Martedì 6 ottobre 2026
Menu

Aumenti tariffe unbundling: poco per Telecom, troppo per gli altri

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Autorita' per le tlc mette la parola fine alla lunga vicenda delle tariffe unbundling, in sostanza il canone all'ingrosso, ma scontenta tutti, ex monopolista e concorrenti, ovviamente per opposte ragioni: secondo Telecom l'Agcom e' andata oltre le indicazioni della Commissione europea, mentre gli operatori alternativi contestano gli aumenti, ritenendoli troppo sbilanciati proprio a favore di Telecom.
La decisione presa dal Consiglio, che rimodula le tariffe per l'anno prossimo e per il successivo, costituisce la correzione del provvedimento provvisorio adottato a settembre scorso, che prevedeva un canone mensile pari a 8,70 euro per il 2010, a 9,14 nel 2011 e a 9,48 nel 2012. Contro questo listino, che adottava aumenti comunque inferiori alla proposta originaria, si erano da subito scagliati gli operatori alternativi, denunciando il rischio di rincari nei prezzi alla clientela finale e affermando che la manovra tariffaria avrebbe pesato per 1,1 miliardi di euro complessivi. Una cifra, quest'ultima, decisamente respinta dall'Agcom, che aveva invece quantificato un aggravio di 70 milioni.
L'Autorita', in ogni caso, e' dovuta tornare sui propri passi in seguito alla presa di posizione di Bruxelles, che ha promosso il metodo di calcolo invitando pero' a una rimodulazione in relazione ad alcune voci specifiche. Il Consiglio di oggi ha quindi adottato la decisione finale, che lascia invariato il canone di 8,70 euro per il 2010, ma rivede al ribasso gli aumenti del 2011 (9,02 euro) e del 2012 (9,28 euro), legandoli pero' a verifiche sulla qualita' della rete.
Secondo il presidente dell'Autorita', Corrado Calabro', l'Italia si allinea cosi' 'alle best practices vigenti nella gran parte dei Paesi europei', ma gli operatori non sono della stessa opinione. L'ad di Telecom, Franco Bernabe', che svela anche qualche retroscena sui tentativi respinti di convincerlo a vendere la rete, si dice 'molto sorpreso' di una decisione che, a suo parere, va 'al di la delle osservazioni della commissione europea'. 'Rammarico' esprimono invece Fastweb, Vodafone, Wind e Tiscali, secondo cui 'la decisione ignora del tutto gli elementi forniti dagli operatori alternativi, favorisce l'operatore dominante sul mercato, rafforzandone ulteriormente la dominanza'. Per questo 'si riservano di avviare le opportune azioni nelle sedi competenti, conosciute le motivazioni del provvedimento adottato'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →