Class Action. Interrogazione Pd per renderla piu' fruibile
Riferire sul numero delle cause collettive pendenti presso i vari tribunali, sugli esiti di quelle concluse e valutare se lo scarso numero delle azioni proposte non sia imputabile ai requisiti restrittivi introdotti per ricorrere alla class action. Questo i senatori del Pd della X Commissione chiedono al ministro dello Sviluppo economico, in un'interrogazione presentata oggi in Senato. L'istituto della class action, introdotto con un emendamento alla Finanziaria del 2008, ha subito modifiche progressive che hanno reso piu' oneroso e restrittivo il ricorso all'istituto stesso da parte dei consumatori. "In particolare - ha spiegato la senatrice Anna Rita Fioroni, prima firmataria dell'interrogazione - le disposizioni relative alla class action possono essere applicate solo agli illeciti compiuti dopo il 16 agosto 2009 (entrata in vigore della legge 99 del 2009). Il singolo consumatore che aderisce alla causa ha l'onere di depositare presso il tribunale l'atto di adesione e la documentazione probatoria, avendo percio' bisogno dell'intervento di un avvocato. In caso di decisione di inammissibilita' da parte del giudice, il singolo e' tenuto a pagare le spese di pubblicita' e gli eventuali danni per responsabilita' aggravata; infine, e' necessario che i diritti dei consumatori da tutelare siano identici, il che esclude numerosi casi di situazioni analoghe, anche se non proprio uguali". "Con queste premesse - ha concluso Fioroni - chiediamo al ministro se non intenda adottare misure per rendere piu' agevole il ricorso alla class action e consentirne la reale fruibilita', per dare adeguata tutela ai cittadini lesi nei propri diritti".ADUC è indipendente
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