Giovedì 15 ottobre 2026
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Agenzia Entrate usa Ia in modo improprio in un accertamento fiscale

U.E. - ITALIA
Notizia ·

L’Agenzia delle Entrate ha avviato un’indagine interna su due dipendenti, un dirigente e un funzionario, per l’utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale in un accertamento fiscale. Il caso riguarda un’azienda che aveva beneficiato di un credito d’imposta per ricerca e sviluppo legato alla realizzazione di una centralina antifurto. L’Agenzia aveva contestato l’agevolazione sostenendo che il progetto non presentasse i requisiti di innovazione richiesti dalla legge. Per sostenere questa tesi, i funzionari avevano utilizzato sistemi di intelligenza artificiale disponibili online, interrogandoli sulla diffusione e sull’originalità delle tecnologie impiegate. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, con la sentenza 4759/2026, ha stabilito che le risposte dell’IA non possono avere valore probatorio nei giudizi tributari, perché non garantiscono accuratezza, verificabilità e ricostruzione attendibile dei fatti. I giudici hanno inoltre rilevato che i quesiti posti all’intelligenza artificiale erano errati e avevano contribuito a conclusioni sbagliate. L’utilizzo di strumenti generativi esterni non autorizzati viola anche una direttiva interna dell’Agenzia del 2025, che ne vieta l’impiego per redigere atti impositivi e gestire il contenzioso. L’intelligenza artificiale può essere utilizzata soltanto come strumento di supporto, con supervisione umana e nel rispetto delle regole interne. L’Agenzia ha quindi disposto un audit per accertare le responsabilità ed eventualmente adottare provvedimenti. Secondo i sindacati, i due dipendenti coinvolti sarebbero già stati sollevati dall’incarico, circostanza che non risulta confermata ufficialmente nel testo.

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