Espulsioni sempre piu' facili? Il dibattito politico continua
Il mondo politico trova la concordia, nel giorno dei funerali di Giovanna Reggiani, nel condannare gli episodi di xenofobia all'indomani dell'aggressione subita da alcuni cittadini romeni a Roma. Anche Silvio Berlusconi, dopo le accuse mosse al governo, ha detto "assolutamente no alle ronde dei cittadini" e il sindaco di Roma Walter Veltroni ha chiarito che Roma chiede "giustizia, non vendetta" per la morte della Reggiani.
I due schieramenti, pero', hanno continuato a contrapporsi sulla questione del decreto del governo che autorizza i prefetti alle espulsioni e che dalla prossima settimana sara' in discussione al Senato. Il vice premier Francesco Rutelli ha invitato Silvio Berlusconi a mettere da parte le polemiche e a collaborare per approvare il provvedimento Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha dato la disponibilita' del suo partito ad esaminarlo. .
Anche An, a patto che il testo subisca alcune modifiche, non ha escluso il suo sostegno, come ha spiegato il presidente dei senatori Altero Matteoli. Nella maggioranza, modifiche le ha chieste anche il Prc, per bocca del presidente dei senatori Giovanni Russo Spena.
Sempre Berlusconi, poi, non si e' sbilanciato ed ha anticipato che una decisione sull'atteggimento da tenere in Parlamento verra' presa lunedi' nel corso di una riunione convocata appositamente. Anche se, ha ammonito il leader di Forza Italia smorzando in qualche modo le polemiche del giorno precedente, "dobbiamo essere compatti". Intanto, secondo un sondaggio di 'SkyTg24', sulle dichiarazioni del leader di An Gianfranco Fini secondo il quale bisognerebbe espellere, fra gli immigrati, non solo chi delinque ma anche chi non ha reddito e lavoro, sono d'accordo piu' di nove persone su 10 (il 91% dei votanti).
"Guai se i cittadini mettono in pratica forme di autodifesa.
Assolutamente no alle ronde. Il compito del mantenimento della sicurezza dei cittadini e' un compito fondamentale dello Stato. I cittadini ne hanno diritto e devono fare pressione sullo Stato perche' eserciti questo suo dovere nelle forme piu' opportune". Silvio Berlusconi ha parlato dell'allarma sicurezza a Verona, dove si trovava per una iniziativa di Carlo Giovanardi. Per il leader di FI, "c'e' stato un crollo della percezione della sicurezza da parte dei cittadini che e' dovuto al fatto che si sono aperte le frontiere e che non si sa piu' quanti sono i cittadini stranieri soprattutto gli extracomunitari: non ci sono oggi delle cifre credibili. C'e' addirittura chi parla che sono addirittura 4 milioni".
Il Cavaliere ha ribadito che "noi stiamo predicando il fatto che non si puo' praticare la politica delle porte aperte, che ha aumentato in maniera incredibile il numero degli extracomunitari, degli stranieri e dei rumeni sul territorio, che non lavorano. E quindi, per forza, sono spinti a commettere dei reati, soprattutto quelli di strada". Cosi', per Berlusconi "soltanto con una avveduta politica delle frontiere si puo' rimediare a questo incredibile abbassamento del livello di sicurezza: il 36% dei reati viene commesso da cittadini stranieri, una percentuale che sale al 50% nelle citta' del nord, e addirittura al 60% a Treviso".
"Noi abbiamo praticato nei 5 anni di governo una politica diversa, applicando la legge Bossi-Fini sull'immigrazione che ci ha portato ad avere il 51% in meno di presenze di extracomunitari clandestini". Riguardo al dl varato dal governo, Berlusconi ha spiegato: "dobbiamo esaminarlo nei particolari. Lunedi' faremo una riunione e decideremo se votare si' o no". Il leader di Fi ha poi chiarito le sue affermazioni del giorno prima: "Ieri non ho attaccato nessuno.
Mi sono limitato a dire che non si puo' avere l'impudenza di attribuire al precedente governo quando e' accaduto, frutto di chi predica l'inclusione sociale e poi propone un decreto legge".
Al presidente di Fi, ha replicato il vicepremier Francesco Rutelli. "Sulla sicurezza degli italiani non ci dovrebbero essere polemiche cosi' aspre. E' una materia che ci dovrebbe unire", ha osservato Rutelli, invitando Berlusconi a abbassare i toni e a collaborare in Parlamento per l'approvazione del dl. "Noi -ha ricordato infatti il vice presidente del Consiglio- dall'opposizione votammo il provvedimento del governo della Cdl sulla sicurezza e contro il terrorismo. Mi auguro che la destra faccia altrettanto, se hanno delle idee le portino in Parlamento per migliorare il decreto e non per boicottarlo".
Berlusconi ha ribadito di aver parlato di "'decreto pecetta' perche' si cerca di trasformare frettolosamente un ddl per coprire l'immagine del sindaco della capitale, che si vuol far passare come una capitale ordinata ed invece e' esattamente il contrario, in preda alla violenza". Il leader di FI ha smorzato i toni della polemica: "ieri ho risposto solo su quello, non ho voluto fare nessun attacco perche' so che il problema e' grave e dobbiamo essere compatti. Ma -ha avvertito- non si puo' nemmeno avere l'impudenza di attribuire al precedente governo le cose che sono capitate".
Pier Ferdinando Casini, a proposito del cammino parlamentare del decreto sulle espulsioni, ha aperto al dialogo con la maggioranza: "Daremo un contributo, come abbiamo sempre fatto, affinche' le leggi vengano applicate e rispettate, perche' siano efficaci ed efficienti", ha detto il leader dell'Udc. Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha invece condannato con decisione l'aggressione a Roma ai danni di un gruppo di romeni: "E' stata una odiosa aggressione razzista. Contro il razzismo e la criminalita' serve l'unita' di tutti, altrimenti si corre il rischio di alimentare la cultura dell'odio", ha detto.
