunitense diretto in Messico, Cole ha evitato di escludere l'ipotesi, rimandando la decisione finale al presidente Donald Trump. Va segnalato che l'ultima incriminazione formale resa nota dagli Stati Uniti contro funzionari messicani risale allo scorso aprile, quando il governatore dello stato di Sinaloa, Rubén Rocha Moya, insieme ad altri nove funzionari, venne indicato per presunti legami con la fazione dei "Chapitos"; finora nessun politico è stato invece formalmente accusato di legami diretti con il CJNG.

24 AGOSTO 2026

USAUSA. L’uscita di un album di Taylor Swift provoca un aumento degli incidenti stradali mortali? Cosa dice lo studio di Harvard

I ricercatori della Harvard Medical School avrebbero individuato un aumento di incidenti fatali al lancio dei nuovi album di artisti come Taylor Swift, Drake e Harry Styles: i limiti dello studio e le raccomandazioni degli autori

L’uscita di un nuovo album musicale è un evento sempre molto atteso dai fan ma il suo arrivo sul mercato potrebbe avere conseguenze fatali. Almeno così sostiene uno studio dell’Università di Harvard pubblicato su Jama (una tra le riviste scientifiche più autorevoli al mondo). Secondo i ricercatori il lancio di un nuovo album sarebbe infatti direttamente correlato all’aumento degli incidenti stradali mortali.

La distrazione nella ricerca manuale

A detta degli autori, la causa risiederebbe nella distrazione degli automobilisti alla guida, per un motivo meno banale di quello che si potrebbe pensare: più che la musica in sè, la principale fonte di distrazione risiederebbe nell’attività di ricerca manuale immediatamente precedente, che comprende una serie di passaggi come lo sblocco dello smartphone, l’apertura dell’app di streaming musicale, la ricerca del nuovo album e la selezione del brano inedito, che «rubano» secondi preziosi alla vista sulla strada davanti a sé. Una condizione che si acuisce soprattutto tra i guidatori più giovani e/o di sesso maschile, che guidano da soli e fanno spesso uso di sistemi di infotainment integrati nel cruscotto della vettura.

Il dottor Vishal Patel (autore principale della ricerca) e i suoi colleghi hanno selezionato dieci tra gli album più riprodotti su Spotify negli ultimi anni, a cavallo tra il 2017 e il 2022, che includono «Midnights» di Taylor Swift, «Scorpion» di Drake e, non ultimo, «Harry’s House» di Harry Styles. Nello specifico si parla di un aumento di incidenti fatali del 15,1% in più nei primi giorni di debutto rispetto all’ordinario, un dato che, considerando i dieci album sopracitati, si traduce approssimativamente in 182 morti solo negli Stati Uniti.

I limiti dello studio

Al netto di queste considerazioni, bisogna però considerare gli evidenti limiti intrinseci dello studio: i ricercatori non hanno potuto verificare se le vittime di incidenti stradali fossero effettivamente alle prese con il loro smartphone o con il sistema di infotainment, nei momenti che precedevano la fatale collisione.

Per minimizzare i rischi alla guida, lo stesso Patel propone che le piattaforme di streaming musicale inseriscano una notifica di sicurezza che inviti gli utenti a selezionare la scelta dei brani da riprodurre prima di mettersi alla guida: un rimedio semplice e per nulla costoso, ma che potrebbe potenzialmente salvare diverse vite umane. Da qui le sue raccomandazioni: «Selezionate l’album, premete “Play” e mettete giù il telefono», e conclude «Se avete un passeggero accanto, consegnatelo a lui».

(Asaps)

24 AGOSTO 2026

USAUSA. Attacco nel Pacifico contro sospetti narcotrafficanti: 2 morti

L'esercito statunitense ha annunciato di aver ucciso due uomini in un attacco condotto il giorno precedente contro un'imbarcazione di sospetti trafficanti di droga nel Pacifico orientale. Il Comando Sud dell'esercito americano (Southcom) ha spiegato su X che l'imbarcazione "operava lungo rotte note del narcotraffico" nella regione. "Informazioni verificate hanno rivelato il coinvolgimento attivo di questa imbarcazione nel narcotraffico. L'operazione ha permesso di eliminare due narcoterroristi", ha precisato il Southcom. In un video in bianco e nero si distingue un'imbarcazione che si muove rapidamente sulle acque prima di essere colpita da un proiettile e distrutta in una grande esplosione. Il bilancio degli attacchi statunitensi nei Caraibi e nel Pacifico orientale ha superato i 200 morti dal lancio, nel settembre 2025, di queste operazioni volte a contrastare l'afflusso di droga negli Stati Uniti via mare.

L'amministrazione di Donald Trump non ha mai fornito prove solide che consentano di affermare che le imbarcazioni prese di mira fossero effettivamente coinvolte nel traffico di droga. Esperti e funzionari delle Nazioni Unite hanno denunciato esecuzioni extragiudiziali.

(Askanews)

24 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Carburanti. Sconto accise fino al 26 Agosto

Lo sconto di 17 centesimi sulle accise sul gasolio sarà in vigore fino al 26 agosto. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il decreto ministeriale che attiva il meccanismo delle accise mobili - che sfrutta l’extragettito Iva - prorogando lo sconto già previsto dall’ultimo decreto legge

24 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Le città continuano a perdere residenti a favore dell’hinterland

Le città italiane continuano a perdere residenti a favore dell’hinterland, ma l’immigrazione dall’estero mantiene positivo il bilancio complessivo. Nel triennio 2023-2025 i 106 capoluoghi hanno perso 97mila abitanti verso gli altri Comuni della provincia e registrato un saldo migratorio interno complessivo di -56.402 persone. A compensare le partenze sono soprattutto i flussi internazionali, con un saldo positivo di 328.363 residenti, che porta il bilancio finale a +271.961. Il saldo interno è inoltre peggiorato progressivamente, passando da -8.472 nel 2023 a -24.549 nel 2025. In 38 delle 53 città con saldo interno negativo, gli arrivi dall’estero riescono a ribaltare il risultato; i 15 capoluoghi che restano in rosso sono tutti nel Mezzogiorno. Milano registra il peggior saldo interno (-22.099), soprattutto per le partenze verso l’hinterland, ma grazie agli arrivi dalle altre regioni e dall’estero (+45.662) chiude comunque in positivo. Napoli perde invece soprattutto verso le altre regioni e, nonostante il contributo dell’immigrazione internazionale, registra il peggior saldo migratorio complessivo (-4.537). In rapporto alla popolazione, Mantova guida per attrattività interna, mentre Pavia è prima per saldo con l’estero, con +35,7 residenti ogni mille abitanti.

23 AGOSTO 2026

AUSTRALIAAUSTRALIA. Pelo animale vero in giocattoli venduti come 'finta pelliccia'

Test di laboratorio commissionati dall'organizzazione animalista Four Paws hanno rilevato pelo animale reale in tutti e sette i giocattoli di peluche e portachiavi esaminati, venduti nei mercati e online nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, nonostante alcuni fossero pubblicizzati come pelliccia finta. Come riporta ABC News, l'associazione ha incaricato il laboratorio britannico Microtex Analysis di analizzare il pelo presente su peluche e portachiavi acquistati sia presso bancarelle di mercato sia da rivenditori online.

L'analisi microscopica, che permette di identificare la specie animale osservando le caratteristiche microscopiche dei singoli peli, ha confermato la presenza di pelo di coniglio, di volpe e, in un caso, di cane. L'importazione di pelo di cane e gatto è vietata in Australia da oltre vent'anni. "Sono assolutamente certo che si tratti di fibre animali. Faccio queste identificazioni da oltre 50 anni", ha dichiarato Phil Greaves, responsabile di Microtex Analysis.

Tra i prodotti esaminati figurano un peluche rosa a forma di coniglio, simile a un piccolo orsacchiotto, venduto a 10 dollari in un mercato di Sydney, risultato contenere pelo compatibile con coniglio vero; un peluche giallo da 16 dollari, anch'esso con pelo di coniglio; e un portachiavi in pelle a forma di canguro con un pompon, venduto a 8 dollari, che ha rivelato pelo di volpe. Un portachiavi a forma di coda animale, venduto online a 2,61 dollari come ciondolo da borsa in "morbida finta pelliccia", conteneva invece pelo compatibile con quello del cane.

Nella maggior parte dei casi il pelo era stato tinto, il che rende ancora più difficile per i consumatori distinguere il materiale reale da quello sintetico, soprattutto quando i prodotti vengono pubblicizzati esplicitamente come pelliccia finta e privi di qualsiasi indicazione contraria. A complicare ulteriormente la situazione c'è il fatto che, in Australia, i giocattoli non rientrano tra i prodotti soggetti alle norme obbligatorie sull'etichettatura previste dalla legge sulla tutela dei consumatori: questo rende ancora più arduo, per chi acquista, capire davvero cosa sta comprando.

23 AGOSTO 2026

U.E.U.E.. Carburanti in Europa: la mappa dei rincari, Danimarca maglia nera

Le tensioni internazionali, in particolare quelle in Medio Oriente, hanno fatto impennare le quotazioni del greggio con effetti molto diversi da Paese a Paese in Europa. Come riporta Automoto.it, fare rifornimento è diventato "un atto di coraggio quotidiano" per milioni di famiglie europee, ma il peso della crisi energetica non si distribuisce in modo uniforme sul territorio del continente.

Sul fronte della benzina, la maglia nera assoluta spetta alla Danimarca, dove un litro di Euro-super 95 ha raggiunto i 2,445 euro. Per quanto riguarda il gasolio, invece, sono i Paesi Bassi a guidare la classifica dei rincari con 2,383 euro al litro, seguiti da altre grandi economie del Nord Europa come Finlandia e Germania.

Non sono solo i Paesi del Nord a soffrire. Anche diverse nazioni dell'Europa orientale hanno subito aumenti percentuali molto pesanti, pur partendo da prezzi nominalmente più bassi rispetto alla media continentale: Bulgaria, Repubblica Ceca ed Estonia si sono rivelate tra i mercati più esposti agli shock innescati dalle tensioni mediorientali, con rincari percentuali che hanno toccato punte del 44% in Bulgaria.

L'analisi, che incrocia i dati diffusi da Il Sole 24 Ore con le tabelle del Weekly Oil Bulletin della Commissione Europea, mette in evidenza come le scelte fiscali dei singoli governi facciano la differenza tra chi riesce ad affrontare meglio la crisi energetica e chi invece ne paga il prezzo più alto. La geografia dei prezzi, infatti, non dipende solo dall'andamento del greggio sui mercati internazionali, ma soprattutto dal livello di tassazione che ogni Stato applica su benzina e gasolio.

Anche l'Italia si colloca tra i Paesi più cari d'Europa, occupando il settimo posto su 27 sia per la benzina che per il gasolio. Diversi governi europei, tra cui quello italiano, sono intervenuti con tagli alle accise per calmierare i listini, mentre altri Paesi hanno scelto strade diverse, come i controlli anti-speculazione adottati dalla Francia.

23 AGOSTO 2026

USAUSA. Equifax paga 100 milioni per un errore nei punteggi di credito

Equifax, una delle principali agenzie di credito statunitensi, ha accettato di pagare 100 milioni di dollari per chiudere una class action legata a un errore di codifica nei propri sistemi che, tra il 17 marzo e l'8 aprile 2022, ha trasmesso a banche e finanziatori punteggi di credito errati per circa 4 milioni di consumatori americani.

Come riporta Atlanta Journal-Constitution, il problema tecnico, definito nei documenti giudiziari come "OMS Issue", ha fatto sì che alcuni punteggi e attributi creditizi comunicati da Equifax a istituti di credito e altre terze parti risultassero diversi da quelli che sarebbero stati inviati in condizioni normali. Le conseguenze hanno riguardato in particolare persone che in quelle settimane avevano fatto richiesta di mutui, prestiti auto e carte di credito, con punteggi in alcuni casi abbassati di oltre 20 punti, una differenza sufficiente a far negare un finanziamento o ad aggravare le condizioni economiche applicate dalle banche.

Il fondo destinato ai risarcimenti sarà di tipo "non reversionario": eventuali somme non richieste dai consumatori non torneranno nelle casse dell'azienda, ma resteranno comunque a disposizione della procedura. I pagamenti diretti ai consumatori idonei sono stimati tra i 95 e i 280 dollari a persona, mentre il resto del fondo coprirà le spese legali e i costi amministrativi della procedura, affidata alla società Verita Global, che si occuperà dell'invio delle comunicazioni, della gestione dei moduli di richiesta e dell'erogazione dei pagamenti.

Gli avvocati dei ricorrenti hanno definito l'accordo il più grande mai raggiunto in una causa basata sul Fair Credit Reporting Act (FCRA), la legge federale statunitense che regola la raccolta e la diffusione delle informazioni creditizie dei consumatori. La causa, depositata quasi quattro anni fa e portata avanti attraverso due distinti round di mediazione, ha visto come parti attrici i consumatori Sarah Hunter, Maurice Moore e Michael Rodela, assistiti tra gli altri dallo studio legale DiCello Levitt insieme a Caplan Cobb, Gibbs Mura e Girard Sharp.

La giudice federale Leigh Martin May, del tribunale distrettuale del Northern District of Georgia con sede ad Atlanta, ha concesso l'approvazione preliminare dell'accordo il 17 agosto 2026. L'udienza finale per la ratifica definitiva della transazione è fissata per il 22 gennaio 2027.

Da parte sua, Equifax continua a respingere ogni accusa di violazione della legge. In una nota diffusa dopo l'annuncio dell'accordo, l'azienda ha sostenuto che il problema tecnico non ha alterato le informazioni effettivamente contenute nei rapporti di credito dei consumatori, e che le analisi interne mostrerebbero come la maggior parte dei punteggi coinvolti non sia cambiata, mentre un numero consistente sarebbe addirittura aumentato. La società ha inoltre precisato che l'ambiente server interessato dall'errore, di tipo "legacy" e gestito internamente, è stato nel frattempo sostituito da un'infrastruttura cloud, nell'ambito di un piano di trasformazione tecnologica da 3 miliardi di dollari avviato dopo l'incidente del 2022.

23 AGOSTO 2026

USAUSA. Benzene nei deodoranti spray: la causa milionaria contro i grandi marchi

Una vicenda giudiziaria nata da un test di laboratorio ha portato alcuni dei più grandi produttori di deodoranti e antitraspiranti al mondo a pagare milioni di dollari di risarcimenti ai consumatori americani. Al centro della causa c'è il benzene, sostanza chimica classificata come cancerogena, rilevata in decine di prodotti spray venduti con marchi molto noti anche in Europa.

Tutto è partito dalle analisi del laboratorio indipendente Valisure, che nel novembre 2021 ha testato 108 lotti di prodotti antitraspiranti e deodoranti appartenenti a 30 marchi diversi. I risultati hanno rivelato che il 54% dei campioni conteneva benzene rilevabile, con alcuni lotti che arrivavano fino a nove volte il limite di emergenza fissato dalla Food and Drug Administration statunitense, pari a 2 parti per milione. Tra i marchi coinvolti nei test comparivano nomi diffusi anche sul mercato internazionale come Old Spice, Secret, Suave e Tag.

Il benzene è una sostanza chimica industriale riconosciuta come cancerogena per l'uomo da agenzie sanitarie e ambientali, ed è stata collegata allo sviluppo di leucemia e altre gravi patologie del sangue. La sua presenza nei deodoranti spray ha destato particolare preoccupazione perché si tratta di prodotti utilizzati quotidianamente, spesso in ambienti chiusi, a differenza di altri prodotti in cui il benzene era già stato rilevato in precedenza, come le creme solari spray.

A seguito della denuncia di Valisure, Procter & Gamble ha ritirato dal mercato quasi venti prodotti aerosol il 23 novembre 2021, riconoscendo la presenza del problema nei propri antitraspiranti Old Spice e Secret. Il ritiro ha innescato una serie di cause legali collettive (class action) da parte di consumatori che accusavano l'azienda di non aver adeguatamente controllato i propri prodotti spray per la presenza di sostanze pericolose, esponendo milioni di persone a un rischio di cancro senza alcuna avvertenza in etichetta.

Nel maggio 2022 Procter & Gamble ha raggiunto un accordo transattivo da 8 milioni di dollari per chiudere le cause riunite contro l'azienda. L'intesa prevede un rimborso di 3,50 dollari per ogni prodotto acquistato, una cifra pari a circa il 70% del prezzo medio al dettaglio, riservato a chi ha comprato i prodotti coinvolti tra il 4 novembre 2015 e il 31 dicembre 2021.

Anche Unilever è stata coinvolta nella vicenda: dopo aver richiamato nell'aprile 2022 i deodoranti della linea Suave 24-Hour Protection Aerosol Antiperspirant per livelli di benzene ritenuti troppo elevati, l'azienda ha accettato nel marzo 2024 un risarcimento da 2 milioni di dollari a favore dei consumatori danneggiati.

La contaminazione da benzene non si è limitata al settore dei deodoranti. Altri accordi legati alla stessa sostanza hanno riguardato Coppertone, che nel 2023 ha versato 2,3 milioni di dollari per una causa relativa alle creme solari, e Henkel Corp, che sempre nel 2023 ha corrisposto 1,95 milioni di dollari per chiudere un contenzioso analogo.

La vicenda si inserisce in una serie più ampia di scoperte del laboratorio Valisure, già protagonista in passato dell'identificazione di sostanze pericolose in farmaci e prodotti di consumo, tra cui il caso che portò al ritiro globale del farmaco antiacido Zantac per la presenza di un'altra sostanza cancerogena, l'NDMA.

23 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Dublinanti, anche l'Irlanda rimanda i richiedenti asilo in Italia

L'Irlanda si aggiunge alla lista dei Paesi europei che intendono rimandare in Italia i cosiddetti "dublinanti", ovvero i richiedenti asilo per i quali il nostro Paese risulta essere lo Stato di primo approdo nell'Unione europea. Dublino diventa così il settimo Stato a muoversi in questa direzione, dopo Germania, Svizzera, Austria, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi. Francia e Spagna, almeno per il momento, non hanno riattivato questo tipo di trasferimenti verso l'Italia.

Un portavoce del ministero dell'Interno e della Migrazione irlandese ha confermato che il governo di Dublino continua a rispettare ed elaborare notifiche, richieste e trasferimenti verso tutti gli Stati membri dell'Unione, Italia compresa, sia in base al nuovo Regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione (Ammr) sia in base al precedente Regolamento Dublino III, a seconda dei casi specifici. Il portavoce ha precisato che l'Ammr, entrato in vigore il 12 giugno scorso, ha sostituito Dublino III per tutte le domande di asilo presentate a partire da quella data, introducendo criteri semplificati e tempistiche ridotte per stabilire quale Stato membro sia competente a esaminare una richiesta. Il principio di fondo, ribadito dalle autorità irlandesi, resta quello secondo cui il primo Paese dell'Unione in cui un richiedente asilo entra - o viene identificato tramite il sistema Eurodac - è responsabile della sua domanda.

Va detto che, nel caso specifico dell'Irlanda, i numeri restano comunque molto contenuti: nel 2025 il Paese ha presentato meno di 2mila domande di questo tipo, senza che venisse effettuato alcun trasferimento concreto verso l'Italia.

La vicenda ha comunque riacceso lo scontro politico interno tra il governo Meloni e l'opposizione. L'esecutivo difende il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, sottolineando che si tratta di una questione distinta rispetto a Schengen, mentre il Partito Democratico parla di una gestione contraddittoria del dossier migratorio da parte del governo.

Sul fronte dei numeri concreti, nel periodo compreso tra il 12 giugno e il 7 luglio l'Italia ha respinto tutte le 12 richieste di trasferimento ricevute dagli altri Stati membri, effettuando un solo trasferimento, peraltro basato su una richiesta precedente all'entrata in vigore delle nuove regole. Un nuovo rapporto della Commissione europea sull'attuazione della riforma è atteso per il mese di ottobre: il tema dei dublinanti sarà uno dei punti centrali del documento, dato che il nuovo regolamento Ammr prevede che lo Stato di arrivo non possa rifiutare i trasferimenti, dovendo eventualmente proporre soltanto date alternative in caso di indisponibilità immediata.

23 AGOSTO 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. The Milkman: ascesa e caduta del boss della cocaina Brian Wright

Si chiamava Brian Brendan Wright, ma nell'ambiente criminale britannico e irlandese era conosciuto come "The Milkman", il lattaio, perché come lui "consegnava sempre". Dietro questo soprannome quasi bonario si nascondeva uno dei più grandi trafficanti di cocaina che il Regno Unito abbia mai conosciuto, capace di far entrare nel paese carichi di droga per centinaia di milioni di sterline nascondendo i propri traffici dietro l'immagine rispettabile di appassionato di ippica.

Come ricostruisce The Irish Sun, Wright, nato in Irlanda e cresciuto nel quartiere londinese di Kilburn, costruì negli anni '90 un'organizzazione capace di trasportare tonnellate di cocaina dal Sudamerica verso le coste britanniche utilizzando yacht e imbarcazioni di appoggio. Il sistema di trasporto marittimo si intrecciava con un giro di scommesse e corse di cavalli truccate, usato per ripulire i proventi del narcotraffico: secondo quanto raccolto dagli inquirenti, fantini corrotti venivano pagati con tangenti fino a 5.000 sterline a gara per garantire risultati concordati.

La rete di Wright venne scoperta grazie a un'indagine durata undici anni, che coinvolse forze di polizia e dogane di più continenti. Il punto di svolta arrivò nel settembre 1996, quando le autorità doganali irlandesi fermarono a Cork il peschereccio Sea Mist e trovarono, nascosti in un vano montacarichi, 599 chilogrammi di cocaina, per un valore stimato di circa 80 milioni di sterline: uno dei sequestri di droga più ingenti mai registrati in Irlanda.

L'operazione contro l'organizzazione di Wright, ribattezzata "Operation Extend" dagli investigatori, si estese in seguito a Irlanda, Caraibi, Stati Uniti, Messico, Venezuela, Australia, Francia, Sudafrica, Svizzera, Spagna e Cipro del Nord, e portò complessivamente a 19 condanne in tutto il mondo, senza contare quella dello stesso Wright. Tra il 1998 e gli anni successivi vennero arrestati anche membri della sua stessa famiglia, compreso il figlio Brian Jr, condannato a 16 anni di carcere per importazione di cocaina.

Mentre la rete veniva smantellata pezzo dopo pezzo, Wright riuscì a sottrarsi alla cattura fuggendo prima a Cipro del Nord, territorio privo di trattato di estradizione con il Regno Unito, dove secondo le ricostruzioni acquistò una villa da 300.000 sterline intestata a un amico turco-cipriota. Da lì la sua organizzazione avrebbe continuato a operare pressoché indisturbata. Tornato in Spagna nei primi anni 2000, Wright venne infine riconosciuto e arrestato dalla polizia spagnola a Sotogrande nel marzo 2005, per poi essere estradato nel Regno Unito.

Il processo si tenne alla Woolwich Crown Court e fu tra i più lunghi della storia giudiziaria inglese, articolato in sette procedimenti distinti, uno dei quali durò 14 mesi. Wright si dichiarò sempre innocente, ma nell'aprile 2007 la giuria lo riconobbe colpevole di cospirazione per l'importazione e la distribuzione internazionale di cocaina. Il giudice Peter Moss lo condannò a 30 anni di reclusione, definendolo un criminale "manipolatore, influente e potente" che aveva scelto consapevolmente di giocare "per la posta più alta" pur conoscendo le conseguenze di un'eventuale cattura.

La vicenda di Wright, morto in carcere anni dopo la condanna, è tornata recentemente all'attenzione del pubblico grazie a un podcast della BBC che ne ripercorre la storia attraverso le testimonianze inedite degli agenti che per oltre un decennio ne hanno seguito le tracce, insieme a quelle di alcuni membri della sua stessa organizzazione.

23 AGOSTO 2026

USAUSA. Medetomidina, il tranquillante veterinario che spiazza la xilazina

Nel mercato della droga di strada statunitense sta emergendo una nuova sostanza da tenere sotto osservazione: la medetomidina, un potente sedativo veterinario noto anche come "Rhino Tranq", che nei primi mesi del 2026 ha superato la xilazina come principale adulterante mescolato al fentanyl. A rilevarlo sono i dati dello UNC Street Drug Analysis Lab, il laboratorio dell'Università del North Carolina che analizza in forma anonima campioni di droga inviati da tutto il paese.

Come riporta il sito di informazione sanitaria North Carolina Health News, il mercato illegale delle droghe nello stato è in costante trasformazione: chi acquista non compra più semplicemente eroina, fentanyl o pillole oppioidi, perché la maggior parte dei campioni analizzati contiene più di una sostanza. Spesso chi consuma non sa nemmeno cosa stia effettivamente assumendo, perché gli spacciatori cambiano continuamente gli adulteranti presenti nella miscela.

Il laboratorio universitario ha già individuato 536 sostanze diverse esaminando oltre 23.000 campioni ricevuti in forma anonima. Negli ultimi tre anni era stata la xilazina, altro tranquillante veterinario, a destare l'allarme di sanità pubblica e legislatori: nell'uomo questa sostanza provoca frequentemente infezioni cutanee nel punto di iniezione, che possono portare a complicazioni gravi e, in alcuni casi, alla morte. Ma proprio a inizio 2026 la medetomidina l'ha superata in diffusione nella miscela di droghe circolanti.

A differenza della xilazina, la medetomidina non sembra provocare ferite cutanee. È però significativamente più potente e può causare periodi prolungati di sedazione accompagnati da rallentamento del battito cardiaco, pressione bassa, vertigini, affaticamento, difficoltà respiratorie, nausea, vista offuscata e confusione. I ricercatori del laboratorio UNC hanno inoltre osservato che la medetomidina presente nella droga di strada è stata associata ad allucinazioni, un effetto non tipico né degli oppioidi né della Dexmedetomidina, la versione della sostanza approvata per uso ospedaliero con il nome commerciale Precedex.

Il rischio più serio, secondo gli esperti, riguarda proprio la sospensione dell'uso: la sindrome da astinenza da medetomidina può manifestarsi già entro poche ore dall'ultima assunzione e aggravarsi fino a provocare problemi cardiaci tali da richiedere il ricovero ospedaliero.

Questa continua evoluzione della composizione delle droghe di strada complica il lavoro di chi si occupa di riduzione del danno e di assistenza alle persone che fanno uso di sostanze. "Sta diventando tutto molto confuso e caotico, e le cose cambiano molto rapidamente", ha dichiarato Elyse Powell, direttrice della North Carolina Harm Reduction Coalition.

