Canada. Congresso islamico contro Codice di Herouxville
Dopo la comunita' islamica del Quebec e il consiglio musulmano di Montreal, anche il Congresso islamico canadese e il Forum musulmano scendono in campo contro il 'Codice di Herouxville'. Il decalogo di comportamento, messo a punto dal consigliere comunale Andre Drouin e destinato ai futuri immigrati che intendono stabilirsi nell'omonima cittadina della provincia francofona, continua a suscitare le proteste della comunita' islamica.
Tra le regole da rispettare a Herouxville, o meglio i divieti, compare la proibizione di lapidare le donne, di bruciarle vive o ustionarle con l'acido, di sottoporle all'infibulazione, di farle indossare il burqa. Al contrario, alle donne e' permesso, o meglio vivamente richiesto, di poter guidare, ballare, mostrarsi a volto scoperto, sottoscrivere assegni,votare,vestirsi come meglio loro aggrada, lavorare, acquisire beni di proprieta' e se poliziotte, far scattare le manette ai polsi di chi disturba la quiete di Herouxville. Ultimo divieto, quello di macellare le carni secondo il costume musulmano.
Tutte regole che hanno fatto piovere in questi giorni le accuse di razzismo e xenofobia sul piccolo centro del Quebec, accompagnate tuttavia da numerose mail di approvazione giunte al consiglio comunale. Adesso, il Congresso islamico canadese e il Forum musulmano sostengono che il codice di Herouxville viola i diritti degli immigrati di fede islamica ed e' stata inoltrata una richiesta di intervento alla commissione dei diritti umani del Quebec per presunta violazione della 'Carta dei diritti e delle liberta'.
Dal canto suo, Drouin continua a difendere il suo codice, che non ha valore giuridico. 'Vogliamo informare i nuovi arrivati che certe tradizioni che hanno lasciato alle spalle non si possono ricreare qui da noi. E' ben chiaro nel documento che gli stranieri sono i benvenuti. Desideriamo accogliervi, e' scritto nero su bianco.
Vogliamo solo dire a questa gente chi siamo. Apriamo le nostre porte a persone di ogni nazionalita', lingua, orientamento sessuale, a patto che accettino le nostre regole sociali', ripete il consigliere comunale.
Tra le regole da rispettare a Herouxville, o meglio i divieti, compare la proibizione di lapidare le donne, di bruciarle vive o ustionarle con l'acido, di sottoporle all'infibulazione, di farle indossare il burqa. Al contrario, alle donne e' permesso, o meglio vivamente richiesto, di poter guidare, ballare, mostrarsi a volto scoperto, sottoscrivere assegni,votare,vestirsi come meglio loro aggrada, lavorare, acquisire beni di proprieta' e se poliziotte, far scattare le manette ai polsi di chi disturba la quiete di Herouxville. Ultimo divieto, quello di macellare le carni secondo il costume musulmano.
Tutte regole che hanno fatto piovere in questi giorni le accuse di razzismo e xenofobia sul piccolo centro del Quebec, accompagnate tuttavia da numerose mail di approvazione giunte al consiglio comunale. Adesso, il Congresso islamico canadese e il Forum musulmano sostengono che il codice di Herouxville viola i diritti degli immigrati di fede islamica ed e' stata inoltrata una richiesta di intervento alla commissione dei diritti umani del Quebec per presunta violazione della 'Carta dei diritti e delle liberta'.
Dal canto suo, Drouin continua a difendere il suo codice, che non ha valore giuridico. 'Vogliamo informare i nuovi arrivati che certe tradizioni che hanno lasciato alle spalle non si possono ricreare qui da noi. E' ben chiaro nel documento che gli stranieri sono i benvenuti. Desideriamo accogliervi, e' scritto nero su bianco.
Vogliamo solo dire a questa gente chi siamo. Apriamo le nostre porte a persone di ogni nazionalita', lingua, orientamento sessuale, a patto che accettino le nostre regole sociali', ripete il consigliere comunale.
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