Mercoledì 29 luglio 2026
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Consumi. La guerra in Iran riporta indietro di 2 anni il potere d'acquisto degli italiani. Findomestic

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il potere d'acquisto degli italiani è stato riportato indietro di due anni in soli 4 mesi da quando è iniziata la guerra in Irane Medio Oriente.

Lo rileva l'Osservatorio mensile di luglio di Findomestic: se a gennaio di quest'anno lo scarto tra salari e inflazione aveva toccato il punto più basso (7 punti percentuali), da febbraio, quando sono scoppiati i conflitti tra Usa, Israele e Iran la forbice si è allargata nuovamente sfiorando i 10 punti come a maggio del 2024.

Le elaborazioni dell'Osservatorio mensile Findomestic rilevano che da gennaio 2021 i salari dei lavoratori dipendenti sono cresciuti complessivamente del 13%, mentre i prezzi sono aumentati del 22,7%: un divario di 9,7 punti. Il calo del potere d'acquisto, che aveva toccato il punto massimo a dicembre 2022 (13,4 punti), è così tornato a rappresentare la terza preoccupazione degli italiani dopo i timori sul cambiamento climatico, balzato al secondo posto in scia all'ondata di caldo, e all'inflazione. Quest'ultima, continua a rappresentare in assoluto la principale preoccupazione per quasi 6 famiglie su 10.

 

''L'Osservatorio Findomestic evidenzia che soltanto per tre famiglie su dieci il potere d'acquisto è rimasto invariato rispetto al 2021'', commenta Alex Papi, economista di Findomestic. ''Per il 61% è invece diminuito, in media del 18%, mentre solo per circa una famiglia su 10 è aumentato, mediamente del 16%. Complessivamente, le famiglie percepiscono un calo del potere d'acquisto intorno all'11% negli ultimi cinque anni: gli italiani avvertono correttamente l'aumento dei prezzi che, in pochi mesi, ha eroso due anni di recupero''.

''Di mese in mese anche i dati sulla percezione della situazione economica della propria famiglia non mostrano miglioramenti: per quattro famiglie su dieci il quadro resta problematico'', aggiunge Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio Findomestic.

 

''Ferma anche la capacità di risparmio: un obiettivo centrato da sei famiglie su dieci, ma ancora un'utopia per le altre quattro''.

 

Le intenzioni d'acquisto degli italiani nei prossimi tre mesi calano complessivamente del 2,7% a luglio.

 

Nel dettaglio dei settori monitorati dall'Osservatorio Findomestic, i viaggi consolidano il primato con il 59% di intenzionati all'acquisto (+2,4 punti percentuali sul mese precedente). Seguono i piccoli elettrodomestici, al 36% (+0,7), e le attrezzature per il fai da te, al 33% (-0,5). La telefonia si attesta al 27% (-0,5), le attrezzature sportive al 26% (-1,1) e i mobili al 24% (-0,1). I grandi elettrodomestici salgono al 23% (+1,3), i PC sono al 22% (+0,1), le TV al 21% (-0,2) e i tablet al 15% (-1,1). Tra i mezzi di trasporto, l'auto nuova raggiunge il 14% (+0,6) e l'auto usata il 12% (+1,1), mentre arretrano e-bike al 9% (-0,9), motoveicoli al 7% (-1) e monopattini elettrici o affini al 5% (-1,3). Le fotocamere salgono al 13% (+2). Il quadro più debole riguarda la casa: le intenzioni di ristrutturazione scendono al 13% (-3,8) e gli infissi all'11% (-4,5), la flessione più marcata del mese. In controtendenza le soluzioni per l'efficienza energetica: fotovoltaico e solare termico sono al 10% (+1,9), così come le caldaie a condensazione o biomassa (+2,5); le pompe di calore raggiungono il 9% (+0,9), mentre l'isolamento si attesta al 9% (-0,3).

 

(Labitalia)

 

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