Gli esperti mettono in guardia su un meccanismo già osservato in passato: la repressione mirata su una singola sostanza, come avvenuto con la xilazina, può spingere il mercato illegale a sostituirla con adulteranti ancora più pericolosi, come sembra essere avvenuto proprio con la diffusione della medetomidina. Per questo le autorità sanitarie stanno diffondendo informazioni rivolte sia ai consumatori sia al personale sanitario, per riconoscere i sintomi dell'astinenza da questo tranquillante animale e sapere come intervenire in caso di emergenza.

"

23 AGOSTO 2026

MESSICOMESSICO. I cartelli ricorrono a video in stile TikTok ed emoji per reclutare giovani

Uno studio del Colegio de México, istituto di istruzione superiore messicano, ha rilevato che il Cartello Jalisco Nuova Generazione domina i contenuti legati al reclutamento, mentre il Cartello di Sinaloa e il Cartello del Noreste compaiono ciascuno in circa il 5,4% degli account esaminati.

Gli analisti hanno soprannominato il fenomeno "CartelTok", descrivendo video che abbinano musica e slang regionali a immagini di denaro, armi e SUV per proiettare un'immagine di ricchezza e appartenenza.

Come vengono utilizzate le emoji e il linguaggio in codice

In questo ecosistema, le emoji svolgono due ruoli. Gli account collegati ai cartelli le usano per glorificare la violenza e lo stile di vita criminale nei contenuti di reclutamento, mentre altri creatori di contenuti che trattano delle attività dei cartelli utilizzano emoji e eufemismi per descrivere fazioni rivali ed eludere la moderazione dei contenuti. Ad esempio, due fazioni in guerra del cartello di Sinaloa vengono comunemente indicate online con termini in codice e abbreviazioni emoji anziché con i loro nomi completi, una pratica che i ricercatori riconducono in parte alle tradizioni musicali del narcocorrido, che utilizzano eufemismi da oltre un secolo.

La moderazione delle piattaforme non si è adeguata ai tempi. I ricercatori osservano che gli algoritmi di raccomandazione privilegiano il coinvolgimento piuttosto che la sicurezza, diffondendo clip sensazionalistiche a un pubblico più ampio prima che i revisori umani possano intervenire. Secondo i ricercatori che monitorano la questione, le aziende che gestiscono le principali piattaforme di video brevi e messaggistica hanno anche ridotto il personale addetto alla moderazione dei contenuti nell'ultimo anno.

22 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Sovraffollamento carceri, Cassazione: onere prova spetta al DAP

La Corte di Cassazione ha ribaltato le regole sull'onere della prova nei ricorsi per risarcimento da sovraffollamento carcerario: non è più il detenuto a dover dimostrare le condizioni in cui è stato recluso, ma è l'Amministrazione penitenziaria a dover provare il contrario. Come riporta Il Sole 24 Ore, per attivare la procedura al detenuto basta indicare le date e il luogo della detenzione contestata.

I giudici di legittimità hanno affermato che esiste una presunzione di veridicità di quanto dichiarato dalla persona ristretta, in virtù della quale spetta all'Amministrazione penitenziaria fornire elementi di segno contrario. Si tratta di un onere della prova che deve tenere conto, da un lato, degli interessi in gioco di rango costituzionale e, dall'altro, della posizione di svantaggio processuale in cui versa il detenuto. Di conseguenza, sarà il giudice a doversi attivare per verificare l'adempimento degli obblighi che il ricorrente considera violati, anziché scaricare interamente sul detenuto il peso di dimostrare fatti spesso difficili da documentare dall'interno di un istituto di pena.

Il principio richiamato dalla Cassazione riguarda l'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, che vieta trattamenti inumani o degradanti. La sua violazione dà diritto a un risarcimento, parametrato al periodo vissuto in condizioni non conformi alle norme convenzionali, oppure a uno sconto di pena. Un rimedio al quale il detenuto deve poter accedere senza incontrare eccessive barriere procedurali.

La decisione della Cassazione è coerente con i principi affermati dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che non solo ha esortato l'Italia ad agire per ridurre il numero dei detenuti ampliando il ricorso a misure alternative al carcere, ma le ha anche chiesto di introdurre procedure attivabili dai detenuti per rimediare a condizioni di detenzione o trattamenti carcerari in contrasto con l'articolo 3 della Convenzione, che siano accessibili ed effettive.

La pronuncia arriva a pochi giorni da un rapporto dell'associazione Antigone che segnala livelli record di sovraffollamento nelle carceri italiane, riportando l'attenzione pubblica sulle condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari del Paese.

22 AGOSTO 2026

MONDOMONDO. Un terzo delle pagine web è scritto dall'intelligenza artificiale

Un nuovo studio del Pew Research Center rivela che circa un terzo delle pagine web in lingua inglese pubblicate dopo il lancio di ChatGPT, avvenuto a novembre 2022, mostra segni evidenti di essere stato scritto dall'intelligenza artificiale. Come riporta Punto Informatico, i risultati confermano altre analisi che evidenziano l'uso crescente di strumenti AI per generare nuove pagine o apportare modifiche sostanziali ai testi già esistenti.

Molti utenti hanno probabilmente già letto, senza accorgersene, articoli scritti interamente da un'intelligenza artificiale. Anche se la qualità grammaticale di questi testi è migliorata notevolmente negli ultimi anni, in alcuni casi resta comunque evidente che l'autore non è umano. Lo scopo di questa produzione automatizzata è spesso unicamente quello di aumentare le visite al sito e i relativi guadagni pubblicitari. Va detto che Google penalizza questo tipo di contenuti nei suoi algoritmi, rendendoli meno visibili tra i risultati di ricerca.

Per misurare la reale diffusione del fenomeno, i ricercatori del Pew Research Center hanno analizzato un campione casuale di 10.000 pagine web in inglese relative al mese di luglio 2026, estratte dall'archivio Common Crawl. Considerando l'intero campione, comprensivo anche di pagine pubblicate prima dell'arrivo di ChatGPT, la percentuale di contenuti scritti dall'AI scende a circa il 10%. Una volta eliminate dal campione le pagine precedenti al lancio del chatbot di OpenAI, però, il dato sale drasticamente: le pagine scritte con l'ausilio dell'intelligenza artificiale risultano circa il 35%, una cifra praticamente identica a quella ottenuta da altri studi indipendenti sullo stesso tema.

La maggior parte delle pagine generate dall'AI si trova su domini .com, dove la frequenza dei segnali di scrittura automatizzata è circa dieci volte superiore rispetto ai domini .edu e .gov, entrambi fermi intorno all'1%. I siti con dominio .org si collocano invece a metà strada, con una percentuale del 4,6%.

Per individuare gli schemi linguistici tipici dei testi generati dall'intelligenza artificiale, i ricercatori hanno utilizzato un modello di machine learning sviluppato da Open Pangram, applicato al testo estratto da ciascuna pagina campionata. Gli stessi autori dello studio ammettono che il metodo non è infallibile: possono verificarsi sia falsi positivi, ovvero testi umani classificati erroneamente come prodotti dall'AI, sia falsi negativi. Su un campione di grandi dimensioni, tuttavia, i ricercatori ritengono che i risultati siano comunque indicativi di una tendenza reale e in costante crescita.

Il quadro che emerge si inserisce in un contesto più ampio segnalato di recente anche da Cloudflare, secondo cui il traffico web generato dai bot ha ormai superato quello prodotto da utenti umani. Un dato che, unito ai risultati dello studio Pew, suggerisce uno scenario paradossale: sempre più spesso sono i bot a leggere contenuti scritti da altri bot.

22 AGOSTO 2026

USAUSA. TikTok, 400 milioni per la privacy dei minori: nuovo caso sull'algoritmo

TikTok ha trovato un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per chiudere un procedimento legale legato alla violazione della privacy dei minori, accettando di versare 400 milioni di dollari. L'intesa mette fine a una causa avviata nel 2024 sotto l'amministrazione Biden e proseguita con quella Trump.

Come riporta il Dipartimento di Giustizia statunitense, TikTok verserà 300 milioni di dollari immediatamente, mentre gli altri 100 milioni saranno dovuti solo dopo che un tribunale avrà annullato un precedente decreto di conciliazione riguardante Musical.ly, l'app poi confluita in TikTok dopo l'acquisizione da parte di ByteDance nel 2017. Il ministero ha definito la cifra uno dei maggiori risarcimenti mai ottenuti in un caso relativo al Children's Online Privacy Protection Act (Coppa), la legge federale che tutela i dati personali dei minori online.

Il procedimento nasce da un'indagine della Federal Trade Commission avviata nel 2019, quando l'azienda era ancora nota come Musical.ly. Le autorità avevano accertato che la piattaforma permetteva l'iscrizione a bambini sotto i 13 anni senza il consenso verificabile dei genitori, raccogliendo nomi, indirizzi email e altri dati personali usati anche per la pubblicità mirata. Musical.ly non cancellava inoltre gli account quando i genitori ne facevano richiesta. Quell'indagine si era chiusa con un primo accordo, nel 2019, da appena 5,7 milioni di dollari: una cifra che secondo le accuse successive non è stata rispettata, dato che la raccolta di email, numeri di telefono e dati di localizzazione sui minori sarebbe proseguita anche dopo l'impegno preso con la Federal Trade Commission.

Il governo americano ha comunque riconosciuto che, dopo la denuncia del 2024, TikTok ha introdotto cambiamenti significativi nella proprietà, nella gestione, nelle funzioni di compliance e nelle politiche sulla privacy riguardanti gli utenti minorenni. Un riferimento alla ristrutturazione societaria che ha visto, all'inizio di quest'anno, ByteDance cedere una quota di maggioranza della controllata statunitense per evitare il bando dal mercato americano deciso dall'amministrazione Trump.

Parallelamente al risarcimento sulla privacy, TikTok si trova ora a rispondere anche di un altro caso, riguardante non la raccolta dei dati ma il funzionamento del suo algoritmo. I senatori statunitensi Marsha Blackburn e Richard Blumenthal, promotori del Kids Online Safety Act, hanno inviato all'azienda una lettera per chiedere chiarimenti su un esperimento condotto nel 2021, in cui TikTok avrebbe disattivato per circa 15 milioni di utenti americani una funzione pensata per evitare le cosiddette "bolle di contenuti", ossia l'esposizione ripetuta a video sullo stesso tema delicato.

Tra le persone coinvolte nel gruppo di controllo che non ha ricevuto questa protezione c'era Chase Nasca, sedicenne di Bayport, nello Stato di New York, selezionato per l'esperimento il 25 gennaio 2022. Nelle settimane successive il suo profilo sarebbe stato inondato da migliaia di video su tristezza, autolesionismo e suicidio. Il ragazzo è morto suicida circa un mese dopo. Un documento interno riservato dell'azienda, riportato da Bloomberg Businessweek e citato dai senatori, avrebbe confermato che le strategie di prevenzione delle bolle di contenuti "non si sono attivate per questo utente, per come era stato impostato il sistema".

Nella lettera inviata all'amministratore delegato di TikTok Shou Chew e al responsabile delle attività statunitensi Adam Presser, i due senatori hanno definito "depravata" la decisione dell'azienda di condurre l'esperimento. Blackburn e Blumenthal hanno posto 13 domande, chiedendo tra l'altro l'elenco di tutti i dipendenti a conoscenza del test, le ragioni per cui minorenni sono stati inclusi nel gruppo di controllo e una versione integrale e non censurata del documento interno del 2023. La richiesta fissa come termine per la risposta il 1° settembre.

22 AGOSTO 2026

U.E.U.E.. Fiducia dei consumatori in Eurozona in miglioramento ad agosto

La fiducia dei consumatori nell'area euro è migliorata per il quarto mese consecutivo ad agosto 2026, superando le previsioni degli analisti e alimentando un cauto ottimismo sulla tenuta dell'economia europea. Secondo le stime flash diffuse dalla Commissione Europea, l'indicatore è salito a -15,5 punti, rispetto ai -15,9 di luglio, facendo meglio delle attese degli analisti che si aspettavano un valore di -16,3.

Si tratta del livello più alto registrato da febbraio, un segnale che, seppure l'indice resti in territorio negativo, viene letto come un'attenuazione dei timori di recessione nell'Eurozona. Il miglioramento arriva nonostante il conflitto in corso in Medio Oriente continui a rappresentare un fattore di rischio per l'inflazione e per le prospettive economiche generali dell'area.

Il dato riguarda l'indicatore di fiducia dei consumatori (Consumer Confidence Indicator), calcolato mensilmente dalla Direzione Generale Affari Economici e Finanziari (DG ECFIN) della Commissione Europea attraverso un sondaggio condotto su circa 24mila famiglie dell'area euro. L'indice misura il clima psicologico dei consumatori rispetto alla situazione economica attuale e alle aspettative per i prossimi dodici mesi, sia a livello personale che generale, ed è considerato un indicatore anticipatore dei consumi futuri.

Il miglioramento non riguarda solo l'area euro: anche nell'Unione Europea nel suo complesso la fiducia dei consumatori è salita leggermente, passando da -15,1 di luglio a -15 di agosto. Un incremento contenuto ma che conferma la tendenza positiva osservata negli ultimi mesi in tutto il blocco comunitario.

Va ricordato che l'indice resta comunque ben al di sotto della sua media di lungo periodo, che si attesta storicamente attorno a -9,45 punti: il valore negativo indica che la quota di famiglie che dichiara aspettative peggiorative resta superiore a quella con aspettative di miglioramento. Il percorso di recupero della fiducia, iniziato dopo i minimi toccati in primavera, non ha quindi ancora colmato le perdite accumulate a partire da febbraio, quando le tensioni internazionali avevano spinto verso l'alto le aspettative di inflazione legate ai rincari energetici.

Come riporta FX.co, il dato di agosto conferma una fase di stabilizzazione dopo i mesi più difficili, pur in un contesto ancora segnato da incertezza geopolitica e da rischi sul fronte dei prezzi energetici legati alla crisi mediorientale.

22 AGOSTO 2026

MONDOMONDO. Prodotti a marchio o private label? Al consumatore non importa più

I rincari degli ultimi anni stanno cambiando radicalmente il modo in cui le persone fanno la spesa. Secondo un nuovo studio di NielsenIQ (NIQ), realizzato in collaborazione con World Data Lab e intitolato "A Tale of Two Consumers", tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei prodotti di largo consumo sono aumentati del 26% a livello mondiale, spingendo i consumatori a essere molto più selettivi su dove risparmiare e dove invece continuare a spendere senza troppi ripensamenti.

Il dato più significativo riguarda l'atteggiamento verso i marchi: il 58% degli intervistati dichiara di non attribuire più alcun valore al fatto che un prodotto sia realizzato da un marchio nazionale affermato oppure sia una private label del distributore. Semplicemente, si acquista ciò che serve, senza guardare più all'etichetta come elemento discriminante. Come sottolinea lo studio, questa tendenza segna una crescente pressione sui modelli tradizionali di fedeltà al marchio, che per decenni hanno retto le strategie di marketing delle grandi aziende.

Il fenomeno è particolarmente marcato tra i più giovani. Il 67% dei consumatori della Generazione Z ritiene che i prodotti a marchio del distributore siano validi quanto quelli dei marchi tradizionali, mentre percentuali simili - 68% e 69% - li considerano rispettivamente una buona alternativa e un prodotto con un rapporto qualità-prezzo apprezzabile. Per questa fascia di popolazione, insomma, la private label ha ormai perso lo stigma di "seconda scelta" economica che l'ha accompagnata per lungo tempo.

Lo studio evidenzia anche come circa un terzo dei consumatori con budget più limitato scelga di passare a prodotti più economici o approfitti delle offerte promozionali per contenere la spesa. Una strategia di adattamento che conferma quanto l'aumento dei prezzi abbia inciso concretamente sulle abitudini di acquisto delle famiglie in tutto il mondo.

La conclusione a cui arriva NielsenIQ è netta: le marche del distributore non sono più un semplice ripiego per chi ha meno disponibilità economica, ma competono ormai in modo credibile su tutti i fronti, dai segmenti value fino a quelli mainstream e persino premium. I retailer, si legge nella ricerca, stanno investendo su innovazione, packaging, ingredienti di qualità superiore e claim di prodotto più solidi per posizionare le proprie linee non più come semplice alternativa a basso costo, ma come un vero e proprio upgrade desiderabile. Il risultato è una concorrenza sugli scaffali sempre più serrata, che ridisegna gli equilibri tra grande industria di marca e distribuzione.

Un quadro che, seppur costruito su dati globali, trova riscontro anche in Italia: un precedente report NielsenIQ del 2025, "Finding Harmony on the Shelf", aveva già rilevato che il 57% degli acquirenti italiani dichiara di non prestare attenzione al marchio, orientando le scelte esclusivamente in base alle proprie necessità, con il 56% dei consumatori nostrani che acquista sempre più spesso prodotti a marchio del distributore.

22 AGOSTO 2026

USAUSA. Sempre più famiglie pagano benzina e spesa a rate col "buy now pay later"

Negli Stati Uniti un numero crescente di famiglie, con le carte di credito già al limite, sta ricorrendo ai prestiti "buy now, pay later" (compra ora, paga dopo, BNPL) anche per pagare benzina e spesa alimentare. Come riporta il New York Post, si tratta di un segnale evidente della pressione finanziaria che l'inflazione sta esercitando sui bilanci domestici americani.

Il sistema BNPL era nato per finanziare acquisti importanti, dilazionandone il costo in comode rate, spesso senza interessi. Oggi, invece, viene sempre più utilizzato per le spese quotidiane e ricorrenti, quelle che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe pensato di pagare a rate.

I dati arrivano da Afterpay, la piattaforma di BNPL controllata da Block (la società madre di Cash App). Secondo quanto dichiarato da Owen Jennings, responsabile delle operazioni di Block, tra il 4 febbraio e il 15 maggio il cliente medio ha utilizzato il servizio per acquistare benzina 3,6 volte e generi alimentari 2,2 volte. Jennings ha osservato che l'utilizzo si concentra in particolare su distributori di carburante, supermercati e negozi di alimentari, un uso ben diverso da quello per cui il prodotto era stato originariamente pensato.

Il fenomeno non riguarda solo Afterpay. Anche il debito revolving sulle carte di credito è cresciuto, con un aumento del 9,1% nello stesso periodo preso in esame, a conferma di un quadro più ampio di famiglie che faticano a far quadrare i conti a fine mese e si affidano sempre più a diverse forme di credito al consumo per coprire le spese di base.

Gli esperti mettono in guardia sui rischi di questa tendenza. Accumulare più prestiti BNPL contemporaneamente, magari attraverso app diverse, può facilmente sfuggire di mano: diventa difficile tenere traccia delle scadenze di pagamento, il che porta a rate mancate e a penali di ritardo che si sommano rapidamente, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria di chi vi ricorre proprio per arrivare a fine mese.

22 AGOSTO 2026

AMERICHE. USA deportano migranti messicani in Guatemala e Honduras

Gli Stati Uniti hanno cambiato strategia nelle deportazioni di cittadini messicani, inviandoli non più direttamente in Messico ma in altri paesi dell'America Centrale. Come riporta la CBC citando dati ufficiali dell'agenzia Associated Press, quest'anno gli Stati Uniti hanno deportato quasi 2.300 cittadini messicani in Guatemala e almeno alcune decine in Honduras, un netto cambiamento rispetto all'inizio del secondo mandato del presidente Donald Trump, quando questo tipo di trasferimenti era minimo.

L'Istituto Nazionale di Migrazione messicano ha confermato all'Associated Press che i cittadini messicani vengono deportati dall'amministrazione Trump verso Guatemala e Honduras, soprattutto a partire da aprile, per poi essere trasportati in autobus verso il sud del Messico. Fino a poco tempo fa, invece, i messicani espulsi dagli Stati Uniti venivano rimandati quasi esclusivamente nel proprio paese, via aerea o terrestre, e solo in pochi casi finivano in altri stati.

Il governo messicano ha protestato formalmente contro questa pratica. Il ministero degli Esteri ha dichiarato che "il governo messicano ha espresso la propria opposizione a questa pratica alle autorità statunitensi e ha ribadito che ogni cittadino messicano ha il diritto di entrare nel proprio paese". Il Messico ha inoltre precisato di non aver mai stipulato alcun accordo che preveda l'invio dei propri cittadini verso paesi terzi, sottolineando di accettare sempre il rimpatrio di tutti i suoi connazionali e di garantirne un ritorno sicuro e dignitoso sul territorio nazionale.

Secondo quanto riferito da due funzionari del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) statunitense alla CBS News, che hanno chiesto l'anonimato non essendo autorizzati a parlare pubblicamente della vicenda, le autorità americane fanno volare i deportati aggirando lo spazio aereo messicano, invece di riportarli direttamente in patria. Uno degli obiettivi dichiarati dell'operazione, mai annunciata ufficialmente dal governo statunitense, sarebbe scoraggiare l'immigrazione illegale dal Messico allontanando alcuni cittadini ancora più a sud, e quindi più lontano dal confine tra Stati Uniti e Messico. Le deportazioni andrebbero avanti da alcuni mesi e avrebbero già coinvolto centinaia di cittadini messicani inviati in Honduras e Guatemala.

Un portavoce del DHS ha dichiarato alla CBS News che l'amministrazione Trump "sta utilizzando tutte le opzioni legali disponibili per portare avanti la più grande operazione di deportazione della storia, come promesso dal presidente Trump", senza tuttavia rispondere a domande specifiche sulle deportazioni di cittadini messicani verso Honduras e Guatemala.

Da tempo, sotto amministrazioni sia repubblicane sia democratiche, gli Stati Uniti deportano i migranti messicani fermati al confine meridionale rimandandoli in profondità nel territorio messicano, nel tentativo di scoraggiarli dal tentare nuovamente l'attraversamento illegale. Gli esperti di politiche migratorie interpellati dalla CBS News definiscono però la scelta di inviare cittadini messicani in altri paesi della regione senza precedenti. Se l'amministrazione Trump ha ampiamente esteso le deportazioni verso i cosiddetti "paesi terzi" - nazioni diverse da quella di origine dei deportati - lo ha fatto finora soprattutto nei casi in cui i paesi d'origine, come Cuba, limitano o rifiutano i rimpatri statunitensi, oppure quando i migranti hanno ottenuto tutele legali che impediscono il loro rientro in patria. Il Messico, al contrario, ha sempre accettato storicamente tutte le deportazioni dei propri cittadini disposte dagli Stati Uniti, così come quelle di migranti di altri paesi latinoamericani.

Adam Isacson, ricercatore del Washington Office on Latin America che studia i flussi migratori nella regione, ha definito la pratica "quasi interamente punitiva". Secondo l'esperto, gli Stati Uniti raggiungono così un duplice obiettivo: rendere più difficile per i deportati tentare nuovamente l'attraversamento del confine meridionale e, allo stesso tempo, inviare un chiaro messaggio di deterrenza a chi si trova ancora negli Stati Uniti senza documenti.

Alcune organizzazioni della società civile ritengono che il cambio di rotta rappresenti anche un modo per aumentare la pressione sul governo messicano, che nelle scorse settimane ha protestato per la morte di 17 cittadini messicani avvenuta durante il fermo o le operazioni di controllo dell'immigrazione statunitense. Le associazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazione perché questi trasferimenti potrebbero mettere a rischio migranti che avevano eventualmente richiesto asilo negli Stati Uniti o che dispongono di scarse risorse in un paese che non conoscono.

22 AGOSTO 2026

U.E.U.E.. Migranti dublinanti: anche l'Olanda avvia trasferimenti verso l'Italia

Anche i Paesi Bassi si preparano ad avviare trasferimenti verso l'Italia dei richiedenti asilo cosiddetti "dublinanti", cioè persone arrivate nell'Unione Europea e identificate per la prima volta in territorio italiano, che si sono poi spostate in altri Stati membri presentando lì una nuova domanda di protezione internazionale. Secondo il Regolamento di Dublino, la competenza sulla loro pratica resta in capo al Paese di primo approdo, che nella maggior parte dei casi, per posizione geografica, è proprio l'Italia.

Julia Huisman-de Vries, portavoce del ministero olandese della Giustizia e della Sicurezza, ha dichiarato che "stiamo pertanto avviando questo processo anche con l'Italia", spiegando che "sono in corso contatti per definire una procedura efficace per effettuare questi trasferimenti". La misura è legata all'entrata in vigore, lo scorso 12 giugno, del nuovo Patto Ue su asilo e migrazione. La portavoce ha precisato che "il 12 giugno è entrato in vigore il Patto sulla migrazione e l'asilo. Ciò significa che, da quel momento in poi, tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettare le norme del Patto", aggiungendo che di conseguenza anche i trasferimenti verso l'Italia devono tornare a essere effettuati in conformità alle nuove regole comuni.

Con l'annuncio olandese salgono a sei gli Stati che hanno avviato o dichiarato l'intenzione di riattivare queste procedure nei confronti dell'Italia, dopo Germania, Svizzera, Austria, Finlandia e Svezia. Secondo quanto riportato dai media olandesi, la misura riguarderebbe soltanto i migranti arrivati dopo il 12 giugno, escludendo quindi le persone già presenti nei Paesi Bassi in precedenza: chi è entrato prima di quella data non rientrerebbe nella nuova procedura, mentre per gli arrivi successivi le regole del Patto andrebbero applicate senza eccezioni.

Il fronte europeo, tuttavia, non è compatto. Francia e Spagna non hanno per ora riattivato i trasferimenti verso l'Italia: Madrid punta sui meccanismi di solidarietà previsti dal nuovo Patto, mentre Parigi ha fatto sapere di voler proseguire la collaborazione con Roma, almeno fino a quando durerà questa fase di riavvicinamento tra i due governi.

Il ministero olandese non ha ancora fornito indicazioni sul numero di persone che potrebbero essere coinvolte nelle future procedure di trasferimento verso l'Italia. Secondo i dati Eurostat relativi al 2025, il divario tra richieste di riammissione e trasferimenti effettivi resta ampio: l'Italia ha ricevuto oltre 24mila richieste da altri Paesi Ue, ma ne ha accettate solo una minima parte, mentre la Germania, che ne ha inviate quasi 36mila, ne ha visto concludersi con un trasferimento effettivo poco più di 5mila.

22 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Consumi culturali in crescita. Confcommercio

Televisione, ascolto di musica e radio ma anche spettacoli all'aperto, concerti e weekend d'arte.
La spesa delle famiglie italiane per i consumi culturali - secondo l'Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con Swg - continua a crescere e raggiunge i 108 euro, in media, al mese (nel 2025 era pari a 94 euro), il valore più alto dell'intera serie post-pandemica e ormai prossimo ai livelli del 2019 (113 euro).

