Commissione Europea si attiva contro discriminazione Rom
"La storia europea ci ha mostrato che razzismo, odio e intolleranza portano prima o poi inevitabilmente alla catastrofe, in ogni caso e senza eccezioni, se non traiamo lezioni dal passato, siamo condannati a riviverlo". Non ha usato mezze parole il commissario europeo agli Affari sociali, il ceco Vladimir Spidla, per spiegare la posizione dell'esecutivo comunitario sulle violenze contro i rom degli ultimi giorni. Il monito e' giunto all'inizio di un intenso dibattito straordinario sulla situazione dei rom all'Assemblea plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, su richiesta dei socialisti. Un dibattito giunto poche ore dopo che la stessa Aula comunitaria ha chiesto una vera e propria direttiva "che difenda contro tutti i tipi di discriminazione senza fare nessuna gerarchia". Il commissario, dal canto suo, ha annunciato per giugno una comunicazione che passera' in rassegna le politiche europee sui rom, anticipando pero' il verdetto: "sono tutte inefficaci". Spidla, solitamente piuttosto cauto, non ha usato insomma mezze parole, anche se ha fatto capire di non star pensando all'Italia in particolare, ma a tutta l'Ue, evitando cosi' una sorta di 'processo' al Belpaese e al suo governo. "La Commissione - ha detto aprendo il suo intervento - condanna vivamente qualsiasi forma di violenza nei confronti dei rom e chiede alle autorita' di tutte gli stati membri di garantire la sicurezza personale di tutte le persone che sono sul loro territorio". Secondo Spidla, "gli avvenimenti di Ponticelli non sono un caso isolato, la violenza razzista che si nutre di populismo politico e di iniziazione all'odio, il battage mediatico e' un fenomeno riscontrato in vari stati membri".
E invece, ha ammonito Spidla a Strasburgo, "la Commissione respinge in modo categorico tutti gli stigma e l'assimilazione dei rom a dei criminali. Le autorita' degli stati membri devono non solo astenersi da una condotta simile ma mostrare l'esempio della lotta contro il razzismo e la xenofobia, devono indagare contro gli attacchi razzisti, punire coloro che li incitano e che ne sono gli ideatori".
Non basta, il commissario ha affermato che l'esclusione dei cittadini dell'Unione europea da un altro Stato membro Ue "e' una misura estrema. Una limitazione di quelle che sono le liberta' fondamentali del trattato", e che "la lotta contro la criminalita' deve essere fatta nel pieno rispetto dello stato di diritto. Una decisione di espulsione puo' essere presa esclusivamente caso per caso con la garanzia delle procedure e le condizioni di fondo che devono essere rispettate". La direttiva Ue sulla libera circolazione degli individui, ha affermato ancora il commissario a Strasburgo, "consente di respingere il diritto di residenza per coloro che non hanno risorse sufficienti" ma "la valutazione delle condizioni delle risorse non puo' essere un fatto automatico deve tener conto del comportamento personale dell'individuo in causa".
Il dibattito poteva ha tuttavia mantenuto toni meno virultenti di quanto molti si erano aspettati, anche se non sono mancati scontri verbali. A impostarlo cosi' e' stato proprio il suo promotore, il capogruppo socialista Martin Schulz, noto in Italia soprattutto per i suoi screzi, nel 2003, con Silvio Berlusconi.
"Non vogliamo accusare l'Italia - ha infatti detto Schulz a Strasburgo - ma soltanto chiederci come risolvere il problema, la comunita' rom ha bisogno di immediato aiuto. Il problema non e' certo di tipo strettamente italiano, e' solo che si presenta anche in Italia, ma e' ovunque nell'Unione europea, ed e' anzitutto il grado insufficiente dell'integrazione delle minoranze e soprattutto dei rom". A questo punto, ha concluso "occorre aiutare le piccole comunita', ormai giunte al limite di capacita' di intervento" anche "con fondi comunitari". Cauto anche uno dei compagni italiani del gruppo di Schulz, Gianni Pittella (Pd), "chi governa ha il diritto ma anche il dovere di indicare soluzioni e non solo di indicare capri espiatori o di inviare le ruspe".
Molto diverso, invece, il tono di un altro membro del Pse, Claudio Fava, di Sinistra Democratica, che ha lanciato un netto affondo contro il nuovo governo Berlusconi, il quale, a suo dire, starebbe "ripristinando il concetto di razza nel nostro ordinamento giuridico". Sempre dai banchi della sinistra, mentre parlava Cristiana Muscardini (An), si e' fatto notare Vittorio Emanuele Agnoletto (Rifondazione) che ha tirato fuori un cartello con su scritto: "la Spagna ha ragione, razzisti al governo".
Dai banchi del centro-destra non pochi hanno fatto notare come, almeno per alcuni eurodeputati dell'altro schieramento, l'obiettivo fosse piuttosto Berlusconi che il problema in se'. "Rivelatore - ha notato Roberta Angelilli (An) - e' che nel titolo si parli di "rom in Italia", non in Europa. Ne' sono mancate da parte di molti frecciate contro gli spagnoli, e agli scontri con migranti nordafricani a Ceuta.
"Dovere dell'Europa e' certamente difendere i diritti umani - ha tuonato l'eurodeputato leghista Mario Borghezi - ma anche a Ceuta dove la polizia di Zapatero sparo' ai clandestini nel silenzio omertoso dell'Internazionale Socialista". Secondo Borghezio, del resto, quello che sta facendo il governo "lo vogliono gli italiani". E Romano La Russa (An), fratello del piu' noto Ignazio, ministro, nel dibattito a Strasburgo ha commentato: "non e' colpa mia se moltissimi zingari delinquono, devo ancora trovarne uno che lavora regolarmente". Il tutto, con un battibecco con Marco Pannella, al quale La Russa ha risposto: "torna alla tua tribu'".
Infine, non e' mancata una provocazione, quella di Luca Romagnoli (Movimento Sociale-Fiamma Tricolore), che ha proposto uno stato tutto per i rom, in nome dell'autodeterminazione dei popoli.
"Cosi' - ha detto - staranno meglio loro, e staremo meglio noi".
Sul dibattito il commissario Spidla e' stato laconico. "E' chiaro - si e' limitato a commentare - che ci sono state dichiarazioni con cui non posso essere d'accordo".
E invece, ha ammonito Spidla a Strasburgo, "la Commissione respinge in modo categorico tutti gli stigma e l'assimilazione dei rom a dei criminali. Le autorita' degli stati membri devono non solo astenersi da una condotta simile ma mostrare l'esempio della lotta contro il razzismo e la xenofobia, devono indagare contro gli attacchi razzisti, punire coloro che li incitano e che ne sono gli ideatori".
Non basta, il commissario ha affermato che l'esclusione dei cittadini dell'Unione europea da un altro Stato membro Ue "e' una misura estrema. Una limitazione di quelle che sono le liberta' fondamentali del trattato", e che "la lotta contro la criminalita' deve essere fatta nel pieno rispetto dello stato di diritto. Una decisione di espulsione puo' essere presa esclusivamente caso per caso con la garanzia delle procedure e le condizioni di fondo che devono essere rispettate". La direttiva Ue sulla libera circolazione degli individui, ha affermato ancora il commissario a Strasburgo, "consente di respingere il diritto di residenza per coloro che non hanno risorse sufficienti" ma "la valutazione delle condizioni delle risorse non puo' essere un fatto automatico deve tener conto del comportamento personale dell'individuo in causa".
Il dibattito poteva ha tuttavia mantenuto toni meno virultenti di quanto molti si erano aspettati, anche se non sono mancati scontri verbali. A impostarlo cosi' e' stato proprio il suo promotore, il capogruppo socialista Martin Schulz, noto in Italia soprattutto per i suoi screzi, nel 2003, con Silvio Berlusconi.
"Non vogliamo accusare l'Italia - ha infatti detto Schulz a Strasburgo - ma soltanto chiederci come risolvere il problema, la comunita' rom ha bisogno di immediato aiuto. Il problema non e' certo di tipo strettamente italiano, e' solo che si presenta anche in Italia, ma e' ovunque nell'Unione europea, ed e' anzitutto il grado insufficiente dell'integrazione delle minoranze e soprattutto dei rom". A questo punto, ha concluso "occorre aiutare le piccole comunita', ormai giunte al limite di capacita' di intervento" anche "con fondi comunitari". Cauto anche uno dei compagni italiani del gruppo di Schulz, Gianni Pittella (Pd), "chi governa ha il diritto ma anche il dovere di indicare soluzioni e non solo di indicare capri espiatori o di inviare le ruspe".
Molto diverso, invece, il tono di un altro membro del Pse, Claudio Fava, di Sinistra Democratica, che ha lanciato un netto affondo contro il nuovo governo Berlusconi, il quale, a suo dire, starebbe "ripristinando il concetto di razza nel nostro ordinamento giuridico". Sempre dai banchi della sinistra, mentre parlava Cristiana Muscardini (An), si e' fatto notare Vittorio Emanuele Agnoletto (Rifondazione) che ha tirato fuori un cartello con su scritto: "la Spagna ha ragione, razzisti al governo".
Dai banchi del centro-destra non pochi hanno fatto notare come, almeno per alcuni eurodeputati dell'altro schieramento, l'obiettivo fosse piuttosto Berlusconi che il problema in se'. "Rivelatore - ha notato Roberta Angelilli (An) - e' che nel titolo si parli di "rom in Italia", non in Europa. Ne' sono mancate da parte di molti frecciate contro gli spagnoli, e agli scontri con migranti nordafricani a Ceuta.
"Dovere dell'Europa e' certamente difendere i diritti umani - ha tuonato l'eurodeputato leghista Mario Borghezi - ma anche a Ceuta dove la polizia di Zapatero sparo' ai clandestini nel silenzio omertoso dell'Internazionale Socialista". Secondo Borghezio, del resto, quello che sta facendo il governo "lo vogliono gli italiani". E Romano La Russa (An), fratello del piu' noto Ignazio, ministro, nel dibattito a Strasburgo ha commentato: "non e' colpa mia se moltissimi zingari delinquono, devo ancora trovarne uno che lavora regolarmente". Il tutto, con un battibecco con Marco Pannella, al quale La Russa ha risposto: "torna alla tua tribu'".
Infine, non e' mancata una provocazione, quella di Luca Romagnoli (Movimento Sociale-Fiamma Tricolore), che ha proposto uno stato tutto per i rom, in nome dell'autodeterminazione dei popoli.
"Cosi' - ha detto - staranno meglio loro, e staremo meglio noi".
Sul dibattito il commissario Spidla e' stato laconico. "E' chiaro - si e' limitato a commentare - che ci sono state dichiarazioni con cui non posso essere d'accordo".
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