L'autorita' tlc 'rassicura' Telefonica: niente separazione della rete
L'autorita' per le telecomunicazioni non adottera' il modello della separazione della rete fissa in vista dello sviluppo della fibra ottica in Spagna. A quanto scrive la stampa iberica la Comision del mercado de las telecomunicaciones (Cmt) ha scelto la soluzione che favorisce di piu' l'ex monopolista Telefonica, ma probabilmente anche gli investimenti a lungo termine nella nuova tecnologia.
In sostanza la Cmt ha optato per un sistema in cui la separazione funzionale (esistente per esempio in Gran Bretagna per garantire l'accesso in condizioni di uguaglianza alle infrastrutture attuali per i fili di rame, essenziale per diffondere la fibra ottica) sia possibile soltanto come rimedio eccezionale in casi estremi: se emergesse cioe' una discriminazione grave di Telefonica nei confronti dei suoi concorrenti. Questi, al pari dell'ex monopolista, che ha gia' annunciato diversi miliardi di euro di investimenti per 'cablare' il territorio nazionale nei prossimi anni, dovranno insomma rimboccarsi le maniche e investire nella nuova infrastruttura. Uno sforzo che evidentemente la Cmt ritiene alla portata di grandi operatori come Vodafone ed Orange.
Secondo il quotidiano finanziario 'Cinco Dias', si tratta di una decisione basata sull'idea che sia necessario sviluppare una concorrenza non solo e non tanto sul servizio, quanto sulle infrastrutture, perche' piu' sostenibile nel tempo. Telefonica non avra' quindi l'obbligo di aprire la sua rete ai rivali per raggiungere gli edifici con infrastrutture di fibra ottica pura, ma soltanto le canalizzazioni attuali (dove passano fili di rame) per consentire ai concorrenti di posizionare i nuovi cavi. Per il resto, nel caso in cui si tratti di applicare una nuova infrastruttura mista di rame e fibra ottica, la compagnia di Cesar Alierta potra' rivendere all'ingrosso l'accesso alla sua infrastruttura.
In sostanza la Cmt ha optato per un sistema in cui la separazione funzionale (esistente per esempio in Gran Bretagna per garantire l'accesso in condizioni di uguaglianza alle infrastrutture attuali per i fili di rame, essenziale per diffondere la fibra ottica) sia possibile soltanto come rimedio eccezionale in casi estremi: se emergesse cioe' una discriminazione grave di Telefonica nei confronti dei suoi concorrenti. Questi, al pari dell'ex monopolista, che ha gia' annunciato diversi miliardi di euro di investimenti per 'cablare' il territorio nazionale nei prossimi anni, dovranno insomma rimboccarsi le maniche e investire nella nuova infrastruttura. Uno sforzo che evidentemente la Cmt ritiene alla portata di grandi operatori come Vodafone ed Orange.
Secondo il quotidiano finanziario 'Cinco Dias', si tratta di una decisione basata sull'idea che sia necessario sviluppare una concorrenza non solo e non tanto sul servizio, quanto sulle infrastrutture, perche' piu' sostenibile nel tempo. Telefonica non avra' quindi l'obbligo di aprire la sua rete ai rivali per raggiungere gli edifici con infrastrutture di fibra ottica pura, ma soltanto le canalizzazioni attuali (dove passano fili di rame) per consentire ai concorrenti di posizionare i nuovi cavi. Per il resto, nel caso in cui si tratti di applicare una nuova infrastruttura mista di rame e fibra ottica, la compagnia di Cesar Alierta potra' rivendere all'ingrosso l'accesso alla sua infrastruttura.
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