"Adesso basta con le polemiche. La lotta contro i criminali non deve mai offrire a razzisti e delinquenti l'occasione per un odio razziale indegno di un Paese come l'Italia, che si e' sempre contraddistinto per la solidarieta' e l'accoglienza", ha concluso il leader dei Verdi. Il ministro della Difesa Arturo Parisi si e' invece rivolto al Pd: "Il Partito democratico che vogliamo non ha una linea il lunedi' e un'altra il martedi', non e' un giorno per la legalita' e un altro per la solidarieta'. E' per questo motivo che non riesco ad arrendermi alla idea che il Pd, abbandonando l'ispirazione ulivista, si trasformi nella destra della sinistra, riservando a se' la rappresentanza della legalita', e lasciando alla sinistra quella della solidarieta'".
Parisi ha aggiunto: "No! Noi siamo il partito che svolge il valore della solidarieta' nel quadro della legalita', il lunedi' come il martedi'. Mentre si fanno carico di governare con rigore e tempestivita' l'esplosione dei fenomeni criminali prodotti dalla disordinata immigrazione e chiedono il rispetto pronto e rigoroso della legge da parte dei nuovi arrivati, i Democratici non possono accettare che alcuni vigliacchi approfittino dell'allarme sociale per sfogare la propria vigliaccheria su persone innocenti.
Nessuno puo' impartire lezioni che dimostra di non aver mai appreso".
Il ministro della Difesa ha poi sostenuto: "Conosco Prodi e Amato e sono percio' sicuro che cosi' come il responsabile dell'omicidio Reggiani e' stato immediatamente individuato e arrestato, con la stessa celerita' saranno individuati e arrestati i responsabili del pestaggio. Da questo punto di vista -ha concluso Parisi- non possiamo che fare nostre le parole che pur nel momento piu' acuto del dolore ha pronunciato il capitano di vascello Giovanni Gumiero quando ci ha detto che 'sappiamo e dobbiamo distinguere le persone, un rom da un rom, un romeno da un romeno, un italiano da un altro italiano'".
Le leggi ci sono e vanno applicate. Da Padova, dove e' in corso il VI congresso dei Radicali italiani, il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino ha lanciato un monito e ha indicato la strada che governo e Parlamento dovrebbro percorrere per prevenire e reprimere l'emergenza criminale, esplosa con il delitto di Giovanna Reggiani. Ricordando il tragico caso della donna uccisa alla stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma, Bonino ha detto 'no a Consigli straordinari e a leggi ad hoc. Le leggi ci sono, vanno applicate in misura preventiva, evitando di sollecitare istinti xenofobi: siamo tutti concittadini europei al senso del nuovo trattato".
"Legge, legalita', legalizzazione hanno da sempre costituito la bussola radicale che oggi piu' che mai deve orientarsi in una realta' non solo italiana, non solo europea ma mondiale. Per questo e' necessario parlare di globalizzazione di diritti, di democrazie,di liberta'", ha aggiunto la Bonino portando l'esempio di Paesi come la Cina e l'India sempre piu' aperti alla conquista del mondo, 'un mondo ormai multipolare'.
Di fronte al tragico epilogo dell'aggressione a Giovanna Reggiani e al preoccupante raid squadrista compiuto di fronte a un centro commerciale della periferia romana ai danni di un gruppo di immigrati rumeni, il ministro ha invitato la politica alla 'responsabilita' individuale e sobrieta' istituzionale'. Durante il suo intervento al congresso radicale, Bonino ha quindi espresso "solidarieta' e apprezzamento" nei confronti del marito della vittima e dei suoi comportamenti, ha individuato nella "mediatizzazione" dell'accaduto la responsabilita' di una 'inaccettabile cagnara da parte dell'opposizione che ha sollecitato gli istinti xenofobi che albergano nei quadri di molti'.
Bonino ha percio' sollecitato il governo 'a mantenere la barra dritta soprattutto quando il mare e' in tempesta'. Non e' entrata quindi nel merito del decreto, sul quale e' sostanzialmente d'accordo, ma ha voluto ricordare i pericoli che si corrono nell'etichettare in maniera criminogena interi gruppi razziali o culturali. Un monito significativo, tanto piu' nell'ottica di un ministero che della collaborazione commerciale internazionale ha fatto una missione non solo economica ma anche culturale.
Modifiche al Dl sulle espulsioni sono state richieste dal Prc: "Cosi' com'e' il decreto sulle espulsioni degli immigrati comunitari non mi pare accettabile. Credo che in commissione dovra' essere modificato in alcuni punti essenziali", ha messo in chiaro il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, secondo cui "non si puo' procedere con una casistica tanto vasta e vaga, quanto quella prevista nel decreto: significherebbe aprire le porte a vere e proprie deportazioni di massa. Ne' si puo' concedere una discrezionalita' cosi' ampia ai prefetti, perche' la conseguenza sarebbe una totale disparita' di trattamento e la fine del principio dell'uguaglianza di fronte alla legge".
"Non mi pare invece -ha concluso il capogruppo del Prc- che si possa neppure prendere in considerazione l'ipotesi di peggiorare ulteriormente il decreto in cambio del voto della destra. Di una destra, ci terrei a ricordare, che porta la principale responsabilita' per il clima di odio e di razzismo che si sta diffondendo nel paese in seguito proprio alle irresponsabili dichiarazioni di molti leader della Cdl".
Il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, ha criticato Silvio Berlusconi: "Sembra che l'unico problema di Berlusconi sia diventato Veltroni e non gli interessi dei cittadini ed il bene del Paese. Bene ha fatto il governo a varare un provvedimento serio e rigoroso sulla sicurezza, che deve essere accompagnato da una forte e rinnovata politica dell'accoglienza. Ma la Cdl e' impegnata solo a fare polemica e demagogia, come se quello che e' successo non fosse riconducibile alle politiche dell'esecutivo di cui Berlusconi era presidente".
Secondo il vice presidente del Senato dell'Udc, Mario Baccini, "il decreto rappresenta un primo passo in avanti utile, ma non e' la soluzione del problema. La certezza della pena diventa una priorita'.
Tutti coloro che si macchiano di reato devono rimanere in galera.
L'altra questione fondamentale e' quella di potenziare il finanziamento alle forze dell'ordine. Prendiamo esempio da Rudolph Giuliani a New York. Dobbiamo passare dal chi sbaglia prega al chi sbaglia paga", ha aggiunto Baccini.
