Giovedì 11 giugno 2026
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Approda al Parlamento europeo il dibattito sui prodotti da animali clonati

U.E.
Notizia ·
Un'interrogazione sulla clonazione degli animali a scopo alimentare ha aperto questa mattina a Strasburgo la plenaria del Parlamento europeo. Rilevando le sue conseguenze negative sul benessere degli animali, i deputati vorrebbero conoscere le misure attuate dalla Commissione europea per informare i consumatori. Chiedono poi se la clonazione di animali a scopi alimentari sia eticamente giustificata e se vi sia l'intenzione di vietarla e di proibire le importazioni di animali clonati e della loro prole, nonche' dei loro prodotti. Il Parlamento adottera' una risoluzione in seguito alla votazione prevista per domani, mercoledi' 3 settembre. Gli eurodeputati ricordano che la direttiva 98/58/CE stabilisce che "non devono essere praticati l'allevamento naturale o artificiale o procedimenti di allevamento che provochino o possano provocare agli animali in questione sofferenze o lesioni". Inoltre, il protocollo sulla protezione e il benessere degli animali impone alla Comunita' e agli Stati membri "di tenere in debita considerazione i requisiti relativi al benessere degli animali nella formulazione e nell'attuazione delle politiche agricole e nella ricerca".    

Alla luce di tale situazione, Neil Parish (Ppe/De, Gb), in nome della commissione per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha rivolto alla Commissione le seguenti domande: "È la Commissione d'accordo sul fatto che la clonazione ha conseguenze negative sul benessere degli animali e ridurra' significativamente la diversita' genetica tra le popolazioni zootecniche, accrescendo le probabilita' che intere mandrie siano decimate da malattie cui sono predisposte? Puo' la Commissione fornire indicazioni di lungo termine in materia di benessere e salute degli animali clonati e della loro prole? Quali misure ha finora adottato per informare i consumatori e promuovere dibattiti pubblici sulla clonazione degli animali e le sue potenziali implicazioni (violazioni delle norme in materia di salute e benessere degli animali, salute e sicurezza umana e impatto sulla biodiversita')? Ritiene la Commissione che la clonazione di animali e della loro prole a scopi alimentari sia giustificata dal punto di vista etico e su quali elementi basa la sua valutazione? Quali misure ha adottato finora per impedire che le importazioni di generi alimentari ottenuti da animali clonati e dalla loro prole siano introdotte nella catena alimentare? Intende la Commissione presentare proposte concrete per vietare la clonazione di animali a scopi alimentari, le importazioni di animali clonati, della loro prole e del loro sperma nonche' di prodotti ottenuti da animali clonati o dalla loro prole?".

La clonazione animale a scopi alimentari e' da oltre 18 mesi al centro di un serrato dibattito a livello comunitario, sia scientifico sia politico, in seguito all'approvazione negli Stati Uniti da parte delle autorita' competenti di questo sistema di produzione di animali da macello. Lo scorso 24 luglio l'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (Efsa), su sollecitazione di Bruxelles, ha espresso la propria valutazione scientifica degli eventuali rischi per la salute umana derivanti dal mangiare bistecche e latte prodotti da animali clonati. Rischi che secondo l'Efsa non sussistono. Il parere dell'Efsa riguarda in particolare la sicurezza nel consumo di carne e latte provenienti da mucche, maiali, capre e pecore clonate, ed esclude gli aspetti etici di competenza del Gruppo europeo sull'etica. Per quanto riguarda invece la salute degli esemplari nati attraverso il processo di clonazione, cioe' il trasferimento del nucleo delle cellule somatiche (Scnt), l'Efsa ha espresso dei dubbi.

"Non ci sono evidenze di una qualche differenza, in termini di sicurezza, tra i cibi derivati da animali clonati rispetto a quelli provenienti da allevamenti tradizionali", ha spiegato il direttore del comitato scientifico Efsa Vittorio Silano. "Peraltro nonostante gli studi scientifici in questo campo siano in aumento, le evidenze sono ancora poche. Il che ha costituito una vera e propria sfida per la realizzazione di questo rapporto". Allo stesso modo sono ancora pochi i dati relativi al possibile effetto ambientale legato alla presenza di animali clonati. Mentre "qualche problema in piu', rispetto a quanto si registra tra gli animali nati in maniera naturale, si rileva nella salute degli esemplari ottenuti tramite Scnt". A tal proposito Silano ha suggerito di "seguire costantemente la salute e il benessere degli animali clonati durante tutto il loro ciclo vitale". E ancora, di "monitorare l'immunocompetenza degli animali clonati, e misurare la loro capacita' o meno di trasmettere le malattie".
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