Il governatore di Sinaloa e altri nove funzionari messicani, attuali ed ex, accusati di traffico di droga e reati relativi alle armi
Secondo l'Ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York, gli imputati avrebbero cospirato con i leader del cartello di Sinaloa per importare ingenti quantità di stupefacenti negli Stati Uniti in cambio di sostegno politico e tangenti.
Il procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York, Jay Clayton, e l'amministratore della US Drug Enforcement Administration ("DEA"), Terrance C. Cole, hanno annunciato l'apertura di un atto d'accusa contro divenrsi funzionari ed ex-funzionari dello Stato messicano di Sinaloa. Tra cui l'attuale governatore Rubén Rocha Moya,. Sono accusati di aver collaborato con il cartello di Sinaloa per distribuire ingenti quantitativi di stupefacenti negli Stati Uniti. Il caso è stato assegnato al giudice distrettuale statunitense Katherine Polk Failla.
"Il cartello di Sinaloa è una spietata organizzazione criminale che da decenni inonda questa comunità di droghe pericolose", ha dichiarato il procuratore statunitense Jay Clayton. "Come emerge chiaramente dall'atto d'accusa, il cartello di Sinaloa e altre organizzazioni di narcotrafficanti simili non opererebbero con la stessa libertà e lo stesso successo senza politici e funzionari delle forze dell'ordine corrotti al loro soldo. Il sostegno di funzionari stranieri corrotti al traffico di droga mortale deve finire. Queste accuse inviino un messaggio chiaro a tutti i funzionari del mondo che collaborano con i narcotrafficanti: a prescindere dal vostro titolo o posizione, ci impegniamo a consegnarvi alla giustizia".
“Il cartello di Sinaloa non si limita al traffico di droghe letali, ma è un'organizzazione terroristica riconosciuta che si basa sulla corruzione e sulla concussione per alimentare la violenza e generare profitti”, ha dichiarato l'amministratore della DEA Terrance Cole. “Questo atto d'accusa smaschera un tentativo deliberato di minare le istituzioni pubbliche e mettere a rischio vite americane. Gli imputati avrebbero abusato delle loro posizioni di fiducia per proteggere le operazioni del cartello, consentendo l'ingresso di droghe letali nel nostro Paese. Nessuno è al di sopra della legge. Siamo grati ai nostri partner statunitensi e messicani che ogni giorno scelgono l'integrità e ci sostengono nella salvaguardia delle nostre comunità. Insieme, continueremo a esercitare una pressione costante contro il cartello di Sinaloa e le reti che lo supportano per proteggere il popolo americano e salvare vite umane”.