Altero Matteoli ha dato una forma di disponibilita' di An a esaminare il Dl sulle espulsioni: "Se verranno accolti alcuni emendamenti, c'e' la volonta', da parte nostra, di votare il decreto sulla sicurezza, che e' un problema che riguarda tutti. Tali emendamenti -ha spiegato il presidente dei senatori di An- non devono permettere di far entrare in Italia coloro che non hanno un lavoro e una casa", perche' 'anche la persona piu' perbene del mondo, quando non ha un lavoro, un permesso di soggiorno, una casa dove abitare, e' portata a delinquere'. An chiede che la riconferma della egge Bossi-Fini. "Fino ad ora il Governo si e' mosso nel peggiore dei modi: ha dato la sensazione che, in Italia, ci fosse un sistema permissivo e che questo fosse il paese del Bengodi".
Per il vice presidente della Camera dell'Ulivo, Pier Luigi Castagnetti, "e' davvero triste lo spettacolo delle strumentalizzazioni che continuano sull'assassinio della signora Giovanna Reggiani. Se la cosa non fosse terribilmente grave, dovremmo ricordare a Berlusconi che la Bossi-Fini e' ancora in vigore e che in ogni caso stavolta non ha colpe perche' la Romania e' Paese comunitario, anche e soprattutto per merito suo essendone stato il piu' grande sponsor, al punto che l'Italia decise sotto il suo governo di rinunciare ai visti di ingresso da quel Paese ancor prima del suo ingresso nell'Ue e ha rinunciato al regime transitorio nei primi tempi successivi all'ingresso".
Il leader de La Destra Francesco Storace ha assicurato: "In commissione al Senato non arrivera' una chiara disponibilita' del governo a modificare seriamente il decreto sicurezza, bisognera' fare i conti con numerosi emendamenti della Destra".
Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, ha chiesto di affrontare l'allarme sicurezza con un'ottica sociale: "Basta soffiare sul fuoco, altrimenti i risultati sono i raid, l'intolleranza e la violenza. Ci vuole serieta', lucidita' e responsabilita' politica. La Cdl, in questi giorni, nei toni e nelle proposte, non ha fatto altro che soffiare sul fuoco, avanzando analisi semplicistiche, demagogiche o, come si evince da alcuni commenti di esponenti dell'opposizione, addirittura razziste -ha detto Sgobio-. Il governo, dal canto suo, affronti la questione con un'ottica piu' sociale e meno securitaria, impedendo lo scivolamento culturale e sociale a cui certa destra vorrebbe spingerci".
Nel dibattito e' intervenuto anche Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera: "Raccogliamo l'appello del ministro Amato ad una trasversale unita' d'intenti, non e' il momento delle polemiche, e' il momento delle soluzioni. Quando il cittadino si fa giustizia da se significa che la politica ha fallito, che ha tolto ogni credibilita' e autorevolezza allo Stato, a cui deve essere demandata la sicurezza della collettivita'. E' uno spettacolo avvilente il rimpallo delle responsabilita' dall'una e dall'altra parte, quando invece ci si aspetterebbe uno scatto di orgoglio della classe politica tutta che, superando la sterile ed inutile polemica quotidiana, porti ad una risposta forte e unitaria", ha concluso Donadi.
Per Gianni Alemanno, presidente della federazione romana di An, "la vile aggressione compiuta la scorsa notte da un gruppo di balordi a danno di tre rumeni deve essere condannata senza alcuna riserva. Il delicato problema della sicurezza in citta' non si puo' certo risolvere con le ronde o con la giustizia privata che pero' rappresentano un'ulteriore campanello d'allarme dell'assenza di legalita' in uno dei tanti quartieri di Roma abbandonati nel degrado e nell'emarginazione. Spetta ora, anche se in ritardo, alla politica e alle istituzioni riempire quel vuoto e garantire a tutta la cittadinanza una dignitosa convivenza con chi proviene da diverse realta''.
Critiche al governo sono arrivate da Roberto Castelli, presidente dei senatori della Lega: "E' triste vedere il governo muoversi in maniera goffa e tardiva in materia di sicrezza, scopiazzando con colpevole ritardo le idee che la Lega Nord aveva con forza imposto all'attenzione del dibattito politico ricevendo in cambio insulti, scherno e qualunquistiche accuse di razzismo. C'e' da chiedersi perche', se qualche anno fa certi provvedimenti nei confronti degli immigrati clandestini e dei delinquenti erano una forma di razzismo, ora il governo Prodi cerca di mettere in atto le stesse cose che la Lega propone da sempre".
Castelli ha aggiunto: "Perche' il governo si muove solo ora, chiudendo la stalla quando ormai i buoi sono scappati? Ma soprattutto: cosa fara' adesso il governo con il nuovo barcone pieno di immigrati clandestini in arrivo sulle coste siciliane? Applichera' la legge oppure il buonista Veltroni (che ormai da' la linea all'esecutivo) li accogliera' tutti a casa sua?". Il dialogo e' stato invece invocato da Gianfranco Rotondi, leader della Dca: "Una politica gridata sul tema della sicurezza non mi piace. I due poli sbagliano ad accusarsi a vicenda. Piuttosto facciano fronte comune su questo terreno, anche perche' si sta offrendo al Paese una brutta immagine della politica'.
Secondo il capogruppo dell'Udeur Mauro Fabris, "i problemi sulla sicurezza nazionale ci sono perche' non sono stati risolti prima. La Cdl dovrebbe smetterla di strumentalizzare il desiderio di sicurezza degli italiani, che nemmeno il loro governo e' riuscito a garantire, impegnandosi senza se e senza ma a votare in Parlamento le nuove norme introdotte dal governo per colpire la delinquenza. E alla sinistra radicale chiediamo di abbandonare ideologie da tardo terzomondismo, pensando a tutte le povere persone che nel nostro Paese, prive di protezione, subiscono la violenza diffusa nelle nostre comunita'. Non sono accettabili, quindi, i distinguo che da Rifondazione al Pdci vengono in queste ore, rispetto ad esempio al decreto sulle espulsioni, votato mercoledi in Cdm anche dal ministro Ferrero sulla difesa della sicurezza delle nostre citta', che eviti rigurgiti xenofobi, si gioca la credibilita' del governo Prodi", ha concluso Fabris.
