Cresce la partecipazione dei giovani alla vita sociale e democratica. Eurobarometro
Cresce la partecipazione dei giovani europei alla vita sociale e democratica, ma restano forti le preoccupazioni per il futuro, soprattutto per quanto riguarda le opportunità di lavoro e il costo della vita. È quanto emerge da un nuovo sondaggio Eurobarometro su giovani e democrazia, pubblicato mercoledì 28 ottobre dalla Commissione europea. Secondo l’indagine, il 75% dei giovani tra i 15 e i 30 anni ha partecipato alle attività di almeno un’organizzazione negli ultimi dodici mesi, rispetto al 64% registrato nel 2024. Anche la quota di coloro che hanno preso parte a iniziative finalizzate a promuovere cambiamenti nella società è aumentata, passando dal 48% al 55%. I risultati arrivano mentre Bruxelles prepara la nuova strategia dell’Unione europea per la gioventù, destinata a entrare in vigore dopo il 2027.
Per il commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, la Gioventù, la Cultura e lo Sport, Glenn Micallef, i risultati evidenziano soprattutto le difficoltà economiche che i giovani continuano ad affrontare. “I giovani vogliono un lavoro dignitoso, una casa che possano permettersi e un’equa possibilità di costruirsi una buona vita”, ha dichiarato, sottolineando che “solo uno su tre ritiene di avere le stesse opportunità della generazione precedente”. Una situazione che, secondo il commissario, dovrebbe preoccupare tutti i responsabili politici europei e che sarà al centro della prossima strategia UE per la gioventù. Da parte sua, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per i Diritti sociali e le Competenze, i Posti di lavoro di qualità e la Preparazione, Roxana Mînzatu, ha evidenziato come l’Eurobarometro dimostri che i giovani siano “direttamente e appassionatamente coinvolti nel futuro della democrazia europea”. Tuttavia, ha osservato, una maggiore partecipazione alla società deve tradursi anche in maggiori opportunità e possibilità di accesso. Per questo, ha aggiunto, è necessario ridurre gli ostacoli che i giovani incontrano sia nell’istruzione sia nel mercato del lavoro.
Aumentano la partecipazione e la mobilità europea
L’indagine evidenzia un rafforzamento della partecipazione giovanile alle attività associative e alle iniziative civiche. Tra le organizzazioni maggiormente frequentate figurano i club sportivi, indicati dal 26% degli intervistati, e le associazioni o organizzazioni giovanili, con il 20%.
Un aumento particolarmente significativo riguarda le esperienze transfrontaliere. Il 60% dei giovani europei dichiara di aver partecipato ad attività in un altro Stato membro dell’UE, tra cui periodi di studio, scambi culturali e sportivi e attività di volontariato. Si tratta di un incremento di 17 punti percentuali rispetto a un’analoga rilevazione del 2024.
Sul fronte della partecipazione democratica, il voto alle elezioni e l’utilizzo dei social media sono considerati i due strumenti più efficaci per far sentire la propria voce, rispettivamente dal 33% e dal 32% degli intervistati.
Pace, disuguaglianze e occupazione tra le priorità
Il sondaggio mostra inoltre che il 75% degli intervistati ritiene che le decisioni e le iniziative dell’Unione europea abbiano un impatto sulla propria vita quotidiana.
Interrogati sui principali risultati che si aspettano dall’UE per la propria generazione, i giovani indicano innanzitutto la salvaguardia della pace, citata dal 33% degli intervistati. Seguono la lotta alla povertà e alle disuguaglianze economiche e sociali, con il 32%, e l’aumento delle opportunità occupazionali per i giovani, con il 31%.
Quando invece viene chiesto quali debbano essere le priorità specifiche delle politiche europee per la gioventù, prevalgono le questioni economiche e sociali. Il 40% degli intervistati ritiene infatti che gli interventi debbano concentrarsi soprattutto sulle opportunità lavorative e sul costo della vita.
Al secondo posto, con il 32% delle risposte ciascuno, figurano la necessità di garantire ai giovani e alle loro organizzazioni una maggiore partecipazione ai processi decisionali e quella di assicurare finanziamenti ai programmi e alle iniziative rivolti alle nuove generazioni. Un ulteriore 29% considera prioritario migliorare l’informazione sulle politiche e sulle opportunità disponibili.
I risultati contribuiranno alla nuova strategia UE per la gioventù
L’Eurobarometro è stato realizzato tra il 19 giugno e il 1° luglio 2026 attraverso interviste online a un campione rappresentativo di 26.806 giovani tra i 15 e i 30 anni nei 27 Stati membri dell’Unione europea.
La pubblicazione rientra nella campagna della Commissione europea Protect What Matters – Our Democracy, finalizzata a incoraggiare i cittadini a partecipare attivamente alla vita democratica dell’Unione.
Parallelamente, un apposito panel europeo di cittadini, composto per un terzo da persone di età compresa tra i 16 e i 29 anni, sta preparando una serie di raccomandazioni per rafforzare la resilienza democratica in Europa.
I risultati del sondaggio contribuiranno inoltre alla definizione della prossima strategia UE per la gioventù, successiva al 2027, fornendo indicazioni sulle aspettative delle nuove generazioni in materia di partecipazione democratica, mobilità, equità intergenerazionale e ruolo dell’Unione europea nella costruzione del loro futuro.