Eluana Englaro e' a Udine, in tre giorni la sospensione delle terapie. Il Vaticano: fermare la mano assassina
Eluana Englaro e' giunta alla casa di riposo "La Quiete" di Udine sei minuti prima delle 6, nel buio di un'alba fredda segnata da pioggia battente. Dietro la sua ambulanza una macchina di giornalisti che aveva compiuto il viaggio al seguito della donna in coma vegetativo da 17 anni che dovrebbe esalare il suo ultimo respiro alla casa di riposo 'La Quiete'. Il padre non c'e': giungera' nel pomeriggio o domani: dopo aver organizzato il viaggio in ambulanza d Lecco a Udine assieme al medico anestesista Amato De Monte, l'uomo che dovrebbe staccare il sondino dal corpo della donna per porre fine al suo interminabile calvario, si e' recato a Bergamo tenendosi per tutta la notte in contatto telefonico con chi stava accompagnando la figlia nel capoluogo friulano. Eluana e' cosi' giunta in Friuli, la terra dei suoi nonni che tanto amava per concludere la sua straziante vicenda. 'Un viaggio della morte', 'un funerale lungo da Lecco a Trieste' che sta scatenando un incredibile tam-tam mediatico. Davanti alla clinica di Udine stanno crescendo come funghi le antenne paraboliche e il numero di giornalisti e teleopeatori sta crescendo di momento in momento. Alla reception della casa di cura hanno pero' tutti le bocche cucite. Si spera in una mini-conferenza stampa nel pomeriggio di ieri da parte del direttore generale Luigi Silviotti oppure del vice Luciano Cattivelli, ma non ci sono conferme e con ogni probabilita' alla fine dovrebbe saltare fuori solamente un comunicato che conferma la presenza di Eluana Englaro all'interno della casa di riposo. Eluana intanto e' gia' da un paio d'ore nella struttura dove morira'. Per lei il protocollo prevede il prosieguo dell'alimentazione forzata per tre giorni, poi il distacco del sondino attraverso il quale la ragazza viene alimentata. In queste condizioni la donna potrebbe avere un'agonia di circa due settimane. Si concludera' cosi' una vicenda cominciata in quel tragico 18 gennaio 1992 quando un incidente stradale ridusse Eluana allo stato vegetativo. Una vicenda che ha diviso l'Italia, quella politica, giuridica, religiosa e sociale e che continuera' a dividerla anche dopo che la sentenza della Corte d'appello di Milano sara' eseguita. Tra poco si riunira' anche il Consiglio comunale di Udine con il sindaco Furio Honsell. E' attesa una dichiarazione.
"Sono vicino a Beppino Englaro in questo momento tragico. La Regione non ha mai interferito e, come avevo gia' detto, la nostra posizione e' neutra. Questa vicenda fra privati e' legata a un diritto di Eluana sancito da una sentenza e non saremo certo noi a impedirlo. Formigoni ha una sua posizione? Bene, io invece ho la mia". Lo ha detto Renzo Tondo ieri notte al 'Messaggero Veneto' di Udine. Tondo, che conosce bene la famiglia Englaro e che ha avuto anche modo di vedere Eluana nella clinica di Lecco 'dove l'ha baciata sulla fronte', non aggiunge nulla di piu' sulla vicenda limitandosi a ribadire la sua posizione. Nessun commento di Tondo neppure sul question time di ieri in consiglio regionale, nato da un'interrogazione presentata dall'Udc nella quale si chiedeva alla Giunta se esistano vincoli tra la 'Quiete' e il ministero della Sanita' e se la struttura udinese abbia i requisiti per eseguire il protocollo ponendo fine all'esistenza di Eluana. La struttura residenziale 'La Quiete' di Udine, ha spiegato l'assessore alla Sanita' Vladimiro Kosic, "agisce in regime autonomo, ma le prestazioni di carattere sanitario sono assicurate dall'Azienda sanitaria di competenza attraverso atto convenzionale". In sostanza, secondo l'assessore, la casa di riposo puo' accogliere la donna solo per assisterla.