Della sicurezza ha anche parlato Vicnenzo Scotti, gia' ministro dell'Interno negli anni '90 ed oggi presidente della Link Campus University di Malta. "Entrambi gli schieramenti sono chiamati ad una riflessione profonda: sta entrando in crisi la democrazia e non deve sorprendere se poi, come purtroppo e' accaduto, emergono rigurgiti violenti. In uno Stato di diritto la sicurezza non puo' e non deve essere un'emergenza. Quel che occorre fare ora e' pianificare seriamente per capire come affrontare, da una parte, la questione dell'immigrazione e dell'integrazione e, dall'altra, il problema della sicurezza dei cittadini -ha detto Scotti-. Occorrono certamente misure adeguate, perche' non e' con le grida manzoniane o facendo la faccia feroce che si da' una soluzione a questi problemi: basta con le politiche ondivaghe messe in campo una volta per compiacere i 'buonisti' e un'altra per accontentare i 'feroci'".
Misure adeguate, dunque. "Come la certezza della pena -spiega Scotti- che deve essere chiaramente percepita come un deterrente. Se uno straniero viene in Italia e compie un furto, viene processato per direttissima e poi dopo pochi giorni esce dal carcere, si convincera' che da noi il furto non e' una cosa grave. E ne commettera' altri. E' inutile, quindi, aumentare gli anni di carcere per alcuni reati se poi non vi e' la certezza della pena". Il governo, dopo il caso Reggiani, e' intervenuto con un decreto.
"Speriamo -osserva Scotti- che possa davvero rappresentare una svolta. Ma ne dubito. Il provvedimento e' nato sotto una spinta emotiva dopo che, fino a pochi giorni prima, il governo aveva affrontato la questione con un 'pacchetto' di quattro disegni di legge. Sembra invece, purtroppo, che si viva alla giornata, che non si prenda atto dei cambiamenti che invece ci sono e ci saranno, che manchi una politica su questi temi fondamentali, che si vada avanti con interventi sporadici. In questi anni l'Italia sembra aver messo la testa sotto la sabbia affidandosi al buon Dio...".
"Non si tratta -sottolinea l'ex ministro- di destra o sinistra. E' una questione essenzialmente politica, oltre che organizzativa, che va risolta con il concorso di tutti, perche' la sicurezza e' un problema che riguarda tutti. Ne' si puo' vistosamente sbandare, come ha fatto ad esempio Veltroni che nelle ultime ore ha preso una direzione opposta rispetto ad atteggiamenti tenuti in un recente passato. La sicurezza e' un tema delicato e difficile che non puo' essere affrontato con miopia politica e pressappochismo".
"Il controllo del territorio -afferma Scotti- e' un passaggio cruciale. Allora, occorre organizzare Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia municipale attraverso un piano unico di intervento per riportare il territorio sotto il dominio della legalita': se c'e' un campo abusivo non lo si puo' lasciar vivere neppure un'ora. Cosa fare, poi, delle persone sgomberate? Il problema si affronta a monte con una diversa politica dei flussi di immigrazione e a valle con una politica di integrazione che garantisca il giusto equilibrio in citta' che saranno sempre piu' interetniche. Non sono cose che si improvvisano, ci vuole una strategia".
Fondamentale, secondo Scotti, e' anche un'iniziativa complessiva a livello europeo- "Nel '91 -ricorda l'ex ministro- mi trovai ad affrontare l'arrivo improvviso di 22mila albanesi nel nostro Paese. Al governo posi il problema di quale politica adottare, se dovessero essere o meno le istituzioni a gestire i flussi. E ai ministri europei dell'Interno chiesi collaborazione. Purtroppo, la risposta dell'Europa fu che quello era un problema nostro. Li riportammo indietro tutti, ma io rimasi solo, attaccato dalla stampa, e neppure dalle forze politiche del nostro Paese venne una risposta decisiva. Purtroppo, ancora oggi, sembra che a gestire questi flussi sia principalmente chi specula sulle tragedie di centinaia di migliaia di disperati".
"Ma il problema dell'immigrazione e' e sara' sempre piu' cruciale: le previsioni -spiega Scotti- parlano del 20-25% di extracomunitari in Europa nei prossimi 20 anni. Ecco perche' il problema va affrontato anche guardando all'organizzazione di citta' che saranno sempre piu' interetniche. Ma nel nostro Paese, purtroppo, non c'e' a livello di enti locali una politica efficace per gestire il presente e soprattutto il futuro delle citta': si creano ghetti che poi esplodono e diventano incontrollabili. Si sbanda dal non far nulla alla repressione di ogni cosa, confondendo in un unico calderone le cose buone con quelle cattive".
C'e' pero' un problema di costi legato alle iniziative da mettere in campo per garantire la sicurezza dei cittadini. "Non sono -risponde Scotti- cifre esorbitanti. Occorre individuare precise priorita' di intervento. In ogni caso, anche se oggi i costi fossero difficili da sostenere, uno sforzo va compiuto perche' altrimenti, domani, questi costi potrebbero crescere e di molto". "L'emergenza criminalita' si affronta con misure rigorose, razionali e non dettate dall'emotivita'. E' la posizione che sostiene il deputato del Pd Franco Monaco. "In tanto frastuono nel quale dominano emotivita', demagogia, strumentalizzazione politica, la voce del ministro dell'Interno Giuliano Amato si segnala per razionalita', senso di responsabilita', visione della complessita' dei problemi"
Monaco aggiunge, "accompagnate dall'amarezza e dalla preoccupazione per l'azione di chi si lascia andare a speculazioni politiche anzicche' cooperare al governo di una sfida epocale che ci interpella tutti. Una classe dirigente, di maggioranza o di opposizione si misura su questo difficile fronte". "Fermezza" con chi non accetta le regole. Non usa mezzi termini il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, nel commentare l'emergenza sicurezza. "Abbiamo sentito tante voci che ci invitano a fare distinzione tra buoni e cattivi, tra il grano buono e la zizzania. Io dico che e' necessario cercare di valorizzare l'antica tradizione dell'accoglienza e che occorre essere fermi con chi non accetta le regole di cittadinanza", ha detto Bertone. (Adnkronos)
I due schieramenti, pero', hanno continuato a contrapporsi sulla questione del decreto del governo che autorizza i prefetti alle espulsioni e che dalla prossima settimana sara' in discussione al Senato. Il vice premier Francesco Rutelli ha invitato Silvio Berlusconi a mettere da parte le polemiche e a collaborare per approvare il provvedimento Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha dato la disponibilita' del suo partito ad esaminarlo. .