Nel paniere dei consumi culturali, le attività più diffuse si confermano, ai primi posti, la fruizione di programmi televisivi, film e serie (92%), l'ascolto della musica (87%) e della radio (82%).

La lettura mantiene un ruolo significativo: il 65% degli italiani ha letto almeno un libro dall'inizio dell'anno, mentre il 43% ha letto quotidiani in formato cartaceo o digitale a pagamento. Tra le attività che prevedono una spesa diretta, si confermano particolarmente diffuse il cinema (51%), le visite a musei, mostre e siti archeologici (49%), il teatro e gli spettacoli all'aperto (40%) e i concerti dal vivo (35%).
Parallelamente aumenta l'interesse per i weekend culturali e oltre un italiano su due sarebbe molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42% si dichiara molto propenso a regalarlo a una persona cara. I più interessati sono le persone con titolo di studio elevato, le donne e gli over 55. Negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale, soprattutto fuori dalla propria regione (34%). La spesa media pro capite sostenuta raggiunge 286,2 euro, in aumento rispetto alla precedente rilevazione (circa 235 euro nel 2025), mentre anche tra chi non ha ancora vissuto questa esperienza (il 54%) emerge una disponibilità di spesa prevista pari a 215,7 euro, segnale di una domanda potenziale ancora significativa.
"La crescita dei consumi culturali - dice Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia - Confcommercio - è un segnale importante: dimostra che la cultura risponde a una domanda reale e rappresenta una leva decisiva per lo sviluppo, l'occupazione e la coesione sociale. Tuttavia, la partecipazione resta segnata da forti divari economici, sociali, generazionali e territoriali. Per questo, accanto al sostegno alle imprese e all'offerta, servono politiche strutturali capaci di rafforzare la domanda e misure concrete, come la detrazione fiscale delle spese per consumi ed esperienze culturali, così da favorire un accesso più ampio e avvicinare nuovi pubblici. L'interesse per i weekend culturali conferma inoltre le potenzialità dell'integrazione tra cultura, turismo e territori: una tendenza che va accompagnata e trasformata in valore diffuso per le comunità e per l'intero Paese".

(Ansa)

21 AGOSTO 2026

EUROPA. Virgin lancia la sfida Eurostar sui treni tra Francia e Regno Unito

Il gruppo britannico Virgin è più vicino al lancio della sfida a Eurostar, e rompere così il monopolio che la società detiene dal 1994 sulla tratta ferroviaria tra il Regno Unito e il Francia.

Il regolatore ferroviario britannico (Orr) ha infatti concesso a Virgin l'accesso, dal 2030, alla linea ad alta velocità che collega Londra al tunnel sotto la Manica. Un passo fondamentale per permettere a Virgin Trains di creare fino a 20 collegamenti giornalieri tra Londra e Parigi, Bruxelles o Amsterdam.

Il gruppo deve ancora superare diverse tappe per lanciare il suo servizio, come ottenere le autorizzazioni di sicurezza britanniche e dell'Ue.

(TTG)

21 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Diabete infantile, accompagnamento INPS anche se il minore è autonomo

Una nuova ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che l'indennità di accompagnamento INPS spetta anche ai figli minori con diabete insulino-dipendente, anche quando conducono una vita apparentemente normale: camminano, mangiano da soli, frequentano la scuola senza bisogno di assistenza fisica visibile. La pronuncia, la n. 24402 del 3 agosto 2026 emessa dalla sezione Lavoro, ribalta un orientamento che per anni ha penalizzato molte famiglie.

Fino a oggi, infatti, la valutazione medico-legale si basava spesso su un criterio rigido: se il bambino cammina, mangia autonomamente e va a scuola senza assistenza fisica evidente, allora non ha diritto al beneficio economico. La Cassazione ha ora chiarito che questo automatismo è sbagliato: non serve dimostrare un'incapacità totale e generalizzata per ottenere l'indennità, ma è sufficiente che il minore non sia in grado, da solo, di gestire anche una sola azione quotidiana, purché essenziale per la sua sopravvivenza.

Il caso specifico riguardava una famiglia a cui il tribunale di primo grado aveva negato il beneficio, ritenendo il bambino sostanzialmente autonomo e la situazione descritta troppo generica. I genitori non si sono arresi e hanno portato la vicenda fino in Cassazione, ottenendo ragione. I giudici di legittimità hanno annullato la sentenza di merito perché il tribunale non aveva mai realmente valutato l'incapacità del minore di gestire da solo la terapia insulinica quotidiana, limitandosi a un giudizio superficiale basato sull'apparente normalità della vita del bambino.

Il fascicolo è stato quindi rinviato a un nuovo giudice, che dovrà riesaminare l'intero caso applicando il principio fissato dalla Cassazione, oltre a decidere sulle spese legali del procedimento. Secondo i giudici, un minore può semplicemente non avere ancora la maturità necessaria per comprendere il significato e l'importanza di una terapia salvavita come quella insulinica: in questi casi il diritto al sussidio scatta comunque, a prescindere dall'autonomia fisica dimostrata in altri ambiti della vita quotidiana.

Sul piano economico, l'indennità di accompagnamento non è soggetta a limiti di reddito e può essere cumulata con la pensione di invalidità civile. Considerando anche la tredicesima mensilità sulla pensione, l'importo complessivo annuo riconosciuto alle famiglie può arrivare fino a oltre 16.000 euro.

La pronuncia si inserisce in un filone giurisprudenziale che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato la tutela dei minori con diabete di tipo 1 insulino-dipendente, superando la logica che faceva coincidere il diritto all'indennità con l'assenza totale di autonomia motoria o comportamentale, e spostando l'attenzione sulla effettiva capacità del bambino di gestire in autonomia gli atti terapeutici necessari alla propria sopravvivenza.

21 AGOSTO 2026

GERMANIAGERMANIA. Occhiali smart di Meta nel mirino: denuncia per spionaggio

L'organizzazione tedesca no-profit HateAid ha depositato una denuncia penale contro Meta, Ray-Ban, Oakley e diversi rivenditori di occhiali presso l'Ufficio centrale tedesco per la lotta alla criminalità informatica, chiedendo il divieto di vendita degli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta Wayfarer. Come riporta Euronews, la denuncia coinvolge non solo il colosso tecnologico ma anche i marchi di occhialeria Ray-Ban e Oakley e le catene che li commercializzano in Germania.

Secondo HateAid, gli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta sono "indistinguibili" da un normale paio di occhiali da vista. Dato che in Germania 41 milioni di persone indossano occhiali, l'organizzazione sostiene che questa somiglianza rischi di alimentare una "violenza digitale basata sulle immagini", mascherando di fatto una tecnologia di sorveglianza dietro un oggetto di uso quotidiano.

Il gruppo per i diritti digitali contesta la compatibilità del dispositivo con la legge tedesca su telecomunicazioni, servizi digitali e protezione dei dati. In Germania le norme sulla fotografia in luoghi pubblici sono più severe rispetto a quelle in vigore in molti altri paesi dell'Unione europea: sono consentite riprese di paesaggi ed eventi pubblici, ma fotografare o filmare singole persone senza il loro consenso preventivo non è permesso.

La petizione di HateAid articola tre richieste principali. La prima, e più drastica, è il divieto totale di vendita del dispositivo sul territorio tedesco, provvedimento che potrebbe scattare qualora una valutazione legale confermasse l'incompatibilità del prodotto con la normativa nazionale. La seconda richiesta riguarda la sicurezza fin dalla progettazione: gli occhiali dovrebbero essere resi facilmente riconoscibili, per esempio attraverso fotocamere colorate in modo da distinguerle a colpo d'occhio. Il dispositivo dispone già di una spia LED bianca che lampeggia continuamente durante la registrazione di foto o video, ma secondo l'organizzazione questo segnale non basta a rendere il dispositivo davvero identificabile da chi si trova nelle vicinanze.

La terza richiesta riguarda il sostegno alle vittime di sorveglianza non consensuale, che secondo HateAid non devono essere lasciate sole ad affrontare il problema. Questo punto, spiega l'organizzazione, mette in luce criticità più ampie nell'applicazione delle leggi a tutela dei diritti delle persone, sia online che offline, in un contesto in cui la violenza digitale colpisce in modo sproporzionato le donne.

21 AGOSTO 2026

OLANDAOLANDA. Uber, maxi multa da 825 milioni per licenziamenti automatici via algoritmo

L'Autorità olandese per la protezione dei dati (Autoriteit Persoonsgegevens, AP) ha inflitto a Uber una sanzione di 825 milioni di euro, pari a circa 966 milioni di dollari, per aver disattivato gli account di alcuni autisti attraverso sistemi automatizzati, senza fornire loro informazioni adeguate e senza garantire un controllo umano sufficiente sulle decisioni. Come riporta Financial Times, si tratta della seconda multa più alta mai comminata in Europa sulla base del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), seconda solo al miliardo e 200 milioni di euro imposti a Meta dall'autorità irlandese nel 2023 per il trasferimento illecito negli Stati Uniti dei dati degli utenti europei di Facebook, sanzione che Meta sta comunque contestando in appello. La decisione dell'AP, datata 17 agosto, riguarda fatti avvenuti tra il 2020 e il 2022. Uber sospendeva temporaneamente gli account di alcuni autisti sospettati di frode, ad esempio quando i sistemi automatizzati ritenevano che avessero effettuato deviazioni non necessarie per gonfiare le tariffe o accettato corse senza l'intenzione di portarle a termine. Secondo l'autorità olandese, in alcuni casi gli autisti con valutazioni basse da parte dei clienti sono stati disattivati in modo permanente direttamente dal sistema informatico, senza un adeguato intervento umano. Uber ha contestato questa ricostruzione, sostenendo di non aver mai automatizzato le decisioni di disattivazione permanente e di applicare sospensioni generalmente brevi, mai senza revisione umana. Il GDPR vieta alle aziende di adottare decisioni che abbiano un impatto significativo sulla vita delle persone basandosi esclusivamente su un algoritmo: in questi casi la normativa europea richiede un controllo umano effettivo e la possibilità concreta di contestare la decisione. L'AP ha stabilito che Uber ha violato proprio questo diritto degli autisti a non essere sottoposti a un processo decisionale interamente automatizzato con conseguenze rilevanti, oltre al diritto a essere adeguatamente informati. L'autorità olandese ha ritenuto la violazione sufficientemente grave da giustificare l'entità della sanzione, considerando che la sospensione da una piattaforma da cui gli autisti dipendono per il proprio sostentamento costituisce un pregiudizio sostanziale. Il procedimento è nato da una denuncia presentata inizialmente in Francia ed è stato gestito dall'autorità olandese perché la sede europea di Uber si trova nei Paesi Bassi. Uber ha annunciato ricorso contro la decisione, definendola attraverso un portavoce «sproporzionata». L'azienda ha sottolineato di prendere sul serio i diritti degli autisti e di aver già introdotto, nelle proprie procedure attuali, sia controlli umani sia la possibilità per i conducenti di presentare reclamo contro le sospensioni. Tra le argomentazioni usate per contestare la sanzione, Uber ha indicato che nel 2021 solo 126 autisti in Europa sono stati disattivati definitivamente. Non è la prima volta che l'autorità olandese sanziona Uber: nel 2018 l'azienda era già stata multata per 600.000 euro e nel 2023 per 10 milioni di euro. Nel luglio 2024 era arrivata una sanzione da 290 milioni di euro per il trasferimento illecito negli Stati Uniti dei dati sensibili degli autisti europei, senza adeguate garanzie di sicurezza.

21 AGOSTO 2026

USAUSA. Deepfake e finti analisti su WhatsApp: la nuova truffa degli investimenti

Una nuova ondata di truffe finanziarie sfrutta video deepfake di volti noti dell'economia e della finanza per attirare risparmiatori in gruppi WhatsApp presentati come club di investimento esclusivi. Il meccanismo, documentato da diverse fonti internazionali e ripreso da gbhackers.com, si basa su pubblicità sui social media che spingono le vittime a cliccare su annunci apparentemente credibili, per poi indirizzarle verso chat private dove la truffa entra nel vivo.

All'interno dei gruppi, i truffatori si presentano come "professori" esperti di mercato, affiancati da "assistenti" che gestiscono le conversazioni quotidiane con i membri. Account fittizi pubblicano regolarmente screenshot di guadagni fasulli, creando un clima di fiducia e di apparente successo collettivo. Le indicazioni di trading vengono spacciate come basate su "segnali" generati dall'intelligenza artificiale, mentre le vittime vengono progressivamente spinte ad aprire conti su piattaforme di trading in criptovalute che dichiarano il falso, attribuendosi licenze di enti regolatori come la SEC statunitense.

Negli Stati Uniti, la Securities and Exchange Commission ha già avviato un'azione legale, nota come SEC v. Morocoin, presso il tribunale distrettuale del Colorado. Il caso coinvolge tre piattaforme di trading (Morocoin Tech Corp., Berge Blockchain Technology e Cirkor) e quattro presunti club di investimento (AI Wealth, Lane Wealth, AI Investment Education Foundation e Zenith Asset Tech Foundation), tutti ormai inattivi. Secondo la denuncia della SEC, lo schema è stato attivo tra gennaio 2024 e gennaio 2025 e ha causato perdite per oltre 14 milioni di dollari a danno di investitori retail statunitensi, con i fondi fatti confluire verso conti bancari e portafogli crypto all'estero, in alcuni casi riconducibili a soggetti in Cina e Hong Kong.

Come emerge dalla denuncia, quando gli investitori tentavano di prelevare il denaro venivano bloccati o costretti a pagare ulteriori commissioni con la scusa di "sblocchi urgenti" o presunti prestiti fittizi contratti tramite le piattaforme. Nel giugno 2024, ad esempio, Morocoin aveva comunicato agli investitori di essere sotto indagine da parte della SEC e di altri enti regolatori, annunciando il congelamento degli account per tre anni, un ulteriore pretesto per trattenere il denaro. Laura D'Allaird, a capo dell'unità Cyber e Tecnologie Emergenti della SEC, ha definito questo fenomeno una forma di truffa ormai molto diffusa contro i piccoli investitori americani.

Il fenomeno non si limita agli Stati Uniti. Casi analoghi sono stati documentati anche in India, dove l'operazione nota come Valueleaf ha usato video deepfake di noti analisti di borsa e conduttori televisivi per canalizzare le vittime verso gruppi WhatsApp gestiti da truffatori basati all'estero, con perdite stimate in diversi crore di rupie. Schemi simili sono stati segnalati anche in Nuova Zelanda, Canada e Australia, dove i truffatori impersonano tramite intelligenza artificiale economisti, analisti finanziari e conduttori televisivi locali per dare credibilità alle proposte di investimento fasulle.

Gli esperti raccomandano prudenza verso qualsiasi annuncio pubblicitario che promette consigli finanziari da parte di personaggi noti: raramente figure pubbliche reali pubblicizzano investimenti online, specialmente su piattaforme di criptovalute poco conosciute. Tra i segnali d'allarme indicati dalle autorità figurano video con movimenti labiali non perfettamente sincronizzati con l'audio, la possibilità di verificare l'origine di un filmato tramite ricerca inversa e la diffidenza verso gruppi di investimento che richiedono l'apertura di conti su piattaforme non regolamentate.

21 AGOSTO 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. L'opuscolo del governo ai migranti: «vietato il sesso con minori»

Il ministero dell'Interno britannico ha pubblicato un opuscolo di nove pagine destinato ai richiedenti asilo, con lo scopo dichiarato di spiegare loro le regole di comportamento da rispettare nel Regno Unito. Il documento, intitolato "Understanding Behaviours and Expectations in the UK: A Guide for Asylum Seekers" ("Comprendere i comportamenti e le aspettative nel Regno Unito: una guida per i richiedenti asilo"), è stato diffuso il 19 agosto e ha immediatamente scatenato un acceso dibattito politico.

Il testo, disponibile anche in versione poster illustrata, affronta senza mezzi termini temi come il rispetto in pubblico, il consenso sessuale e la parità di genere, spiegando come le leggi e le consuetudini britanniche possano differire sensibilmente da quelle dei paesi di origine di chi arriva nel Regno Unito. Il documento chiarisce che il consenso ai rapporti sessuali deve essere libero, consapevole e continuo, e che non può considerarsi valido se una persona è addormentata, ubriaca o comunque incapace di intendere: una condizione che vale anche all'interno di un matrimonio o di una relazione stabile. Un rapporto sessuale senza consenso, ribadisce l'opuscolo, costituisce stupro, reato grave secondo la legge britannica. Sul tema dei minori, la guida non lascia spazio a interpretazioni: l'età del consenso legale nel Regno Unito è fissata a 16 anni e non esistono eccezioni a questa regola, nemmeno se il minore stesso dichiara di essere consenziente o se nel paese di provenienza fosse consentito diversamente.

Ampio spazio è dedicato anche alla condizione femminile: il documento ribadisce che uomini e donne godono degli stessi diritti nel Regno Unito, e che le donne non hanno bisogno dell'autorizzazione di un marito, di un padre, di un fratello o di qualsiasi altro uomo per lavorare, studiare, viaggiare, sposarsi o prendere decisioni sulla propria vita. Vietati anche i commenti a sfondo sessuale non richiesti, anche quando chi li pronuncia li considera un complimento, così come fischiare, seguire una persona per strada, bloccarle il passaggio o compiere gesti offensivi. Il comportamento controllante o minaccioso nei confronti di una donna, aggiunge il testo, può configurare violenza domestica, a sua volta reato.

La pubblicazione dell'opuscolo ha provocato reazioni politiche di segno opposto. Da un lato i conservatori, tramite il ministro ombra degli Interni Chris Philp, hanno sostenuto che chiunque violi le leggi britanniche debba essere espulso, sottolineando come questi contenuti dovrebbero risultare superflui in qualsiasi società occidentale. Il partito Reform UK ha invece interpretato la diffusione del vademecum come una prova implicita che lo stesso governo sia consapevole dei rischi legati all'immigrazione irregolare. Dall'altro lato, le organizzazioni a tutela dei richiedenti asilo hanno criticato duramente l'iniziativa: la direttrice dell'associazione Asylum Matters, Louise Calvey, ha sostenuto che individuare chi cerca protezione come un gruppo bisognoso di istruzioni di base sul consenso e sulla violenza sessuale alimenta ostilità, sospetto e razzismo invece di promuovere comprensione e sicurezza.

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha difeso la scelta del suo governo, spiegando che era necessario chiarire in modo esplicito quali siano le leggi e le norme sociali del Regno Unito. Un portavoce del ministero dell'Interno ha ribadito che chiunque arrivi nel Paese è tenuto a rispettarne le leggi, pena conseguenze che vanno dal rifiuto della domanda di asilo fino all'espulsione. Secondo i dati dell'Home Office, tra aprile 2025 e marzo 2026 oltre 93mila persone hanno presentato domanda di asilo nel Regno Unito, con una diminuzione del 12% rispetto all'anno precedente.

21 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Migranti dublinanti, anche la Svezia li rimanda in Italia

La Svezia ha confermato di aver già effettuato trasferimenti di migranti "dublinanti" verso l'Italia e di voler proseguire su questa linea. Come riporta ANSA, a dichiararlo è stata Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la Migrazione Johan Forssell, secondo cui "la Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l'Italia e intendiamo continuare a farlo, in conformità con le disposizioni del Patto sull'immigrazione e l'asilo".

La portavoce ha spiegato che è importante che la collaborazione tra i Paesi funzioni bene affinché la migrazione verso l'Europa sia gestita e controllata in modo adeguato, aggiungendo che dal punto di vista svedese non si tratta di una novità assoluta: da quando è entrato in vigore il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, il 12 giugno 2026, i trasferimenti previsti dal regolamento di Dublino funzionerebbero in modo più efficace.

Il meccanismo riguarda i cosiddetti dublinanti, cioè i richiedenti asilo sbarcati per la prima volta in un Paese europeo - ad esempio attraverso le coste italiane - che hanno poi proseguito il viaggio verso Nord per chiedere protezione internazionale altrove. Secondo il vecchio regolamento di Dublino, il Paese competente a esaminare la domanda resta quello di primo ingresso. Nel dicembre 2022 l'Italia aveva deciso di bloccare l'accoglienza di queste persone rimandate indietro dagli altri Stati europei, motivando la scelta con la saturazione delle proprie strutture di accoglienza. Con l'entrata in vigore del nuovo Patto europeo, che ha sostituito il precedente sistema, diversi governi ritengono che quel blocco non abbia più validità e che l'Italia sia tenuta a riprendere in carico questi casi.

La Svezia si aggiunge così a Germania, Svizzera, Austria e Finlandia, che hanno già avviato o annunciato analoghi trasferimenti verso l'Italia. Il ministero dell'Interno finlandese ha reso noto che i trasferimenti sono in fase di preparazione, sottolineando l'importanza che le norme sulla responsabilità per l'esame delle domande di asilo vengano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri rispettino i propri obblighi nell'ambito del Patto.

Sul fronte dei numeri, secondo i dati Eurostat tra il 2023 e il 2025 sono state inviate all'Italia 109.427 richieste di trasferimento legate ai dublinanti. Nel solo 2025 il nostro Paese è risultato lo Stato europeo destinatario del maggior numero di queste richieste, con oltre 24mila casi.

Di segno opposto la posizione di Francia e Spagna, che per il momento hanno scelto di non riattivare i rimpatri verso l'Italia. Fonti del ministero dell'Interno spagnolo hanno riferito che Madrid preferisce affrontare la questione attraverso i meccanismi di solidarietà europea previsti dal nuovo Patto e dalla normativa Ue più recente, piuttosto che ricorrere a espulsioni o restrizioni bilaterali isolate. Anche Parigi, secondo fonti informate, ha scelto per ora di non unirsi ai Paesi che stanno riattivando i trasferimenti.

La vicenda ha immediatamente riacceso le polemiche politiche in Italia, già esplose dopo la crisi di Ceuta e la sospensione di Schengen decisa dal governo nei confronti della Spagna. La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di un clamoroso boomerang della scelta della premier Giorgia Meloni, sostenendo che per la sua linea ideologica non sia mai stata portata avanti a Bruxelles la battaglia sulla solidarietà europea in materia di accoglienza. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha ironizzato sulla vicenda scrivendo sui social che i rimpatri, questa volta, funzionano ma contro l'Italia. Sulla stessa linea anche Matteo Renzi, che ha parlato di un autogol del governo, sostenendo che l'esecutivo abbia rotto la solidarietà europea e ora ne stia pagando le conseguenze.

Di segno opposto la lettura di Fratelli d'Italia. Il capodelegazione del partito al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, ha respinto ogni collegamento tra la sospensione di Schengen per i fatti di Ceuta e la scelta di alcuni Paesi europei di riattivare i ricollocamenti dei dublinanti, sostenendo che la questione riguardi un numero limitato di casi verificatisi tra agosto 2025 e l'11 giugno 2026, mentre per gli ingressi successivi al 12 giugno il numero dei potenziali ricollocamenti dovrebbe ridursi in modo consistente grazie alle nuove procedure accelerate di frontiera previste dal Patto.

21 AGOSTO 2026

PAKISTANPAKISTAN. Tabacco: Svezia riduce i fumatori, Pakistan resta fermo

Un confronto tra le politiche antifumo di Svezia e Pakistan, presentato durante un seminario medico a cui hanno partecipato oltre 50 medici di diverse specialità, mostra due traiettorie opposte. Come riporta il Pakistan Observer, mentre la Svezia ha visto crollare la percentuale di fumatori adulti, il Pakistan non è riuscito a invertire la tendenza.

Secondo lo studio presentato durante l'incontro, il tasso di fumatori adulti svedesi è diminuito dall'11% del 2013 al 5,3% del 2024. In Pakistan, invece, il tasso di fumatori è aumentato leggermente, passando dal 12,1% del 2015 al 12,4% del 2023.

Il seminario, che ha riunito medici di varie specialità, ha affrontato le difficoltà del controllo del tabacco in Pakistan e il possibile ruolo delle strategie di riduzione del danno nel contenere i rischi sanitari legati al fumo. Parte del calo registrato in Svezia viene attribuito, secondo il report, alla disponibilità e alla diffusione di prodotti nicotinici alternativi, tra cui lo snus, le buste di nicotina e le sigarette elettroniche.

Lo studio evidenzia inoltre il persistente peso sanitario causato dal consumo di tabacco in Pakistan, dove si stima che fumi quasi un uomo adulto su quattro e che circa 164.000 persone muoiano ogni anno per malattie legate al tabacco.

Durante il seminario, i rappresentanti della Pakistan Association of Family Physicians (PAFP) hanno espresso una posizione articolata sul tema: la cessazione completa del fumo resta l'esito preferibile, ma andrebbero considerati anche approcci aggiuntivi basati sull'evidenza per i fumatori adulti che non riescono a smettere nonostante ripetuti tentativi con i metodi convenzionali.

Il confronto tra i due paesi si inserisce in un dibattito più ampio sulle strategie di riduzione del danno da tabacco, che in Svezia hanno permesso al paese di avvicinarsi allo status di nazione "smoke-free", mentre in Pakistan le politiche tradizionali di contrasto al fumo, basate principalmente su tassazione e restrizioni pubblicitarie, non sembrano finora aver prodotto risultati significativi.

21 AGOSTO 2026

MONDOMONDO. Cambogia-USA: sequestrata rete cripto del cartello di Sinaloa

Un'operazione congiunta tra autorità cambogiane e statunitensi ha portato al sequestro di laboratori di droga, oltre una tonnellata di precursori chimici e sostanze stupefacenti, insieme a circa 7 milioni di dollari in criptovaluta riconducibili a una rete legata al cartello messicano di Sinaloa. Come riporta CamboJA News, l'operazione ha coinvolto gli uffici della DEA di Phnom Penh e del New Jersey e ha portato alla luce una rete locale in Cambogia dedita al riciclaggio di criptovalute per conto del cartello.

Secondo un funzionario cambogiano citato dalla testata, i produttori delle sostanze stupefacenti sono cittadini messicani e pakistani legati al cartello di Sinaloa, oltre ad altri soggetti coinvolti nel caso che restano sotto indagine. Le materie prime utilizzate per produrre le droghe, ha precisato il funzionario, erano importate dagli Stati Uniti. Finora sono stati arrestati circa 20 sospetti collegati alla rete.

L'ambasciata statunitense a Phnom Penh ha reso noto che l'operazione ha portato anche all'arresto di diversi operatori stranieri e al sequestro di laboratori e depositi di stoccaggio della droga. Interpellata sui dettagli del caso, l'ambasciata ha rimandato le domande alla DEA, che al momento non ha risposto alle richieste di chiarimento. Sui social l'ambasciata ha comunque sottolineato come queste operazioni di alto livello dimostrino l'importanza della collaborazione internazionale per smantellare le reti criminali transnazionali e proteggere i residenti di Cambogia e Stati Uniti.

Il cartello di Sinaloa è una delle organizzazioni di narcotraffico più potenti del Messico, storicamente attiva nel contrabbando di cocaina, fentanyl e metanfetamine verso gli Stati Uniti. Guidato in passato da Joaquín "El Chapo" Guzmán, oggi detenuto negli Stati Uniti e condannato all'ergastolo, il cartello è stato designato organizzazione terroristica straniera da Washington nel febbraio 2025 e da allora ha ampliato le proprie attività di riciclaggio di denaro su scala globale, anche attraverso le criptovalute.

Il caso cambogiano richiama precedenti rilevazioni dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), secondo cui i sindacati criminali cinesi legati alle truffe online in Cambogia e nella regione hanno ampliato le proprie strategie di riciclaggio tramite criptovalute stringendo alleanze con i cartelli della droga sudamericani.

21 AGOSTO 2026

USAUSA. Oregon, psilocibina legale: primo studio su 20.000 utilizzatori

Il primo studio rigoroso sul programma legale di psilocibina in Oregon conferma un profilo di sicurezza sostanzialmente positivo, a fronte di benefici riportati dalla maggioranza dei partecipanti. Come riporta The Lund Report, la ricerca è stata condotta dalla Oregon Health & Science University (OHSU) e pubblicata sulla rivista JAMA Network Open. Il programma dello stato americano era nato con l'approvazione della Misura 109 nel 2020, il primo provvedimento negli Stati Uniti a legalizzare l'uso dei "funghi magici" all'interno di centri terapeutici autorizzati, aperti tre anni più tardi. Da allora, oltre 20.000 persone hanno avuto accesso ai servizi legali di psilocibina in Oregon, un numero che supera di gran lunga i partecipanti agli studi clinici statunitensi sugli psichedelici, condotti finora su poche migliaia di soggetti. Il team guidato dal dottor Todd Korthuis, docente di medicina alla OHSU, ha reclutato circa 350 volontari provenienti da oltre venti centri di servizio autorizzati in tutto lo stato. I ricercatori hanno raccolto dati prima della prima seduta con psilocibina e per i tre mesi successivi, riuscendo a completare il monitoraggio per oltre il 90% dei partecipanti. I risultati emersi indicano che solo quattro persone, circa l'1% del campione, hanno riportato impatti gravi e negativi sulla salute mentale. Al contrario, la maggioranza dei partecipanti ha dichiarato una riduzione dei sintomi di ansia e depressione dopo l'assunzione di psilocibina, e più della metà ha classificato l'esperienza tra le più significative della propria vita. Lo studio, tuttavia, presenta dei limiti riconosciuti dagli stessi autori: non è stato utilizzato un gruppo di controllo e i partecipanti risultavano, nel complesso, più sani e più benestanti rispetto alla media della popolazione dell'Oregon. Resta comunque, secondo i ricercatori, un campione sufficientemente solido per rappresentare le esperienze dei ventimila cittadini dell'Oregon che finora hanno provato la psilocibina legale. Korthuis ha spiegato di essere partito da una posizione scettica riguardo alla somministrazione di psilocibina al di fuori di un contesto medico rigidamente controllato, ma di essere stato convinto dai dati raccolti. Il ricercatore ha sottolineato come il confronto principale dello studio riguardasse la sicurezza dei programmi regolamentati dallo stato rispetto agli studi clinici sugli psichedelici condotti finora, notando che chi si è rivolto ai servizi dell'Oregon tendeva in media a essere più sano e con problemi di salute mentale meno gravi rispetto a molti partecipanti alle sperimentazioni cliniche, pur sperimentando comunque pochissime reazioni avverse serie. Il progetto è nato dall'esigenza, riscontrata dallo stesso Korthuis e da altri ricercatori, di valutare in modo sistematico la sicurezza e gli esiti di un programma statale del tutto innovativo, privo inizialmente di strumenti di monitoraggio strutturati. Da questa esigenza è nato il gruppo Open Psychedelic Evaluation Nexus (OPEN), con sede alla OHSU, che ha sviluppato la piattaforma di rilevazione utilizzata nello studio.

21 AGOSTO 2026

AMERICHE. Cocaina, Argentina: "Sudamerica produce 4.000 tonnellate l'anno"

Il Sudamerica è oggi l'"epicentro" mondiale della produzione di cocaina, con volumi che oscillano tra le 3.800 e le 4.000 tonnellate metriche all'anno. Lo ha dichiarato la ministra della Sicurezza argentina, Alejandra Monteoliva, a margine della 40ª International Drug Enforcement Conference (IDEC), la conferenza internazionale antidroga co-organizzata da Stati Uniti e Argentina a Buenos Aires.

Come riporta Breitbart, la ministra ha rilasciato le dichiarazioni a Radio Mitre, sottolineando come il continente sudamericano sia ormai considerato il principale polo produttivo mondiale della sostanza stupefacente. Secondo Monteoliva, in Colombia - primo produttore mondiale di cocaina - i volumi sono aumentati fino a cinque volte rispetto a un decennio fa. Incrementi significativi sono stati registrati anche in Bolivia e Perù, in un fenomeno di crescita diffuso anche se non omogeneo tra i vari paesi produttori.

La ministra ha precisato che l'Argentina, pur non essendo un paese produttore di coca o cocaina, viene identificata come paese di transito della droga. Monteoliva ha sintetizzato la distinzione con una formula: la produzione è locale, il transito è regionale e il consumo è globale.

Un dato citato dalla ministra riguarda un cambiamento nelle rotte del narcotraffico internazionale, sulla base dell'ultimo rapporto della World Customs Organization: analizzando i porti di provenienza dei carichi di cocaina sequestrati nel mondo - in Sudafrica, nei porti del Nord Europa o nel sudest asiatico - l'Argentina risulterebbe ora all'ultimo posto della classifica, mentre un tempo veniva descritta come un vero e proprio "colabrodo" per il traffico di droga.

Monteoliva ha inoltre descritto una nuova logistica adottata dalle organizzazioni criminali per il trasporto marittimo della cocaina, basata sull'utilizzo di una cosiddetta "nave madre": un'imbarcazione che naviga in alto mare carica di ingenti quantitativi di droga e che, una volta al largo, distribuisce porzioni del carico - anche di mille chili alla volta - a diverse imbarcazioni più piccole. Una modalità operativa che, ha spiegato la ministra, non esisteva fino a pochi anni fa e che richiede oggi un lavoro di intelligence criminale differente da quello tradizionale.

La ministra ha parlato al fianco dell'amministratore della Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense, Terry Cole, durante la conferenza IDEC, giunta alla sua quarantesima edizione e ospitata per la prima volta in Argentina. Monteoliva ha definito l'evento un voto di fiducia importante per il paese nella lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata, sottolineando come l'America Latina resti una regione segnata dalla violenza e dalla presenza di organizzazioni criminali transnazionali. Pur rivendicando risultati significativi ottenuti dall'Argentina nella riduzione della violenza, degli omicidi e nei sequestri di droga, la ministra ha ribadito che nessun singolo paese può affrontare da solo organizzazioni criminali che operano su scala globale.

21 AGOSTO 2026

MONDOMONDO. Chi investe di più in Ai assume di più: lo studio che smonta la paura dei licenziamenti

Chi investe di più in Ai assume di più: lo studio che smonta la paura dei licenziamenti

le aziende che adottano l'Ai artificiale in modo consistente registrano un aumento di organico del 10,2% nei 24 mesi successivi all'adozione

Da quando OpenAi ha lanciato ChatGpt (novembre 2022), il dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale generativa è dominato da un timore preciso: che l’automazione dei processi aziendali finisca per sostituire il lavoro umano su larga scala, colpendo soprattutto i profili junior e i neolaureati. Un nuovo studio firmato da Ramp Economics Lab, il centro di ricerca economica della piattaforma finanziaria Ramp, in collaborazione con la società di analisi del mercato del lavoro Revelio Labs, restituisce però un quadro diverso, basato non su sondaggi o percezioni, ma su dati oggettivi di spesa aziendale reale.

Come è stato costruito lo studio

La ricerca, firmata dagli economisti Ara Kharazian, Lisa Simon e Ryan Stevens con il titolo “A New Look at AI’s Impact on Jobs: Firm-Level AI Spending and Workforce Adjustment”, rappresenta il primo studio che collega la spesa effettiva in Ai delle aziende (tracciata attraverso le transazioni delle carte aziendali e i pagamenti fatture su Ramp) ai dati occupazionali reali (forniti da Revelio Labs).

Il campione analizzato è ampio: 21.559 aziende statunitensi, monitorate in un arco temporale che va da gennaio 2021 a febbraio 2026. A differenza di altre analisi basate su questionari o su stime teoriche di “esposizione occupazionale” al rischio Ai, questo studio misura l’adozione dell’intelligenza artificiale attraverso un criterio oggettivo: un’azienda viene classificata come “adottante” quando registra una spesa di almeno 100 dollari verso fornitori di Ai per tre mesi consecutivi, una soglia pensata per escludere esperimenti isolati o abbonamenti di prova mai davvero utilizzati.

Il risultato principale: più spesa in Ai, più assunzioni

Il risultato principale della ricerca smonta i timori legati all’adozione dell’intelligenza artificiale: le aziende che adottano l’Ai artificiale in modo consistente registrano un aumento di organico del 10,2% nei 24 mesi successivi all’adozione, rispetto ad aziende comparabili che non l’hanno ancora adottata.
La crescita occupazionale non è uniforme tra tutte le aziende che utilizzano l’Ai, ma è guidata quasi interamente dalle aziende ad “alta intensità” di adozione.

Lo studio distingue infatti due categorie di adottanti in base alla spesa mensile in Ai per dipendente nei primi tre mesi dall’adozione:

- Le aziende a bassa intensità, che spendono in media circa 2,78 dollari per dipendente al mese, non mostrano alcun cambiamento statisticamente significativo nell’organico;

- Le aziende ad alta intensità, che spendono in media 33,67 dollari per dipendente al mese — più di dieci volte tanto — sono invece quelle che trainano interamente il risultato positivo, con una crescita occupazionale del 10,2% nei due anni successivi.

Il dato più sorprendente: crescono soprattutto le assunzioni junior

Il risultato che più smentisce le previsioni allarmistiche riguarda proprio i profili più giovani, quelli che secondo molte analisi sarebbero i primi a essere sostituiti dall’automazione. Nelle aziende ad alta intensità di adozione dell’Ai, l’organico nei ruoli entry-level cresce del 12% nei 24 mesi successivi all’adozione — un tasso di crescita persino superiore a quello dell’organico complessivo.

A questo si affianca un altro dato rilevante emerso dalla ricerca: nello stesso periodo, anche il numero di manager e dirigenti nelle aziende ad alta intensità di adozione è cresciuto, con un incremento del 6,7%. La co-autrice dello studio, Lisa Simon, ha commentato: “La nostra ricerca mostra che le aziende che investono di più in Ai assumono anche di più dopo l’adozione, inclusi i ruoli entry-level”.

In che settori si concentra l’adozione intensiva

Lo studio individua anche in quali settori si concentra maggiormente l’adozione ad alta intensità dell’intelligenza artificiale. I comparti dell’informazione, della finanza e delle assicurazioni risultano quelli con la penetrazione più profonda della spesa in intelligenza artificiale. Al contrario, settori come le costruzioni, la sanità, le arti e l’intrattenimento, e i servizi alimentari mostrano un ritardo significativo nell’adozione intensiva della tecnologia.

Gli autori sottolineano inoltre che gli aumenti occupazionali osservati non si limitano a un singolo reparto aziendale, ma si distribuiscono in modo trasversale tra funzioni molto diverse tra loro: ingegneria, vendite, finanza e servizio clienti mostrano tutte segnali di crescita nelle aziende che investono pesantemente in intelligenza artificiale.

I limiti dello studio: correlazione, non causalità

Gli stessi ricercatori invitano alla cautela nell’interpretazione dei risultati. Lo studio utilizza un disegno econometrico di tipo “staggered adoption” (adozione scaglionata nel tempo), ma i suoi autori riconoscono esplicitamente che il risultato descrive una correlazione, non una prova di causalità diretta. Le aziende che investono pesantemente in Ai, spiegano gli stessi economisti, erano probabilmente già aziende più grandi, più orientate alla tecnologia e in fase di crescita più rapida ancora prima di iniziare a spendere in intelligenza artificiale.

Lo stesso studio, nella propria rassegna della letteratura scientifica, cita inoltre una ricerca di segno opposto: un lavoro di Brynjolfsson e colleghi del 2025 che rileva un calo occupazionale di circa il 16% tra i lavoratori più giovani impiegati in ruoli con una importante esposizione all’intelligenza artificiale. Un dato che, come notano gli stessi autori dello studio Ramp-Revelio, dimostra come i dati di spesa aziendale e i dati di esposizione occupazionale teorica possano raccontare storie diverse, a seconda del metodo di analisi utilizzato.

Cosa ci lascia questo studio

Al di là dei limiti metodologici riconosciuti dagli stessi autori, la ricerca di Ramp Economics Lab e Revelio Labs introduce un elemento di novità importante nel dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro: la possibilità di osservare comportamenti aziendali reali, misurati attraverso la spesa effettiva, anziché affidarsi esclusivamente a sondaggi sulle intenzioni o a modelli teorici di sostituibilità delle mansioni.

(AdnKronos)

21 AGOSTO 2026

U.E.U.E.. Caldo, tra gli over 85 i morti in Italia aumentano dell’8% a luglio. In Germania 14mila decessi nell’estate 2026

A luglio, in Italia, gli over 85enni morti per il cado sono aumentati dell’8%, mentre in Germania nell’estate 2026 sono già decedute 14mila persone. L’aumento delle morti dovute al caldo nella fascia over 85 è confermata dai dati del ministero della Salute. Il numero dei morti in Germania è invece certificato dal Robert Koch-Institut (Rki), secondo il quale si tratta del record di decessi legati al caldo negli ultimi dieci anni in Germania. La stima tedesca riguarda i decessi registrati fino al 9 agosto.

21 AGOSTO 2026

MONDOMONDO. L’intelligenza artificiale è un’ottima compagna di shopping

L’intelligenza artificiale è un’ottima compagna di shopping. Almeno per i più giovani. Tra chi ha meno di trent’anni, infatti, quasi 3 persone su 10 chiedono a un chatbot per confrontare le migliori offerte disponibili online o per valutare se un prezzo è vantaggioso oppure no. A dirlo è l’ultimo report di McKinsey sulle abitudini dei consumatori, secondo cui la Gen Z è sempre più orientata verso l’acquisto di capi usati o la scoperta di nuovi brend tramite i social network. E il 60% di loro consulta regolarmente i riepiloghi prodotti dall’AI nei motori di ricerca: più del doppio rispetto al 29% dei più anziani.

20 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Sostegno negato a studente disabile grave, il TAR condanna il Ministero

Il TAR del Lazio ha stabilito che il rapporto 1:1 tra alunno con disabilità grave e insegnante di sostegno non può essere limitato alle 18 ore settimanali previste dal contratto del docente, ma deve coprire l'intero orario scolastico quando la gravità della condizione lo richiede. Come riporta Orizzonte Scuola, la sentenza n. 13960/2026, pubblicata il 31 luglio scorso, ha accolto il ricorso dei genitori di un ragazzo di terza media con disabilità grave, riconosciuta ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992.

Il caso riguardava un alunno di un istituto comprensivo del Lazio, con diagnosi di grave disabilità intellettiva e autonomie personali compromesse, tale da richiedere supervisione e guida costante nelle attività quotidiane. Nonostante questo, il Piano Educativo Individualizzato gli assegnava solo 18 ore settimanali di sostegno, a fronte di 28 ore di frequenza scolastica effettiva. I genitori hanno impugnato la decisione sostenendo che tale limitazione impedisse al figlio di godere in modo efficace del diritto all'istruzione garantito dalla Costituzione.

L'amministrazione scolastica si era difesa con una tesi tutta interna al contratto collettivo: poiché l'orario di servizio di un docente di sostegno nella scuola secondaria di primo grado è di 18 ore settimanali, il rapporto 1:1 doveva intendersi automaticamente limitato a quel monte ore. I giudici hanno respinto questa lettura, bollandola come un "equivoco interpretativo": le 18 ore, hanno chiarito, rappresentano l'orario di lavoro del singolo insegnante, non il tetto massimo del diritto dell'alunno al sostegno. Quando la gravità della disabilità lo richiede, ha ribadito il Tribunale, la scuola deve organizzarsi per garantire la copertura di tutto l'orario di frequenza, anche ricorrendo a più figure professionali se necessario.

Il Gruppo di Lavoro Operativo aveva già evidenziato che l'alunno prediligeva il rapporto uno a uno e non interagiva con i compagni di classe, un elemento che ha pesato nella valutazione dei giudici. Le perizie mediche allegate al fascicolo hanno documentato, nel corso dell'anno scolastico, una regressione delle autonomie e delle capacità cognitive del ragazzo, con un calo del quoziente intellettivo registrato a fine anno. Su questa base il TAR ha riconosciuto anche un danno esistenziale, richiamando l'orientamento del Consiglio di Stato secondo cui il danno alla vita di relazione è risarcibile quando la mancata fruizione delle ore di sostegno spettanti comporta regressioni o rende irrealizzabile il progetto di vita delineato dal PEI.

Il Ministero dell'Istruzione e l'istituto scolastico sono stati condannati in solido a risarcire la famiglia con 2.500 euro per il danno esistenziale subito dallo studente, oltre alle spese di lite. I giudici hanno sottolineato che, nella generalità dei casi, uno studente con particolari difficoltà rischia di incontrare ostacoli ancora maggiori se privato degli strumenti indispensabili al proprio processo di crescita e maturazione nell'adolescenza.

20 AGOSTO 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. Verifica dell'età sui siti porno: l'effetto boomerang denunciato da Pornhub

L'obbligo di verifica dell'età per accedere ai siti pornografici, introdotto nel Regno Unito dall'Online Safety Act, avrebbe prodotto un effetto opposto a quello desiderato. Secondo quanto riportato da Punto Informatico, Pornhub sostiene che la norma abbia spinto gli utenti verso siti pornografici non conformi e meno sicuri, invece di proteggerli.

Il dato citato è significativo: digitando "free porn" su un motore di ricerca dal Regno Unito, in media sette delle prime dieci posizioni sono oggi occupate da siti che non hanno implementato un sistema di age gate conforme alla normativa. Si genera così un circolo vizioso, spiega la testata: chi cerca contenuti pornografici visita più spesso questi portali non regolamentati, premiandoli in termini di indicizzazione sui motori di ricerca. Il risultato è che questi siti finiscono più frequentemente in cima ai risultati di ricerca, il che a sua volta aumenta ulteriormente il loro traffico.

Il problema, secondo l'articolo, non riguarda solo il danno economico subito da chi ha scelto di rispettare la legge, come Aylo, la società che controlla Pornhub e altri portali per adulti. La questione riguarda soprattutto gli utenti, in particolare i minori, che finiscono per accedere liberamente a piattaforme che non verificano l'età e che, in alcuni casi, non effettuano nemmeno un controllo sulla tipologia di contenuti caricati, con tutti i rischi che questo comporta.

A complicare il quadro c'è poi la questione delle VPN, le reti private virtuali che permettono di mascherare la propria posizione geografica e quindi di eludere i controlli territoriali imposti dalla legge britannica. Un tema che, secondo Punto Informatico, il legislatore tende a non affrontare direttamente, consapevole di avere margini di intervento limitati in questo ambito. I dati diffusi dal regolatore britannico Ofcom confermano che, dall'introduzione della norma, l'uso di VPN per eludere i controlli è quasi raddoppiato.

Di fronte a questa situazione, i vertici di Pornhub hanno scritto a centinaia di parlamentari britannici sostenendo che la legge ha fallito nel proprio obiettivo dichiarato: proteggere i minori. Al contrario, secondo l'azienda, la normativa li avrebbe spinti verso pagine meno sicure e prive di qualsiasi forma di controllo, vanificando così lo scopo per cui era stata introdotta.

20 AGOSTO 2026

USAUSA. Filmare la polizia in pubblico è un diritto, non un crimine

Una sentenza della Corte d'Appello statunitense per il Secondo Circuito, pubblicata il 17 agosto 2026, ha stabilito che riprendere con video o fotografie ciò che accade in luoghi pubblici - comprese le stazioni di polizia e gli agenti delle forze dell'ordine mentre operano - è un'attività protetta dal Primo Emendamento della Costituzione americana, quello che tutela la libertà di espressione. Come riporta La Repubblica, la pronuncia arriva nel caso Massimino v. Benoit e ha un valore rilevante perché il Secondo Circuito comprende New York, Connecticut e Vermont, cioè un'area che include quella che viene definita la capitale mondiale dei media.

Il caso riguarda Keith Massimino, che si descrive come un "hobbista dell'audit del Primo Emendamento", arrestato nel 2018 a Waterbury, in Connecticut, mentre filmava dall'esterno, da un marciapiede pubblico, la sede della polizia locale. I giudici hanno riconosciuto che quella ripresa era coperta dalla libertà di espressione, affermando in sostanza che se le autorità pubbliche vogliono tutelare la propria riservatezza possono costruire un muro o chiudere una porta, ma non possono vietare la libertà di parola. Con questa decisione il Secondo Circuito si è unito ad altri otto circuiti federali che avevano già riconosciuto lo stesso principio, arrivando così a un consenso quasi unanime nella giurisprudenza statunitense sul tema.

La sentenza precisa però che il diritto a filmare non è assoluto. Le forze dell'ordine possono legittimamente chiedere a chi sta riprendendo di spiegare le ragioni della ripresa e di fornire le proprie generalità; chi si rifiuta di identificarsi può essere arrestato. Nel caso specifico, i giudici hanno infatti concesso l'immunità agli agenti che avevano fermato e arrestato Massimino, perché nel 2018 il diritto a filmare la polizia non era ancora stato chiaramente affermato in quel circuito giudiziario, e il rifiuto dell'uomo di identificarsi aveva dato agli agenti motivo sufficiente per procedere all'arresto. Resta invece escluso che la polizia possa vietare in modo generico le riprese, senza un motivo specifico legato, ad esempio, all'intralcio di un'operazione in corso.

Il principio, osserva La Repubblica, non riguarda solo l'ordinamento statunitense ma trova un corrispettivo anche nel diritto italiano. La Corte di Cassazione ha infatti già chiarito che non esiste una ragionevole aspettativa di riservatezza per chi si trova in un luogo pubblico, superando così la linea più restrittiva che il Garante per la protezione dei dati personali aveva adottato con un parere del 2004, quando la tutela della libertà di riprendere veniva limitata ai soli giornalisti nell'esercizio del diritto di cronaca.

Anche in Italia, tuttavia, la libertà di filmare non equivale alla libertà di pubblicare senza limiti. Per diffondere online immagini che riguardano altre persone restano necessari il rispetto della dignità di chi viene ripreso e la sussistenza di finalità legittime, che possono essere giornalistiche ma anche artistiche, culturali o documentaristiche, come accade tipicamente nella cosiddetta street photography.

20 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Migranti, anche la Finlandia riprende i trasferimenti "dublinanti" verso l'Italia

Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche la Finlandia si prepara a rimandare in Italia i cosiddetti "dublinanti", i richiedenti asilo che non sono di competenza finlandese. Come riporta il Sole 24 Ore, il ministero dell'Interno di Helsinki ha fatto sapere che, con l'entrata in applicazione del nuovo Regolamento europeo sulla gestione dell'asilo e della migrazione (AMMR), che sostituisce il precedente Regolamento di Dublino nell'ambito del Patto Ue su migrazione e asilo, i trasferimenti verso l'Italia sono "attualmente in fase di preparazione".

Il ministero finlandese ha precisato che per Helsinki è importante che le norme sulla responsabilità per l'esame delle domande di asilo vengano applicate come previsto, e che tutti gli Stati membri dell'Unione europea rispettino i propri obblighi previsti dal Patto. Le autorità hanno inoltre sottolineato di aver mantenuto negli anni la cooperazione e il dialogo con l'Italia, ritenendo che l'entrata in vigore dell'AMMR consenta ora la ripresa dei trasferimenti. Al momento, tuttavia, non sono state fornite indicazioni sul numero complessivo di persone che potrebbero essere coinvolte, né è stato chiarito se la procedura riguarderà soltanto i richiedenti asilo arrivati dopo il 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto Ue, oppure anche coloro già presenti in precedenza.

Il termine "dublinanti" identifica i richiedenti asilo che, dopo aver presentato domanda di protezione nel primo Stato in cui sono stati identificati, si spostano in un altro Paese europeo. Il vecchio Regolamento di Dublino prevedeva che questi migranti venissero riportati nello Stato competente per l'esame della domanda, generalmente quello di primo ingresso nell'Unione. Dal 5 dicembre 2022, data della circolare del Viminale che ha bloccato i rientri, al 31 dicembre 2025 si sono accumulate in tutto circa 80mila richieste di presa in carico indirizzate all'Italia, rimaste perlopiù inevase. Nel 2025 l'Italia è risultata il Paese europeo destinatario del maggior numero di richieste di trasferimento, con 24.152 domande, seguita da Germania con 16.519 e Croazia con 12.358.

La Finlandia diventa così il quarto Stato a muoversi in questa direzione dopo lo stop deciso dal Viminale nel dicembre 2022. Prima di Helsinki, la Germania aveva annunciato la volontà di riprendere i trasferimenti, seguita a distanza di pochi giorni dalla Svizzera, che pur non facendo parte dell'Unione europea partecipa al sistema Dublino tramite un accordo con Bruxelles e ha comunicato una ripresa graduale dopo quasi quattro anni di sospensione. Il 19 agosto era emerso che anche l'Austria aveva già ricominciato a trasferire alcuni richiedenti asilo verso l'Italia, con quattro casi registrati dal 12 giugno.

20 AGOSTO 2026

USAUSA. Yale: cannabis legale porterebbe 111 miliardi in 10 anni

Una nuova analisi del Budget Lab dell'Università di Yale calcola quanto potrebbe incassare lo Stato americano se la cannabis venisse legalizzata a livello federale e sottoposta a un'accisa specifica. Secondo lo studio, pubblicato il 17 agosto, la legalizzazione federale per uso medico e ricreativo, accompagnata da una tassa di 0,00625 dollari per milligrammo di THC, produrrebbe 57,9 miliardi di dollari di entrate in dieci anni. Se, oltre alla mossa federale, anche tutti gli stati che ancora non l'hanno fatto decidessero di legalizzare la cannabis, il totale salirebbe a 111,3 miliardi di dollari nello stesso periodo.

