Corea del Sud. Aperta un’inchiesta sull’affiliata della Clonaid
Dopo gli annunci-shock dei raeliani, dell'avvenuto impianto di un clone umano nell'utero di una donna coreana, la magistratura di Seul ha aperto un'inchiesta per stabilirne il fondamento. Il Governo, che ha presentato nei giorni scorsi un progetto di legge che regolamenta la ricerca sugli embrioni e vieta la clonazione riproduttiva, ha chiesto ai magistrati di verificare che nel caso pubblicizzato dalla Clonaid (che due mesi fa ha aperto una filiale nel paese asiatico, la BioFusion Tech), non vi siano state violazioni dei codici etici previsti per le pratiche mediche. Alle domande dei rappresentanti del ministero della Salute, i responsabili della Biofusion avevano risposto in modo evasivo, negando di aver praticato esperimenti di clonazione umana in Corea, da qui la richiesta governativa di un intervento della magistratura.
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