Anche An, a patto che il testo subisca alcune modifiche, non ha escluso il suo sostegno, come ha spiegato il presidente dei senatori Altero Matteoli. Nella maggioranza, modifiche le ha chieste anche il Prc, per bocca del presidente dei senatori Giovanni Russo Spena.
Sempre Berlusconi, poi, non si e' sbilanciato ed ha anticipato che una decisione sull'atteggimento da tenere in Parlamento verra' presa lunedi' nel corso di una riunione convocata appositamente. Anche se, ha ammonito il leader di Forza Italia smorzando in qualche modo le polemiche del giorno precedente, "dobbiamo essere compatti". Intanto, secondo un sondaggio di 'SkyTg24', sulle dichiarazioni del leader di An Gianfranco Fini secondo il quale bisognerebbe espellere, fra gli immigrati, non solo chi delinque ma anche chi non ha reddito e lavoro, sono d'accordo piu' di nove persone su 10 (il 91% dei votanti).
"Guai se i cittadini mettono in pratica forme di autodifesa.
Assolutamente no alle ronde. Il compito del mantenimento della sicurezza dei cittadini e' un compito fondamentale dello Stato. I cittadini ne hanno diritto e devono fare pressione sullo Stato perche' eserciti questo suo dovere nelle forme piu' opportune". Silvio Berlusconi ha parlato dell'allarma sicurezza a Verona, dove si trovava per una iniziativa di Carlo Giovanardi. Per il leader di FI, "c'e' stato un crollo della percezione della sicurezza da parte dei cittadini che e' dovuto al fatto che si sono aperte le frontiere e che non si sa piu' quanti sono i cittadini stranieri soprattutto gli extracomunitari: non ci sono oggi delle cifre credibili. C'e' addirittura chi parla che sono addirittura 4 milioni".
Il Cavaliere ha ribadito che "noi stiamo predicando il fatto che non si puo' praticare la politica delle porte aperte, che ha aumentato in maniera incredibile il numero degli extracomunitari, degli stranieri e dei rumeni sul territorio, che non lavorano. E quindi, per forza, sono spinti a commettere dei reati, soprattutto quelli di strada". Cosi', per Berlusconi "soltanto con una avveduta politica delle frontiere si puo' rimediare a questo incredibile abbassamento del livello di sicurezza: il 36% dei reati viene commesso da cittadini stranieri, una percentuale che sale al 50% nelle citta' del nord, e addirittura al 60% a Treviso".
"Noi abbiamo praticato nei 5 anni di governo una politica diversa, applicando la legge Bossi-Fini sull'immigrazione che ci ha portato ad avere il 51% in meno di presenze di extracomunitari clandestini". Riguardo al dl varato dal governo, Berlusconi ha spiegato: "dobbiamo esaminarlo nei particolari. Lunedi' faremo una riunione e decideremo se votare si' o no". Il leader di Fi ha poi chiarito le sue affermazioni del giorno prima: "Ieri non ho attaccato nessuno.
Mi sono limitato a dire che non si puo' avere l'impudenza di attribuire al precedente governo quando e' accaduto, frutto di chi predica l'inclusione sociale e poi propone un decreto legge".
Al presidente di Fi, ha replicato il vicepremier Francesco Rutelli. "Sulla sicurezza degli italiani non ci dovrebbero essere polemiche cosi' aspre. E' una materia che ci dovrebbe unire", ha osservato Rutelli, invitando Berlusconi a abbassare i toni e a collaborare in Parlamento per l'approvazione del dl. "Noi -ha ricordato infatti il vice presidente del Consiglio- dall'opposizione votammo il provvedimento del governo della Cdl sulla sicurezza e contro il terrorismo. Mi auguro che la destra faccia altrettanto, se hanno delle idee le portino in Parlamento per migliorare il decreto e non per boicottarlo".
Berlusconi ha ribadito di aver parlato di "'decreto pecetta' perche' si cerca di trasformare frettolosamente un ddl per coprire l'immagine del sindaco della capitale, che si vuol far passare come una capitale ordinata ed invece e' esattamente il contrario, in preda alla violenza". Il leader di FI ha smorzato i toni della polemica: "ieri ho risposto solo su quello, non ho voluto fare nessun attacco perche' so che il problema e' grave e dobbiamo essere compatti. Ma -ha avvertito- non si puo' nemmeno avere l'impudenza di attribuire al precedente governo le cose che sono capitate".
Pier Ferdinando Casini, a proposito del cammino parlamentare del decreto sulle espulsioni, ha aperto al dialogo con la maggioranza: "Daremo un contributo, come abbiamo sempre fatto, affinche' le leggi vengano applicate e rispettate, perche' siano efficaci ed efficienti", ha detto il leader dell'Udc. Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha invece condannato con decisione l'aggressione a Roma ai danni di un gruppo di romeni: "E' stata una odiosa aggressione razzista. Contro il razzismo e la criminalita' serve l'unita' di tutti, altrimenti si corre il rischio di alimentare la cultura dell'odio", ha detto.
"Adesso basta con le polemiche. La lotta contro i criminali non deve mai offrire a razzisti e delinquenti l'occasione per un odio razziale indegno di un Paese come l'Italia, che si e' sempre contraddistinto per la solidarieta' e l'accoglienza", ha concluso il leader dei Verdi. Il ministro della Difesa Arturo Parisi si e' invece rivolto al Pd: "Il Partito democratico che vogliamo non ha una linea il lunedi' e un'altra il martedi', non e' un giorno per la legalita' e un altro per la solidarieta'. E' per questo motivo che non riesco ad arrendermi alla idea che il Pd, abbandonando l'ispirazione ulivista, si trasformi nella destra della sinistra, riservando a se' la rappresentanza della legalita', e lasciando alla sinistra quella della solidarieta'".
