Venerdì 30 ottobre 2026
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Allo studio passaporto sanitario per gli immigrati espulsi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un "passaporto sanitario", con informazioni mediche scritte anche nella lingua del Paese d'origine, che segua gli immigrati irregolari in partenza da uno degli Stati membri dell'Ue nel momento del rimpatrio. E' una delle principali proposte da discutere nel congresso internazionale "Clandestini, salute e ritorno" che, organizzato dall'Unita' locale socio sanitaria 20 di Verona e dall'Ausl 7 di Ragusa sotto l'egida dell'Unione europea e dell'Iom, organismo Onu per l'immigrazione, si svolgera' nell'Hotel Terraqua di Marina di Ragusa da domani al 12 giugno. Il congresso, cui interverranno esperti provenienti da 17 Paesi, rappresenta innanzitutto la final conference del progetto He.re. (healt and return, ossia salute e ritorno) cofinanziato dalla Direzione generale Giustizia, Liberta' e Sicurezza della Commissione Europea nell'ambito del piu' ampio programma Return teso a migliorare la gestione dei rimpatri da parte degli Stati membri, rafforzando cooperazione e solidarieta' con i Paesi nei quali avviene il rimpatrio. Il progetto He.re., condotto per due anni dall'Ulss 20 di Verona in collaborazione con l'Ausl 7 di Ragusa e con altri importanti partner - l'Iom, l'Ausl di Ferrara, la Caritas bulgara, il Cid (Centro investigativo per lo sviluppo) spagnolo, l'autorita' sanitaria greca della Macedonia e l'Universita' danese di Aarhus - si propone di individuare le buone prassi sanitarie europee nei rimpatri, con un occhio particolare a donne, bambini, anziani e disabili Tra gli interventi piu' attesi del congresso, che si concludera' con la firma di un documento sulle buone prassi e di un report da sottoporre all'Ue, ci sono quelli di David Reisenzein, capo unita' del Quartier generale viennese dell'Iom, Gergely Bajnoczi, capo della Polizia di frontiera ungherese, Tahar Cheniti, direttore della Croce rossa tunisina e del professor Istvan Szilard, ungherese, docente di malattie dell'immigrazione. Dei risultati di He.re. parleranno poi Luigi Bertinato dell'Asl di Verona e Cristina Benedetti Project manager Servizio rapporti sociosanitari internazionali dell'Ulss 20. Un progetto in cui l'esperienza siciliana ha avuto un ruolo di primo piano, come dimostreranno gli interventi del questore di Ragusa Giuseppe Oddo, del medico del Cpa di Pozzallo Vincenzo Morello e di Fulvio Manno, direttore generale dell'Ausl 7 di Ragusa. Un' Autorita' sanitaria all'avanguardia in Italia in materia di immigrazione: fra i servizi offerti figurano infatti cliniche per le cure sanitarie di base anche agli irregolari, convenzioni con Medici senza frontiere per la previsione di specifici interventi medici sui migranti e soprattutto con un Ufficio di mediazione culturale estremamente efficiente.
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