Calabro' si confessa: su banda larga e scorporo rete siamo in ritardo
In una lunga intervista al settimanale "Economy" il presidente dell'Autorita' garante per le comunicazioni (Agcom) Corrado Calabro' critica molto i tempi persi dalla politica e dalla tecnologia: "E' una storia tutta italiana quella delle nostre telecomunicazioni" dice Calabro': "E' come per il nucleare: siamo partiti in anticipo, bruciando tutti sul tempo, siamo stati il primo treno in movimento, abbiamo fatto da apripista in Europa per varie iniziative. Poi abbiamo rallentato, abbiamo perso velocita' e motivazione, mentre i concorrenti europei hanno continuano il loro viaggio con l'occhio fisso all'obiettivo strategico e ci hanno superato portando avanti percorsi concludenti. Gli altri corrono, noi non possiamo andare al passo pestandoci i piedi l'un l'altro".
Cosi' Calabro' punta l'indice: "Nella banda larga eravamo in largo anticipo, le prime offerte convergenti sono state lanciate nel 2001, proprio in Italia. Oggi siamo in ritardo, il tasso di penetrazione e' basso, il 15,9%, e siamo dietro non solo rispetto ai Paesi del G8 e ai piu' progrediti dell'Unione europea, ma ora persino rispetto all'Europa a 27". Di chi e' la colpa di questo rallentamento? "In realta'" risponde Calabro' a Economy "la colpa e' un po' di tutti, anche degli imprenditori. Non vedo in giro gente pronta a rischiare, a investire sul futuro, del calibro e delle capacita' di quelli che hanno trasformato l'Italia nel Dopoguerra".
Nell'intervista con Economy, il Garante affronta anche il tema dello scorporo della rete di Telecom Italia: "Il tavolo tecnico" dice Calabro' "non ha esaurito i suoi lavori che sono andati avanti abbastanza bene. Certo pero', l'incertezza sull'assetto proprietario non puo' non riflettersi sull'andamento dei colloqui, perche' l'interlocutore Telecom non puo' prescindere dal suo nuovo assetto proprietario. In ogni caso entro il 31 ottobre ci sara' il closing, anche indipendentemente dalla decisione dell'Authority brasiliana, e dunque entro la prima decade di novembre Telecom Italia dovra' scoprire le sue carte".
Quindi dopo il 31 dicembre l'Autorita' deve essere in grado di imporre la separazione della rete? "Naturalmente l'esigenza permane; certo, quando io ho dato questa indicazione, eravamo nel marzo scorso, e Telecom Italia non era ancora entrata nella fase di transizione, che sta durando davvero troppo. Rendendo oltremodo incerti tutti gli interlocutori". Secondo Calabro', comunque, adesso si presenta anche un problema di poteri da attribuire all'Autorita': "Ora" dice "il passo decisivo e' quello di chiudere l'accordo con il proprietario della rete e che il tempo stringe. Ma per fare il passo successivo devono essere rafforzati i poteri dell'Agcom. L'Ofcom inglese, per esempio, ha potuto indurre British Telecom a fare la separazione della rete perche' disponeva di un forte potere".
Questo vuole dire che senza poteri aggiuntivi l'Agcom non riuscira' a convincere Telecom? "Dico solo - sottolinea Calabro' - che vogliamo negoziare con l'azienda da una posizione di forza. Intendiamoci, nessuno vuole espropriare Telecom ma certo bisogna avere strumenti adeguati a convincere i propri interlocutori. Per carita', il potere fondamentale ce l'abbiamo e si basa sulla direttiva comunitaria sull'accesso. E' pero' vero che senza un'ulteriore precisazione normativa il percorso per arrivare alla separazione della rete rischia di essere lungo, farraginoso e con profili complicati".
Cosi' Calabro' punta l'indice: "Nella banda larga eravamo in largo anticipo, le prime offerte convergenti sono state lanciate nel 2001, proprio in Italia. Oggi siamo in ritardo, il tasso di penetrazione e' basso, il 15,9%, e siamo dietro non solo rispetto ai Paesi del G8 e ai piu' progrediti dell'Unione europea, ma ora persino rispetto all'Europa a 27". Di chi e' la colpa di questo rallentamento? "In realta'" risponde Calabro' a Economy "la colpa e' un po' di tutti, anche degli imprenditori. Non vedo in giro gente pronta a rischiare, a investire sul futuro, del calibro e delle capacita' di quelli che hanno trasformato l'Italia nel Dopoguerra".
Nell'intervista con Economy, il Garante affronta anche il tema dello scorporo della rete di Telecom Italia: "Il tavolo tecnico" dice Calabro' "non ha esaurito i suoi lavori che sono andati avanti abbastanza bene. Certo pero', l'incertezza sull'assetto proprietario non puo' non riflettersi sull'andamento dei colloqui, perche' l'interlocutore Telecom non puo' prescindere dal suo nuovo assetto proprietario. In ogni caso entro il 31 ottobre ci sara' il closing, anche indipendentemente dalla decisione dell'Authority brasiliana, e dunque entro la prima decade di novembre Telecom Italia dovra' scoprire le sue carte".
Quindi dopo il 31 dicembre l'Autorita' deve essere in grado di imporre la separazione della rete? "Naturalmente l'esigenza permane; certo, quando io ho dato questa indicazione, eravamo nel marzo scorso, e Telecom Italia non era ancora entrata nella fase di transizione, che sta durando davvero troppo. Rendendo oltremodo incerti tutti gli interlocutori". Secondo Calabro', comunque, adesso si presenta anche un problema di poteri da attribuire all'Autorita': "Ora" dice "il passo decisivo e' quello di chiudere l'accordo con il proprietario della rete e che il tempo stringe. Ma per fare il passo successivo devono essere rafforzati i poteri dell'Agcom. L'Ofcom inglese, per esempio, ha potuto indurre British Telecom a fare la separazione della rete perche' disponeva di un forte potere".
Questo vuole dire che senza poteri aggiuntivi l'Agcom non riuscira' a convincere Telecom? "Dico solo - sottolinea Calabro' - che vogliamo negoziare con l'azienda da una posizione di forza. Intendiamoci, nessuno vuole espropriare Telecom ma certo bisogna avere strumenti adeguati a convincere i propri interlocutori. Per carita', il potere fondamentale ce l'abbiamo e si basa sulla direttiva comunitaria sull'accesso. E' pero' vero che senza un'ulteriore precisazione normativa il percorso per arrivare alla separazione della rete rischia di essere lungo, farraginoso e con profili complicati".
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