Parisi ha aggiunto: "No! Noi siamo il partito che svolge il valore della solidarieta' nel quadro della legalita', il lunedi' come il martedi'. Mentre si fanno carico di governare con rigore e tempestivita' l'esplosione dei fenomeni criminali prodotti dalla disordinata immigrazione e chiedono il rispetto pronto e rigoroso della legge da parte dei nuovi arrivati, i Democratici non possono accettare che alcuni vigliacchi approfittino dell'allarme sociale per sfogare la propria vigliaccheria su persone innocenti.
Nessuno puo' impartire lezioni che dimostra di non aver mai appreso".
Il ministro della Difesa ha poi sostenuto: "Conosco Prodi e Amato e sono percio' sicuro che cosi' come il responsabile dell'omicidio Reggiani e' stato immediatamente individuato e arrestato, con la stessa celerita' saranno individuati e arrestati i responsabili del pestaggio. Da questo punto di vista -ha concluso Parisi- non possiamo che fare nostre le parole che pur nel momento piu' acuto del dolore ha pronunciato il capitano di vascello Giovanni Gumiero quando ci ha detto che 'sappiamo e dobbiamo distinguere le persone, un rom da un rom, un romeno da un romeno, un italiano da un altro italiano'".
Le leggi ci sono e vanno applicate. Da Padova, dove e' in corso il VI congresso dei Radicali italiani, il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino ha lanciato un monito e ha indicato la strada che governo e Parlamento dovrebbro percorrere per prevenire e reprimere l'emergenza criminale, esplosa con il delitto di Giovanna Reggiani. Ricordando il tragico caso della donna uccisa alla stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma, Bonino ha detto 'no a Consigli straordinari e a leggi ad hoc. Le leggi ci sono, vanno applicate in misura preventiva, evitando di sollecitare istinti xenofobi: siamo tutti concittadini europei al senso del nuovo trattato".
"Legge, legalita', legalizzazione hanno da sempre costituito la bussola radicale che oggi piu' che mai deve orientarsi in una realta' non solo italiana, non solo europea ma mondiale. Per questo e' necessario parlare di globalizzazione di diritti, di democrazie,di liberta'", ha aggiunto la Bonino portando l'esempio di Paesi come la Cina e l'India sempre piu' aperti alla conquista del mondo, 'un mondo ormai multipolare'.
Di fronte al tragico epilogo dell'aggressione a Giovanna Reggiani e al preoccupante raid squadrista compiuto di fronte a un centro commerciale della periferia romana ai danni di un gruppo di immigrati rumeni, il ministro ha invitato la politica alla 'responsabilita' individuale e sobrieta' istituzionale'. Durante il suo intervento al congresso radicale, Bonino ha quindi espresso "solidarieta' e apprezzamento" nei confronti del marito della vittima e dei suoi comportamenti, ha individuato nella "mediatizzazione" dell'accaduto la responsabilita' di una 'inaccettabile cagnara da parte dell'opposizione che ha sollecitato gli istinti xenofobi che albergano nei quadri di molti'.
Bonino ha percio' sollecitato il governo 'a mantenere la barra dritta soprattutto quando il mare e' in tempesta'. Non e' entrata quindi nel merito del decreto, sul quale e' sostanzialmente d'accordo, ma ha voluto ricordare i pericoli che si corrono nell'etichettare in maniera criminogena interi gruppi razziali o culturali. Un monito significativo, tanto piu' nell'ottica di un ministero che della collaborazione commerciale internazionale ha fatto una missione non solo economica ma anche culturale.
Modifiche al Dl sulle espulsioni sono state richieste dal Prc: "Cosi' com'e' il decreto sulle espulsioni degli immigrati comunitari non mi pare accettabile. Credo che in commissione dovra' essere modificato in alcuni punti essenziali", ha messo in chiaro il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, secondo cui "non si puo' procedere con una casistica tanto vasta e vaga, quanto quella prevista nel decreto: significherebbe aprire le porte a vere e proprie deportazioni di massa. Ne' si puo' concedere una discrezionalita' cosi' ampia ai prefetti, perche' la conseguenza sarebbe una totale disparita' di trattamento e la fine del principio dell'uguaglianza di fronte alla legge".
"Non mi pare invece -ha concluso il capogruppo del Prc- che si possa neppure prendere in considerazione l'ipotesi di peggiorare ulteriormente il decreto in cambio del voto della destra. Di una destra, ci terrei a ricordare, che porta la principale responsabilita' per il clima di odio e di razzismo che si sta diffondendo nel paese in seguito proprio alle irresponsabili dichiarazioni di molti leader della Cdl".
Il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, ha criticato Silvio Berlusconi: "Sembra che l'unico problema di Berlusconi sia diventato Veltroni e non gli interessi dei cittadini ed il bene del Paese. Bene ha fatto il governo a varare un provvedimento serio e rigoroso sulla sicurezza, che deve essere accompagnato da una forte e rinnovata politica dell'accoglienza. Ma la Cdl e' impegnata solo a fare polemica e demagogia, come se quello che e' successo non fosse riconducibile alle politiche dell'esecutivo di cui Berlusconi era presidente".
Secondo il vice presidente del Senato dell'Udc, Mario Baccini, "il decreto rappresenta un primo passo in avanti utile, ma non e' la soluzione del problema. La certezza della pena diventa una priorita'.
Tutti coloro che si macchiano di reato devono rimanere in galera.
L'altra questione fondamentale e' quella di potenziare il finanziamento alle forze dell'ordine. Prendiamo esempio da Rudolph Giuliani a New York. Dobbiamo passare dal chi sbaglia prega al chi sbaglia paga", ha aggiunto Baccini.