Il modello di Yale, come riporta l'International Cannabis Business Conference, ipotizza un'entrata in vigore dal 1° gennaio 2027 e propone un'accisa basata sul contenuto di THC piuttosto che sul prezzo di vendita al dettaglio, ricalcando il meccanismo già usato per le tasse su alcol e tabacco. In base alle stime dei ricercatori, la tassa equivarrebbe a circa 1,31 dollari su un grammo di infiorescenza: calcolando un prezzo medio di 8,59 dollari al grammo, si tratterebbe di un aumento di circa il 15% sul prezzo finale. Il Budget Lab spiega la logica dell'intervento sottolineando che la cannabis è considerata da molti policymaker un prodotto "socialmente indesiderabile", proprio come alcol e sigarette: una tassa specifica potrebbe quindi scoraggiarne il consumo e al tempo stesso generare risorse da destinare a nuova spesa pubblica o a sostituire tributi su attività considerate più desiderabili, come il lavoro o il risparmio.

I ricercatori avvertono però che le stime sono soggette a un grado di incertezza superiore al normale, dato il contesto legale ancora complicato della cannabis, che rimane illegale a livello federale negli Stati Uniti. Lo studio ricorda che il mercato legale della cannabis ad uso ricreativo valeva circa 25 miliardi di dollari nel 2024 e che, anche senza nuove legalizzazioni federali o statali, potrebbe comunque continuare a crescere fino a raggiungere quasi 40 miliardi di dollari entro il 2035.

Al momento, secondo un rapporto del Marijuana Policy Project citato nello stesso articolo, gli stati che hanno già legalizzato la cannabis ad uso adulto hanno incassato complessivamente più di 4,57 miliardi di dollari di tasse solo nel 2025, il valore più alto mai registrato in un singolo anno. Sette stati hanno superato i 200 milioni di dollari di entrate fiscali dalla cannabis ad uso adulto, e tre di questi - California, Illinois e Michigan - hanno superato i 500 milioni; la California, da sola, ha incassato oltre un miliardo di dollari. Il settore legale della cannabis negli Stati Uniti sostiene oggi 412.500 posti di lavoro a tempo pieno, secondo il rapporto 2026 sull'occupazione nel comparto cannabis.

20 AGOSTO 2026

MESSICOMESSICO. Chapitos: come i figli di El Chapo controllano Culiacán

Dopo l'estradizione negli Stati Uniti di Joaquín "El Chapo" Guzmán nel 2017, il cosiddetto cartello di Sinaloa non si è dissolto: è passato nelle mani dei suoi figli, i "Chapitos". Come racconta il giornalista Ioan Grillo sulla newsletter CrashOut, quattro fratelli - Iván Archivaldo, detto "El Chapito" (39 anni), Jesús Alfredo, "Alfredillo" (36), Joaquín, "El Guero" (36), e Ovidio, "El Ratón" (32) - hanno di fatto ereditato e consolidato il potere criminale del padre, imponendosi anche su narcotrafficanti di lunga esperienza che li consideravano poco più che ragazzini viziati, privi della scaltrezza necessaria per gestire un impero della droga.

Secondo il racconto di Grillo, i fratelli hanno dovuto superare due prove decisive per affermarsi. La prima è stata la resa dei conti interna con Dámaso López, storico braccio destro del padre, che i Chapitos sono riusciti a neutralizzare consolidando così il controllo sulle strutture del cartello. La seconda, ben più clamorosa, è stato lo scontro diretto con l'esercito messicano.

L'episodio che secondo il giornalista rappresenta la vera "laurea" dei Chapitos - il momento in cui hanno dimostrato di poter tenere in scacco lo Stato messicano - è quello che è passato alla storia come il "Culiacanazo". Il 17 ottobre 2019 le forze di sicurezza messicane fermarono Ovidio Guzmán a Culiacán, capitale dello stato di Sinaloa. La reazione fu immediata e violentissima: centinaia di sicari del cartello si riversarono nelle strade della città, dando fuoco a veicoli, bloccando le strade e ingaggiando scontri armati con l'esercito. Le autorità, per evitare una strage tra la popolazione, decisero di liberare Ovidio poche ore dopo il fermo. L'allora presidente Andrés Manuel López Obrador giustificò la scelta dicendo di aver voluto proteggere la popolazione ed evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Grillo ricorda che l'episodio, pur avvenuto nell'ottobre 2019, ha generato un narcocorrido - le ballate musicali che nel folklore di Sinaloa celebrano le gesta dei narcotrafficanti - pubblicato solo qualche mese più tardi. Ovidio sarebbe stato arrestato di nuovo nel gennaio 2023, in un'operazione che causò numerosi morti, ed estradato negli Stati Uniti nel settembre di quello stesso anno per affrontare accuse di narcotraffico.

Nel suo articolo, il giornalista descrive Culiacán come una città oggi sotto un controllo pervasivo e quasi normalizzato da parte del cartello. Lungo le strade che portano alla città, racconta Grillo, si incontrano i cosiddetti "punteros", uomini del cartello che sorvegliano apertamente il territorio, tanto da montare persino un telone per proteggersi dal sole mentre controllano chi entra ed esce dalla capitale di Sinaloa. Si tratta di una figura diversa dai tradizionali "halcones", le vedette che nelle altre città messicane mantengono un profilo basso limitandosi a segnalare movimenti sospetti via telefono o radio: a Culiacán, invece, la presenza del cartello è dichiaratamente visibile.

Grillo segnala inoltre come nella città operino apertamente dispensari di marijuana di alta qualità, nonostante il Senato messicano non abbia ancora approvato una legge che regolamenti la legalizzazione della cannabis a livello nazionale. Un'ulteriore testimonianza, secondo il giornalista, di come il potere dei Chapitos permei ormai la vita quotidiana della città, ben oltre gli episodi di violenza più eclatanti.

19 AGOSTO 2026

COREA DEL SUDCOREA DEL SUD. Legge anti fake news scatena timori per la libertà online

La Corea del Sud ha iniziato ad applicare una nuova normativa che inasprisce le sanzioni contro chi diffonde informazioni false su internet, suscitando forti preoccupazioni tra giornalisti, oppositori politici e osservatori internazionali.

La riforma, entrata in vigore lo scorso luglio, modifica l'Information and Communications Network Act e prevede danni punitivi fino a cinque volte il valore del pregiudizio causato per chi diffonde contenuti definiti "falsi o manipolati".

Come riporta Euronews, il provvedimento arriva dopo un'ondata di disinformazione online seguita al fallito tentativo di legge marziale del 2024, che aveva incluso accuse infondate di interferenza elettorale cinese. Tra i casi che hanno acceso il dibattito pubblico c'è anche quello di un youtuber di orientamento conservatore, incriminato per aver diffuso audio generati con intelligenza artificiale in cui si attribuiva falsamente all'attore Kim Soo-hyun una relazione con un'attrice minorenne, oggi deceduta: lo scandalo aveva costretto l'attore a sospendere le apparizioni pubbliche.

Il nodo principale contestato dai critici è l'assenza di una definizione giuridica chiara di cosa costituisca "informazione falsa o manipolata": una vaghezza che, secondo gli oppositori, rischia di aprire la strada a un'applicazione arbitraria della norma. Il principale partito di opposizione, il People Power Party, ha più volte criticato la riforma sostenendo che le piattaforme finiranno per censurare contenuti per timore di scontrarsi con il governo, mentre gli utenti tenderanno all'autocensura.

La Korea JoongAng Daily riporta le parole del parlamentare indipendente Han Dong-hoon, secondo cui le piattaforme finiranno per creare un vasto "ecosistema di censura" filtrando autonomamente i contenuti ritenuti problematici, in quanto la norma "solleva serie preoccupazioni costituzionali e viola la libertà di espressione". Una petizione parlamentare per l'abrogazione della modifica ha raccolto oltre 140mila firme tra maggio e giugno, ben oltre le 50mila necessarie per il deferimento a una commissione parlamentare permanente, ed è ora in esame alla Commissione scienza, tecnologie dell'informazione, radiodiffusione e comunicazioni dell'Assemblea Nazionale.

La Korea Media and Communications Commission (KMCC), l'autorità di controllo, ha respinto le accuse di censura di Stato, precisando che saranno gli operatori privati delle piattaforme, non il governo, a decidere se un contenuto segnalato costituisce informazione falsa o manipolata, e che la legge esenta dai risarcimenti i contenuti giornalistici realizzati nel pubblico interesse. Tuttavia, secondo quanto scrive il Korea Times, un docente dell'università Duksung di Seul ha avvertito che la norma rischia di incentivare l'autocensura diffusa e di scoraggiare il giornalismo su temi sensibili, spingendo le aziende internet ad adottare politiche di moderazione eccessivamente aggressive per evitare responsabilità legali, rimuovendo così anche contenuti legittimi. Il raggio d'azione della legge non si limita a video e post sui social media, ma si estende anche a recensioni e commenti su piattaforme di consegna, forum genitoriali e siti di e-commerce.

La vicenda ha varcato i confini sudcoreani. Secondo quanto riportato da CNBC, alcuni membri repubblicani della Commissione Giustizia della Camera statunitense, guidati dal deputato Jim Jordan, hanno inviato una lettera alle autorità sudcoreane esprimendo preoccupazione per il fatto che la norma possa consentire al governo di censurare il dibattito pubblico e colpire opinioni divergenti, chiedendo un incontro chiarificatore sulle modalità di applicazione. Secondo i firmatari della lettera, la maggior parte delle piattaforme coinvolte dai nuovi obblighi - tra cui Facebook, X, Instagram e YouTube - sono società statunitensi, e la legge potrebbe essere usata per costringere queste aziende a rimuovere contenuti anche quando si tratta di opinioni espresse da cittadini americani ma condivise o visibili da utenti sudcoreani.

Diverse organizzazioni internazionali per la libertà di stampa, tra cui l'International Press Institute, hanno chiesto al governo di Seul di sospendere l'attuazione della norma e di avviare una consultazione con la comunità dei media e la società civile, oltre a una valutazione indipendente dell'impatto sui diritti umani prima di procedere.

19 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Nuove linee guida contro la pubblicità mascherata del gioco d'azzardo. AGCOM

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato in via definitiva le nuove regole che disciplinano le campagne di comunicazione sul cosiddetto gioco responsabile, promosse dai concessionari pubblici del settore scommesse e giochi online. Con la delibera n. 200/26/CONS del 29 luglio 2026, rende pubblico l'Atto integrativo delle linee guida contro i disturbi da gioco d'azzardo (DGA), un provvedimento arrivato al termine di una lunga consultazione pubblica avviata il 7 aprile scorso.

Il principio di fondo, come sottolineato dallo stesso Garante, è chiaro: non basta etichettare una comunicazione come "gioco responsabile" per sottrarla al divieto di pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro, introdotto nel 2018 dal cosiddetto Decreto Dignità. L'obiettivo dichiarato dall'Autorità è impedire che le campagne di sensibilizzazione si trasformino, anche indirettamente, in pubblicità mascherata dei prodotti di gioco.

Al confronto pubblico che ha portato alla stesura definitiva del testo hanno partecipato associazioni dei consumatori, operatori del settore, editori, soggetti della filiera pubblicitaria e istituzioni, con oltre trenta contributi scritti e più di venti audizioni raccolte dall'Autorità.

Le nuove regole toccano diversi aspetti pratici delle campagne. Sul fronte dei contenuti, viene vietato l'uso del linguaggio tipico del marketing di gioco: sono quindi esclusi riferimenti a vincite, bonus, jackpot e quote, così come qualsiasi invito diretto o indiretto a giocare. Vietato anche mostrare immagini o schermate di piattaforme di gioco, link o QR code che rimandino a siti degli operatori. Le comunicazioni devono invece indirizzare verso canali istituzionali di supporto, come numeri verdi e strumenti di autoesclusione o di limitazione della spesa e del tempo di gioco.

Particolare attenzione viene dedicata all'uso di loghi e marchi dei concessionari, che restano ammessi ma con vincoli stringenti: la loro presenza deve avere una mera funzione di "firma" dell'iniziativa, senza assumere caratteristiche promozionali, e va collocata in posizione non prominente, tipicamente nella parte inferiore dello schermo o della comunicazione.

Anche il coinvolgimento di testimonial, influencer e personaggi dello sport e dello spettacolo viene sottoposto a un vincolo di funzionalità: la loro presenza deve essere legata esclusivamente alla finalità sociale della campagna, per evitare che figure di forte richiamo mediatico contribuiscano a normalizzare il gioco d'azzardo o a renderlo più attraente, specialmente per i soggetti più vulnerabili.

Sul piano dei formati di comunicazione, l'Autorità scoraggia l'utilizzo di contenuti troppo brevi o superficiali - come billboard, short video e formati pubblicitari a comparsa rapida - ritenuti inadeguati a veicolare in modo efficace un messaggio di prevenzione, privilegiando invece formati che permettano una reale comprensione dei rischi legati al disturbo da gioco d'azzardo.

Le campagne dovranno inoltre evitare contesti sensibili, come quelli frequentati da minorenni.

Le linee guida assumono particolare rilievo per i concessionari del gioco online, tenuti dal decreto legislativo di riordino del settore a destinare ogni anno alle campagne di comunicazione responsabile una quota pari allo 0,2% dei propri ricavi netti, fino a un massimo di un milione di euro. L'Autorità ha inoltre previsto strumenti di monitoraggio per valutare nel tempo l'efficacia delle campagne, con la possibilità di modificare le procedure in base ai risultati che emergeranno.

Non sono mancate le voci critiche. Maurizio Fiasco, già presidente dell'associazione Alea, che da anni si occupa di prevenzione del gioco d'azzardo patologico, ha giudicato il provvedimento un passo insufficiente, sostenendo che le nuove norme non tutelino in modo adeguato la salute di famiglie e consumatori.

19 AGOSTO 2026

SVIZZERASVIZZERA. Il Tribunale amministrativo apre ai rimpatri di giovani afghani

Il Tribunale amministrativo federale svizzero (TAF) ha stabilito che la Confederazione può rimpatriare in Afghanistan i richiedenti asilo, purché sussistano "circostanze individuali favorevoli" e non vi sia il rischio di una minaccia concreta da parte del regime talebano. Come riporta la RSI - Radiotelevisione svizzera, si tratta di una sentenza di riferimento destinata ad avere ripercussioni su un numero rilevante di procedure pendenti.

La decisione arriva dopo un anno e mezzo in cui la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha respinto le domande di circa duecento cittadini afghani. Contro questi provvedimenti di allontanamento erano stati presentati numerosi ricorsi, rimasti in attesa proprio di una pronuncia del TAF che fissasse i criteri generali da applicare. La sentenza è ora definitiva e non potrà essere impugnata davanti al Tribunale federale.

Il caso concreto esaminato dai giudici riguarda un giovane afghano che aveva presentato domanda d'asilo alla fine dello scorso anno. La SEM aveva respinto la richiesta perché si tratta di un giovane uomo in buona salute e senza obblighi familiari a suo carico. Il TAF ha confermato la valutazione della SEM, stabilendo che il ragazzo non sarebbe esposto a un pericolo particolare da parte dei talebani in caso di ritorno nel proprio paese, e che dunque i requisiti per il rimpatrio risultano soddisfatti.

Con questa pronuncia il tribunale ha aggiornato la propria valutazione sulla situazione di sicurezza in Afghanistan, ritenendo che le condizioni generali siano migliorate dopo la presa del potere da parte dei talebani. Restano tuttavia segnalate come preoccupanti la situazione sociale, economica e umanitaria del paese. Il TAF sottolinea inoltre che l'aspetto dei diritti umani continua a essere particolarmente critico per le donne, così come per le minoranze religiose ed etniche.

Il principio generale stabilito dalla sentenza resta comunque quello dell'inammissibilità del rimpatrio verso l'Afghanistan: le eccezioni sono possibili solo quando, come nel caso trattato, si presentano circostanze individuali particolarmente favorevoli. Non è ancora chiaro, sottolinea la RSI, se questa decisione possa essere applicata automaticamente a tutti i ricorsi attualmente pendenti presso il tribunale, ognuno dei quali richiederà comunque una valutazione caso per caso.

La svolta era già stata anticipata nei giorni precedenti da altri organi di informazione svizzeri, che avevano riportato come, secondo il TAF, il rimpatrio riguardi in particolare giovani uomini sani, appartenenti all'etnia maggioritaria pashtun, con esperienza professionale e una rete familiare di riferimento nel paese d'origine, ad esempio a Kabul. L'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) ha criticato duramente la sentenza, ritenendo inaccettabile in linea di principio qualsiasi allontanamento verso l'Afghanistan, un paese governato da quello che l'organizzazione definisce un regime arbitrario. L'OSAR ha inoltre confermato che sono circa 260 i procedimenti attualmente pendenti contro provvedimenti di rinvio verso l'Afghanistan.

19 AGOSTO 2026

MONDOMONDO. Debito pubblico più caro: inflazione e IA spingono i rendimenti ai massimi

I costi di finanziamento dei governi a lungo termine stanno salendo in tutto il mondo, complice una combinazione di inflazione persistente e crescente fabbisogno di capitali legato allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Come riportano diverse fonti finanziarie internazionali, i mercati obbligazionari stanno attraversando quello che viene descritto come uno storico ribasso dei prezzi, con rendimenti su titoli di Stato a lunga scadenza ai livelli più alti da decenni.

Negli Stati Uniti, il rendimento dei Treasury trentennali è salito al livello più alto dal 2007, mentre in Francia i costi di finanziamento hanno toccato i massimi dal 2008 e in Germania i titoli decennali sono tornati sui valori del 2011. Nel Regno Unito i rendimenti dei gilt a lunga scadenza si avvicinano al 6%, e in Giappone i titoli di durata equivalente sono vicini ai loro massimi storici. Il 13 agosto scorso, il Tesoro statunitense ha collocato un'obbligazione trentennale al 5,22%, il livello più alto registrato in un'asta di questa scadenza dal 2001.

Dietro questa impennata dei rendimenti ci sono più fattori che si intrecciano. Da un lato pesa la persistenza dell'inflazione core, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa: il processo di disinflazione si è arrestato, con i prezzi dei servizi che restano elevati a causa di mercati del lavoro ancora tesi e di una domanda dei consumatori robusta. I lavoratori riescono a ottenere aumenti salariali significativi in settori come ospitalità, sanità e servizi professionali, e le imprese scaricano questi maggiori costi sui prezzi finali, alimentando un circolo salari-prezzi che rende difficile per le banche centrali allentare la politica monetaria senza rischiare una nuova fiammata inflazionistica.

Dall'altro lato pesa la corsa agli investimenti legati all'intelligenza artificiale. Le grandi aziende tecnologiche - i cosiddetti hyperscaler come Amazon, Alphabet e Meta - stanno emettendo enormi quantità di obbligazioni per finanziare la costruzione di data center e infrastrutture di calcolo, in concorrenza diretta con i governi per attrarre gli stessi capitali sul mercato obbligazionario. Secondo alcune stime, l'emissione globale di debito legato all'IA potrebbe superare quest'anno i 570 miliardi di dollari, quadruplicando rispetto all'anno precedente. Nvidia, ad esempio, ha annunciato di essere al lavoro con istituti finanziari di Wall Street per raccogliere altri 500 miliardi di dollari destinati allo sviluppo dell'IA.

Questa concorrenza per il capitale si somma a un contesto di debito pubblico già elevato e in crescita: negli Stati Uniti il Congressional Budget Office proietta per l'anno fiscale in corso un deficit federale di 1.900 miliardi di dollari, pari a circa il 6% del PIL, con un debito pubblico che potrebbe salire dal 124,6% al 136% del PIL entro un decennio. Anche in Europa i conti pubblici restano sotto pressione, con la Francia che fatica a consolidare il proprio disavanzo nonostante gli impegni presi.

Il risultato di questi fattori combinati è che gli investitori chiedono premi di rendimento più elevati per detenere debito a lungo termine, ossia un term premium - la compensazione richiesta per tenere in portafoglio titoli a scadenza lunga anziché rinnovare continuamente titoli a breve termine - tornato saldamente positivo dopo anni. Questo meccanismo aumenta direttamente il costo del finanziamento per i governi, ma anche per le imprese e le famiglie, dato che i tassi sui titoli di Stato fungono da parametro di riferimento per mutui e altri prestiti.

L'aumento dei rendimenti obbligazionari ha già avuto ripercussioni sui mercati azionari, con cali registrati su indici come il Nasdaq e lo STOXX 600 europeo nelle sedute più recenti. Resta da capire se, come sostengono alcuni analisti, i guadagni di produttività legati all'intelligenza artificiale riusciranno in futuro ad alleggerire il peso del debito pubblico spingendo la crescita economica, oppure se il boom degli investimenti in IA continuerà ad alimentare la pressione al rialzo sui costi di finanziamento globali.

19 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Polizze fantasma a Pesaro: risarciti risparmiatori truffati per 411mila euro

Tre risparmiatori truffati da un agente assicurativo infedele sono stati risarciti con oltre 400mila euro. La vicenda, avvenuta nella provincia di Pesaro, riguarda le cosiddette "polizze fantasma": contratti apparentemente regolari, ma in realtà mai registrati nei sistemi della compagnia assicurativa, con il denaro dei clienti finito direttamente nelle tasche dell'agente infedele.

Come riporta Il Resto del Carlino, le vittime erano convinte di aver investito i propri risparmi in normali prodotti assicurativi. Le polizze avevano tutte le caratteristiche di autenticità: moduli, quietanze, estratti conto con gli interessi maturati, carta filigranata e timbri dell'agenzia. Nella realtà, però, quei contratti non esistevano nei sistemi della compagnia, mentre le somme versate erano state incassate direttamente dall'agente, morto nel 2022.

Il giudice, nella sentenza che ha condannato la compagnia assicurativa al risarcimento, ha puntato il dito contro i mancati controlli interni che avrebbero dovuto intercettare per tempo l'anomalia, riconoscendo alle tre vittime del raggiro un totale di 411mila euro.

Non si tratta del primo caso legato allo stesso agente e alla medesima agenzia. Il 27 luglio, infatti, lo stesso giudice aveva condannato la compagnia a risarcire 10.800 euro, oltre interessi e rivalutazione, a un altro cliente. In quel caso la polizza esisteva realmente, ma alcuni dei premi versati non erano mai stati contabilizzati. Le anomalie erano emerse quando il cliente aveva contattato la compagnia dopo la morte dell'agente, avvenuta nel novembre 2022, scoprendo che diversi versamenti erano rimasti fuori dalla polizza nonostante fosse in possesso di tutte le ricevute rilasciate negli anni.

In quella circostanza il cliente aveva chiesto quasi 20mila euro, sostenendo che i premi, se investiti regolarmente, avrebbero prodotto un capitale maggiore alla scadenza del contratto. Il Tribunale aveva però riconosciuto come danno certo soltanto le somme effettivamente versate e mai confluite nella polizza, quantificate appunto in 10.800 euro.

Le vicende confermano un orientamento giurisprudenziale consolidato: quando un agente con rappresentanza della compagnia utilizza moduli e documentazione originali per vendere polizze in realtà inesistenti, il cliente in buona fede non ha motivo di dubitare della correttezza dell'intermediario, e la responsabilità dell'illecito ricade sulla compagnia assicurativa preponente, chiamata a risarcire il danno anche quando non ha materialmente commesso la truffa.

19 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Oltre mille miliardi di euro di risparmio sono affidati alle gestioni patrimoniali. Unimpresa

"Oltre mille miliardi di euro di risparmio sono affidati alle gestioni patrimoniali in Italia. Il patrimonio gestito complessivamente da banche, società di intermediazione mobiliare e società di gestione del risparmio ha raggiunto 1.083,4 miliardi di euro alla fine del 2025, rispetto ai 901,9 miliardi del 2022: un incremento di 181,5 miliardi, pari al 20,1% in tre anni".

E' quanto si legge in una nota di Unimpresa. "Nel primo trimestre del 2026- si legge- il patrimonio si è attestato a 1.073,2 miliardi, con una flessione di 10,2 miliardi (-0,9%) rispetto a dicembre, ma mantenendosi ampiamente sopra la soglia dei mille miliardi. È quanto emerge da un'analisi del Centro studi di Unimpresa relativa alle attività di gestione patrimoniale, secondo cui la crescita rispetto al 2022 è stata accompagnata da una significativa trasformazione nella distribuzione delle masse tra gli intermediari.

Le gestioni riconducibili alle banche sono passate da 115,3 miliardi nel 2022 a 247,5 miliardi alla fine del 2025, con un aumento di 132,3 miliardi, pari a circa il 114,7%. Nel primo trimestre 2026 il patrimonio gestito dalle banche è ulteriormente salito a 252,8 miliardi.

Le SGR continuano tuttavia a rappresentare la componente largamente prevalente del mercato: il patrimonio amministrato era pari a 775,0 miliardi nel 2022, è salito a 835,1 miliardi nel 2023 e a 862,6 miliardi alla fine del 2024, per poi attestarsi a 821,7 miliardi nel 2025 e a 807,5 miliardi nel marzo 2026.

Le SIM rappresentano invece una quota residuale: 11,6 miliardi nel 2022, 14,1 miliardi nel 2025 e 12,9 miliardi nel primo trimestre di quest'anno".

"Il superamento stabile della soglia dei mille miliardi nelle gestioni patrimoniali- spiega nella nota il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora- conferma ancora una volta quanto il risparmio rappresenti una delle grandi forze strutturali dell'economia italiana. È una ricchezza che garantisce stabilità al sistema finanziario e che può contribuire in maniera ancora più significativa alla crescita del Paese. Il comparto cresce anche in virtù della stabilità politica garantita dal governo guidato da Giorgia Meloni, in carica ormai da quasi quattro anni. I numeri mostrano anche una progressiva diversificazione degli investimenti, con una presenza importante dei titoli pubblici italiani accanto alle attività finanziarie internazionali. La sfida consiste nel creare le condizioni affinché una quota crescente di questa enorme massa di risparmio possa essere indirizzata, nel rispetto delle scelte e della tutela dei risparmiatori, verso l'economia reale, le pic".

"Secondo il Centro studi di Unimpresa- prosegue il comunicato- che ha rielaborato dati statistici della Banca d'Italia, l'andamento del risparmio gestito evidenzia anzitutto il forte recupero successivo alla contrazione registrata nel 2022. Dai 1.054,4 miliardi del 2021 il patrimonio era sceso a 901,9 miliardi nel 2022, con una riduzione superiore a 150 miliardi. Da quel minimo è iniziato un percorso pressoché continuo di recupero: 972,4 miliardi nel 2023, 1.018,4 miliardi nel 2024 e 1.083,4 miliardi nel 2025. Nel primo trimestre 2026 il valore resta a 1.073,2 miliardi.

