Martedì 9 giugno 2026
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Corte Costituzionale dice si' a test Dna per ricongiungimenti

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
La corte costituzionale francese ha validato ieri "con alcune riserve" il ricorso ai test del Dna per gli immigrati candidati al ricongiungimento familiare ma ha censurato il Governo di Nicolas Sarkozy sulle statistiche etniche.

I saggi, secondo l'analisi dei deputati socialisti che avevano formulato il ricorso sui test del Dna, avrebbero reso in questo modo "inoperante" il dispositivo che mira a sottoporre ad analisi "volontarie" del codice genetico tutti gli immigrati che vogliano raggiungere la famiglia in Francia.

Ai lavori dell'alta corte francese, presieduta dallo chiracchiano Jean-Louis Debré, ha partecipato ieri per la prima volta, al fianco dell'Ex presidente Valéry Giscard D'Estaing, anche il secondo ex presidente che la Francia ha ancora in vita, Jacques Chirac, che si è spesso trovato in passato "non in linea" con il suo ex ministro, rivale nel partito e infine successore all'Eliseo, Nicolas Sarkozy. Ma il lavoro dei saggi non poteva essere fatto in modo sommario: se hanno infatti approvato anche l'emendamento sul Dna, dando di fatto torto ai deputati dell'opposizione che il 25 ottobre avevano chiesto loro di dichiarare "non conforme alla Costituzione" la legge in cui era contenuto, i saggi hanno invece espresso delle "precise riserve" sull'articolo 13 che fissa le condizioni nelle quali un richiedente di visa d'ingresso possa ricorrere ai test del Dna per provare una filiazione.

Visto che la legge non ha "per effetto di creare un diritto speciale riservato agli stranieri" ha considerato il presidente Jean-Louis Debré "la filiazione rimane sottomessa alla legge personale della madre straniera". Tradotto dal politichese significa che il figlio di una madre del Ciad o del Salvador rimane sottomesso alla legge del paese d'origine di sua madre e dovrà dare, secondo le modalità riconosciute da quella legge, la prova della sua filiazione.

"Tenendo conto di questa riserva" sembra ironizzare il Consiglio "la legge non è contraria al principio d'uguaglianza" e potrà quindi essere applicata. Il problema è che prima dovranno essere modificate le leggi degli stati d'emigrazione.

Quanto all'articolo 63 della legge sull'immigrazione approvata nei mesi scorsi dal Governo Sarkozy che apriva la strada alle statistiche etniche, l'alta corte ha giudicato che è "contrario alla costituzione nella sostanza e nella forma" in quanto non tiene contro dell'articolo uno della Costituzione che stabilisce "l'uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini senza distinzione d'origine, razza o religione".
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