Altero Matteoli ha dato una forma di disponibilita' di An a esaminare il Dl sulle espulsioni: "Se verranno accolti alcuni emendamenti, c'e' la volonta', da parte nostra, di votare il decreto sulla sicurezza, che e' un problema che riguarda tutti. Tali emendamenti -ha spiegato il presidente dei senatori di An- non devono permettere di far entrare in Italia coloro che non hanno un lavoro e una casa", perche' 'anche la persona piu' perbene del mondo, quando non ha un lavoro, un permesso di soggiorno, una casa dove abitare, e' portata a delinquere'. An chiede che la riconferma della egge Bossi-Fini. "Fino ad ora il Governo si e' mosso nel peggiore dei modi: ha dato la sensazione che, in Italia, ci fosse un sistema permissivo e che questo fosse il paese del Bengodi".
Per il vice presidente della Camera dell'Ulivo, Pier Luigi Castagnetti, "e' davvero triste lo spettacolo delle strumentalizzazioni che continuano sull'assassinio della signora Giovanna Reggiani. Se la cosa non fosse terribilmente grave, dovremmo ricordare a Berlusconi che la Bossi-Fini e' ancora in vigore e che in ogni caso stavolta non ha colpe perche' la Romania e' Paese comunitario, anche e soprattutto per merito suo essendone stato il piu' grande sponsor, al punto che l'Italia decise sotto il suo governo di rinunciare ai visti di ingresso da quel Paese ancor prima del suo ingresso nell'Ue e ha rinunciato al regime transitorio nei primi tempi successivi all'ingresso".
Il leader de La Destra Francesco Storace ha assicurato: "In commissione al Senato non arrivera' una chiara disponibilita' del governo a modificare seriamente il decreto sicurezza, bisognera' fare i conti con numerosi emendamenti della Destra".
Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, ha chiesto di affrontare l'allarme sicurezza con un'ottica sociale: "Basta soffiare sul fuoco, altrimenti i risultati sono i raid, l'intolleranza e la violenza. Ci vuole serieta', lucidita' e responsabilita' politica. La Cdl, in questi giorni, nei toni e nelle proposte, non ha fatto altro che soffiare sul fuoco, avanzando analisi semplicistiche, demagogiche o, come si evince da alcuni commenti di esponenti dell'opposizione, addirittura razziste -ha detto Sgobio-. Il governo, dal canto suo, affronti la questione con un'ottica piu' sociale e meno securitaria, impedendo lo scivolamento culturale e sociale a cui certa destra vorrebbe spingerci".
Nel dibattito e' intervenuto anche Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera: "Raccogliamo l'appello del ministro Amato ad una trasversale unita' d'intenti, non e' il momento delle polemiche, e' il momento delle soluzioni. Quando il cittadino si fa giustizia da se significa che la politica ha fallito, che ha tolto ogni credibilita' e autorevolezza allo Stato, a cui deve essere demandata la sicurezza della collettivita'. E' uno spettacolo avvilente il rimpallo delle responsabilita' dall'una e dall'altra parte, quando invece ci si aspetterebbe uno scatto di orgoglio della classe politica tutta che, superando la sterile ed inutile polemica quotidiana, porti ad una risposta forte e unitaria", ha concluso Donadi.
Per Gianni Alemanno, presidente della federazione romana di An, "la vile aggressione compiuta la scorsa notte da un gruppo di balordi a danno di tre rumeni deve essere condannata senza alcuna riserva. Il delicato problema della sicurezza in citta' non si puo' certo risolvere con le ronde o con la giustizia privata che pero' rappresentano un'ulteriore campanello d'allarme dell'assenza di legalita' in uno dei tanti quartieri di Roma abbandonati nel degrado e nell'emarginazione. Spetta ora, anche se in ritardo, alla politica e alle istituzioni riempire quel vuoto e garantire a tutta la cittadinanza una dignitosa convivenza con chi proviene da diverse realta''.
Critiche al governo sono arrivate da Roberto Castelli, presidente dei senatori della Lega: "E' triste vedere il governo muoversi in maniera goffa e tardiva in materia di sicrezza, scopiazzando con colpevole ritardo le idee che la Lega Nord aveva con forza imposto all'attenzione del dibattito politico ricevendo in cambio insulti, scherno e qualunquistiche accuse di razzismo. C'e' da chiedersi perche', se qualche anno fa certi provvedimenti nei confronti degli immigrati clandestini e dei delinquenti erano una forma di razzismo, ora il governo Prodi cerca di mettere in atto le stesse cose che la Lega propone da sempre".
Castelli ha aggiunto: "Perche' il governo si muove solo ora, chiudendo la stalla quando ormai i buoi sono scappati? Ma soprattutto: cosa fara' adesso il governo con il nuovo barcone pieno di immigrati clandestini in arrivo sulle coste siciliane? Applichera' la legge oppure il buonista Veltroni (che ormai da' la linea all'esecutivo) li accogliera' tutti a casa sua?". Il dialogo e' stato invece invocato da Gianfranco Rotondi, leader della Dca: "Una politica gridata sul tema della sicurezza non mi piace. I due poli sbagliano ad accusarsi a vicenda. Piuttosto facciano fronte comune su questo terreno, anche perche' si sta offrendo al Paese una brutta immagine della politica'.
Secondo il capogruppo dell'Udeur Mauro Fabris, "i problemi sulla sicurezza nazionale ci sono perche' non sono stati risolti prima. La Cdl dovrebbe smetterla di strumentalizzare il desiderio di sicurezza degli italiani, che nemmeno il loro governo e' riuscito a garantire, impegnandosi senza se e senza ma a votare in Parlamento le nuove norme introdotte dal governo per colpire la delinquenza. E alla sinistra radicale chiediamo di abbandonare ideologie da tardo terzomondismo, pensando a tutte le povere persone che nel nostro Paese, prive di protezione, subiscono la violenza diffusa nelle nostre comunita'. Non sono accettabili, quindi, i distinguo che da Rifondazione al Pdci vengono in queste ore, rispetto ad esempio al decreto sulle espulsioni, votato mercoledi in Cdm anche dal ministro Ferrero sulla difesa della sicurezza delle nostre citta', che eviti rigurgiti xenofobi, si gioca la credibilita' del governo Prodi", ha concluso Fabris.
