Martedì 9 giugno 2026
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Brasile. Se si clona Pelé per 11 volte la squadra e' fatta

AMERICHE - BRASILE
Notizia ·
Ne' anabolizzanti, ne' ormoni, la nuova preoccupazione dell'antidoping e' la clonazione. Cosi' Eduardo de Rose, membro dell'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) e della commissione medica dei Comitati Olimpici Internazionali (Coni) e di quello brasiliano (Cob) ha puntato l'indice proprio contro quelli che potrebbero essere i pericoli delle applicazioni della genetica.
A breve termine la preoccupazione e' che venga attivata la produzione di determinate ghiandole o ormoni del corpo, che producano sostanze dopanti. "Per esempio, la eritropoietina (che aumentando la produzione di globuli rossi nel sangue , fa aumentare la resistenza, ndr) ora deve essere iniettata, questo gesto potrebbe essere sostituito da un comando di un virus affinche' la produzione di questa sostanza aumenti", ha spiegato De Rose. A medio termine il rischio e' che si possano modificare alcune parti del corpo, in particolare la massa muscolare per migliorare le performance dell'atleta, come far si' che uno sia piu' alto per giocare meglio a basket.
"A lungo termine si potrebbe avere la clonazione degli atleti. Sarebbe come prendere un Pelé e farlo 11 volte per costruire una squadra. Questa e' ancora una possibilita' remota, ma e' certo che un domani ci sara' qualcuno che pensera' di clonare un atleta" denuncia De Rose.
L'Agenzia Mondiale Antidoping ancora non avrebbe pronto un piano per evitare questo tipo di doping, ma il fatto di esternare le preoccupazioni e' gia' una forma di controllo: "per la prima volta stiamo tentando di anticipare i fatti", dichiara soddisfatto De Rose.
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