La dinamica più evidente riguarda dunque il comparto bancario.

In tre anni le masse sono più che raddoppiate. Alla fine del 2022 le banche amministravano 115,3 miliardi, mentre alla fine del 2025 erano arrivate a 247,5 miliardi. L'incremento di oltre 132 miliardi spiega da solo quasi tre quarti dell'aumento complessivo registrato dal sistema nello stesso periodo.

Le SGR mantengono comunque una posizione dominante, con oltre 800 miliardi di patrimonio. Nel primo trimestre 2026 alle SGR fa capo circa il 75% del patrimonio complessivamente gestito, mentre alle banche è riconducibile quasi un quarto del totale".

"Il patrimonio gestito non coincide perfettamente con il valore del portafoglio finanziario- spiega Unimpresa- Nel primo trimestre 2026 il portafoglio complessivo delle gestioni vale 1.046,0 miliardi, a fronte di 1.073,2 miliardi di patrimonio gestito. La composizione mostra una marcata diversificazione geografica e finanziaria. Le due principali componenti sono dunque internazionali. Le obbligazioni estere valgono 332,4 miliardi e le quote di fondi comuni esteri altri 304,2 miliardi: insieme superano 636 miliardi.

Resta tuttavia estremamente significativa l'esposizione verso il debito sovrano italiano. Le gestioni patrimoniali detengono 254,5 miliardi di titoli delle amministrazioni centrali italiane. All'interno di questa massa, 242,2 miliardi sono BTP, 6,3 miliardi BOT e 3,4 miliardi CCT. I BTP rappresentano pertanto circa il 95% dei titoli pubblici italiani presenti nelle gestioni patrimoniali e oltre il 23% dell'intero portafoglio gestito.

Un altro elemento significativo riguarda l'evoluzione delle obbligazioni estere. Il loro valore nelle gestioni patrimoniali era pari a 259,1 miliardi nel 2022. È salito a 281,8 miliardi nel 2023, a 303,3 miliardi alla fine del 2024 e a 330,5 miliardi alla fine del 2025. Nel marzo 2026 ha raggiunto 332,4 miliardi. Rispetto al 2022 l'aumento è quindi di 73,4 miliardi, pari a circa il 28,3%.

Anche i fondi comuni esteri occupano una posizione centrale: da 249,7 miliardi nel 2022 sono saliti a 291,5 miliardi nel 2024 e a 309,6 miliardi alla fine del 2025, per attestarsi a 304,2 miliardi nel primo trimestre 2026.

La crescita delle masse non dipende esclusivamente dalla raccolta, perché sui valori di mercato incidono anche l'andamento dei prezzi delle attività finanziarie e le scelte di composizione dei portafogli.

La raccolta netta mostra infatti un andamento molto più irregolare. Nel quarto trimestre 2024 era risultata positiva per 4,5 miliardi. Nel 2025 si è passati da -2,6 miliardi nel primo trimestre a +1,7 miliardi nel secondo, -0,4 miliardi nel terzo e soprattutto +12,8 miliardi nell'ultimo trimestre. Nel primo trimestre 2026 il saldo torna negativo per 1,8 miliardi.

Il dato complessivo nasconde dinamiche molto diverse: le banche registrano una raccolta netta positiva per 8,4 miliardi, mentre le SGR segnano -9,4 miliardi e le SIM -0,8 miliardi".

"Il quadro che emerge dai dati della Banca d'Italia è quindi più articolato della semplice crescita quantitativa delle masse amministrate- conclude Unimpresa- Dal 2022 al 2025 il patrimonio gestito è aumentato di oltre il 20%, ma contemporaneamente è cambiata la struttura dell'industria. Le banche hanno rafforzato in maniera molto significativa la propria presenza, mentre le SGR, pur continuando a dominare il mercato, hanno registrato una crescita decisamente più contenuta rispetto ai livelli del 2022.

Sul versante degli investimenti emerge inoltre un equilibrio tra componente domestica e internazionale. Il debito pubblico italiano mantiene un ruolo centrale, soprattutto attraverso i BTP, ma una parte rilevantissima dei portafogli è indirizzata verso obbligazioni e fondi esteri.

Per gli analisti del Centro studi di Unimpresa, si tratta di un elemento centrale nel dibattito sulla capacità del sistema finanziario italiano di trasformare il risparmio privato in capitale destinato allo sviluppo.

L'Italia dispone di una massa molto ampia di risorse finanziarie e di un'industria del risparmio gestito che ha recuperato e superato quota mille miliardi. La questione economica non riguarda quindi soltanto la quantità del risparmio disponibile, ma la sua destinazione e la capacità di creare strumenti capaci di convogliare una parte maggiore di queste risorse verso investimenti produttivi, imprese e crescita. I dati di dettaglio confermano sia la crescita delle gestioni bancarie sia la prevalenza delle SGR".

19 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Gli scioperi nei servizi pubblici previsti a settembre

Settembre si preannuncia ancora un mese caldo, almeno sul fronte degli scioperi. E il settore più interessato, con impatti a ricaduta sugli utenti, sarà quello dei trasporti, dalle ferrovie agli aerei passando per i mezzi pubblici. Le date da segnare, in particolare, sono quelle a cavallo tra il 7 e l'8 settembre per chi deve prendere il treno, il 30 settembre per chi dovrà volare, mentre il Tpl sarà protagonista di una lunga lista di proteste sparse un po' in tutta Italia, con una particolare concentrazione nella giornata del 15. E in tutto questo, da tenere a mente c'è anche la data dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato da Csle con l'adesione di Fi-si, per l'intera giornata del 26 settembre, con possibili disagi in tutti i settori, dalla scuola alla sanità, dai trasporti ai benzinai al pubblico impiego.

Treni, lo stop in due date

Andiamo con ordine. Chi deve prendere il treno, dovrà fare i conti con lo sciopero nazionale di 24 ore, tra il 7 e l'8 settembre, in particolare dalle ore 21.18 del 7 alle ore 21.17 dell'8, quando a incrociare le braccia sarà il personale di macchina e di bordo di Gruppo Fs, Mercitalia Rail, Trenitalia e Trenitalia Tper Scarl aderente alla mobilitazione proclamata da Assemblea Nazionale Pdm/pdb; nella stessa giornata, gli scioperi proclamati da Sgb e Cub trasporti e da Cat coinvolgeranno anche il trasporto merci e, in generale, le aziende che svolgono attività ferroviaria.

Sciopero che rischia di avere una 'coda' con possibili ulteriori disagi a causa dello sciopero di 24 ore in 'casa' Rfi, tra il 10 e l'11 settembre, che coinvolgerà il personale della manutenzione, amministrativo e di ingegneria di Rfi Doit ut Sud a Verona (dalle ore 21 del 10 alle ore 20.59 dell'11/9), proclamato da Orsa Ferrovie e Slm Fast. Dal pomeriggio del 10 a quello dell'11 settembre c'è anche lo sciopero nazionale dei lavoratori di Captrain Italia, ovvero del trasporto merci su rotaia, proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti.

Aerei, tre date e possibili disagi

La giornata no del trasporto aereo sarà invece quella del 30 settembre con lo sciopero nazionale di Techno Sky (la società di Enav responsabile della gestione e della manutenzione hardwaree software dell’intera gamma di impianti e sistemi utilizzati per l’erogazione dei servizi di assistenza al volo) dalle ore 13.00 alle 17.00, e lo sciopero nazionale Enav, nella stessa fascia oraria. Entrambi proclamati da Uiltrasporti.

Qualche disagio potrà crearlo anche lo sciopero del 13 settembre proclamato da Usb Lavoro privato che, dalle ore 11 alle 15, coinvolgerà il personale di Toscana Aeroporti, Gh Toscana e Consulta negli scali di Pisa e Firenze. Nella stessa giornata del 13 settembre, sciopereranno gli istituti di vigilanza di diversi scali: Roma Fiumicino, Varese e Torino. Per rimanere in tema di trasporto aereo, da segnalare ancora, l'11 settembre, lo sciopero nazionale di Poste Air Cargo dalle ore 00.00 alle ore 04.00, proclamato da Filt Cgil, Anpac, Anp, Fit Cisl, Uiltrasporti.

Trasporto locale, il lungo calendario degli stop

Capitolo Tpl. Sul fronte del trasporto pubblico locale, diverse le date da segnalare. Si inizia il 4 settembre con lo sciopero di Atm a Genova che interesserà il servizio urbano ed extraurbano dalle ore 9.30 alle 17 (Cub trasporti). Il 5 settembre tocca a Venezia: lo stop di 4 ore, dalle ore 16 alle 20, dei lavoratori di Atvo è stato proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal. Il 7 settembre la protesta arriva a Vicenza (Cub trasporti), per l'intera giornata nel rispetto delle fasce di garanzia; il 10 settembre sarà la volta di Trento (dalle ore 11.00 alle ore 15.00) e Foggia (dalle ore 8.30 alle ore12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.30). Il 14 settembre si fermerà il trasporto pubblico a Bergamo (Arriva Italia), la protesta indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 12.30.

Giornata nera del Tpl, il 15 settembre. In quella stessa data la protesta interesserà Firenze Autolinee Toscana (da inizio servizio alle ore 4.15, dalle 8.14 alle 12.30 e dalle 14.29 a fine servizio); Ravenna (Start Romagna) dalle ore 8.30 alle ore 12.00; Napoli (Anm) dalle ore 12.45 alle ore 16.45 del personale area ferro; Prato (Autolinee Toscane) da inizio servizio alle ore 4.15, dalle 8.14 alle 12.30 e dalle 14.29 a fine servizio; di nuovo Venezia (Atvo) per l'intera giornata e Pisa (Autolinee Toscane) dalle ore 17.30 alle ore 21.30. Il 22 settembre la protesta di settore riguarderà invece l'Umbria (Busitalia Sita Nord), con fasce garantite a Perugia e Spoleto dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 12.00 alle 15.00, a Terni dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 12.30 alle 15.30, e per i servizi ferroviari dalle 5.45 alle 8.45 e dalle 11.45 alle ore 14.45.

Le altre mobilitazioni

Chiuso il capitolo trasporti, tra le altre mobilitazioni da segnalare nel mese di settembre, quella del 12 con lo sciopero nazionale dei Vigili del Fuoco proclamato da Uil Fp, con la seguente articolazione: personale operativo turnista in servizio nelle sedi aeroportuali, dalle ore 15.00 alle ore 18.00; personale operativo turnista, intero turno di lavoro, personale operativo e tecnico - amministrativo a servizio giornaliero, intera giornata lavorativa. Dal 23 al 29 settembre ci sarà infine lo sciopero nazionale delle Unioni Camere Penali Italiane.

(AdnKronos)

19 AGOSTO 2026

MONDOMONDO. Pirateria su Telegram: scoperti centinaia di canali e bot

La pirateria audiovisiva, ovvero l’accesso illegale a film, serie TV e musica, sfrutta principalmente siti dedicati e IPTV. Queste piattaforme possono però essere smantellate dalle forze dell’ordine o chiuse dai gestori. Molti utenti hanno quindi scelto Telegram come canale di distribuzione. Uno studio accademico conferma la presenza di numerosi canali e bot.

Circa 1.000 canali e 19.000 titoli

I ricercatori delle Louisiana State University e University of Texas (Arlington) hanno analizzato 1.057 canali con oltre 209.000 post unici pubblicati tra dicembre 2023 e gennaio 2026 per individuare il tipo di contenuti condivisi e le tecniche di distribuzione. L’uso di Telegram come piattaforma pirata è noto da tempo. Lo studio (PDF) conferma la sua popolarità.

Durante l’analisi è stato utilizzato il modello Gemma 3 27B di Google per “etichettare” i contenuti pirata, riducendo i falsi positivi. Molti canali sono legittimi, in quanto gli iscritti discutono su film e serie TV, pubblicano recensioni o visualizzano i trailer. Sono stati così identificati 19.033 titoli pirata di 175 paesi, la maggioranza dei quali sono film.

Questi canali hanno ottenuto oltre 4,85 miliardi di visualizzazioni. I ricercatori hanno stimato perdite economiche per i titolari dei diritti d’autore pari a circa 17,5 miliardi di dollari. La risoluzione dei contenuti varia tra 480p a 1080p. Solo 11 canali offrivano contenuti a risoluzione 4K. In molti post erano presenti più film o intere stagioni di serie TV.

La maggioranza dei titoli erano di Toei Company (17%), casa di produzione e distribuzione giapponese, nota per One Piece e Dragon Ball. Al secondo post c’è Netflix (15%), seguita da Warner Bros. (12,4%) e Universal Pictures (9,1%). I metodi di distribuzione sono vari: download diretto, link a canali secondari, link esterni (cloud storage, siti di streaming, Torrent) e bot. Alcuni canali vendono anche credenziali rubate di Netflix, Disney+ e altri servizi di streaming.

I ricercatori hanno inoltre sviluppato un tool AI, denominato Anti-RIP, che ha individuato 1.101 canali pirata, 524 dei quali sono stati chiusi dopo la segnalazione a Telegram e alle case cinematografiche. Il codice sorgente di Anti-RIP è disponibile su GitHub.

(PuntoInformatico.it)

19 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Incendi boschivi: 1070 dall'inizio dell'anno

Dall’inizio del 2026 a fine luglio, nella Penisola, i grandi incendi boschivi sono stati 1070. «La superficie percorsa dal fuoco ammonta a circa 74 chilometri quadrati» fa sapere l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e «un’estensione paragonabile a quella dell’intera provincia di Lodi». Soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole: Sicilia (510 km²), Calabria (78 km²) e Puglia (48 km²) rappresentano i contesti geografici più colpiti, contribuendo complessivamente al 73% della superficie fino ad ora percorsa dal fuoco a livello nazionale. Senza contare le fiamme che hanno avvolto le aree agricole e i campi.

19 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. L'Italia è il Paese in cui si vive più a lungo ma si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro

L’Italia è uno dei Paesi europei nei quali si vive più a lungo, ma anche uno di quelli dove trascorrono meno anni nel mercato del lavoro. Nel 2025, secondo i dati della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, la durata attesa della vita lavorativa si ferma a 33 anni: il secondo valore più basso dell’Unione europea dopo la Romania e ben quattro anni e mezzo in meno rispetto alla media Ue, pari a 37,5 anni. Il dato stima gli anni che una persona di 15 anni può attendersi di trascorrere nella forza lavoro (come occupata o disoccupata), sulla base delle attuali condizioni demografiche e dei livelli di partecipazione. Il risultato italiano risente dell’ingresso tardivo dei giovani, delle carriere discontinue e della bassa partecipazione femminile. E preoccupa soprattutto se si considera che la durata attesa della vita lavorativa raggiunge i 40,2 anni in Germania, 37,5 in Francia, 36,8 in Spagna e nei Paesi Bassi arriva addirittura a 44 anni.

LETTERE
24 AGOSTO 2026

Multa ZTL a Dubrovnik da avvocato straniero: è reale e va pagata?

· di Redazione
Ho ricevuto una raccomandata da avvocato shain pacheco Vincovic per infrazione zona ZTL Dubrovnik di 420 euro, palesemente sproporzionata. Cosa mi consigliate di fare, la multa è reale? Se non pago la cifra che conseguenze avrò?

Risposta:
Gentile Gaspare,
Le consigliamo di scrivere al comune di Dubrovnik in questione chiedendo l'applicazione dell'art. 19a della delibera cui fanno riferimento nella richiesta e di non pagare nulla fino a chiarimenti, conservando tutta la documentazione a supporto. È improbabile che possano riscuotere in Italia (è richiesto un procedimento piuttosto complesso che, da quanto ci risulta, non è mai stato azionato contro chi non paga).
24 AGOSTO 2026

Caparra hotel non rimborsata dopo disdetta: quando si ha diritto al rimborso

· di Redazione
Oggetto: Richiesta di consulenza per restituzione caparra alberghiera di €130
Buongiorno, vorrei chiedere una consulenza in merito alla restituzione di una caparra versata per una prenotazione alberghiera.
In data 12/04/2026 ho prenotato presso l'Hotel Acacia un soggiorno per 2 adulti e 1 bambino di 5 anni, dal 1° all'8 settembre 2026, per un totale di €930.
Nel preventivo inviato dall'hotel era indicato quanto segue: “A seguito di Vs. breve conferma sul ns. preventivo, verrà richiesta una caparra di Euro 130,00 tramite bonifico. In caso di disguido fino a 21 giorni prima dell'arrivo la caparra verrà rimborsata completamente, a seguire tratterremo il 100% oppure avete la possibilità di posticipare la vacanza in base alla disponibilità.”
Abbiamo quindi versato la caparra di €130.
Successivamente, in data 19/08/2026, quindi circa 13 giorni prima dell'arrivo, abbiamo comunicato all'hotel che non avremmo più usufruito del soggiorno.
L'hotel ci ha risposto per iscritto: “La ringraziamo come già anticipato telefonicamente provvediamo alla restituzione della caparra non appena verrà rioccupata la camera, diversamente sarà trattenuta dall'azienda come già scritto nel preventivo inviato il 13.04.2026.”
Vorrei sapere se questa modalità è corretta e, soprattutto, se l'hotel può trattenere la caparra nel caso in cui la camera venga successivamente nuovamente venduta.
In particolare, vorrei sapere:
1. Se, qualora la camera venga rioccupata per le stesse date (1-8 settembre), abbiamo diritto alla restituzione dei €130.
2. Se l'hotel ha l'obbligo di informarci qualora la camera venga nuovamente prenotata.
3. Se possiamo chiedere all'hotel di dimostrare che la camera non è stata rioccupata.
4. Se il fatto che l'hotel continui a pubblicizzare disponibilità per quel periodo può avere rilevanza.
5. Se possiamo formalmente chiedere la restituzione della caparra e, in caso di rifiuto, quali sono i passi successivi per far valere i nostri diritti.
Sono in possesso del preventivo, della conferma della prenotazione, della ricevuta del bonifico della caparra e delle comunicazioni scritte intercorse con l'hotel.
Ringrazio anticipatamente per la consulenza e resto a disposizione per fornire tutta la documentazione necessaria.
Cordiali saluti
Arianna

Risposta:
Gentile Arianna,
Il caso riguarda un contratto di soggiorno con una condizione di cancellazione chiaramente pattuita nel preventivo, che lei stesso conferma di aver accettato prenotando. Chiariamo innanzitutto la natura di quanto versato: si tratta di una caparra confirmatoria, che per sua natura giuridica non è semplicemente "trattenibile a discrezione", ma segue una logica precisa, ossia funge da anticipo se il contratto si esegue, mentre in caso di recesso di chi l'ha versata la parte che riceve la caparra può trattenerla a titolo di risarcimento forfettario del mancato guadagno.

Nel suo caso la condizione pattuita era chiara: oltre i 21 giorni dall'arrivo, in caso di rinuncia il 100% della caparra viene trattenuto. Avendo comunicato la rinuncia a circa 13 giorni dall'arrivo, quindi oltre il termine previsto, la clausola prevede la trattenuta integrale, e su questo punto la posizione dell'hotel di trattenere i 130 euro trova base contrattuale.
Ora l'albergo si rende disponibile ad una restituzione della caparra se riesce ad affittare la stanza per il periodo che lei aveva prenotato. Bene, è una variazione a suo vantaggio

Le suggeriamo comunque di inviare una richiesta scritta formale, segnalando che l'hotel stesso ha dichiarato disponibilità a restituire la caparra e chiedendo conferma scritta dei tempi. In caso di rifiuto ingiustificato, la via è la diffida scritta e, se necessario, il Giudice di Pace, competente per il valore della controversia.

Può utilizzare il nostro modulo per la diffida.

Per approfondire: la nostra guida sul Giudice di Pace
24 AGOSTO 2026

Rumori notturni da portone del condominio vicino: cosa fare

· di Redazione
Il portone del condominio attaccato a quello dove vivo io è malfunzionante (la molla idraulica dev'essere rotta), per cui le ante di legno (molto alte e pesanti) quando si chiudono sbattono fortissimo, generando rumore e tonfi che mi svegliano di continuo per tutta la notte (c'è un grosso viavai a tutte le ore, ma il fastidio è intollerabile dalle 22.00 alle 6.00). Ho fatto delle registrazioni che dimostrano il rumore intollerabile. Ho scritto una pec all'amministratore che non ha provveduto alla sistemazione.
Federica, dalla provincia di FI

Risposta:
Gentile Federica,
Il problema che descrive rientra a pieno titolo nelle immissioni rumorose moleste, disciplinate dal codice civile (limite della normale tollerabilità) e, nei casi più gravi, anche penalmente rilevanti se il rumore supera la soglia che disturba le occupazioni o il riposo di più persone.

Il fatto che il portone rumoroso appartenga al condominio confinante, e non al suo, non cambia la sostanza: se il disturbo la raggiunge concretamente nella sua unità abitativa, lei ha comunque titolo per agire, semplicemente la controparte non sarà il suo amministratore ma l'amministratore (o i condomini) dell'edificio dove si trova il portone malfunzionante.

Le registrazioni che ha già raccolto sono un buon punto di partenza, ma tenga presente che in caso di contenzioso il mezzo di prova più solido è una perizia fonometrica eseguita da un tecnico competente, che misuri lo scarto tra rumore di fondo e rumore di picco nelle fasce orarie notturne: è quello che un giudice richiede tipicamente per accertare il superamento della normale tollerabilità.

Sul piano operativo le consigliamo innanzitutto di inviare una diffida formale scritta, questa volta indirizzata all'amministratore del condominio dove si trova il portone (non al suo amministratore, salvo che non sia lo stesso), con raccomandata A/R o PEC se l'amministratore ne ha una, intimando la riparazione della molla idraulica entro un termine congruo e riservandosi ogni azione. Se anche questa seconda diffida rimanesse senza esito, la strada successiva è la mediazione civile obbligatoria, che è condizione necessaria prima di poter adire il giudice in materia di immissioni: si attiva presso un organismo di mediazione e ha durata massima di 3 mesi. Se la mediazione fallisce, potrà rivolgersi al giudice competente per ottenere sia la cessazione delle immissioni sia l'eventuale risarcimento del disagio subito, supportato dalla perizia fonometrica.

Può trovare il modulo per la diffida nella sezione affitti/immobili del nostro generatore moduli.

Per approfondire: la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria e il nostro approfondimento sulla nuova conciliazione civile obbligatoria
24 AGOSTO 2026

Robot aspirapolvere guasto tre volte: come ottenere rimborso da MediaWorld

· di Redazione
Chiedo assistenza in merito all'ordine MediaWorld n. *** del 6 gennaio 2026, relativo a un robot aspirapolvere KOENIC del valore di €237,15.

Il prodotto si è guastato per ben tre volte. È già stato inviato in assistenza due volte e, nonostante gli interventi effettuati, il problema si è nuovamente presentato. A pochi mesi dall'acquisto, il prodotto ha quindi trascorso una parte rilevante della sua vita utile in assistenza, causandomi inoltre perdite di tempo, spese di carburante e notevoli disagi.

Non intendo accettare una terza procedura di assistenza e ho richiesto la risoluzione del contratto e il rimborso integrale.

Il 27 giugno 2026 MediaWorld, con riferimento alla segnalazione n. ***, mi ha comunicato per iscritto che, considerata la "natura ricorrente del difetto", aveva inoltrato la pratica "con priorità massima per autorizzare la risoluzione del contratto". Mi comunicava inoltre che avrebbe organizzato il ritiro gratuito del prodotto presso il mio domicilio e che, una volta verificato il rientro, sarebbe stato emesso il rimborso totale.

Nonostante ciò, ho dovuto inviare due PEC a MediaWorld, il 13 e il 22 luglio, chiedendo la conclusione della pratica. Entrambe sono rimaste senza risposta.

Nella PEC del 22 luglio ho inoltre chiesto a MediaWorld di indicarmi il riferimento legislativo alla base di quanto affermato verbalmente presso il punto vendita di Verano Brianza, secondo cui per ottenere il rimborso sarebbe stato necessario che il prodotto si rompesse almeno quattro volte per lo stesso motivo. Non ho ricevuto risposta neppure su questo punto.

Il 27 luglio MediaWorld ha infine risposto alla mia PEC confermando che il prodotto rientra nella Garanzia Legale di Conformità e che la mia richiesta di risoluzione contrattuale era stata trasmessa alla Divisione competente "per la gestione prioritaria della pratica di rimborso", promettendo un aggiornamento definitivo.

Il 21 agosto, tuttavia, ho ricevuto soltanto un'ulteriore comunicazione generica in cui mi viene detto che la segnalazione è stata inoltrata alla divisione competente e che, se necessario, sarò ricontattata.

A quasi due mesi dalla prima comunicazione, non è stato effettuato alcun ritiro e non ho ricevuto alcun rimborso.

Chiedo pertanto assistenza per ottenere da MediaWorld la risoluzione del contratto, il ritiro gratuito del prodotto e il rimborso integrale di €237,15, senza ulteriori riparazioni, sostituzioni o rinvii.

Allego la documentazione relativa all'acquisto, alle assistenze e tutta la corrispondenza intercorsa con MediaWorld.
Elisabetta, dalla provincia di CO

Risposta:
Gentile Elisabetta,
La sua posizione è corretta e trova pieno fondamento nel Codice del Consumo. La garanzia legale di conformità dura 2 anni dalla consegna ed è a carico del venditore, in questo caso MediaWorld. Quando un difetto si ripresenta dopo un tentativo di riparazione, il consumatore ha diritto a chiedere direttamente la risoluzione del contratto con rimborso integrale, senza dover subire ulteriori tentativi di riparazione: la legge infatti prevede che, se la riparazione precedente non ha risolto il problema in modo definitivo, il consumatore possa passare direttamente al rimedio della riduzione del prezzo o della risoluzione, senza alcun numero minimo di rotture da dover dimostrare. L'affermazione riferita verbalmente al punto vendita, secondo cui servirebbero quattro rotture per lo stesso guasto, non ha alcun fondamento normativo, ed è significativo che MediaWorld stessa non le abbia saputo indicare alcun riferimento legislativo a supporto.

Detto questo, lei ha già fatto correttamente le due mosse principali: ha messo per iscritto la richiesta di risoluzione e ha ottenuto conferma scritta da MediaWorld che il rimborso è dovuto. Il problema ora è esclusivamente l'inerzia nell'esecuzione, che le crea un danno da ritardo.

