Giovedì 11 giugno 2026
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Il calvario di Eluana, anche Udine dice no alla legge

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Non sara' a Udine l'ultimo viaggio di Eluana. Ne' all'orizzonte sembrano esserci nuove alternative. Almeno per il momento. A quasi un mese dalla sentenza della Cassazione che le ha confermato il via libera alla sospensione di alimentazione e idratazione artificiali, manca ancora una struttura dove metterla in pratica: 'un hospice o altro luogo di ricovero confacente', condizione tassativa, secondo quanto decretato a luglio dalla Corte d'appello di Milano, per interrompere il trattamento che la tiene in vita attraverso un sondino naso-gastrico". E' quanto scrive il 'Corriere della Sera'.
"Dopo gli stop di Lombardia (il presidente Formigoni ha posto il veto in tutte le strutture) e Toscana (le polemiche hanno sbarrato l'ingresso nell'hospice delle ex Oblate di Firenze) - aggiunge il quotidiano - tramonta anche l'ipotesi di accoglierla all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, come conferma Gian Luigi Gigli, uno dei neurologi cattolici firmatari di un appello contro il decreto, proprio alle dipendenze della struttura: 'Da quello che mi risulta non ha alcun fondamento l'ipotesi di un ricovero in un ospedale pubblico friulano'".
"Un calvario apparentemente senza fine quello della donna in stato vegetativo da quasi 17 anni, che neppure la decisione della Suprema corte sembra aver portato in dirittura d'arrivo - sottolinea il 'Corriere della Sera' - E se prima del 13 novembre, la prospettiva era quella di far passare in giudicato il decreto della Corte d'appello, oggi i tempi risultano allungarsi oltre misura alla ricerca di un luogo adeguato. Non se ne fa una ragione la curatrice speciale di Eluana, Franca Alessio, nominata nel novembre 2005 dal Tribunale di Lecco, per la prima volta al cospetto del padre di Eluana, Beppino Englaro, nell'udienza del successivo 15 dicembre (si sono conosciuti li'): 'Per adesso la struttura sanitaria non c'e' - spiega l'avvocato - Non sappiamo quanto tempo ci sara' ancora da attendere'".
 
Nessun commento del presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, sulla possibile 'destinazione finale' di Eluana Englaro.
Prima di partecipare ad un incontro a Villaco, in Austria, con il presidente del Veneto e il governatore della Carinzia, Tondo ha risposto con un secco 'no comment' ai cronisti che lo avevano sollecitato sull'argomento, facendo riferimento alle dichiarazioni riportate oggi dal Corriere della Sera.
La Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso l'assessore alla Sanita' Vladimir Kosic, si e' sempre detta contraria ad ospitare in una struttura pubblica Eluana Englaro dopo la sentenza della Cassazione.
 
"La vicenda di Eluana Englaro assume aspetti e connotazioni ogni giorno piu' sconcertanti.
In nome di non si sa quale preteso diritto alla vita si impedisce da 17 anni la fine di un calvario, si nega un elementare gesto di misericordia, quello che venne accordato a Giovanni Paolo II, quando venne lasciato libero di andare alla casa del padre". Lo dichiara Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell'associazione Luca Coscioni. "C'e' qualcosa di barbaro nell'accanimento con cui ci si oppone a che sia rispettata la volonta' di Eluana che mai avrebbe acconsentito e voluto continuare a vivere la vita non vita che le viene imposta; e c'e' qualcosa di violento e di immorale nel protrarre ai famigliari di Eluana un dolore e una sofferenza come quello che viene loro imposto. La volonta' di Eluana - ha spiegato - e' stata ricostruita; c'e' un dettato costituzionale inequivocabile; ci sono sentenze della magistratura; c'e' la volonta' degli italiani che ogni volta che possono esprimersi, a stragrande maggioranza dicono che mai vorrebbero vivere come Eluana e' costretta a vivere. Faccio un appello - ha concluso - a tutte le coscienze laiche e autenticamente liberali sia del centrosinistra che del centrodestra perche' si mobilitino e questo scempio di umanita' e diritto abbia finalmente fine".

E' "inaccettabile che in uno stato di diritto si neghi ad un cittadino il diritto". Lo sostiene la deputata di Idv Silvana Mura. "Il cittadino in questione - spiega l'Idv - è il signor Beppino Englaro che si vede negato il diritto riconosciuto da una sentenza passata in giudicato di porre fine alle sofferenze della figlia Eluana che da 17 anni versa in stato vegetativo. Un comportamento quello di alcune regioni e di alcune strutture sanitarie che non ha nulla a che vedere con l`obiezione di coscienza, che non puó che consistere in un atto individuale, ma da vita ad un atto di illegalità dal momento che nega l`applicazione di una sentenza legittima passata in giudicato".
"Dal momento che questo larvato ostruzionismo puó costituire un pericoloso precedente per quanto riguarda il principio della certezza del diritto - conclude Mura - presenteró a breve un`interrogazione al ministri della Giustizia e della Salute per capire cosa intenda fare il governo per consentire al Signor Englaro di eseguire la sentenza della Cassazione".
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