Sabato 3 ottobre 2026
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Accesso a Internet come diritto costituzionale?

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Domani giovedi' 7 aprile, a Mestre, si terra' un incontro pubblico con Stefano Rodota' 'Internet, diritto costituzionale. Tutti devono avere eguale diritto di accedere alla rete internet in condizioni di parita' e con modalita' tecnologicamente avanzate'. Interverranno l'assessore comunale alla Cittadinanza digitale, Gianfranco Bettin, il presidente di Venis, Sandro Codato, Macri Puricelli, giornalista e presidente dell'associazione Ipazia contro il divario digitale.
'Internet e' un diritto fondamentale - ha spiegato l'assessore Bettin, illustrando i contenuti dell'incontro - un diritto di cittadinanza. Almeno nel Comune di Venezia, dove il Consiglio comunale, su mia proposta, inserira' questo diritto nello Statuto.
Venezia sara' la prima citta' in Italia a riconoscerlo. Il Comune di Venezia considera la rete internet un'infrastruttura essenziale per l'esercizio dei diritti di cittadinanza; concorre a garantire ai cittadini e a chi visita la citta' l'accesso alla rete internet in condizione di parita', con modalita' tecnologicamente adeguate e a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale; adotta procedure atte a favorire la partecipazione dei cittadini all'azione politica e amministrativa tramite la rete internet, tenendo conto della varieta' delle caratteristiche personali, sociali e culturali e si adopera per favorire la crescita della cultura digitale con particolare riguardo alle categorie a rischio di esclusione'.
Il giurista e costituzionalista Stefano Rodota' terra' a battesimo la proposta dell'assessore Bettin. Rodota', come spieghera' durante il dibattito, ha infatti proposto, in collaborazione con la rivista Wired, di inserite il diritto alla Rete nella Costituzione, con un articolo 21-bis: 'Non si tratta solo di una proposta contro il digital divide - ha affermato Rodota' - ma questa apertura verso un diritto a Internet rafforza anche il principio di neutralita' della Rete e la considerazione della conoscenza in Rete come bene comune, al quale deve essere garantito l'accesso. Per questo e' necessario affermare una responsabilita' pubblica nel garantire quella che deve ormai essere considerata una precondizione della cittadinanza, dunque della stessa democrazia. In questo modo, si fa emergere anche l'inammissibilita' di iniziative censorie'.

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