Cartelli e droga, da corridoio di transito a mercato interno

Il Mozambico è da tempo uno snodo cruciale per il traffico internazionale di stupefacenti — cocaina, eroina, metanfetamine e oppioidi — ma gli arresti recenti e i dati governativi mostrano che il fenomeno si sta espandendo, con conseguenze sempre più gravi anche sul piano della dipendenza interna. Lo riporta defenceWeb.
Il caso più clamoroso degli ultimi mesi riguarda l'operazione dell'11 aprile all'aeroporto internazionale di Maputo: dopo mesi di indagini su presunti laboratori clandestini nella capitale e su attività di cartelli internazionali, la polizia ha arrestato tre uomini — un mozambicano e due cittadini messicani. Il Servizio Nazionale di Investigazione Criminale (SERNIC) ha dichiarato in una nota del 16 aprile che esistono "prove solide" che collegano i fermati al traffico internazionale di droga, alla falsificazione di documenti e all'associazione a delinquere. I due messicani sarebbero stati identificati come appartenenti al Cartello di Sinaloa e avrebbero avuto l'intenzione di stabilirsi nel distretto di Matutuine, nella provincia di Maputo.
A poche settimane di distanza, il 12 giugno, il SERNIC ha effettuato uno dei più grandi sequestri di droga mai registrati nel paese: 3,7 tonnellate di fentanyl rinvenute nei magazzini di un'azienda privata all'aeroporto di Maputo, imballate in 50 scatole contenenti ciascuna 30 pacchi da 2,2 chilogrammi — per un totale di 1.500 pacchi. Il carico era stato dichiarato doganalmente come "multivitaminici", ma le analisi di laboratorio hanno confermato che si trattava di fentanyl e difenidramina. Il portavoce del SERNIC, Hilário Lole, ha dichiarato che non vi è "alcun dubbio" sul coinvolgimento di una rete internazionale di traffico di droga. Nel corso delle indagini è stato arrestato un mozambicano, che ha indicato come destinatario e proprietario della merce un cittadino nigeriano, anch'egli successivamente fermato.
Il quadro complessivo che emerge dai dati ufficiali è quello di un paese che non è più soltanto un corridoio di transito, ma sta diventando esso stesso un mercato di consumo. Nel 2025, le autorità mozambicane hanno sequestrato oltre 4,4 tonnellate di sostanze illecite, tra cui significativi quantitativi di cocaina e cannabis, con operazioni che hanno portato all'arresto di oltre 600 persone. Secondo le autorità, la posizione geografica del paese — crocevia tra l'Africa orientale e quella meridionale — lo rende particolarmente vulnerabile, essendo attraversato da rotte consolidate che collegano l'Afghanistan al Sudafrica per eroina e metanfetamine, e il Brasile al Sudafrica per la cocaina. Nel solo 2025, 42 cittadini mozambicani sono stati arrestati all'estero per traffico di droga in 13 paesi diversi, di cui 22 in Brasile.
Sul fronte regionale, nel maggio 2025 la polizia del Malawi, in collaborazione con agenti antidroga statunitensi, aveva arrestato sei uomini di nazionalità messicana all'aeroporto internazionale di Kamuzu a Lilongwe, mentre erano diretti in Mozambico per allestire laboratori di produzione che avrebbero dovuto servire da centri di distribuzione per diversi paesi africani. In gennaio, altri sei messicani ricercati per traffico di droga in Mozambico erano stati fermati a Gaborone, in Botswana.