Bond a 10 anni al 5%: mutui oltre il 7%
A spingere i rendimenti sono soprattutto il rialzo del petrolio e i timori di nuove pressioni sull’inflazione, alla vigilia della riunione della Federal Reserve
Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni ha toccato il 5%: sui massimi dal 2023. A spingere i rendimenti sono soprattutto il rialzo del petrolio e i timori di nuove pressioni sull’inflazione, alla vigilia della riunione della Federal Reserve. In rialzo anche il secondo sorvegliato speciale - il rendimento a 30 anni a cui sono agganciati poi i mutui a tasso fisso americani - che ha toccato il 5,35%. Quest’ultima è una soglia simbolica, la stessa che ha spinto lo scorso agosto il segretario al Tesoro degli Usa, Scott Bessent, ad annunciare un raddoppio delle operazioni di buyback sui titoli a lungo termine. ll recente movimento ha portato il costo dei mutui negli Usa oltre la soglia del 7%.
Il mercato, complice le impennate del prezzo del petrolio, sta quindi testando ulteriormente questi livelli quando mancano ormai poche ore alla decisone sui tassi da parte della Federal Reserve, calendarizzata per il 16 settembre. Finora il governatore Kevin Warsh si è nascosto dietro un linguaggio abilmente vago, scegliendo anche di abolire la forward guidance.
Il mercato dei future tuttavia ha pochi dubbi. Considerato l’ultimo dato di inflazione (il core Cpi pubblicato venerdì è cresciuto su base mensile dello 0,3% che in proiezione corrisponderebbe a un 3,6% annuo) le probabilità di un rialzo dei tassi sono salite al 90%.
A differenza delle precedenti sedute - in cui il rialzo dei rendimenti era però accompagnato dalla contestuale debolezza del dollaro - oggi anche il biglietto verde si sta apprezzando, con il dollar index in rialzo dello 0,5% oltre i 99 punti. Questo conferma un clima di minore propensione al rischio con un mercato nervoso alla luce dei prossimi market mover e delle crescenti tensioni in Medio Oriente.
(Vito Lops su IlSole24Ore del 14/09/2026)