Le consigliamo di inviare un'ultima diffida formale via PEC, con termine perentorio di 15 giorni per il ritiro del prodotto e il rimborso, avvertendo che, decorso inutilmente il termine, agirà per il recupero della somma e delle spese tramite decreto ingiuntivo, oltre a valutare la richiesta di interessi legali per il ritardo. Se anche questo termine dovesse decorrere invano, l'unica via resta il ricorso al Giudice di Pace, competente per la somma in questione, eventualmente preceduto dal tentativo di mediazione civile obbligatoria (durata massima 3 mesi) o da una negoziazione assistita. Può usare il generatore di moduli ADUC per la diffida.

Per approfondire: la nostra guida sulla garanzia dei prodotti a carico del venditore, la nostra guida sulla mediazione civile obbligatoria, la nostra guida sul Giudice di Pace.
24 AGOSTO 2026

Dismissione smartcard tivùsat Tiger: chi paga la sostituzione dei decoder

· di Redazione
Con la presente vorrei sottoporre alla Vostra attenzione la situazione relativa alla progressiva disattivazione delle smartcard tivùsat basate sulla tecnologia Tiger.

Sono titolare di una smartcard tivùsat Oro e ho recentemente ricevuto una comunicazione da tivùsat che mi informa della prossima disattivazione della mia card e della necessità di passare alla nuova tecnologia.

La questione mi sembra meritevole di una valutazione sotto il profilo della tutela dei consumatori, poiché la dismissione della tecnologia comporta di fatto la sostituzione di dispositivi perfettamente funzionanti, acquistati regolarmente per utilizzare il servizio tivùsat.

Nel mio caso specifico ho effettuato due acquisti:

- nel 2018 ho acquistato un decoder tivùsat I-Can 3900S;
- nel 2021 ho acquistato una Digiquest Bundle CAM tivùsat Oro – CI+ GOLD, commercializzata come CAM tivùsat HD "di ultima generazione", compatibile anche con i nuovi televisori Android.

In particolare, ritengo significativo il secondo acquisto. Nel 2021 ho acquistato una CAM espressamente commercializzata come soluzione tivùsat di ultima generazione, comprensiva di smartcard Oro. A distanza di circa cinque anni, la smartcard associata a tale prodotto viene ora resa inutilizzabile a causa della dismissione della tecnologia Tiger.

Il problema, a mio avviso, non riguarda soltanto la perdita di funzionalità di una vecchia smartcard. Per continuare a usufruire dello stesso servizio, il consumatore è costretto ad acquistare un nuovo dispositivo compatibile con la tecnologia Merlin, nonostante il televisore, l'impianto satellitare e la CAM siano ancora perfettamente funzionanti dal punto di vista hardware.

La situazione appare particolarmente problematica considerando che:

1. la tecnologia Tiger non è stata scelta autonomamente dal consumatore, ma faceva parte del sistema tivùsat e dei dispositivi certificati e commercializzati per l'accesso al servizio;

2. la CAM acquistata nel 2021 veniva presentata commercialmente come prodotto "di ultima generazione";

3. la disattivazione non deriva da un guasto del dispositivo acquistato dal consumatore, ma da una decisione relativa alla dismissione della tecnologia utilizzata per la gestione delle smartcard;

4. per continuare a ricevere il medesimo servizio è necessario sostenere un nuovo esborso economico per l'acquisto di un decoder o di una CAM di nuova generazione;

5. non mi risulta, allo stato attuale, che sia prevista una sostituzione gratuita dei dispositivi interessati né un rimborso o un contributo generalizzato commisurato al periodo di utilizzo residuo degli apparecchi.

Comprendo che una tecnologia possa essere progressivamente sostituita e che possano esistere motivazioni tecniche per la sua dismissione. Tuttavia, ritengo che questo non dovrebbe necessariamente comportare il trasferimento integrale del costo della transizione sui consumatori che hanno acquistato prodotti certificati e commercializzati da tivùsat o dai suoi partner.
Dino, dalla provincia di CT

Risposta:
Gentile Dino,
La sua segnalazione riguarda un tema reale, ma è utile distinguere due piani per capire cosa si può concretamente rivendicare.

Il primo piano è quello della dismissione tecnologica in sé. Se tivùsat sta abbandonando il sistema Tiger per motivi tecnici (sicurezza, obsolescenza degli algoritmi di cifratura), questa è una scelta legittima dell'operatore, che non costituisce di per sé una pratica commerciale scorretta né un illecito: non esiste un diritto del consumatore alla immutabilità di una tecnologia di trasmissione nel tempo.

Il secondo piano, però, è quello che riguarda specificamente l'acquisto del 2021. Se la CAM Digiquest è stata effettivamente pubblicizzata come prodotto "di ultima generazione" e "compatibile con i nuovi televisori Android" senza alcuna indicazione, nemmeno generica, che la tecnologia sottostante (Tiger) fosse già in fase di superamento o avesse un orizzonte di vita limitato, questo può configurare un profilo di informazione commerciale ingannevole ai sensi del Codice del Consumo: il consumatore ha diritto a essere correttamente informato sulle caratteristiche essenziali del bene, incluse quelle che ne condizionano la durata utile nel tempo.

Su questo specifico punto le suggeriamo di conservare ogni materiale pubblicitario, scheda tecnica, confezione o comunicazione commerciale del 2021 che parlasse di "ultima generazione", e di inviare un reclamo scritto sia al rivenditore sia a tivùsat, chiedendo esplicitamente se all'epoca della commercializzazione fosse già nota o programmata la dismissione Tiger. Se la risposta è insoddisfacente, può segnalare la vicenda all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, competente in materia di pratiche commerciali scorrette, allegando la documentazione pubblicitaria. Non essendo tivùsat un operatore di telefonia/pay tv nel senso stretto della conciliazione Corecom (verifichi comunque le condizioni contrattuali del servizio), per un'eventuale richiesta di rimborso o ristoro economico la via è quella della messa in mora scritta seguita, in caso di mancato accordo, dal Giudice di Pace.

Per approfondire: la nostra guida su pubblicità e pratiche commerciali scorrette, la nostra scheda sulla conciliazione obbligatoria davanti al Corecom e la nostra guida sul Giudice di Pace.
24 AGOSTO 2026

Diritto di recesso negato per articoli in saldo: è legale

· di Redazione
Buongiorno, ho acquistato un costume da bagno da un sito online, arrivato a casa e provato mi sono resa conto che non mi stava bene, non per una questione di taglia ma piuttosto di modello. Contattata l'assistenza clienti ho chiesto di esercitare il diritto di recesso che mi è stato negato poiché l'azienda non lo concede per gli articoli in saldo e mi è stato proposto un buono. Questa cosa è legale? Io so che per gli acquisti online si ha diritto di recesso senza motivazione entro 14 giorni. Come devo muovermi? Grazie
Alice, dalla provincia di RE

Risposta:
Gentile Alice,
lei ha ragione e loro torto. Qui le norme specifiche: il nostro modulo per la lettera di recesso su acquisti fatti a distanza.
Si faccia valere con una raccomandata A/r o pec di messa in mora: i nostri moduli e strumenti utili
24 AGOSTO 2026

Multa in Svizzera: come contestarla o rischi se non si paga

· di Redazione
Buona sera, ho ricevuto un verbale di contravvenzione dalla Svizzera. Io vorrei non pagarlo o contestarlo. È possibile? Con quali modalità? Grazie
Simone, dalla provincia di PU

Risposta:
Gentile Simone,
La possibilità di contestare o non pagare una multa svizzera dipende da alcuni elementi che dovrebbe chiarire prima di decidere come procedere.

Se l'infrazione è stata commessa in Svizzera con un veicolo immatricolato in Italia, occorre distinguere due piani. Il primo è quello della contestazione nel merito: se ritiene che la multa sia stata elevata per errore, o che non fosse lei alla guida, o che vi siano vizi nella notifica, ha diritto a presentare ricorso secondo le procedure e i termini previsti dalla legge svizzera, non da quella italiana. Le autorità svizzere di solito indicano nel verbale stesso l'autorità a cui ricorrere e i termini, che sono generalmente brevi (spesso 10-30 giorni a seconda del Cantone e del tipo di violazione). Le consigliamo di leggere con attenzione il verbale ricevuto, perché lì dovrebbero essere specificate le modalità di opposizione previste dall'ordinamento elvetico.

Il secondo piano riguarda l'ipotesi di non pagare confidando nella difficoltà di riscossione transfrontaliera. Su questo punto le segnaliamo che tra Italia e Svizzera esistono accordi di cooperazione e recupero crediti che, in alcuni casi, permettono alle autorità svizzere di attivare procedure di riscossione anche in Italia, specie per importi rilevanti o per violazioni gravi del codice della strada. Non è quindi un'area priva di conseguenze, e la mancata contestazione nei termini previsti dal diritto svizzero può rendere il verbale definitivo ed esecutivo.
24 AGOSTO 2026

Multa ZTL Dubrovnik ricevuta in Italia: come fare ricorso

· di Redazione
In data 18/06/2026 mi è arrivata (tramite raccomandata) una multa dalla Croazia relativa al mio passaggio in zona ZTL il giorno 22/05/2026. Effettivamente quel giorno mi trovavo a Dubrovnik, ma ricordo di aver parcheggiato in un parcheggio a pagamento di cui ho ancora il biglietto. La multa è di 420 euro che si divide in sanzione pecuniaria di 260 euro più 160 di spese poiché la sanzione è stata spedita da un avvocato.
Avendo la ricevuta di pagamento del parcheggio è possibile fare ricorso per il mio passaggio nella ZTL?
Elisa, dalla provincia di RO

Risposta:
Gentile Elisa,
Le consigliamo di scrivere al comune di Dubrovnik in questione chiedendo l'applicazione dell'art. 19a della delibera cui fanno riferimento nella richiesta e di non pagare nulla fino a chiarimenti, conservando tutta la documentazione a supporto. E' improbabile che possano riscuotere in Italia (è richiesto un procedimento piuttosto complesso che, da quanto ci risulta, non è mai stato azionato contro chi non paga).
24 AGOSTO 2026

Multa ZTL dalla Croazia con IBAN privato: come comportarsi e verificarne validità

· di Redazione
Buongiorno, abbiamo ricevuto una multa che allego da uno studio legale croato (con tanto di IBAN per il pagamento) per un'infrazione ZTL effettuata il 14/07/2025 ma mai notificata da nessuno. Essendo che viene indicato un IBAN privato e non di un comune e una procura che non è firmata, chiedo vostro sostegno su come comportarci per non incorrere in procedimenti penali e se deve essere pagata.
Patrizia, dalla provincia di GE

Risposta:
Gentile Patrizia,
Le consigliamo di scrivere al comune di Dubrovnik chiedendo l'applicazione dell'art. 19a della delibera e di non pagare nulla fino a chiarimenti, conservando tutta la documentazione a supporto. Per riscuotere in Italia dovrebbero attivare una procedura molto complessa, che ad oggi non ci risulta essere mai stata fatta valere.
24 AGOSTO 2026

Patente italiana smarrita all'estero: come richiedere il duplicato

· di Redazione
Salve, un'amica italiana vive a Londra ed è iscritta all'Aire. Ha recentemente perso la sua patente italiana. Cosa può fare per averne un'altra dalle autorità italiane?
Grazie
Davide, dalla provincia di MI

Risposta:
Gentile Davide,
Per il duplicato della patente in caso di smarrimento, chi vive all'estero ed è iscritto all'AIRE deve comunque rivolgersi alle autorità italiane, ma la procedura corretta dipende dalla circostanza specifica, quindi le indichiamo il percorso generale.

Prima di tutto, in caso di smarrimento va fatta denuncia alle autorità locali (nel Regno Unito, la polizia locale) oppure, se possibile, ai Carabinieri o alla Polizia di Stato italiana se l'interessata si trova temporaneamente in Italia. La denuncia serve come base per la richiesta del duplicato.

Il duplicato della patente italiana per un residente AIRE va richiesto attraverso la Motorizzazione Civile italiana, ma può essere utile rivolgersi anche al Consolato italiano competente per la zona di residenza a Londra, che spesso fornisce assistenza e informazioni sulla procedura aggiornata per i cittadini iscritti AIRE. In generale la richiesta si presenta online tramite il portale della Motorizzazione (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), allegando denuncia di smarrimento, un documento d'identità, una foto formato tessera e il pagamento dei bollettini previsti; il duplicato viene poi recapitato all'indirizzo indicato, che può essere anche quello del Consolato per il ritiro in loco.

Le consigliamo di far verificare alla sua amica, direttamente presso il Consolato italiano di competenza a Londra, la procedura esatta aggiornata e la documentazione richiesta nel suo caso specifico, perché le prassi consolari possono prevedere passaggi particolari per chi risiede stabilmente all'estero. Il sito del Consolato generale d'Italia a Londra riporta di norma una sezione dedicata proprio al rilascio di duplicati di patente per i residenti AIRE, con moduli scaricabili e indicazioni sui tempi.

Si tratta quindi di un adempimento amministrativo che rientra nella competenza specifica della Motorizzazione e del Consolato, per cui la invitiamo a rivolgersi direttamente a questi uffici per i dettagli operativi e i tempi di rilascio.
24 AGOSTO 2026

Multa ZTL dalla Croazia con ricarico: come contestarla senza notifica

· di Redazione
Buongiorno, ho ricevuto una multa per una ZTL con il ricarico, 420€ anziché 260€, ma non ho mai ricevuto la prima notifica.
Walter, dalla provincia di Milano

Risposta:
Gentile Walter,
Le consigliamo di scrivere al comune di Dubrovnik in questione chiedendo l'applicazione dell'art. 19a della delibera per entrambe le violazioni e di non pagare nulla fino a chiarimenti, conservando tutta la documentazione a supporto. È improbabile che possano riscuotere in Italia (è richiesto un procedimento piuttosto complesso che, da quanto ci risulta, non è mai stato azionato contro chi non paga).
24 AGOSTO 2026

Multe ZTL a Dubrovnik dopo un anno: importo raddoppiato, come opporsi

· di Redazione
Buongiorno,
vi scrivo a nome di mio marito Massimo ***, iscritto ad ADUC come sostenitore, per chiedere un parere e un aiuto riguardo a due sanzioni amministrative per l'entrata non autorizzata nella ZTL di Dubrovnik. Scrivo a voi anche perché ho saputo che vi siete già occupati di casi analoghi.
Le due violazioni risultano registrate il 23 giugno 2025, a carico dello stesso veicolo, un normale furgone commerciale per trasporto merci, non immatricolato come camper o caravan, di proprietà di mio marito, a cui sono quindi intestate le contravvenzioni. Mio marito è portatore di handicap ed munito del regolare permesso europeo che era esposto sul parabrezza del furgone:
registrazione n. *** – ore 09:42 – payment reference ***
registrazione n. *** – ore 08:17 – payment reference ***
Per oltre un anno non abbiamo ricevuto alcuna notifica, verbale, richiesta di pagamento o altra comunicazione relativa a queste violazioni.
Le prime comunicazioni che abbiamo ricevuto sono due raccomandate con ricevuta di ritorno di uno studio legale di Pola (arrivate contemporaneamente il 19 agosto 2026) che dichiara di agire per conto della Città di Dubrovnik (e allega anche la relativa procura) e che ci chiede euro 420 per ciascuna violazione.
Nella documentazione allegata alla lettera dell'avvocato risulta tuttavia un importo di euro 260 per ciascuna sanzione. Non abbiamo mai ricevuto in precedenza alcuna richiesta di pagamento di euro 260 (x2), né ci è stato dato modo di presentare opposizione o di esercitare eventuali diritti di difesa prima di ricevere la richiesta dello studio legale.
Abbiamo quindi chiesto tramite mail al Comune di Dubrovnik di esaminare la situazione e di chiarire anche la base giuridica dell'aumento da euro 260 a euro 420 nonché il motivo per cui non siamo stati informati per oltre un anno.
Nella nostra comunicazione al Comune abbiamo anche evidenziato l'Articolo 19a della disciplina comunale sulla zona a traffico regolamentato. Da quanto abbiamo verificato, tale disposizione, introdotta il 28 febbraio 2025 e quindi già in vigore al momento dei fatti, sembra prevedere la possibilità di emettere un ammonimento scritto (opomena) invece della sanzione pecuniaria per la specifica violazione collegata all'Articolo 7(2), quando la finalità della sanzione può essere raggiunta mediante un'ammonizione.
La violazione contestata a noi risulta riferita proprio all'Articolo 7(2).
Le nostre circostanze sono particolari: eravamo turisti stranieri, non avevamo mai commesso in precedenza una violazione di questo tipo, la nuova disciplina era in vigore da sole 3 settimane, viaggiavamo con una persona con gravi difficoltà motorie e avevamo una valida European Parking Card per persone con disabilità chiaramente esposta sul cruscotto.
Stavamo cercando un parcheggio per poter visitare Dubrovnik. Non siamo riusciti a trovare un posto e, dopo due tentativi (fra l'uno e l'altro tentativo siamo andati a fare colazione perché erava

Risposta:
Gentile Massimo,
la normativa comunale di Dubrovnik conferma quanto lei ha già segnalato al comune: l'art. 19 punisce la violazione dell'art. 7 comma 2 (quella contestata a suo marito) con 260 € per persona fisica, e il nuovo art. 19a, introdotto il 28 febbraio 2025 e quindi già in vigore al momento dei fatti (23 giugno 2025), consente all'amministrazione di sostituire la sanzione con una semplice ammonizione scritta (opomena) per questa specifica violazione, valutando l'assenza di precedenti — circostanza che gioca a favore di suo marito insieme alla condizione di turisti stranieri, alla norma vigente da appena tre settimane e alla presenza a bordo di persona con disabilità munita di contrassegno europeo, anche se quest'ultimo, di per sé, non equivale a un'autorizzazione automatica all'ingresso in ZTL. È invece un problema a sé l'aumento da 260 a 420 euro per ciascuna violazione, richiesto dallo studio legale via lettera del 31/07/2026 senza alcuna voce di dettaglio né base normativa: prima di pagare conviene chiederne per iscritto la giustificazione analitica. La procura allegata è autentica e regolarmente firmata dal sindaco, quindi non siamo di fronte a un tentativo di frode ma a un affidamento legittimo per il recupero transfrontaliero, il che però non obbliga ad accettare passivamente l'importo maggiorato. Il silenzio di oltre tredici mesi prima della notifica è un elemento da far valere sul piano della correttezza procedurale, anche se non costituisce prescrizione secondo il diritto croato (termini di 3-4 anni). Sul piano UE, la direttiva 2015/413 consente solo lo scambio dei dati per la notifica, mentre un'esecuzione coattiva in Italia richiederebbe il riconoscimento tramite la Corte d'appello ai sensi del D.Lgs. 137/2015, procedura complessa e poco probabile per importi così contenuti, tanto più in assenza di un contraddittorio preventivo.
Le consigliamo di proseguire il dialogo con il comune chiedendo l'applicazione dell'art. 19a per entrambe le violazioni, e di non pagare nulla fino a chiarimenti convincenti (improbabili), conservando tutta la documentazione a supporto.
22 AGOSTO 2026

Corso di formazione venduto in videocall: come uscire dal contratto senza penali

· di Redazione
Il 21 aprile 2026 mia moglie ha acquistato un percorso formativo dopo una videoconsulenza commerciale alla quale ero presente.
Durante la call il servizio è stato presentato come un percorso altamente personalizzato, con affiancamento costante da parte di professionisti del marketing, della comunicazione, della strategia commerciale e con una mentor dedicata. L'impressione trasmessa era quella di un servizio costruito sulle esigenze del singolo artista e non di un semplice corso online.
Inizialmente è stato proposto un percorso annuale da €9.000. Dopo aver dichiarato di non potersi permettere tale importo, è stata proposta una versione da sei mesi a €4.500. Quando mia moglie ha chiesto tempo per riflettere, le è stato detto che il prezzo agevolato era valido esclusivamente durante quella videocall, inducendola ad accettare immediatamente.
È stato richiesto il pagamento immediato di un acconto di €1.800, oltre a quattro rate da €675. Solo dopo il pagamento sono stati inviati il riepilogo del servizio, la descrizione dettagliata delle prestazioni e i termini contrattuali. Per accedere al corso è stato inoltre necessario completare un onboarding con ulteriori accettazioni.
Dopo le prime settimane mia moglie ha riscontrato notevoli differenze rispetto a quanto prospettato durante la vendita: prevalenza di contenuti preregistrati, incontri individuali limitati a 30 minuti, supporto limitato tra le sessioni, tempi di risposta elevati e un livello di personalizzazione molto inferiore alle aspettative create.
Ha manifestato fin da subito la propria insoddisfazione chiedendo chiarimenti. Dopo aver versato anche la prima rata, ha inviato una contestazione formale descrivendo le difformità riscontrate.
Pur ritenendo il servizio non conforme alle aspettative generate in fase di vendita, non ha richiesto la restituzione delle somme già pagate. Ha semplicemente proposto di interrompere consensualmente il rapporto, lasciando alla società quanto già incassato, disattivando l'account e annullando le rate residue.
La società ha respinto la proposta sostenendo che tutte le caratteristiche del servizio erano indicate nella documentazione inviata dopo il pagamento e nei termini contrattuali. Una successiva videocall non ha portato ad alcuna soluzione.
Alleghiamo la documentazione (corrispondenza, riepilogo acquisto, termini contrattuali, fatture e ricostruzione dei fatti) e chiediamo un parere sui seguenti aspetti:
Se sia possibile interrompere il contratto senza corrispondere le rate residue.
Quali siano i rischi concreti derivanti dalla sospensione dei pagamenti.
Se le modalità di vendita e di gestione del contratto possano integrare profili rilevanti ai fini della tutela del consumatore.
Quale procedura consigliate per chiudere definitivamente il rapporto limitando ogni possibile conseguenza futura.
Ringraziamo anticipatamente per l'attenzione e restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
William

Risposta:
Gentile William,

sulla possibilità di interrompere senza pagare le rate residue: il contratto sottoscritto (che qualifica il rapporto come B2C, quindi soggetto al Codice del Consumo per la parte non derogabile) prevede una clausola penale che, in caso di risoluzione per fatto del cliente, farebbe trattenere l'intero corrispettivo. Tuttavia questa clausola presuppone che l'interruzione sia imputabile alla consumatrice per libera scelta, e non un inadempimento della controparte. Se, come descritto, il servizio erogato risulta effettivamente molto difforme da quanto rappresentato in fase di vendita rispetto a caratteristiche essenziali (personalizzazione, natura dell'affiancamento, modalità operative), si può sostenere che sia la controparte ad essere inadempiente, e in tal caso sarebbe la consumatrice ad avere diritto alla risoluzione per inadempimento del venditore, con possibile eccezione di inadempimento anche rispetto alle rate non ancora scadute (articolo 1460 del Codice Civile). Si tratta però di una valutazione che spetta eventualmente al giudice: la sola narrazione della consumatrice, per quanto circostanziata, si scontra con una ricostruzione della controparte che nega punto per punto le difformità lamentate, portando riscontri documentali (durate delle sessioni, questionario di gradimento, comportamento successivo alla richiesta di recesso). Un giudice valuterebbe entrambe le versioni.

Un punto merita attenzione specifica: la clausola che esclude il diritto di recesso di 14 giorni facendo leva sull'erogazione di contenuti digitali con consenso espresso all'esecuzione immediata. Questa esclusione, prevista dal Codice del Consumo, riguarda propriamente i contenuti digitali forniti su supporto non materiale (art. 59 lettera o) del Codice del Consumo), non l'intero pacchetto di sessioni di coaching individuale erogate da un professionista in un arco di sei mesi, che ha natura di prestazione di servizi personalizzata e continuativa, non di semplice fornitura di contenuto digitale. L'applicazione di quella esclusione a un servizio così strutturato appare quantomeno forzata, e la sua legittimità potrebbe essere contestata: se il recesso fosse stato esercitato nei 14 giorni dalla conclusione del contratto (21 aprile), avrebbe potuto valere a prescindere dalla clausola. Ad oggi però questo termine è ampiamente decorso, quindi il diritto di recesso "puro" non è più esercitabile: resta rilevante solo ai fini della valutazione della correttezza commerciale complessiva.

Sui rischi concreti della sospensione dei pagamenti: la controparte potrebbe agire per il recupero delle rate residue, anche tramite decreto ingiuntivo, oppure trattenere quanto già versato invocando la penale contrattuale. Se il pagamento rateale avviene tramite addebito automatico su carta, è opportuno comunicare per iscritto alla banca/gestore la revoca dell'autorizzazione agli addebiti futuri, oltre a un'eventuale contestazione degli addebiti già avvenuti se ritenuti indebiti, ma questo non impedisce che la società richieda comunque il pagamento con altri mezzi legali.

Sulle modalità di vendita: la pressione a decidere seduta stante, la mancata visione del contratto prima del pagamento e la ricezione dei termini completi solo dopo l'acconto sono elementi che possono effettivamente rilevare come pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo, se questa modalità è sistematica e diretta alla generalità dei clienti (non un singolo episodio contrattuale). Su questo aspetto vi consigliamo di valutare, indipendentemente dalla vicenda contrattuale, una segnalazione all'Antitrust (AGCM), che può intervenire se riscontra una pratica commerciale scorretta reiterata verso i consumatori.

Sulla procedura da seguire: raccomandiamo di formalizzare la posizione tramite raccomandata A/R o PEC (non solo email semplice, per avere data certa), contestando puntualmente l'inadempimento contrattuale e la scorrettezza della clausola di esclusione del recesso, chiedendo la risoluzione per inadempimento della controparte e riservandosi ogni azione. Dopodiché, se non otterrete quanto richiesto, sarà necessario rivolgersi ad un proprio legale di fiducia e agire in giudizio.

Per approfondire: la nostra scheda sul nuovo Codice del Consumo e le regole per beni e servizi digitali
21 AGOSTO 2026

Rendiconto condominiale: entro 180 giorni va convocata l'assemblea

· di Redazione
Buongiorno, in ambito condominiale so che l'amministratore ha l'obbligo di redigere il rendiconto annuale della gestione e convocare l'assemblea condominiale per la sua approvazione entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (per me chiusosi il 31 dicembre), come stabilito dall'art. 1130 del Codice Civile.
Nel mio caso l'amministratore ha inviato il rendiconto 2025 a fine giugno, convocando l'assemblea per la sua approvazione in data 28 luglio. In data 20 luglio, pochi giorni prima della assemblea, l'amministratore inviava una comunicazione con la quale spostava la data dell'assemblea al 15 settembre... (motivazione: "fa troppo caldo").
Vorrei sapere se tale comportamento sia legittimo e, in particolare, come vadano conteggiati i 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio. Ovvero se entro i 180 giorni si deve tenere l'assemblea per l'approvazione del rendiconto oppure se il limite deve essere inteso solo per l'invio del rendiconto ai condòmini.
Infine, colgo l'occasione per chiedere un parere circa l'obbligo per un amministratore di disporre di un indirizzo PEC: nel mio caso egli ha più volte dichiarato di non voler precisare quello del suo studio e di essere contrario all'attivazione di una casella PEC intestata al condominio in quanto gli porrebbe troppi problemi per l'invio di comunicazioni circolari che, a suo parere, sarebbe tenuto ad inviare singolarmente ad ogni condòmino per ragioni di privacy.
Grazie per il prezioso supporto, cordiali saluti.
Corrado, dalla provincia di CA

Risposta:
Gentile Corrado,
Sulla prima questione: il termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio si riferisce alla convocazione dell'assemblea per l'approvazione del rendiconto, non al solo invio del documento ai condomini. La norma richiede che l'amministratore, entro tale termine, convochi effettivamente l'assemblea avente all'ordine del giorno l'approvazione del rendiconto. Nel suo caso, se l'esercizio si è chiuso il 31 dicembre, il termine dei 180 giorni cadrebbe fine giugno: un'assemblea fissata per il 15 settembre risulterebbe quindi oltre la scadenza di legge.
Detto questo, va precisato che il mancato rispetto di questo termine da parte dell'amministratore non comporta automaticamente conseguenze drastiche come la decadenza dall'incarico: si tratta di un'irregolarità che può però essere fatta valere dai condomini, anche come motivo di revoca per grave irregolarità qualora si sommi ad altre inadempienze o si ripeta sistematicamente negli anni. Il rinvio con la motivazione che lei riporta appare comunque debole sul piano della diligenza richiesta a un amministratore, ma la valutazione definitiva sulla gravità spetterebbe eventualmente all'assemblea stessa o, in casi seri, al giudice in sede di revoca giudiziale.
Le consigliamo di segnalare per iscritto all'amministratore, con toni formali, che il termine di legge risulta superato, chiedendo di calendarizzare l'assemblea a stretto giro. Se la situazione si ripete o si accompagna ad altre criticità gestionali, può valutare, con altri condomini, la richiesta di revoca.
Sulla PEC: l'amministratore di condominio ha l'obbligo di comunicare ai condomini i propri recapiti, compreso un indirizzo di posta elettronica (anche PEC) per le comunicazioni urgenti, mentre l'apertura di una casella PEC intestata al condominio non è un obbligo generalizzato previsto in modo esplicito e uniforme. La giustificazione legata alla privacy per l'invio delle circolari è comunque pretestuosa: l'invio di comunicazioni condominiali ai condomini non pone problemi di privacy ostativi a un utilizzo ordinario della posta elettronica o PEC, trattandosi di dati già trattati dall'amministratore nell'esercizio del suo mandato.
21 AGOSTO 2026

Multe seriali corsia preferenziale: notifica cumulativa, ricorso al Giudice di Pace

· di Redazione
Buongiorno, sono residente a Firenze e mi trovo nella situazione delle "multe seriali" di cui trattate nel vostro Manuale di autodifesa del consumatore.
I FATTI. Percorro ogni giorno la stessa strada per andare al lavoro (via Carlo del Prete, Firenze) e sono transitato più volte, senza accorgermene, su una corsia riservata ai mezzi pubblici controllata da varco elettronico. Il Comune di Firenze mi ha notificato i verbali tutti insieme, a circa due mesi dalle violazioni: non ho quindi avuto modo di correggere il comportamento prima di accumularli.
Primo verbale ricevuto: n. *** del 20/06/2026, violazione commessa il 03/06/2026 alle 18:32. Contestazione: art. 7 commi 1 lett. a) e 14 in relazione all'art. 146 c. 2 CdS. Importi: euro 74,06 entro 5 giorni, euro 98,96 dal 6 al 60 giorno. Ne ho ricevuto un secondo di identico tenore e ho due avvisi di giacenza per altri due verbali che devo ancora ritirare. Non so se ce ne sono altri in arrivo perché quella strada l'ho presa comunque poche volte, ma potrebbe esserci la possibilità.
NON HO PAGATO NULLA.
Ho consultato l'archivio immagini online del Comune: si vede solo lo zoom su targa e retro del veicolo, non l'immagine di contesto con la segnaletica. Vorrei capire se presentare istanza di accesso agli atti per ottenere l'immagine di contesto, il decreto ministeriale di autorizzazione del varco ex DPR 250/1999, l'omologazione/approvazione del dispositivo, l'ordinanza istitutiva della corsia riservata con il piano della segnaletica, e l'elenco completo dei verbali a carico del veicolo.
LE MIE DOMANDE:
Alla luce della sentenza del Giudice di Pace di Firenze n. 2567/2022 e della vostra esperienza, ritenete fondato un ricorso al Giudice di Pace per l'annullamento di tutti i verbali successivi al primo, per la notifica cumulativa che ha impedito alla sanzione di svolgere la sua funzione educativa?
Grazie per l'attenzione.
Daniel, dalla provincia di FI

Risposta:
Gentile Daniel,
La questione delle "multe seriali" per varchi elettronici è un tema che seguiamo da tempo, e la sua situazione presenta effettivamente i tratti tipici del caso: violazioni ripetute nello stesso luogo, rilevate da un dispositivo automatico, notificate tutte insieme a distanza di settimane, senza che l'interessato abbia potuto rendersi conto dell'infrazione dopo la prima contestazione e correggere il comportamento.

Sul principio giuridico: alcuni Giudici di Pace, in situazioni analoghe, hanno effettivamente annullato le sanzioni successive alla prima ritenendo che la notifica tardiva e cumulativa di più verbali per la medesima violazione, ripetuta nello stesso tratto di strada, abbia impedito alla sanzione di svolgere la sua funzione deterrente ed educativa, che è la ratio stessa del sistema sanzionatorio del Codice della Strada. Non è però un orientamento unanime e consolidato in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: la valutazione dipende dalle circostanze concrete (tempi di notifica, numero di violazioni, possibilità effettiva di accorgersi dell'infrazione) e resta rimessa alla valutazione del singolo giudice. Non possiamo quindi garantirle l'esito, ma il ricorso ci pare tutt'altro che infondato.

Tenga presente che i termini per il ricorso al giudice di pace o al prefetto sono già scaduti, quantomeno per la prima multa notificata il 20 giugno 2026. Contro quel verbale non è più possibile fare ricorso, e dovrà pagare ora la sanzione raddoppiata. Potrà impugnare invece i verbali notificati non oltre 60 giorni fa.

Sull'accesso agli atti, ha ragione a volerlo richiedere prima di impugnare: l'immagine di contesto con la segnaletica, l'atto di approvazione del dispositivo, l'ordinanza istitutiva della corsia riservata e l'elenco completo dei verbali a suo carico sono tutti elementi rilevanti per costruire il ricorso, sia sul merito della contestazione sia sulla questione della reiterazione. Le consigliamo di presentare istanza di accesso agli atti al Comune prima di scadere i termini di impugnazione, oppure di impugnare comunque nei termini riservandosi di integrare i motivi.

Sui termini: per i verbali ancora da ritirare (avvisi di giacenza) il termine decorre dalla effettiva consegna o dalla compiuta giacenza, quindi le consigliamo di ritirarli quanto prima per non perdere tempo utile.

Può predisporre autonomamente l'istanza di accesso agli atti. Trova un modello utile qui: il nostro modulo per l'istanza di accesso agli atti

Per approfondire: la nostra guida sulle multe per violazioni al codice della strada e la nostra scheda sul ricorso al giudice di pace
21 AGOSTO 2026

Bolletta luce quindicinale e scadenza troppo ravvicinata: si può sospendere il pagamento

· di Redazione
Rilevazione diverse irregolarità come di seguito esposto:
- cambiamento cadenza di fatturazione da mensile/mese solare (come da contratto) a quindicinale;
- termini di pagamento estremamente ravvicinati rispetto alla data di invio/notifica fattura (ultima fattura "quindicinale" al 15.8.26 ricevuta oggi 19.8.26 e con scadenza 20.8.26).
Sembra che cerchino di aggirare l'invio delle autoletture (fatte nei termini e nei modi da loro previsti) che stanno ignorando e per il quale argomento è pendente una contestazione/conciliazione con Arera. La fatturazione risulta estremamente "caotica" e poco o per niente decifrabile da parte dell'utenza scrivente. È stato sospeso il pagamento dell'ultima fattura "quindicinale" del 15.8.26 emessa il 16.8.26 e recapitata solo oggi 19.8.27 con scadenza 20.8.26 (vedere sopra) per cadenza emissione non conforme al contratto che prevede l'emissione, appunto, mensile. Richiesto con reclamo lo storno della fattura e riemissione alla fine del mese di agosto per fatturazione con cadenza non conforme al contratto. Avrei necessità di ricevere un vs. cortese parere su quanto sopra esposto, soprattutto sulla "sospensione" - motivata - del pagamento. Via mail invierò ad [email protected] la mail "ODIERNA" con scadenza "DOMANI". Grazie.
Antonio, dalla provincia di MI

Risposta:
Gentile Antonio,
Le irregolarità che descrive, se effettivamente riscontrabili nei termini in cui le espone, sono rilevanti e meritano di essere contestate formalmente. Andiamo con ordine.

Se il contratto prevede fatturazione mensile e il fornitore è passato a una cadenza quindicinale senza una modifica contrattuale validamente comunicata con almeno 30 giorni di anticipo, questo è di per sé un inadempimento contrattuale contestabile. Le fatture emesse con periodicità difforme da quella pattuita possono essere legittimamente oggetto di reclamo, come lei ha già fatto.

Sulla scadenza di pagamento a un solo giorno dal ricevimento della fattura: la disciplina ARERA sulla fatturazione prevede tempi minimi tra emissione, spedizione e scadenza proprio per garantire all'utente un termine congruo per verificare e pagare. Una fattura recapitata il 19 e con scadenza il 20 appare, in base a quanto lei riferisce, non conforme a questi standard, ed è un ulteriore elemento da portare all'attenzione dell'ARERA nell'ambito della conciliazione, oppure con un reclamo integrativo se la conciliazione è ancora aperta.

Quanto alla sospensione del pagamento: le confermiamo che, in presenza di una fattura contestata per errori di fatturazione o difformità dal contratto, il consumatore può legittimamente sospendere il pagamento della sola parte contestata, dandone comunque comunicazione scritta e motivata al fornitore (come lei ha fatto con il reclamo). Non può però ignorare integralmente l'importo dovuto per i consumi effettivi non contestati, se quantificabili: le consigliamo di specificare nel reclamo che sospende il pagamento in attesa di riemissione corretta, ma che è disponibile a pagare l'importo effettivamente dovuto una volta chiarita la fatturazione. Questo la mette al riparo da eventuali solleciti o procedure di distacco, che in caso di contestazione documentata e in corso di conciliazione ARERA non dovrebbero comunque essere attivate per l'importo controverso.

Le suggeriamo di formalizzare ulteriormente reclamo e sospensione con lettera scritta. Dopodiché, le consigliamo di procedere con una conciliazione presso Arera: la nostra guida sulle conciliazioni obbligatorie per energia elettrica e gas e la nostra scheda sull'ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
19 AGOSTO 2026

Doppia bolletta telefonica dopo cambio operatore: come contestarla

· di Redazione
Buongiorno, in queste settimane ho attivato un nuovo contratto con Telecom, un nuovo mandato Optima. Adesso sono due, devo pagare due bollette?
Angiolo, dalla provincia di AR

Risposta:
Gentile Angiolo,
Il punto centrale è capire se il contratto con il vecchio operatore risulta ancora attivo o se la migrazione verso il nuovo gestore ha effettivamente comportato la disattivazione del primo. Se lei ha sottoscritto un nuovo contratto con un operatore diverso, la procedura corretta prevede che la migrazione della linea comporti automaticamente la cessazione del rapporto con il vecchio operatore, senza necessità di disdetta separata da parte sua, salvo il caso di servizi non oggetto di migrazione (ad esempio se aveva anche una linea mobile o servizi aggiuntivi separati).

Se effettivamente il servizio con il primo operatore risulta cessato ma le viene comunque fatturato un periodo successivo alla data di migrazione, si tratta di una doppia fatturazione non dovuta e può essere legittimamente contestata. Le suggeriamo di verificare con attenzione le date: la data di attivazione del nuovo contratto, la data indicata come cessazione nella bolletta del vecchio operatore, ed eventuali costi di disattivazione o penali che alcuni contratti prevedono se recede prima della scadenza minima concordata (in tal caso quella parte potrebbe essere effettivamente dovuta, ma va verificata nel contratto originario).

In pratica le conviene procedere così: primo, controlli sul sito o nell'area clienti del vecchio operatore lo stato della linea e la data di cessazione effettiva; secondo, se la doppia fatturazione riguarda lo stesso periodo di servizio, invii un reclamo scritto al vecchio operatore chiedendo lo storno della bolletta indebita, indicando la data di attivazione del nuovo contratto come prova della migrazione avvenuta. Se il reclamo non ha esito entro 45 giorni, o viene respinto senza motivo valido, il passo successivo è la conciliazione obbligatoria tramite piattaforma ConciliaWeb dell'AGCOM presso il Corecom competente, condizione necessaria prima di poter agire davanti al giudice.

Può predisporre il reclamo scritto con il generatore moduli ADUC dedicato alla telefonia. Per informazioni sulla conciliazione Corecom: la nostra guida sulla conciliazione obbligatoria davanti al Corecom.

Per approfondire: la nostra guida su abbonamenti a servizi online e recesso o disdetta
19 AGOSTO 2026

Pedaggi Telepass arretrati: importo diverso tra app ed email, come contestarlo

· di Redazione
Buongiorno, mi è arrivato il report allegato con previsione di addebito, ma in app vedo un importo differente relativo ai soli mesi di luglio/agosto, non capisco come mai mi chiedano pedaggi risalenti a gennaio, cosa che non posso più verificare. Ho provato in app a cambiare il filtro delle date ma permette al massimo gli ultimi 12 mesi e quindi questi non me li mostra. In app dunque mi dice che addebiteranno 7,1 euro mentre tramite email oltre 15 euro per pedaggi arretrati, non si sa bene perché dato che tutti i mesi hanno addebitato. Il contratto con loro è iniziato il 7 gennaio 2025 ma non riesco a ricordare se nelle date indicate abbia effettivamente viaggiato dove dicono.
Stefano

Risposta:
Gentile Stefano,
Il documento che ha ricevuto sembra un riepilogo di transiti (probabilmente Telepass o servizio analogo) con addebiti relativi a passaggi che vanno da gennaio a luglio 2025, per un totale di 14,10 euro più IVA, mentre in app le viene mostrato un importo diverso (7,10 euro) relativo solo a luglio/agosto. Si tratta quindi non di una duplicazione arbitraria, ma di una possibile discrepanza tra due canali informativi dello stesso operatore, che va chiarita con l'operatore stesso: non siamo in presenza di una pratica scorretta accertata, ma di un disallineamento contrattuale da verificare.

Alcuni punti utili. Primo: se il contratto è iniziato il 7 gennaio 2025, è plausibile che i transiti di fine gennaio siano effettivamente addebitabili, ma quelli riportati fino a luglio 2025 dovrebbero già essere stati fatturati in precedenza, salvo che si tratti di conguagli per pedaggi rilevati in ritardo dalle centrali (capita con alcuni tratti autostradali che comunicano i dati con mesi di ritardo). Secondo: il fatto che l'app mostri solo gli ultimi 12 mesi non le impedisce di richiedere all'operatore lo storico completo dei transiti contestati, con indicazione di data, ora e stazione: è un suo diritto conoscere il dettaglio di ogni importo addebitato, e l'operatore ha l'obbligo di fornirglielo su richiesta.

Le consigliamo di inviare un reclamo scritto formale chiedendo la scomposizione dettagliata dell'importo di 15 euro, il motivo del disallineamento con l'app, e la prova dei transiti già non addebitati altrove (per evitare doppi conteggi). Se l'operatore non risponde in modo chiaro entro 45 giorni o l'importo resta ingiustificato, può attivare la conciliazione tramite Corecom se si tratta di operatore telefonico/telematico rientrante in quella competenza, altrimenti valuti reclamo alla Camera di Commercio o al Giudice di Pace.

Può utilizzare questo modulo per formalizzare il reclamo.

Per approfondire: la nostra guida sulla conciliazione in Camera di Commercio e la nostra guida sul Giudice di Pace.
19 AGOSTO 2026

Infissi con vetro non conforme: sospensione del saldo e garanzia legale

· di Redazione
Buongiorno,
chiedo un vostro parere in merito a una controversia relativa alla fornitura e posa di infissi presso la mia abitazione.
In data 18/06/2026 ho sottoscritto con Forzamaggiore S.r.l. / CasaLiving l'ordine n. ***, nel quale è espressamente prevista una "maggiorazione per triplo vetro" di € 610,00.
Al termine dell'installazione ho riscontrato che la composizione dei vetri installati non risulta corrispondere al triplo vetro pattuito. Ho contestato immediatamente la difformità e questa è stata riportata anche nel verbale del 05/08/2026, con richiesta di sostituzione/conguaglio.
Successivamente l'azienda mi ha trasmesso una pro forma dell'11/08/2026, nella quale la voce di € 610,00 è descritta invece come "maggiorazione per doppia vetrocamera".
Nella stessa pro forma viene inoltre indicato un "Totale a Pagare" di € 8.687,96, senza evidenziare né detrarre un pagamento di € 3.800,00 da me già effettuato il 18/06/2026 e annotato e sottoscritto sul contratto.
Oggi, 14/08/2026, ho inviato all'azienda una PEC con cui:
ho formalmente contestato la non conformità;
ho chiesto il ripristino mediante installazione dei vetri pattuiti oppure, in alternativa, una proposta scritta di congrua riduzione/conguaglio del prezzo;
ho richiesto la documentazione tecnica dei vetri effettivamente installati;
ho richiesto un conteggio corretto che tenga conto dei € 3.800 già versati;
richiamando l'art. 135-bis, comma 6, del Codice del Consumo, ho comunicato la sospensione del pagamento delle somme ancora richieste fino all'adempimento degli obblighi relativi alla conformità della fornitura;
ho chiesto un riscontro entro 7 giorni.
Ho comunque precisato di non volermi sottrarre al pagamento di quanto effettivamente dovuto una volta risolta la non conformità o raggiunto un accordo scritto sul conguaglio.
Vi chiedo cortesemente di valutare:
se, nel caso descritto, sia corretta l'applicazione dell'art. 135-bis, comma 6, del Codice del Consumo e la conseguente sospensione del saldo;
se la PEC inviata tuteli adeguatamente la mia posizione;
se sia preferibile richiedere la sostituzione con il triplo vetro pattuito oppure una riduzione del prezzo e, in quest'ultimo caso, secondo quale criterio dovrebbe essere quantificata;
come sia opportuno procedere qualora l'azienda non risponda entro il termine indicato o richieda comunque il pagamento del saldo;
se vi siano ulteriori iniziative che ritenete opportuno intraprendere in questa fase.
Posso fornire il contratto/ordine, il verbale del 05/08/2026, la pro forma dell'11/08/2026 e copia della PEC inviata oggi.
Grazie per l'assistenza.
Cordiali saluti,
Ivan, dalla provincia di VE

Risposta:
Gentile Ivan,
Dai documenti che ci ha trasmesso la vicenda risulta ben documentata e il suo comportamento è coerente: ha contestato per iscritto subito a fine lavori, ha ribadito la contestazione all'operatore commerciale e ha formalizzato tutto con PEC circostanziata. Questo è esattamente il percorso corretto.

Sulla norma richiamata: l'articolo 135-bis, comma 6, del Codice del Consumo riconosce effettivamente al consumatore la facoltà di sospendere il pagamento del prezzo, o di una parte proporzionata di esso, fino a quando il venditore non adempia agli obblighi di conformità (riparazione, sostituzione, riduzione del prezzo o risoluzione). Non si tratta quindi di un rifiuto di pagare, ma di una legittima eccezione di inadempimento, riconosciuta espressamente dalla norma consumeristica: la sua PEC ha correttamente inquadrato la sospensione in questi termini, ribadendo la disponibilità a saldare una volta risolta la difformità.

Sull'obiezione della controparte relativa ai "beni su misura" e alla clausola contrattuale che escluderebbe il diritto di recesso: questo riguarda solo il recesso di libero ripensamento (che effettivamente non si applica ai beni personalizzati), non la garanzia legale di conformità, che è un diritto distinto e non derogabile dal venditore anche per i beni su misura. Le clausole 12 e 16 richiamate dall'operatore commerciale non possono quindi validamente escludere la sua facoltà di sospensione ex art. 135-bis.

Sulla scelta tra sostituzione e riduzione del prezzo: la scelta iniziale tra riparazione/sostituzione spetta al consumatore, salvo che sia impossibile o eccessivamente onerosa per il venditore; la riduzione del prezzo o la risoluzione scattano se la sostituzione non è stata effettuata in tempo ragionevole o senza notevoli inconvenienti. Le chiediamo di verificare con attenzione la documentazione tecnica dei vetri effettivamente installati, che ha già richiesto: da questa dipenderà la quantificazione di un eventuale conguaglio, che è un aspetto tecnico-economico da valutare con un professionista (tecnico di parte) se l'azienda non fornisce dati chiari.

Se l'azienda non risponde entro il termine indicato o minaccia azioni esecutive, non paghi sotto pressione: le consigliamo, decorsi i 7 giorni, di attivare la procedura di mediazione civile obbligatoria (obbligatoria per questo tipo di controversie, durata massima 3 mesi) prima di qualsiasi causa, tramite un organismo di mediazione o Camera di Commercio. Può utilizzare il nostro generatore di moduli per predisporre ulteriori diffide.

Per approfondire: la nostra guida sulla garanzia dei prodotti a carico del venditore
19 AGOSTO 2026

Alperia chiede fattura già saldata: come contestare il conguaglio duplicato

· di Redazione
Spett. ADUC,
per sottoporvi il problema è necessario aprire gli allegati. Ma vedo che posso mandarne uno, quindi è inutile che vi contatti. Vedo che è molto complicato sottoporvi la documentazione. Fatemi sapere se è possibile inviarvela, oppure ci rinuncio. Sarebbe meglio se potessi scrivervi con email. Questo è quello che vi volevo sottoporre. Spero ci sia una soluzione.
Grazie per la risposta

ho riflettuto su quanto mi avete suggerito riguardo la mia situazione con Alperia. Vista la posizione del gestore non disponibile a valutare quanto da me segnalato, vorrei evitare di insistere su ulteriori chiarimenti.
Vi sottopongo qui i fatti, corredati dagli allegati che elenco a ritroso, partendo dall'ultimo sollecito da parte di Alperia.

9 luglio 2026: ho ricevuto l'ultimo sollecito dopo il pagamento delle due fatture con minaccia di adire vie legali se non pago la fattura da me contestata AEL2500403339 del 24/03/2025 di 134,02 euro (+ canone Rai per tot. 161,02 euro).

4 giugno 2026: allego la ricevuta del bonifico con il saldo delle due fatture rimaste, accompagnato da email ad alperiasmartservices@sagresgestioni, spiegando che la terza fattura, mai ricevuta prima, riporta anche un conguaglio già presente nel conguaglio precedente, quindi già saldato (AEL2500403339 del 24/03/2025 di 134,02 euro + canone RAI per tot. 161,02).

4 giugno 2026: ricevuta del bonifico con il saldo di due delle tre fatture con richiesta di pagamento da Alperia.

4 maggio 2026: sollecito di Alperia per saldo ultime tre fatture.
7 febbraio 2025: fattura di conguaglio periodo 2024-2025, AEL2500070263 del 07/02/2025 scad. 09/04/2025 di 194,06 €.
4 giugno 2025: ultima fattura ricevuta AEL2500722229 del 04/06/2025 scad. 04/07/2025 di 2,87 euro.

Faccio presente che non aspettavo nessuna fattura, essendoci stata la voltura, con cessazione del servizio il 4 marzo 2026, e con conferma telefonica che i miei pagamenti erano conclusi.

Vi ringrazio per la vs verifica e un parere a riguardo in attesa di eventuali reazioni.
Un saluto cordiale,
Fiorenza, dalla provincia di RM

Risposta:
Gentile Fiorenza,
Ricostruendo quanto ci descrive, il nodo della questione è tutto qui: il fornitore le chiede il pagamento della fattura AEL2500403339 del 24/03/2025 di 134,02 euro, mentre lei sostiene che l'importo di quella fattura corrisponda a un conguaglio già contenuto in una fattura precedente e quindi già saldato. Se i fatti sono davvero questi, ha pieno diritto di contestare quella fattura e di non pagarla fino a chiarimento, ma occorre che la contestazione sia formalizzata correttamente, perché un sollecito via mail non basta a bloccare le iniziative del fornitore.

Le consigliamo di procedere con un reclamo scritto formale, da inviare via PEC o raccomandata A/R (non solo email ordinaria, che ha valore probatorio più debole), indicando in modo puntuale: il numero della fattura contestata, il periodo di riferimento, il conguaglio già presente nella fattura precedente che ritiene sovrapposto, e allegando le fatture stesse a supporto. Chieda espressamente l'annullamento o la rettifica della fattura contestata e la sospensione di qualsiasi azione di recupero credito fino alla verifica.

Se il fornitore, ricevuto il reclamo scritto, non risponde entro 45 giorni o risponde in modo insoddisfacente, può attivare la conciliazione tramite la piattaforma ConciliaWeb di ARERA (per le controversie su energia, gas e acqua questa conciliazione è obbligatoria prima di poter adire il Giudice di Pace). Solo dopo il tentativo di conciliazione, se non risolutivo, potrà eventualmente rivolgersi al Giudice di Pace per far accertare l'inesistenza del debito.

Per predisporre il reclamo formale può utilizzare il modulo di ADUC dedicato alle utenze domestiche. Le ricordiamo inoltre che la prescrizione delle bollette di energia è di 2 anni: se in futuro dovessero riproporle importi risalenti a oltre due anni, potrà eccepire anche questo.

Per approfondire: la nostra guida sulle conciliazioni obbligatorie per energia elettrica e gas, la nostra scheda sul giudice di pace

Non dare per scontata la nostra esistenza

Senza il sostegno economico di persone come te non saremmo in grado di informarti.
Se ci ritieni utili, sostienici con una donazione o con un contributo a tua scelta.

♥ DONA ORA
ADUC — Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori APS
Ricevi questa newsletter perché sei iscritto ai nostri servizi di informazione.
Gestisci le iscrizioni: clicca qui oppure disiscriviti da tutto.