Martedì 9 giugno 2026
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Brasile-Usa. Niente piu' insulina con nuova terapia anti-diabete a base di cellule staminali

AMERICHE - BRASILE
Notizia ·
Un'iniezione di staminali, e addio punture quotidiane di insulina. Sembrano promettenti, ma da confermare e approfondire con ricerche piu' ampie, i risultati preliminari di uno studio coordinato da Julio C. Voltarelli e colleghi dell'universita' di Sao Paolo a Ribeirao Preto, in Brasile.

I dati, pubblicati sul 'Jama' e accompagnati da un editoriale di Jay S. Skyler, del Diabetes Research Institute della University of Miami Miller School of Medicine, dimostrano infatti che il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, prelevate dal sangue di pazienti con diabete di tipo 1, e' in grado di preservare la funzionalita' delle cellule beta-pancreatiche: le 'fabbriche' di insulina che nel diabete giovanile vengono attaccate dal sistema immunitario del malato.

Il team di Voltarelli, in collaborazione con l'equipe di Richard Burt della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, negli Usa, hanno sottoposto 15 pazienti che avevano appena ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 1 (giovanile o insulino-dipendente) a un trapianto autologo di staminali ematopoietiche, ottenute dal sangue dal sangue del malato, opportunamente trattate 'in provetta' e successivamente reimpiantate in vena al paziente.
Durante un periodo di osservazione compreso tra 7 e 36 mesi, 14 diabetici sono diventati 'insulin-free'. In altre parole, per un po' sono riusciti a fare a meno delle iniezioni quotidiane di insulina: in particolare, un malato ha evitato la 'puntura sostitutiva' per ben 35 mesi, altri 4 pazienti per almeno 21 mesi, altri 7 per almeno 6 mesi e gli ultimi due malati per un mese e per 5 mesi rispettivamente.

"Grazie all'effetto immunosoppressivo del trapianto autologo di staminali ematopoietiche -spiegano gli scienziati- il 93% dei diabetici di tipo 1 trattati e' rimasto in una condizione di 'insulina-indipendenza' per un certo periodo di tempo". Il tutto senza gravi effetti collaterali, tranne un caso di polmonite in un paziente, e senza alcun decesso.

Ma "il trial e' piccolo e bisogna verificarne l'esito su un numero maggiore di pazienti", precisano i ricercatori. Inoltre, aggiungono, "serve un follow-up piu' lungo per confermare la durata dell'insulino-indipendenza e il meccanismo d'azione del trapianto".
Urgono infine "studi randomizzati e ulteriori indagini biologiche per capire il ruolo effettivo della cura nel cambiare la storia naturale del diabete".
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