Venerdì 12 giugno 2026
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Caso Wylie. Moglie sapeva dell'inacapcita' mentale del marito prima di assisterlo nel suicidio assistito

OCEANIA - AUSTRALIA
Notizia ·
La donna accusata di avere procurato la morte del marito somministrandogli dei medicinali era a conoscenza  quattro mesi prima del fatto dell'incapacita' mentale dell'uomo e dunque della sua incapacita' a richiedere l'eutanasia. Shirley Justins sta affrontando il processo per la morte nel 2006 compagno Graeme Wylie.
L'ex pilota della Quantas mori' per una overdose di Nembutal e il suo testamento fu cambiato una settimana prima del decesso.
La Justins ha dichiarato alla giuria che non ha mai letto i referti medici perche' non ha le conoscenza mediche per capirli, ma ha aggiunto "avrei dovuto farlo".
L'organizzazione svizzera Dignitas rifiuto' nel dicembre 2005 la domanda del signor Wylie per il suicidio assistito proprio per la mancanza dei requistiti di capacita' di intendere necessaria per accedere a quel servizio. Test eseguiti rivelarono che Wylie non era in grado di riconoscere una penna, il giorno, il mese o la stagione e non sapeva in quale piano del palazzo risiedeva. Il risultato dei test rivelo' uno stato avanzato di Alzheimer.
La Justins ha ammesso durante la testimonianza alla Corte Suprema che il rifiuto della Dignitas le aveva fornito dei dubbi sulla capacita' mentale del marito.
"Lei capi' che suo marito aveva un'incapacita' psichica per decidere se commettere suicidio, vero?', le ha domandato il procuratore, e la risposta della donna e' stata positiva.
Nel primo grado di giudizio alla donna fu respinta la tesi che aveva "solamente assistito l'uomo a commettere suicidio".
Il processo continua di fronte al giudice Roderick Howie.
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