Al via finanziamento per la prima rete italiana delle biobanche
Nascera' a giorni in Italia la prima rete delle banche che conservano campioni biologici. Lo ha annunciato il vicepresidente del Comitato nazionale sulla biosicurezza Giuliano D'Agnolo, nel corso di una conferenza. 'Abbiamo ricevuto dal ministero per le Attivita' Produttive 750mila euro di finanziamento, e il bando di concorso sta per essere pubblicato. La rete utilizzera' un server messo a disposizione dall'Istituto Superiore di Sanita', e servira' a razionalizzare il sistema di raccolta e di analisi soprattutto per l'uso scientifico. Tutti i ricercatori interessati sono chiamati a condividere le informazioni'. Quello del registro e' comunque solo un primo passo:'Nel nostro paese la situazione e' che chiunque voglia si puo' fare la propria biobanca - ha spiegato Leonardo Santi, presidente del Comitato - e questo causa uno spreco di risorse e spesso anche una poca qualita'. Noi interverremo con un documento sulla conferenza Stato-Regioni per sensibilizzare su questo tema'. Molto diversa la situazione nel Regno Unito, i cui progressi nel campo delle biobanche sono stati esposti da quattro esperti:'Da noi una unica autorita' regola piu' di 300 biobanche, dai trapianti alle staminali alla gestione del tessuto post mortem - ha spiegato Seandy Mather, che dirige la parte regolatoria dell'autorita' - chiunque voglia aprire una biobanca deve chiedere a noi una licensa, e noi effettuiamo controlli periodici sulla qualita''. Un esempio di biobanca presentata e' quella dei tessuti cerebrali affetti da malattie neurodegenerative:'Ogni anno abbiamo circa 80 donazioni di cervelli, e in totale ne abbiamo 1500 - ha spiegato Claire Troakes, coordinatrice della banca del cervello di Londra - e solo nel 2007 abbiamo ricevuto 66 richieste di campioni da ricercatori tutto il mondo'.
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