Alfano: contro sovraffollamento carceri, gli stranieri scontino pene nei loro Paesi
'I nostri penitenziari sono pieni di immigrati e di stranieri che hanno fatto pagare all'Italia, coi loro crimini, un grave costo di insicurezza'. Ora, 'vanno rispediti nei loro Paesi a scontare la pena'. Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ribadisce la sua linea per quanto riguarda l'alleggerimento della situazione delle carceri italiane.
In un'intervista a 'La Repubblica', il Guardasigilli conferma anche che 'l'indulto ha fallito', tanto che 'dopo due anni ci troviamo nuovamente con le carceri piene'. Ed a proposito dei penitenziari, aggiunge: 'Vogliamo costruirne di nuovi ed ampliare gli esistenti laddove e' possibile. Ci vorra' del tempo, ma non possiamo procedere a indulti, sanatorie, amnistie, tutte misure gia' fallite'.
Quanto all'utilizzo del 'braccialetto', Alfano dice di essere 'pienamente d'accordo' con il collega dell'Interno Roberto Maroni nel senso che 'stiamo facendo una valutazione comune sulla potenziale efficacia di una misura che rende piu' severi gli arresti domiciliari e che e' stata introdotta dalla sinistra con un decreto del 2000'.
Quanto ai costi dell'operazione, il Guardasigilli afferma: 'Stiamo facendo i conti, in primo luogo sulla sicurezza dei nuovi sistemi e in secondo sui costi, tenendo presente che tenere un detenuto in cella ha, a sua volta, un costo'.
'Il ministro Alfano smetta di fare il gioco delle tre carte e dica tutta la verita'. L'espulsione dei detenuti stranieri della quale si puo' discutere, rischia di essere un pannicello caldo perche' di difficile applicazione necessitando di accordi bilaterali con gli stati di origine, che l'attuale governo non sta stipulando. Mentre il braccialetto elettronico in sede di sperimentazione ha dato pessimi risultati'. Lo dichiara Lanfranco Tenaglia ministro ombra della Giustizia.
'Ci dica il ministro Alfano - prosegue Tenaglia - quale e' stata in quella sede la percentuale di evasioni. Noi riteniamo sia vicina al 100 per cento. Inoltre dal punto di vista tecnico il meccanismo di controllo fa ancora acqua in molti momenti. La drammatica situazione del sovraffollamento delle carceri italiane si risolve con interventi strutturali che riguardano il cambio della politica penale seguita con leggi quali la Bossi-Fini sull'immigrazione e la Fini-Giovanardi sugli stupefacenti e con riforme del sistema della pena che sono state indicate sia dalla Commissione Norbio, che da quella Pisapia di riforma del codice penale e che riguardano strumenti alternativi alla detenzione in carcere'.
'Rimane come problema piu' grande insoluto quello dell'edilizia carceraria, rispetto alla quale il governo ha tagliato tutti i fondi per finanziare l'abolizione dell'Ici e che invece richiede investimenti per la costruzione di nuove carceri che abbiano come impostazione, quella seguita dalla Spagna di Zapatero nel riformare il sistema carcerario e che sta dando in quel paese risultati straordinari sia per la sicurezza dei cittadini sia - conclude - per il recupero e la rieducazione dei detenuti'.
In un'intervista a 'La Repubblica', il Guardasigilli conferma anche che 'l'indulto ha fallito', tanto che 'dopo due anni ci troviamo nuovamente con le carceri piene'. Ed a proposito dei penitenziari, aggiunge: 'Vogliamo costruirne di nuovi ed ampliare gli esistenti laddove e' possibile. Ci vorra' del tempo, ma non possiamo procedere a indulti, sanatorie, amnistie, tutte misure gia' fallite'.
Quanto all'utilizzo del 'braccialetto', Alfano dice di essere 'pienamente d'accordo' con il collega dell'Interno Roberto Maroni nel senso che 'stiamo facendo una valutazione comune sulla potenziale efficacia di una misura che rende piu' severi gli arresti domiciliari e che e' stata introdotta dalla sinistra con un decreto del 2000'.
Quanto ai costi dell'operazione, il Guardasigilli afferma: 'Stiamo facendo i conti, in primo luogo sulla sicurezza dei nuovi sistemi e in secondo sui costi, tenendo presente che tenere un detenuto in cella ha, a sua volta, un costo'.
'Il ministro Alfano smetta di fare il gioco delle tre carte e dica tutta la verita'. L'espulsione dei detenuti stranieri della quale si puo' discutere, rischia di essere un pannicello caldo perche' di difficile applicazione necessitando di accordi bilaterali con gli stati di origine, che l'attuale governo non sta stipulando. Mentre il braccialetto elettronico in sede di sperimentazione ha dato pessimi risultati'. Lo dichiara Lanfranco Tenaglia ministro ombra della Giustizia.
'Ci dica il ministro Alfano - prosegue Tenaglia - quale e' stata in quella sede la percentuale di evasioni. Noi riteniamo sia vicina al 100 per cento. Inoltre dal punto di vista tecnico il meccanismo di controllo fa ancora acqua in molti momenti. La drammatica situazione del sovraffollamento delle carceri italiane si risolve con interventi strutturali che riguardano il cambio della politica penale seguita con leggi quali la Bossi-Fini sull'immigrazione e la Fini-Giovanardi sugli stupefacenti e con riforme del sistema della pena che sono state indicate sia dalla Commissione Norbio, che da quella Pisapia di riforma del codice penale e che riguardano strumenti alternativi alla detenzione in carcere'.
'Rimane come problema piu' grande insoluto quello dell'edilizia carceraria, rispetto alla quale il governo ha tagliato tutti i fondi per finanziare l'abolizione dell'Ici e che invece richiede investimenti per la costruzione di nuove carceri che abbiano come impostazione, quella seguita dalla Spagna di Zapatero nel riformare il sistema carcerario e che sta dando in quel paese risultati straordinari sia per la sicurezza dei cittadini sia - conclude - per il recupero e la rieducazione dei detenuti'.
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