Della sicurezza ha anche parlato Vicnenzo Scotti, gia' ministro dell'Interno negli anni '90 ed oggi presidente della Link Campus University di Malta. "Entrambi gli schieramenti sono chiamati ad una riflessione profonda: sta entrando in crisi la democrazia e non deve sorprendere se poi, come purtroppo e' accaduto, emergono rigurgiti violenti. In uno Stato di diritto la sicurezza non puo' e non deve essere un'emergenza. Quel che occorre fare ora e' pianificare seriamente per capire come affrontare, da una parte, la questione dell'immigrazione e dell'integrazione e, dall'altra, il problema della sicurezza dei cittadini -ha detto Scotti-. Occorrono certamente misure adeguate, perche' non e' con le grida manzoniane o facendo la faccia feroce che si da' una soluzione a questi problemi: basta con le politiche ondivaghe messe in campo una volta per compiacere i 'buonisti' e un'altra per accontentare i 'feroci'".
Misure adeguate, dunque. "Come la certezza della pena -spiega Scotti- che deve essere chiaramente percepita come un deterrente. Se uno straniero viene in Italia e compie un furto, viene processato per direttissima e poi dopo pochi giorni esce dal carcere, si convincera' che da noi il furto non e' una cosa grave. E ne commettera' altri. E' inutile, quindi, aumentare gli anni di carcere per alcuni reati se poi non vi e' la certezza della pena". Il governo, dopo il caso Reggiani, e' intervenuto con un decreto.
"Speriamo -osserva Scotti- che possa davvero rappresentare una svolta. Ma ne dubito. Il provvedimento e' nato sotto una spinta emotiva dopo che, fino a pochi giorni prima, il governo aveva affrontato la questione con un 'pacchetto' di quattro disegni di legge. Sembra invece, purtroppo, che si viva alla giornata, che non si prenda atto dei cambiamenti che invece ci sono e ci saranno, che manchi una politica su questi temi fondamentali, che si vada avanti con interventi sporadici. In questi anni l'Italia sembra aver messo la testa sotto la sabbia affidandosi al buon Dio...".
"Non si tratta -sottolinea l'ex ministro- di destra o sinistra. E' una questione essenzialmente politica, oltre che organizzativa, che va risolta con il concorso di tutti, perche' la sicurezza e' un problema che riguarda tutti. Ne' si puo' vistosamente sbandare, come ha fatto ad esempio Veltroni che nelle ultime ore ha preso una direzione opposta rispetto ad atteggiamenti tenuti in un recente passato. La sicurezza e' un tema delicato e difficile che non puo' essere affrontato con miopia politica e pressappochismo".
"Il controllo del territorio -afferma Scotti- e' un passaggio cruciale. Allora, occorre organizzare Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia municipale attraverso un piano unico di intervento per riportare il territorio sotto il dominio della legalita': se c'e' un campo abusivo non lo si puo' lasciar vivere neppure un'ora. Cosa fare, poi, delle persone sgomberate? Il problema si affronta a monte con una diversa politica dei flussi di immigrazione e a valle con una politica di integrazione che garantisca il giusto equilibrio in citta' che saranno sempre piu' interetniche. Non sono cose che si improvvisano, ci vuole una strategia".
Fondamentale, secondo Scotti, e' anche un'iniziativa complessiva a livello europeo- "Nel '91 -ricorda l'ex ministro- mi trovai ad affrontare l'arrivo improvviso di 22mila albanesi nel nostro Paese. Al governo posi il problema di quale politica adottare, se dovessero essere o meno le istituzioni a gestire i flussi. E ai ministri europei dell'Interno chiesi collaborazione. Purtroppo, la risposta dell'Europa fu che quello era un problema nostro. Li riportammo indietro tutti, ma io rimasi solo, attaccato dalla stampa, e neppure dalle forze politiche del nostro Paese venne una risposta decisiva. Purtroppo, ancora oggi, sembra che a gestire questi flussi sia principalmente chi specula sulle tragedie di centinaia di migliaia di disperati".
"Ma il problema dell'immigrazione e' e sara' sempre piu' cruciale: le previsioni -spiega Scotti- parlano del 20-25% di extracomunitari in Europa nei prossimi 20 anni. Ecco perche' il problema va affrontato anche guardando all'organizzazione di citta' che saranno sempre piu' interetniche. Ma nel nostro Paese, purtroppo, non c'e' a livello di enti locali una politica efficace per gestire il presente e soprattutto il futuro delle citta': si creano ghetti che poi esplodono e diventano incontrollabili. Si sbanda dal non far nulla alla repressione di ogni cosa, confondendo in un unico calderone le cose buone con quelle cattive".
C'e' pero' un problema di costi legato alle iniziative da mettere in campo per garantire la sicurezza dei cittadini. "Non sono -risponde Scotti- cifre esorbitanti. Occorre individuare precise priorita' di intervento. In ogni caso, anche se oggi i costi fossero difficili da sostenere, uno sforzo va compiuto perche' altrimenti, domani, questi costi potrebbero crescere e di molto". "L'emergenza criminalita' si affronta con misure rigorose, razionali e non dettate dall'emotivita'. E' la posizione che sostiene il deputato del Pd Franco Monaco. "In tanto frastuono nel quale dominano emotivita', demagogia, strumentalizzazione politica, la voce del ministro dell'Interno Giuliano Amato si segnala per razionalita', senso di responsabilita', visione della complessita' dei problemi"
Monaco aggiunge, "accompagnate dall'amarezza e dalla preoccupazione per l'azione di chi si lascia andare a speculazioni politiche anzicche' cooperare al governo di una sfida epocale che ci interpella tutti. Una classe dirigente, di maggioranza o di opposizione si misura su questo difficile fronte". "Fermezza" con chi non accetta le regole. Non usa mezzi termini il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, nel commentare l'emergenza sicurezza. "Abbiamo sentito tante voci che ci invitano a fare distinzione tra buoni e cattivi, tra il grano buono e la zizzania. Io dico che e' necessario cercare di valorizzare l'antica tradizione dell'accoglienza e che occorre essere fermi con chi non accetta le regole di cittadinanza", ha detto Bertone. (Adnkronos)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti