Martedì 9 giugno 2026
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Cordone ombelicale, Cns e Cnt: inutile conservazione autologa se non in rari casi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'La conservazione ad uso autologo del sangue del cordone ombelicale ad oggi non e' supportata da adeguate evidenze scientifiche, ad eccezione di specifiche patologie per le quali la piu' recente normativa nazionale prevede la possibilita' di effettuare tale procedura'. Lo precisa una nota congiunta diffusa dal Centro Nazionale Sangue (CNS) e dal Centro Nazionale Trapianti (CNT), specificando che 'in questo quadro, del tutto estraneo a scelte ideologiche, la conservazione autologa, non riconducibile alle patologie identificate dalla normativa, risulta una procedura inappropriata dal punto di vista clinico-assistenziale, che quindi non puo' essere compresa nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza. Questi principi si applicano a prescindere dalla natura pubblica o privata delle strutture'.
'Il divieto di conservazione autologa - spiegano ancora i Centri - e' stato deciso congiuntamente da tutte le Autorita' sanitarie competenti del settore (Ministero della Salute, Organismi Tecnici di carattere nazionale - CNS e CNT- e Assessorati regionali alla Salute). Tale posizione rispecchia quella delle Autorita' sanitarie francesi, degli organismi dell'Unione Europea, del Consiglio d'Europa e delle principali societa' scientifiche di settore.
La possibilita' di conservare il sangue cordonale presso banche estere e' stata consentita dalla legge italiana solo a salvaguardia della 'libera scelta' di ogni singolo individuo'. E ribadiscono che 'Il sangue cordonale autologo non e' utilizzabile se l'eventuale malattia del bambino e' su base genetica. Inoltre, nel caso di malattie del sangue, viene perso l'effetto 'spazzino' esercitato dalle cellule non consanguinee trapiantate dovuto alla sia pur minima estraneita' genetica tra donatore e ricevente'.
'In Italia - affermano ancora CNS e CNT - e' necessario aumentare il numero delle unita' di sangue cordonale da donazioni solidaristiche per incrementare il numero complessivo di unita' disponibili a livello nazionale ed internazionale, a scopo trapiantologico.
La donazione solidaristica del sangue cordonale e' una opportunita' molto importante per il sistema sanitario e per le potenziali donatrici, quindi da offrire piu' estensivamente possibile, ma non puo' essere considerata un 'diritto', perche' deve risultare compatibile con le risorse umane disponibili e, soprattutto, con un elevato livello di qualita' delle operazioni di raccolta.
In condizioni ottimali - ricordano - solo il 25% circa delle unita' cordonali raccolte risponde ai criteri qualitativi e quantitativi stabiliti dalla normativa italiana ed europea di riferimento, nonche' agli standard clinico-trapiantologici necessari ed e', pertanto, utilizzabile a scopo clinico'.
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