Martedì 9 giugno 2026
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Coltivazione cannabis. Cassazione conferma arresto negato da tribunale

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Cinque passaggi per riassumere la vicenda accaduta a Perugia: 1) i carabinieri arrestano un rappresentante con 11 piante di marijuana in giardino e foglie secche in casa; 2) il giudice Fortunata Volpe non convalida l'arresto perché il perito botanico dice che quei «campioni sono riconducibili alla specie Cannabis sativa var. indica»; 3) la procura impugna il ricorso perché «il tribunale ha palesemente ecceduto i limiti dei poteri»; 4) la Cassazione dà ragione al pm Manuela Comodi; 5) il magistrato chiede di processare il rappresentante per il reato di coltivazione. Ora spetterà al gup valutare se l'uomo, di Castel del Piano, merita il processo oppure no. Dal canto suo l'avvocato insisterà sulle conclusioni del botanico della facoltà di Agraria. Secondo il giudice Volpe «l'arresto non poteva essere legittimamente eseguito» perché «al momento dell'arresto la polizia giudiziaria» non poteva conoscere l'«effetto drogante» di quelle foglie.
Quelle foglie, invece per la procura rappresentavano «elemento sufficiente a legittimare l'arresto in flagranza di reato». «Il controllo del giudice dice la Cassazione non può sostituire del tutto il diretto apprezzamento dei presupposti oggettivi della facoltà di arresto effettuato dalla polizia. Il giudice ha sovrapposto una propria autonoma interpretazione di elementi oggettivi posti in evidenza nel verbale d'arresto e rivalutato condotte già emerse nell'immediatezza dei fatti che nessun rilievo avrebbero potuto avere ai fini della sussistenza della flagranza». In conclusione: «L'arresto era legittimo».
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