'Fermate quella mano assassina'. Questo l'appello lanciato dal presidente del pontificio consiglio per gli operatori sanitari, Javier Lozano Barragan in un'intervista a La Repubblica, sul caso di Eluana Englaro. Il cardinale, ha ribadito la sua opposizione e quella della Chiesa all'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione per la donna in stato vegetativo da 17 anni. 'Equivarrebbe ad un abominevole assassinio - ha spiegato il cardinale - e la Chiesa lo gridera' sempre ad alta voce'. La posizione della Chiesa resta immutata, nonostante la sentenza della Cassazione in merito, 'non puo' certo cambiare - ha aggiunto Barragan - in seguito ad un pronunciamento dei giudici'.
"Stiamo valutando la situazione, anche dal punto di vista formale, alla luce della situazione di fatto e diritto". Ad affermarlo è il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a 'Panorama del giorno' , in merito ad eventuali provvedimenti relativi alla vicenda di Eluana Englaro. Eluana "si trova in stato vegetativo, non è in una condizione di morte cerebrale - afferma Sacconi - tanto che nessuno ha ipotizzato l'espianto degli organi, che nell'attuale condizione non è sottoposta ad accanimento terapeutico, ma piuttosto ad alimentazione e idratazione attraverso un sondino in quanto non è in grado di provvedere a se stessa, che è in una condizione di molti disabili e non ha espresso una volontà che deve essere acclarata da una certificazione come probabilmente chiederà la nuova legislazione". E aggiunge: "davanti a tutto questo ho pensato che fosse giusto adottare un principio di cautela, di prudenza, in assenza di una legislazione specifica".
"Sono vicino a Beppino Englaro in questo momento tragico. La Regione non ha mai interferito e, come avevo gia' detto, la nostra posizione e' neutra. Questa vicenda fra privati e' legata a un diritto di Eluana sancito da una sentenza e non saremo certo noi a impedirlo. Formigoni ha una sua posizione? Bene, io invece ho la mia". Lo ha detto Renzo Tondo ieri notte al 'Messaggero Veneto' di Udine. Tondo, che conosce bene la famiglia Englaro e che ha avuto anche modo di vedere Eluana nella clinica di Lecco 'dove l'ha baciata sulla fronte', non aggiunge nulla di piu' sulla vicenda limitandosi a ribadire la sua posizione. Nessun commento di Tondo neppure sul question time di ieri in consiglio regionale, nato da un'interrogazione presentata dall'Udc nella quale si chiedeva alla Giunta se esistano vincoli tra la 'Quiete' e il ministero della Sanita' e se la struttura udinese abbia i requisiti per eseguire il protocollo ponendo fine all'esistenza di Eluana. La struttura residenziale 'La Quiete' di Udine, ha spiegato l'assessore alla Sanita' Vladimiro Kosic, "agisce in regime autonomo, ma le prestazioni di carattere sanitario sono assicurate dall'Azienda sanitaria di competenza attraverso atto convenzionale". In sostanza, secondo l'assessore, la casa di riposo puo' accogliere la donna solo per assisterla.
'Fermate quella mano assassina'. Questo l'appello lanciato dal presidente del pontificio consiglio per gli operatori sanitari, Javier Lozano Barragan in un'intervista a La Repubblica, sul caso di Eluana Englaro. Il cardinale, ha ribadito la sua opposizione e quella della Chiesa all'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione per la donna in stato vegetativo da 17 anni. 'Equivarrebbe ad un abominevole assassinio - ha spiegato il cardinale - e la Chiesa lo gridera' sempre ad alta voce'. La posizione della Chiesa resta immutata, nonostante la sentenza della Cassazione in merito, 'non puo' certo cambiare - ha aggiunto Barragan - in seguito ad un pronunciamento dei giudici'.
"Stiamo valutando la situazione, anche dal punto di vista formale, alla luce della situazione di fatto e diritto". Ad affermarlo è il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a 'Panorama del giorno' , in merito ad eventuali provvedimenti relativi alla vicenda di Eluana Englaro. Eluana "si trova in stato vegetativo, non è in una condizione di morte cerebrale - afferma Sacconi - tanto che nessuno ha ipotizzato l'espianto degli organi, che nell'attuale condizione non è sottoposta ad accanimento terapeutico, ma piuttosto ad alimentazione e idratazione attraverso un sondino in quanto non è in grado di provvedere a se stessa, che è in una condizione di molti disabili e non ha espresso una volontà che deve essere acclarata da una certificazione come probabilmente chiederà la nuova legislazione". E aggiunge: "davanti a tutto questo ho pensato che fosse giusto adottare un principio di cautela, di prudenza, in assenza di una legislazione specifica".
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